Quanto prende una persona invalida al 92 per cento

Cosa spetta a una persona con invalidità al 92 per cento: tutele, agevolazioni fiscali e prestazioni economiche.
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15/09/2023

In quale modo vengo tutelato dallo Stato se sono stato riconosciuto invalido civile? Cosa spetta a una persona con invalidità al 92 per cento? (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Cosa spetta a una persona con invalidità al 92 per cento

Ti mostriamo subito una tabella in cui riportammo cosa spetta a una persona con invalidità al 92 per cento. Nei prossimi paragrafi parleremo nel dettaglio di ogni singolo beneficio.

E quindi, se ti è stata riconosciuta un’invalidità al 92 per cento hai diritto a:

Tipologia dell’agevolazione o della prestazione economicaCaratteristiche principali dell’agevolazione o della prestazione economica
Assegno ordinario di invalidità– Richiede almeno un’invalidità del 75%
– Richiede di aver lavorato in passato con almeno 5 anni di contributi, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio
– L’importo dell’assegno è calcolato in base ai contributi versati, senza maggiorazioni
– Durata di 3 anni, rinnovabile per tre volte
– Dopo il terzo rinnovo, diventa definitivo
Pensione di invalidità civile– Trattamento assistenziale
– Accessibile se non si lavora e non si hanno i contributi necessari per l’Assegno ordinario di invalidità
– Richiede un reddito inferiore a 5.391,88 euro all’anno (per il 2023)
– Alla pensione di invalidità civile segue l’assegno sociale all’età pensionabile
– L’importo dell’assegno mensile per il 2023 è di 313,91 euro
Contribuzione figurativa o maggiorazione contributiva– Accredito di 2 mesi di contributi figurativi per ogni anno lavorato alle dipendenze di un datore di lavoro pubblico o privato, fino a un massimo di 5 anni
– Utile per raggiungere il requisito contributivo o la maggiore anzianità per la pensione di anzianità o pensione anticipata
Ape sociale– Misura di prepensionamento
– Assegno che accompagna il lavoratore dai 63 anni di età fino al perfezionamento del requisito per la pensione di vecchiaia
– Importo calcolato come la futura pensione, ma non superiore a 1.500 euro mensili
– Accessibile con 30 o 36 anni di contributi, a seconda della categoria di appartenenza
Fornitura gratuita di protesi, presidi e ausili– Diritto alla fornitura gratuita di protesi, presidi e ausili
– Garantito dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN)
– Dispositivi disponibili specificati nel Nomenclatore dell’assistenza protesica
– Richiesta presentata alla ASL di residenza con piano riabilitativo-assistenziale compilato da un medico specialista
Esenzione totale dal pagamento del ticket sanitario– Esenzione dal pagamento del ticket sanitario per tutte le prestazioni mediche riguardanti la patologia invalidante
– Richiesta presentata alla ASL di appartenenza con la certificazione sullo stato di salute
Agevolazioni per le graduatorie delle case popolari– Agevolazioni nelle graduatorie comunali per l’assegnazione delle case popolari
– Accessibile già con un’invalidità civile al 90%
Congedo per cure in relazione all’infermità riconosciuta– Possibilità di richiedere al datore di lavoro un periodo massimo di 30 giorni all’anno per cure relative all’infermità riconosciuta
– Congedo utilizzabile in un’unica soluzione o frazionato
– Retribuzione durante il congedo simile a quella dei giorni di malattia
Iscrizione alle liste per il collocamento mirato– Accesso ai servizi di sostegno e di collocamento dedicati alle categorie protette
– Presentazione del verbale di invalidità e della relazione conclusiva della Commissione dell’ASL presso il Centro per l’Impiego
– Possibilità di inclusione nelle quote di riserva delle aziende
Agevolazioni fiscali (TARSU, ICI)– Possibili agevolazioni sulla Tassa da asporto rifiuti (TARSU) e sull’Imposta Comunale sugli Immobili (ICI)
– Agevolazioni locali fissate dai comuni, senza obblighi specifici
– Richiesta di informazioni presso il proprio comune di residenza
Agevolazioni telefonia fissa e mobile– Riduzione del 50 per cento sul canone mensile di abbonamento alla telefonia fissa per anziani, persone disabili e utenti con esigenze sociali speciali (soggetti a limiti reddituali)
– Esenzione dalla tassa di concessione governativa per invalidi non vedenti, sordi o con perdita anatomica o funzionale di entrambi gli arti inferiori
Contrassegno disabili– Possibilità di ottenere il “contrassegno invalidi” per persone invalide con capacità di deambulazione ridotta o non vedenti
– Per il rilascio, richiesta di visita medica presso il servizio di medicina legale dell’Azienda Asl
Contributi per l’eliminazione delle barriere architettoniche in casa– Possibilità di richiedere un contributo al comune per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici già esistenti
– Richiesta presentata prima dell’inizio dei lavori e liquidazione del contributo dopo l’esecuzione dei lavori e la presentazione del rendiconto delle spese sostenute
Agevolazioni Legge 104/1992Accertamento dell’handicap (Legge 104/1992) diverso dall’invalidità civile, valutando lo svantaggio sociale derivante dall’invalidità
– Accesso a ulteriori benefici fiscali e lavorativi
– Richiesta di accertamento e domanda per Legge 104 da presentare
Tabella riassuntiva di tutto quello cosa spetta a una persona con invalidità al 92 per cento

