Categorie protette, la guida completa

Categorie protette, la guida completa per capire come funzionano e quali sono i vantaggi e i diritti per le persone con disabilità. Gli orari di lavoro, i contratti, gli obblighi delle aziende e delle pubbliche amministrazioni, le modalità di accesso ai concorsi. Come ci si iscrive al collocamento mirato e cos'è.
 - 
9/12/22

Categorie protette, la guida completa per sapere quali sono i vantaggi e i diritti per le persone con invalidità e disabilità e che grazie a queste “categorie” possono avere un accesso più facile al mondo del lavoro (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

INDICE:

Potrebbe interessarti anche un approfondimento sull’orario di lavoro delle categorie protette. O questa analisi su come possono trovare lavoro le persone con disabilità. E infine un focus sulla Legge 104, lavoro domenicale e festivo.

Categorie protette: il collocamento del 1968

Nel 1968 con la Legge numero 482 è nato il collocamento obbligatorio.

Uno strumento che ha obbligato i datori di lavoro ad assumere in organico un certo numero di persone che a causa delle loro condizioni psico-fisiche avrebbero avuto molteplici difficoltà a entrare nel mercato del lavoro.

Entra nella community e nella chat di Invalidità e Diritti e aggiungiti al gruppo Telegram di news su invalidità e Legge 104 e a quello di WhatsApp per tutte le news. Nel nostro gruppo Facebook confrontati con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi.

Categorie protette: il collocamento mirato

Trentuno anni dopo, nel 1999, con la Legge numero 68, c’è stata una riforma che ha portato alla nascita del collocamento mirato, che è andato un po’ oltre: avrebbe dovuto garantire anche la valorizzazione delle capacità lavorativa delle persone con disabilità.

In pratica, come dice la legge, con il collocamento mirato si valutano «adeguatamente le persone in base alle loro capacità lavorative, così da inserirle nel posto adatto, attraverso forme di sostegno, analisi del lavoro, soluzioni dei problemi connessi agli ambienti lavorativi».

Categorie protette: inserimento e integrazione

Il principio base del collocamento mirato è questo: l’inserimento e l’integrazione delle persone con disabilità che devono veder riconosciuto il loro diritto a uno spazio nel mondo del lavoro.

Va anche aggiunto che qualche mese fa è stata approvata una nuova modifica del collocamento mirato che ha di fatto aumentato i controlli e le sanzioni nei confronti dei datori di lavoro che non rispettano l’obbligo di legge di assumere una determinato numero di lavoratori con disabilità.

Categorie protette: chi ha diritto

Le persone che hanno diritto a essere inserite nelle categorie protette e quindi meritevoli di una tutela (articolo 21 della legge numero 68 del 1999) sono:

  • persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e i portatori di handicap intellettivo, che presentino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45% (dunque dal 46% in poi);
  • persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33% accertate dall’Inail;
  • le persone non vedenti;
  • le persone sordomute;
  • le persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio.

Categorie protette: a chi è esteso

Le tutele vengono estese anche alle persone che rientrano in queste categorie:

  • orfani e coniugi superstiti di coloro che siano deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio svolto nelle pubbliche amministrazioni, ovvero in conseguenza dell’aggravarsi dell’invalidità riportata per tali cause;
  • coniugi e figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, di servizio e di lavoro;
  • dei profughi italiani rimpatriati il cui status è riconosciuto ai sensi della legge 26 dicembre 1981, n. 763;
  • orfani e coniugi delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

Categorie protette: centri per l’impiego

Per essere inseriti nelle categorie protette e accedere al Collocamento mirato è necessario iscriversi agli albi provincia dei Centri per l’impiego. Ovviamente possono farlo solo le persone che sono disoccupate.

Per l’iscrizione è anche fondamentale avere il requisito sanitario, ovvero il riconoscimento dell’invalidità (e con una percentuale di riduzione della capacità di lavoro che sia almeno del 46%).

L’invalidità come sapete viene certificata dalle commissioni medico legali (vedi qui come fare la domanda per l’invalidità civile).

Categorie protette: modulo iscrizione

Dopo aver ricevuto il verbale della commissione medica che attesta l’invalidità bisogna dunque andare al Centro per l’impiego più prossimo alla propria residenza e compilare il modulo che consente l’iscrizione alle categorie protette.

