Lavorare con invalidità totale: quando è possibile

Ci chiediamo in quali casi è possibile lavorare con invalidità totale, chi si occupa della valutazione della capacità lavorativa residua e a quali mansioni si può essere occupati.
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13/02/2023

È possibile lavorare con invalidità totale? Un’invalidità al 100% compromette per sempre la possibilità di lavorare?  Se viene riconosciuta l’inabilità totale e l’indennità di accompagnamento, non è possibile in alcun caso cercare un’occupazione? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Molti pensano che con il riconoscimento della riduzione totale della capacità lavorativa non è più possibile cercare un’occupazione. In realtà, lavorare con invalidità totale è possibile.

Tuttavia, è necessario che la capacità lavorativa venga valutata da una Commissione Medica e che le aziende e i datori di lavoro possano offrire mansioni lavorative adatte appunto alla capacità residua lavorativa riconosciuta.

In questo approfondimento ti spieghiamo chi fa questa valutazione, perché, quando e come puoi lavorare anche se ti è stata riconosciuta un’invalidità al 100%, anche con accompagnamento.

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Indice

È possibile lavorare con invalidità totale?

Come abbiamo anticipato in apertura, sì, è possibile lavorare con invalidità totale. Il riconoscimento dell’invalidità al 100%, anche con diritto all’indennità di accompagnamento, non preclude la possibilità di inserimento lavorativo.

Non devi farti fuorviare dalla voce che vedi sul verbale di invalidità, che riporta la dicitura “totale e permanente inabilità lavorativa”.

Questa voce, infatti, permane ancora oggi a causa di una mancata riforma al D.M. 5 febbraio del 1992, il quale stabilisce che la Commissione Medica per l’invalidità debba valutare anche le capacità lavorative residue delle persone disabili.

Così, a fronte del riconoscimento di un’invalidità totale, le commissioni mediche dell’ASL riportano sul verbale la dicitura di cui ti abbiamo appena parlato.

Tuttavia, dal 1999 le cose sono cambiate e quella dicitura non dovrebbe essere più presente (ecco perché è necessaria una riforma al decreto).

L’accesso al lavoro, infatti, dal 1999 è regolato dalla Legge 68/99 e l’accertamento delle condizioni di disabilità ai fini del collocamento è effettuata secondo i criteri e le modalità definite dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 13 gennaio 2000.

Quindi, in sintesi: la Commissione Medica dell’ASL per l’invalidità, ti attribuirà una percentuale di invalidità, che ti darà diritto a differenti benefici economici o agevolazioni in base alla percentuale appunto attribuita. Anche se questa dovesse essere al 100%, quindi invalidità totale, e anche nel caso di accompagnamento, potresti comunque poter ancora lavorare con in invalidità totale. Per la valutazione, però, devi iscriverti alle categorie protette: ti spieghiamo perché.

Nel frattempo leggi come iscriverti alle categorie protette e quali vantaggi otterresti grazie all’inserimento nelle liste di collocamento mirato.

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Lavorare con invalidità totale grazie alla Legge 68/99 e all’iscrizione alle categorie protette

Abbiamo visto che, anche se la Commissione Medica ti riconosce un’invalidità al 100% con accompagnamento e riporta sul verbale la dicitura “totale e permanente inabilità lavorativa”, non è detto che tu non possa più lavorare con invalidità totale.

L’ultima parola spetta alle commissioni mediche chiamate a valutare la capacità residua lavorativa, su richiesta dei Centri per l’Impiego, ai quali dovrai rivolgerti per iscriverti alle categorie protette ed essere inserito nelle liste di collocamento mirato.

Il collocamento mirato prevede, attraverso l’azione svolta dai servizi per l’inserimento lavorativo, il reale incontro tra le capacità lavorative del disabile e le esigenze delle imprese.

Per collocamento mirato, infatti, si intende quella serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto adatto, attraverso analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzione di problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione.

Collocamento mirato per chi lavora già: vediamo come iscriverti alle liste di collocamento mirato se la tua invalidità è sopraggiunta mentre già stai lavorando.

Il video sotto ti spiega tutto sulle categorie protette:

Chi accerta che si può lavorare con invalidità totale?

In base a quanto detto nel precedente paragrafo, ad accertare se è possibile lavorare con invalidità totale è una Commissione dell’ASL competente ad accertare le condizioni di disabilità per l’accesso al collocamento delle persone disabili, che non è la stessa che ti ha riconosciuto l’invalidità civile (articolo 1, comma 4, della Legge 68/1999).

L’accertamento delle condizioni di disabilità rientra tra le misure per agevolare l’inserimento mirato e la ricerca del posto di lavoro più adatto alla singola persona disabile pertanto, l’attività della Commissione di cui all’articolo 4 della Legge 104/1992 è finalizzata a individuare la capacità globale, attuale e potenziale per il collocamento lavorativo della persona disabile.

Quindi, ricapitolando: dall’entrata in vigore della Legge 68/1999, le commissioni per l’accertamento dell’invalidità non possono più procedere alla valutazione delle capacità lavorative definendo la collocabilità o non collocabilità della persona disabile, in quanto non più competenti.

La valutazione delle capacità lavorative deve essere effettuata dalle commissioni per l’accertamento dell’invalidità integrate da un operatore sociale e un esperto nei casi da esaminare come previsto dall’articolo 4 della Legge 104/1992.

Scopri la procedura per collocamento mirato e accertamento della disabilità e come trovare più facilmente lavoro.

Lavorare con invalidità totale
Lavorare con invalidità totale: quando è possibile. Nella foro: un disabile in carrozzina con i suoi colleghi di lavoro

Anche i disabili psichici possono lavorare con invalidità totale?

Sì, anche i disabili psichici possono avere la possibilità di lavorare con invalidità totale.

L’articolo 9, comma 4 della Legge 68/199 fa espresso riferimento ai disabili psichici prevedendo che possano essere avviati su richiesta nominativa (per chiamata diretta dei datori di lavoro) mediante delle particolari convenzioni (articolo 11 della Legge 68/1999).

I datori di lavoro che effettuano le assunzioni di disabili psichici con invalidità totale hanno diritto a particolari agevolazioni (articolo 13 della Legge 68/1999).

Anche per i disabili psichici definiti nei verbali di invalidità “non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”, le commissioni mediche dell’ASL e gli esperti dei comitati tecnici dovranno indicare le residue capacità lavorative, le abilità, le inclinazioni e le attitudini lavorative.

Ovviamente, sia per i disabili psichici che per tutti gli altri disabili totali, l’accertamento della disabilità ai fini del collocamento mirato può anche dare esito negativo, per cui non hai la totale sicurezza che lavorerai: dipende, appunto, dalla valutazione delle tue capacità lavorative residue che, se la Commissione valuterà totalmente assenti, non ti permetteranno di continuare a lavorare. Questo andava sottolineato per non creare false aspettative.

Come posso cambiare mansione sul lavoro se sono stato riconosciuto invalido dalla commissione? Vediamo come funziona, qual è la procedura e quali sono i diritti del lavoratore.

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