Ecco cosa spetta a una persona con invalidità al 92 per cento. Vediamo tutti i benefici nel dettaglio.

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Le prestazioni economiche

Assegno ordinario di invalidità

Partiamo subito dalle prestazioni di tipo economico, che sono quelle a cui si è maggiormente interessati, per ovvi motivi.

L’INPS eroga prestazioni economiche a partire dal riconoscimento del 75 per cento di invalidità.

Dal 75 per cento al 99 per cento si parla di invalidità parziale: quindi tu sei una persona invalida parziale e puoi ottenere l’Assegno ordinario di invalidità o la pensione di invalidità (adesso vediamo con quali altri requisiti).

Non hai diritto alla pensione di inabilità (si ottiene con invalidità totale al 100%) né all’indennità di accompagnamento (si ottiene con invalidità totale e accertamento dell’incapacità di deambulare o di compiere atti della vita quotidiana senza assistenza).

Hai diritto all’Assegno ordinario di invalidità se lavori o hai lavorato, e hai almeno 5 anni di contributi, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio.

Essendo richiesto il requisito contributivo, quindi, si tratta di prestazione previdenziale.

L’importo dell’assegno verrà infatti calcolato in base ai contributi versati, come se si trattasse della pensione, ma senza maggiorazioni (come invece avviene per la pensione di inabilità lavorativa), e viene ridotto se il reddito supera di quattro volte il trattamento minimo.

L’Assegno ordinario di invalidità, inoltre, ha una durata di 3 anni e deve essere rinnovato. Dopo il terzo rinnovo, diventa definitivo.

Per sapere tutto su come funziona l’Assegno ordinario di invalidità e su come rinnovarlo, leggi il nostro approfondimento.

La pensione di invalidità civile

La pensione di invalidità civile, al contrario, è un trattamento assistenziale. Puoi ottenerla se non lavori, non hai versato i contributi utili per l’Assegno ordinario di invalidità, e se hai un reddito inferiore a 5.391,88 euro (per il 2023).

Al compimento dell’età pensionabile, la pensione di invalidità civile viene convertita in assegno sociale.

L’importo dell’assegno mensile, per il 2023, è pari a 313,91 euro mensili.

Qui spieghiamo quali redditi si calcolano e quali si escludono dal conteggio del reddito per la pensione di invalidità.

Ti mostriamo tutte le agevolazioni con invalidità al 99 per cento: dalle prestazioni economiche alle agevolazioni fiscali, lavorative e sulle spese sanitarie.