Nel modulo si deve confermare di essere in possesso di questi requisiti:

  • un’età anagrafica di almeno 15 anni;
  • non essere vicini all’età pensionabile);
  • non essere occupati a lavoro;
  • essere disabile o invalido (come attestato dal verbale della commissione medica).

Categorie protette: scheda funzionale

Alla richiesta di iscrizione deve essere allegata anche la scheda funzionale, in copia autenticata.

Subito dopo la persona con disabilità è inserita nell’elenco delle categorie protette.

Sia le aziende private, sia le pubbliche amministrazioni devono assumere un determinato numero di persone che si trovano in quelle liste.

Categorie protette: assunzioni obbligatorie

Abbiamo più volte parlato di “determinato numero”. In realtà le cosiddetta quote di riserva sono precise e variando solo a seconda del numero complessivo dei dipendenti di una azienda.

In questo modo:

  • se l’azienda occupa oltre 50 dipendenti, la quota di riserva deve essere pari al 7% dei lavoratori occupati;
  • se si occupano da 36 a 50 dipendenti, la quota è pari a 2 lavoratori disabili;
  • da 15 a 35 dipendenti, la quota scende ad 1 lavoratore disabile.

Ci sono delle quote di riserva che devono essere destinate a persone che non sono disabili ma che sono state inserite, come abbiamo visto, per altri motivi nelle categorie protette. Con queste percentuali:

  • di 1 lavoratore se ne occupano da 51 a 150;
  • 1% se si occupano più di 150 dipendenti.

L’obbligo si impone ogni volta che si superano le soglie, e dunque: 14, 35, 50 o 150 dipendenti.

Categorie protette: calcolo assunzioni obbligatorie

Per stabilire in modo corretto il numero di persone con disabilità da assumere bisogna calcolare il numero complessivo, anche in base alla tipologia di contratto, che sono in organico nell’azienda.

E infatti non rientrano nel computo questi lavoratori:

  • assunti a norma della stessa legge 68/1999;
  • a tempo determinato di durata non superiore a 6 mesi,
  • soci di cooperative di produzione e lavoro;
  • dirigenti;
  • quelli assunti con contratti di inserimento;
  • quelli assunti con contratto di somministrazione presso l’utilizzatore;
  • assunti per attività da svolgersi esclusivamente all’estero, per la durata di tale attività;
  • a domicilio;
  • che aderiscono al programma di emersione, ai sensi dell’articolo 1, comma 4-bis, della legge 18 ottobre 2001, n. 383;
  • apprendisti (DLgs. 81/2015, art. 47, comma 3);
  • socialmente utili assunti ai sensi del DLgs. 81/2000, art. 7;
  • del personale viaggiante e navigante nel settore del trasporto aereo, marittimo e terrestre, personale di cantiere e addetti al trasporto nel settore edile, personale direttamente adibito alle aree operative di esercizio e regolarità dell’attività di trasporto nel settore degli impianti a fune;
  • divenuti inabili dopo l’assunzione, ovvero per infortuni sul lavoro o malattia professionale che subiscano una menomazione inferiore al 60%.

I lavoratori part time si computano in base all’orario effettivamente svolto. E quindi due lavoratori occupati al 50% della giornata lavorativa saranno conteggiati come uno soltanto.

Categorie protette: procedura di assunzione

Ma vediamo come avviene la procedura di assunzione di un dipendente scelto dalle categorie protette del collocamento mirato.

Il datore di lavoro può scegliere se effettuare la richiesta:

  • di avviamento nominativa, assume cioè la persona con disabilità che ritiene più idonea (tra quelle iscritte negli elenchi) alle mansioni cercate. O chiedere di avviare una persona con disabilità che ha individuato altrove;
  • numerica, seguendo quindi l’ordine di graduatorie della lista dei centri per l’impiego (valutando comunque le mansioni da coprire).

Se entro 60 giorni il datore di lavoro non rispetta l’obbligo di assunzione, spetta ai centri per l’impiego avviare i lavoratori seguendo l’ordine numerico della graduatoria.

Categorie protette: incentivi

I datori di lavoro hanno anche degli incentivi per l’assunzione di persone con disabilità delle categorie protette.

