Come funziona il collocamento mirato per chi lavora già

Collocamento mirato per chi lavora già: vediamo come iscriverti alle liste di collocamento mirato se la tua invalidità è sopraggiunta mentre già stai lavorando.
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08/11/2022

Se hai già un’occupazione e nel corso dell’attività ti viene riconosciuta un’invalidità, quali diritti acquisisci all’interno dell’azienda? Il datore di lavoro può licenziarti? In questo caso puoi iscriverti alle categorie protette? Come funziona il collocamento mirato per chi lavora già? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Il collocamento mirato rappresenta un sistema di strumenti tecnici, normativi e di supporto volti a promuovere l’inserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità.

In questo approfondimento ti spiegheremo cosa prevede la normativa di riferimento e ci concentreremo soprattutto su come funziona il collocamento mirato per chi lavora già.

Indice

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Come funziona il collocamento mirato per chi lavora già

Come funziona il collocamento mirato per chi lavora già? Sei un lavoratore divenuto disabile o invalido nel corso dello svolgimento della tua attività lavorativa.

Sei stato assunto con un contratto che prevede delle mansioni da svolgere, attinenti con le tue capacità. Adesso, però, quelle capacità sono cambiate in seguito alla disabilità, all’handicap o alla menomazione sopraggiunti a causa di infortunio o di malattia.

In questa ipotesi, il tuo datore di lavoro ha l’obbligo di adibirti a mansioni equivalenti ma adatte alla tua sopraggiunta condizione fisica o mentale o, in mancanza, inferiori.

In ogni caso, hai diritto alla conservazione del più favorevole trattamento, corrispondente alle mansioni di provenienza.

Nel caso in cui il datore di lavoro si trovi impossibilitato ad assegnarti altre mansioni, l’invalidità può costituire giustificato motivo di licenziamento.

In altri casi, potresti essere tu a non voler più lavorare per quell’azienda, magari perché si sono incrinati i rapporti con il datore di lavoro, che ti nega il diritto della visita sanitaria aziendale, o perché le nuove mansioni assegnate non ti soddisfano, e quindi potresti decidere tu di dare le dimissioni.

In caso di licenziamento – volontario o da parte del datore di lavoro – acquisisci un nuovo diritto grazie alla tua sopraggiunta condizione di disabilità: l’avviamento, da parte degli uffici competenti, presso un’altra realtà lavorativa con diritto di precedenza e senza inserimento in graduatoria.

Vediamo quindi cosa prevede il collocamento mirato, come iscriversi alle sue liste e a quali diritti ti dà accesso.

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Collocamento mirato per chi lavora già: la normativa

Vediamo come funziona il collocamento mirato per chi lavora già, cercando innanzitutto di capire cosa prevede la normativa di riferimento.

La legge 12 marzo 1999 n. 68, impone alle aziende che raggiungono una certa dimensione occupazionale di avere in organico un determinato numero di persone disabili, pena l’applicazione di sanzioni amministrative.

La legge prevede anche una serie di agevolazioni contributive all’assunzione per le aziende, variabili dal 35 al 70 per cento della retribuzione lorda imponibile ai fini previdenziali, per ogni lavoratore disabile assunto.

Sempre la legge n. 68/1999, prevede che possano iscriversi nelle liste di collocamento mirato le persone che siano in stato di disoccupazione e aspirino a un’occupazione conforme alle proprie capacità lavorative.

Quindi, se ti viene riconosciuta un’invalidità mentre già stai lavorando e il tuo datore di lavoro prevede il licenziamento perché non ha la disponibilità di collocarti ad altre mansioni confacenti con la tua nuova condizione di salute, oppure non ritieni di voler svolgere le mansioni assegnate e sei tu a licenziarti, puoi chiedere l’iscrizione alle liste di collocamento mirato, perché a quel punto risulterai portatore di handicap disoccupato.

L’iscrizione nelle liste di collocamento comporta l’inserimento in una graduatoria, utile per gli avviamenti numerici presso imprese ed enti pubblici.

Nel prossimo paragrafo vediamo quali sono, nel dettaglio, gli obblighi delle aziende in base alla legge n. 68/199.