Il prepensionamento

Contribuzione figurativa o maggiorazione contributiva

Con un’invalidità civile al 92 per cento hai diritto al beneficio pensionistico dei contributi figurativi, o maggiorazione contributiva: per ogni anno lavorato alle dipendenze di un datore di lavoro pubblico o privato, sono accreditati 2 mesi di contributi figurativi in più, fino a un massimo di 5 anni.

La maggiorazione è utile anche per raggiungere il requisito contributivo, o la maggiore anzianità in assenza del requisito anagrafico, per la pensione di anzianità o anticipata.

Il beneficio nella misura di 2 mesi per ogni anno di lavoro fino a un massimo di cinque anni è riconosciuto entro l’anzianità contributiva massima di 40 anni per il calcolo della pensione con il sistema di calcolo retributivo.

I 2 mesi di contributi in più non sono però rilevanti nel calcolo della quota di pensione contributiva (per le pensioni a calcolo misto), né nel calcolo della pensione da liquidare integralmente con il sistema contributivo.

In questo approfondimento ti spieghiamo cosa prevede e quali requisiti contributivi devi avere per richiedere la certificazione per contributi figurativi e per poter andare in pensione prima.

Facciamo un calcolo di quanto prende un invalido al 100 per cento con l’accompagnamento.

L’Ape sociale

L’Ape sociale è una misura per il prepensionamento. Si tratta di un assegno che accompagna il lavoratore dai 63 anni di età (o dalla posteriore data della domanda di prestazione) fino al perfezionamento del requisito della pensione di vecchiaia.

L’assegno è calcolato allo stesso modo della futura pensione, ma non può superare i 1.500 euro mensili.

All’Ape sociale si può accedere con 30 o 36 anni di contributi (tra tutte le gestioni INPS), considerando anche eventuali contributi esteri, a seconda della categoria di appartenenza.

Con l’invalidità civile al 92 per cento, puoi raggiungere la prestazione con un minimo di 30 anni di contributi.

Per ottenere l’Ape sociale devi però cessare l’attività lavorativa. Puoi ricominciare a lavorare dopo la conferma del diritto alla prestazione da parte dell’INPS, ma non dovrai superare il reddito annuo di 8mila euro, se sei impiegato come dipendente o parasubordinato, o di 4800 euro, se la nuova attività è di lavoro autonomo.

La prestazione è incompatibile con i sussidi di disoccupazione e con qualsiasi pensione diretta.

Scopri tutto sull’Ape sociale per chi ha figli: per le madri meno contributi per accedere alla misura da poco prorogata per il 2023 dal governo.

Un grado di invalidità pari o superiore al 75 per cento dà accesso a numerose agevolazioni, nonché a prestazioni di tipo economico. Spesso le persone disabili sono a carico dei propri familiari, che se ne prendono cura. Vediamo quindi cosa spetta con una persona con invalidità al 75 per cento.

Agevolazioni fiscali, prestazioni gratuite e sconti

Fornitura gratuita di protesi, presidi e ausili

Le persone con un’invalidità al 92 per cento hanno diritto alla fornitura gratuita di protesi, presidi e ausili.

In questo approfondimento ti spieghiamo cosa sono protesi, presidi e ausili e come fare richiesta.

A garantire l’erogazione di questi dispositivi sanitari è il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). I dispositivi disponibili sono specificati nel Nomenclatore dell’assistenza protesica.

Per ottenere un dispositivo dovrai presentare richiesta alla tua ASL di residenza, dopo aver fatto compilare a un medico specialista un piano riabilitativo-assistenziale sulla base delle tue necessità.

Invalidità civile al 70 per cento: cosa spetta? Ecco benefit e agevolazioni previste con questa percentuale e cosa non è possibile avere.

Esenzione dal pagamento del ticket sanitario

Con un’invalidità al 92 per cento hai anche diritto all’esenzione dal pagamento del ticket sanitario.

