Cambio lavoro per categorie protette: come funziona

Cambio lavoro per categorie protette: cosa fare se appartengo alle categorie protette voglio cambiare lavoro? Ecco le alternative
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17/08/2022

Cambio lavoro per categorie protette: è possibile che una persona appartenente alle categorie protette voglia cambiare lavoro per qualche ragione. Ma come funziona in questo caso? Scoprilo in questo articolo (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

INDICE:

Cambio lavoro per categorie protette: come fare

Come forse saprai, le persone appartenenti alle categorie protette, in presenza di determinati requisiti, hanno una “corsia agevolata” per le assunzioni nelle imprese pubbliche e private.

In particolare, a seconda del numero complessivo di dipendenti di un’azienda, i datori di lavoro sono obbligati a riservare una percentuale di posti di lavoro da destinare ai lavoratori appartenenti alle categorie protette.

Nello specifico, sono tenuti ad assumere:

  • il 7% dei lavoratori, se occupano più di 50 dipendenti;
  • 2 lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti;
  • 1 lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti.

Ovviamente, questo è possibile solo se la persona da assumere è iscritta alle liste di collocamento obbligatorio previste dalla legge, di cui parleremo a breve.

Ma prima concentriamoci su un argomento che non sempre viene discusso: il cambio lavoro per categorie protette.

Immaginiamo che una persona con disabilità lavori per diverso tempo in una determinata azienda, ma a un certo punto decida di cambiare perché, per esempio, le sue condizioni di salute le impediscono di continuare a ricoprire lo stesso ruolo anche in futuro.

In una situazione comune, un qualunque dipendente che vuole cambiare lavoro inizierebbe a cercare un impiego altrove e si licenzierebbe da quello attuale.

Tuttavia, il cambio lavoro per categorie protette è un po’ più complicato. Il motivo è che quando una persona che appartiene a queste categorie inizia a lavorare, viene automaticamente esclusa dalle liste di collocamento.

Infatti, per rientrare nella lista uno dei requisiti fondamentali è essere disoccupati. Cosa fare a questo punto? Licenziarsi e rischiare oppure trovare altre strade?

Una prima opzione sul cambio lavoro per categorie protette potrebbe essere iscriversi ai concorsi per la pubblica amministrazione (ecco un elenco dei concorsi di agosto 2022), in cui le persone invalide avrebbero comunque una corsia preferenziale, e lasciare il proprio impiego soltanto in seguito (cioè una volta vinto il concorso).

Un’altra possibilità sarebbe quella di tentare nelle aziende private. In questo caso, però, bisognerebbe dimettersi dall’impiego corrente e iscriversi di nuovo nelle liste di collocamento mirato, in modo tale da farsi assumere da datori di lavoro privati.

Chiaramente, quest’ultima opzione comporterebbe un rischio non indifferente. L’ideale sarebbe procedere con questa modalità solo avendo la certezza che una determinata azienda, magari contattata prima di dimettersi dal proprio lavoro, andrà avanti con l’assunzione.

Adesso, se supponiamo di procedere con la seconda alternativa, sarebbe necessario ripetere l‘iter per accedere alle liste di collocamento mirato. Se non ricordi come funziona questo processo di iscrizione, ti consigliamo di continuare a leggere.

Ma prima di andare avanti, dai un’occhiata all’ultimo video di Redazione TheWam sugli orari di pagamento del Reddito di cittadinanza e dell’assegno unico universale.

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Cambio lavoro per categorie protette: come accedere al collocamento mirato

Come abbiamo visto, il discorso di categorie protette e cambio lavoro non è assolutamente facile da affrontare, in quanto ci sono delle scelte da fare e dei rischi da prendere.

In particolare, se si sceglie di dimettersi dal proprio impiego, bisogna essere pronti a ripetere la procedura per rientrare nuovamente nelle categorie protette e iscriversi al collocamento mirato. Solo in questo modo si potrà essere agevolati nell’inserimento lavorativo.

Per essere inseriti nelle categorie protette e accedere al Collocamento mirato è necessario iscriversi agli albi provincia dei Centri per l’impiego.

Tuttavia, prima di rivolgersi al Centro per l’Impiego ricordiamo che è necessario avere con sé una certificazione che attesti di appartenere alle categorie protette, per esempio il verbale rilasciato dalla commissione medica con attestazione di invalidità del 46%.

A questo punto, con verbale alla mano, bisogna andare presso l’ufficio per l’impiego della propria provincia e compilare il modulo di iscrizione.

In questo modulo andranno fatte ulteriori dichiarazioni, e cioè:

  • di avere un’età anagrafica di almeno 15 anni;
  • di non essere vicini all’età pensionabile;
  • di non essere occupati a lavoro.

Al modulo di iscrizione andrà poi allegata anche una scheda funzionale, in copia autenticata.

Alla fine di questa procedura, la persona interessata sarà inserita nell’elenco delle categorie protette.

Da questo momento in poi tutto passa nelle mani dei vari datori di lavoro. Infatti, la procedura di assunzione di un dipendente scelto dalle categorie protette del collocamento mirato può avvenire in due modi.

Nello specifico, la richiesta può essere:

  • di avviamento nominativa, dove il datore di lavoro assume la persona con disabilità che ritiene più idonea (tra quelle iscritte negli elenchi) alle mansioni cercate. O chiedere di avviare una persona con disabilità che ha individuato altrove;
  • per chiamata numerica, seguendo l’ordine di graduatorie della lista dei centri per l’impiego (valutando comunque le mansioni da coprire).

Se entro 60 giorni il datore di lavoro non rispetta l’obbligo di assunzione, spetta ai centri per l’impiego avviare i lavoratori seguendo l’ordine numerico della graduatoria.

Dunque, visto che il cambio lavoro per categorie protette richiederebbe tutto questo iter, è bene fare le proprie valutazioni.

Adesso che conosciamo la procedura, sarebbe utile ricordare chi sono le categorie protette. Ne parliamo nel prossimo paragrafo.

Nel frattempo, potrebbe interessarti come compilare il curriculum per categorie protette.

Cambio lavoro per categorie protette: come funziona.

Cambio lavoro per categorie protette: quali sono?

Cambio lavoro per categorie protette. Ma quali sono le categorie protette?

L’espressione “categorie protette” è stata introdotta con la legge n.68/1999, ossia la norma in favore dei diritti di quei lavoratori che si trovano in condizioni delicate o di particolare svantaggio, come per esempio i disabili.

Nello specifico, tra le persone con disabilità che possono essere inserite nelle categorie protette, vi sono:

  • gli invalidi civili con percentuale minima di invalidità al 46%;
  • gli invalidi del lavoro con percentuali minima di invalidità al 34%;
  • i non vedenti: persone colpite da cecità assoluta o con residuo visivo non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi anche con correzione di lenti;
  • non udenti: persone colpite da sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio ai sensi della legge 381/70;
  • invalidi di guerra, invalidi civili di guerra, invalidi di servizio.

Oltre ai disabili, rientrano nelle categorie protette anche:

  • gli orfani e coniugi superstiti di coloro che sono deceduti per cause di lavoro, di guerra e di servizio svolto nelle pubbliche amministrazioni;
  • soggetti equiparati, ossia coniugi e figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, lavoro e servizio;
  • profughi italiani rimpatriati riconosciuti ai sensi della legge 763/81.

Scopri tutti i dettagli sui posti di riserva per categorie protette nella scuola.

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