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Collocamento mirato per chi lavora già: gli obblighi delle aziende

Continuiamo a parlare del collocamento mirato per chi lavora già, cercando di capire quali sono gli obblighi delle aziende in base alla normativa.

La legge sul collocamento obbligatorio impone di assumere un determinato numero di persone disabili, in relazione alla consistenza occupazionale dell’azienda:

  • 1 assunzione obbligatoria per le aziende da 15 a 35 dipendenti;
  • 2 assunzioni obbligatorie per le aziende da 36 a 50 dipendenti;
  • 7% dei lavoratori occupati per le realtà con 51 o più dipendenti.

Alcune categorie di soggetti disabili che già lavorano, però, sono esclusi dal conteggio della consistenza occupazionale, ovvero:

  • soggetti divenuti inabili allo svolgimento delle proprie mansioni dopo l’assunzione, per infortunio o malattia, con riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore al 60%;
  • soggetti divenuti invalidi, scopo l’assunzione, per infortunio sul lavoro o malattia professionale, con un grado di invalidità superiore al 33%;
  • invalidi civili assunti al di fuori delle procedure che regolano il collocamento obbligatorio;
  • orfani e coniugi superstiti, già assunti alla data del 18 gennaio 2000 (nei limiti dell’1% della base occupazionale).

Facciamo degli esempi pratici: mettiamo il caso che in un’azienda siano state occupate 20 persone. In questo caso, è previsto l’obbligo di assumere un disabile. In azienda, però, sono già presenti 6 persone appartenenti alle categorie appena citate.

In questo caso, il totale degli occupati passa a 14 e non più a 20. L’azienda si trova, così, al di sotto della quota da cui scattano gli obblighi di assunzione.

Cerchiamo di capire meglio cos’è la quota di riserva e come viene computata.

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Collocamento mirato per chi lavora già
Come funziona il collocamento mirato per chi lavora già?

Collocamento mirato per chi lavora già: computo della quota di riserva

Come funziona il collocamento mirato per chi lavora già e cosa si intende per quota di riserva?

La quota di riserva rappresenta il numero di assunzioni obbligatorie che l’azienda deve effettuare in base alla sua consistenza occupazionale, come abbiamo chiarito precedentemente.

Tuttavia, determinati soggetti che sono già in forza, possono essere computati dalla suddetta quita, ovvero:

  • persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali, nonché portatori di handicap intellettivo, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%;
  • ciechi o sordi;
  • invalidi del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33%;
  • invalidi di guerra, invalidi civili di guerra, invalidi per servizio, con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria di cui alle tabelle annesse al Dpr n. 915/1978;
  • invalidi la cui capacità al lavoro, in occupazioni confacenti alle proprie attitudini, sia ridotta in modo permanente a causa di infermità o difetto fisico o mentale, a meno di un terzo;
  • lavoratori divenuti inabili allo svolgimento delle proprie mansioni per infortunio o malattia di origine extra-lavorativa (con riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore al 60%);
  • lavoratori divenuti inabili allo svolgimento delle proprie mansioni per infortunio sul lavoro o malattia professionale (con riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore al 33%);
  • lavoratori già disabili prima della costituzione del rapporto, anche se assunti al di fuori delle procedure che regolano il collocamento obbligatorio nelle ipotesi di riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore al 60%, minorazioni ascritte dalla prima alla sesta categoria di cui alle Tabelle annesse al D.p.r. numero 915/1978, disabilità intellettiva e psichica con riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%.

Consideriamo l’ipotesi di un’azienda con un numero di occupati pari a 160. Il numero di disabili da assumere corrisponde al 7% del personale in forza, corrispondente a 11 (quota di riserva).

In organico sono già presenti 4 lavoratori, appartenenti a una delle categorie appena citate. Pertanto, l’azienda sarà tenuta ad assumere 11 – 4 = 7 lavoratori disabili.

Quindi, se non puoi essere considerato nel conteggio della quota di riserva di diritto, perché il datore di lavoro non riesce a collocarti ad altre mansioni confacenti con la tua disabilità o non accetti le sue condizioni, puoi chiedere l’iscrizione alle categorie protette e alle liste del collocamento mirato.

In questi articoli ti spieghiamo come iscriverti alle categorie protette e come funziona il collocamento mirato e obbligatorio.

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