Per ottenere l’esenzione dovrai rivolgerti alla tua ASL di appartenenza, presentando la certificazione sul tuo stato di salute.

L’ASL ti rilascerà un attestato, che presenterai al tuo medico curante e che lui utilizzerà ogni volta che redigerà per te una ricetta, in cui apporrà il codice esenzione ticket che ti dà diritto all’esenzione.

In questo articolo ti mostriamo la tabella esenzioni ticket per invalidità.

Agevolazioni per la graduatoria nelle case popolari

L’invalidità civile al 92 per cento ti dà la possibilità di essere agevolato nelle graduatorie comunali per l’assegnazione delle case popolari.

Per conoscere tutti i requisiti per fare domanda per una casa popolare e come ottenerla, leggi questo articolo: case popolari e disabili.

Agevolazioni Tassa da asporto rifiuti (TARSU) per persone disabili

La TARSU, Tassa asporto rifiuti solidi urbani, è una tassa di stretta competenza locale. I comuni hanno facoltà di fissare, nelle specifiche delibere, agevolazioni per le persone anziane, per le persone disabili o per i cittadini in stato di bisogno, senza tuttavia che vi sia alcun obbligo specifico. Ti suggeriamo di rivolgerti al tuo comune per conoscere le eventuali agevolazioni.

Sono numerose le agevolazioni fiscali e tributarie erogate da soggetti pubblici o esercenti ai portatori di handicap e ai familiari che li hanno fiscalmente a carico. In questo approfondimento spieghiamo come funzionano tasse e imposte per le persone disabili.

ICI persone con disabilità

L’Imposta Comunale sugli Immobili è un tributo di stretta competenza locale. I comuni hanno facoltà di fissare, nelle specifiche delibere, agevolazioni per le persone anziane, per le persone disabili o per i cittadini in stato di bisogno, senza tuttavia che vi sia alcun obbligo specifico. Anche in questo caso ti suggeriamo di rivolgerti al tuo comune per conoscere le eventuali agevolazioni.

Al Forum delle associazioni familiari si è parlato anche di riforma fiscale e meno tasse per le persone disabili. Il ministro per le disabilità Alessandra Locatelli parla della sua proposta sulla detassazione per famiglie fragili e con figli disabili e della necessità di revisione della Legge 68/99.

Agevolazioni telefonia fissa e mobile per persone disabili

Telefonia fissa

La normativa vigente prevede che agli anziani, persone disabili e utenti “con esigenze sociali speciali” venga riconosciuta una riduzione del 50 per cento sul canone mensile di abbonamento. Vengono tuttavia previsti dei limiti reddituali per poter accedere a tale beneficio.

Tariffe agevolate telefonia disabili, l’Agcom ha prorogato i benefici fino al 30 giugno del 2024. Sono previsti sconti del 50 per cento, l’agevolazione estesa di nuovo anche alle persone che hanno una grave limitazione della capacità di deambulare. Vediamo come funziona e come presentare la domanda.

Telefonia mobile

La normativa vigente prevede che la tassa di concessione governativa non sia dovuta dagli invalidi “in seguito a perdita anatomica o funzionale di entrambi gli arti inferiori nonché a non vedenti e ai sordomuti.

Agevolazioni per cure odontoiatriche in Italia: cosa passa il Sistema Sanitario Nazionale? Scopriamolo in questo approfondimento.

Cosa spetta a una persona con invalidità al 92 per cento
Cosa spetta a una persona con invalidità al 92 per cento. Nella foto: il numero 92

Agevolazioni lavorative

Congedo per cure

Si tratta della possibilità di richiedere al datore di lavoro un periodo, non superiore a 30 giorni all’anno, per affrontare delle cure relative all’infermità riconosciuta (decreto legislativo numero 119 dell’11 agosto 2011).

Questi 30 giorni di congedo possono essere utilizzati sia tutti insieme, sia frazionati (non in ore). La retribuzione in questi giorni di assenza funziona quasi allo stesso modo dei giorni di malattia.

Leggi tutto sul congedo per cure invalidi civili: come funziona nel dettaglio e come richiederlo.

Collocamento mirato

Si tratta dell’accesso ai servizi di sostegno e di collocamento dedicati alle categorie protette: per usufruirne, devi recarti presso il Centro per l’Impiego, presentando, oltre al verbale di invalidità, la relazione conclusiva rilasciata dalla preposta Commissione dell’ASL.

Potrai, inoltre, essere incluso dall’azienda nelle quote di riserva relative alla legge sul collocamento obbligatorio, cioè nei posti che l’azienda deve per legge mettere a disposizione delle categorie protette.

Leggi come iscriversi alle categorie protettecome funziona il collocamento mirato e cosa sono le quote di riserva nelle aziende.

Altre agevolazioni

Contrassegno disabili

Le “persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta” e i non vedenti possono ottenere, previa visita medica che attesti questa condizione, il cosiddetto contrassegno invalidi.

Il contrassegno ti permette di sostare negli stalli destinati alle persone disabili e di circolare liberamente in alcune aree solitamente chiuse al traffico o con restrizioni.

Per il rilascio, devi rivolgerti al servizio di medicina legale della tua Azienda Usl e farti rilasciare dall’ufficio medico legale la certificazione medica che attesti che hai una capacità di deambulazione sensibilmente ridotta o sei non vedente.

Ti spieghiamo dove richiedere il contrassegno per disabili, chi può farlo, quanto costa, che durata ha e come funziona.

Contributi per l’eliminazione delle barriere architettoniche in casa

La normativa vigente prevede che per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici già esistenti, le persone con disabilità possano richiedere un contributo al comune dove è sito l’immobile.

La richiesta di contributi deve essere presentata prima dell’inizio dei lavori. Il contributo viene liquidato dopo l’esecuzione dei lavori e la presentazione del rendiconto delle spese sostenute.

Barriere architettoniche: ecco il riparto dei fondi Regione per Regione, disponibili 22 milioni di euro. Le amministrazioni dovranno poi distribuirli ai Comuni che li erogheranno ai cittadini che ne hanno fatto richiesta. I criteri di scelta, come presentare la domanda, i documenti e i requisiti necessari.

La certificazione dello stato di handicap Legge 104/1992

Se hai un’invalidità al 92 per cento, potresti aver anche chiesto (o potresti richiedere) anche l’accertamento dell’handicap (Legge 104/1992), che è diverso da quello per l’invalidità civile.

Si tratta infatti di una valutazione differente che viene fatta: per l’invalidità civile si valuta la capacità lavorativa residua, per l’handicap lo svantaggio sociale che deriva appunto dall’invalidità.

L’accertamento dell’handicap dà accesso a ulteriori benefici, sia di tipo fiscale che lavorativo.

Per comprendere meglio la differenza tra handicap e invalidità, ti consigliamo di leggere questo nostro articolo.

Qui ti spieghiamo come fare domanda per Legge 104, mentre in questa guida ti mostriamo tutte le agevolazioni Legge 104 a cui potresti aver diritto.

Possibilità di chiedere l’aggravamento

Ma non è tutto. Una persona invalida al 92 per cento è considerata un invalido grave. In molti casi, si tratta di patologie e situazioni invalidanti che tendono a peggiorare con il tempo.

In questi casi, puoi chiedere l’aggravamento dell’invalidità. Se, dopo nuovo accertamento sanitario, ti viene riconosciuta l’invalidità totale e l’impossibilità di camminare da solo o di compiere gli atti della vita quotidiana senza assistenza, hai diritto a benefici aggiuntivi e all’indennità di accompagnamento.

In questo articolo ti spieghiamo come fare domanda per aggravamento. Qui, invece, ti mostriamo a cosa ha diritto una persona invalida al 100 per cento. Per finire, questa è la nostra guida sull’indennità di accompagnamento.

Cosa spetta una persona invalida al 92 per cento in breve

Una persona con invalidità al 92 per cento ha diritto a diverse tutele, agevolazioni fiscali e prestazioni economiche.

Le prestazioni economiche includono l’Assegno ordinario di invalidità, che richiede un’invalidità del 75 per cento e almeno 5 anni di contributi, e la Pensione di invalidità civile, accessibile se non si lavora e si ha un reddito inferiore a 5.391,88 euro all’anno.

La contribuzione figurativa o maggiorazione contributiva offre accrediti aggiuntivi di contributi per ogni anno lavorato, utili per raggiungere il requisito contributivo per la pensione di anzianità o anticipata.

L’Ape sociale è un assegno di prepensionamento che accompagna il lavoratore fino al raggiungimento del requisito per la pensione di vecchiaia.

Ci sono anche prestazioni gratuite come la fornitura di protesi, presidi e ausili, e l’esenzione dal pagamento del ticket sanitario.

Altre agevolazioni includono il congedo per cure, l’iscrizione alle liste per il collocamento mirato, agevolazioni fiscali locali, agevolazioni sulla telefonia fissa e mobile, il contrassegno per disabili e contributi per l’eliminazione delle barriere architettoniche in casa.

L’invalidità al 92 per cento offre anche la possibilità di richiedere l’aggravamento dell’invalidità. È importante ricordare che ogni caso è unico e le tutele e agevolazioni possono variare a seconda del paese di residenza e delle leggi nazionali.Inizio modulo

FAQ (domande e risposte)

Cosa posso fare se non mi viene riconosciuta l’invalidità al 92 per cento?

Se non ti viene riconosciuta l’invalidità al 92 per cento, è importante non demordere e prendere le opportune misure per far valere i tuoi diritti. Ecco alcune azioni che puoi intraprendere:

  • Richiedi una rivalutazione: se ritieni che la tua condizione sia stata valutata in modo errato, puoi presentare una richiesta di rivalutazione presso l’ente competente. Assicurati di fornire documentazione medica dettagliata e, se necessario, consulta un medico specialista per ottenere un parere aggiuntivo.
  • Ricorri al giudice: se la rivalutazione non produce i risultati sperati, puoi considerare di presentare un ricorso per invalidità. In questo caso, è consigliabile farsi assistere da un avvocato esperto in materia di invalidità, che potrà guidarti nel processo legale.

Ricorda che ogni caso è unico e le azioni da intraprendere potrebbero variare in base alle circostanze personali. È sempre consigliabile consultare un professionista esperto in materia per ottenere consigli specifici.

Con un’invalidità al 92 per cento ho diritto a tutele in ambito lavorativo?

Sì, avere un’invalidità al 92 per cento ti dà diritto a diverse tutele in ambito lavorativo. Ecco alcune delle principali:

  • Agevolazioni contrattuali: l’invalidità al 92 per cento ti conferisce la possibilità di richiedere agevolazioni contrattuali come riduzioni dell’orario di lavoro, flessibilità nell’organizzazione del lavoro o l’assegnazione di mansioni compatibili con la tua condizione.
  • Diritto alla non discriminazione: in base alla legge, i datori di lavoro non possono discriminare le persone con disabilità. Ciò significa che non possono rifiutarti un’opportunità lavorativa a causa della tua condizione, a meno che la disabilità renda effettivamente impossibile svolgere le mansioni richieste.
  • Benefici fiscali e previdenziali: in alcuni casi, potresti avere diritto a benefici fiscali o previdenziali, come esenzioni o riduzioni di imposte o contributi previdenziali. Verifica con le autorità competenti quali agevolazioni sono disponibili per te.

Posso lavorare con un’invalidità al 92 per cento?

Assolutamente sì, è possibile lavorare anche con un’invalidità al 92 per cento. L’invalidità non dovrebbe essere un ostacolo alla tua partecipazione al mondo del lavoro, tant’è che anche le persone invalide civili totali e con accompagnamento possono lavorare.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sull’invalidità civile:

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