Ci sono tre tipi di contributi. Il primo può durare al massimo per 36 mesi, ed è pari a:

  • il 70% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali per ogni persona disabile assunta a tempo indeterminato e con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79%;
  • il 35% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziale per ogni lavoratore disabile assunto a tempo indeterminato e che abbia una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67 e il 79%.

Il secondo può avere una durata massima di 60 mesi, ed è pari a:

  • il 70% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali per ogni persona assunta a tempo indeterminato con disabilità intellettiva e psichica che comporti una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%.

Il terzo è un incentivo che può durare per tutta la durata del contratto di lavoro, ed pari a:

  • il 70% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali per ogni persona assunta a tempo indeterminato, per un periodo non inferiore a 12 mesi, con disabilità intellettiva e psichica che comporti una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%.

Categorie protette: convenzioni

Nonostante queste leggi, l’assunzione obbligatoria delle persone con disabilità scelte dalle categorie protette ha stentato a decollare. Sono state quindi create delle convenzioni.

Le convenzioni vengono stipulate tra i centri per l’impiego e i datori di lavoro. Si stabiliscono in modo chiaro i tempi e le modalità di assunzioni che il titolare di una azienda si impegna a effettuare.

Le convenzioni devono:

  • descrivere in modo dettagliato le mansioni cui il lavoratore disabile è destinato e le modalità di esecuzione;
  • prevedere tirocini, finalizzati all’assunzione, fino a un massimo di 12 mesi, rinnovabili solo una volta;
  • prevedere tutoraggio, sostegno e consulenza da parte di centri di orientamento professionale per favorire l’adattamento del lavoro del disabile;
  • stabilire tempi, e modalità delle assunzioni;
  • proporre l’adozione di deroghe ai limiti di età e di durata dei contratti di formazione lavoro e apprendistato;
  • prevedere verifiche periodiche sull’andamento del percorso formativo cui la convenzione d’integrazione lavorativa fa riferimento.

Categorie protette: esclusi dall’obbligo

Non tutte le aziende devono rispettare l’obbligo di assunzione di iscritti alle categorie protette. In particolare il personale del trasporto pubblico aereo, marittimo e terrestre e nel trasporto delle funivie. E in particolare:

  • personale viaggiante navigante;
  • personale impegnato nelle aree operative di esercizio e regolarità dell’attività di trasporto.

Nel settore edile sono esonerati dall’assunzione i lavoratori di cantiere e gli addetti al trasporto.

Le aziende possono essere esonerate dall’obbligo di assunzione dalle categorie in questi casi:

  • quando l’azienda dichiara la cassa integrazione;
  • quando l’azienda apre la procedura di fallimento;
  • quando l’azienda avvia una riorganizzazione, ristrutturazione o conversione.

Categorie protette: pubbliche amministrazioni

Come accennato anche le pubbliche amministrazioni devono assumere persone iscritte nelle categorie protette del collocamento mirato.

Queste assunzioni possono avvenire:

per qualifiche che non richiedono gradi elevati di istruzione si può evitare la selezione tramite concorso e procedere alla richiesta di avviamento per chiamata numerica in base alle graduatorie degli elenchi che sono nei centri per l’impiego;

per le qualifiche superiori sono indetti i concorsi. Ovviamente devono garantire parità di condizioni tra le persone con disabilità e i normodotati.

Categorie protette: la guida completa.

Categorie protette: concorsi

Come funziona un concorso per l’accesso al pubblico impiego delle persone con disabilità. In ogni bando deve essere assicurata la partecipazione delle categorie protette. Ma non solo, bisogna anche prevedere specifiche modalità per le prove d’esame, per consentire a chi appartiene a queste categorie, di partecipare in condizioni di parità con gli altri.

Categorie protette: stipendi e orari

Per i lavoratori assunti nella quota di riserva si applica lo stesso trattamento economico previsto dal contratto che vale per tutti i lavoratori.

L’orario può essere ridotto grazie alla legge 104, che prevede:

  • 3 giorni di permesso mensili;
  • o in due ore al giorno (per un orario di sei ore);
  • un’ora al giorno (per un orario inferiore alle sei ore).

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sull’invalidità civile:

Your Title Goes Here

Your content goes here. Edit or remove this text inline or in the module Content settings. You can also style every aspect of this content in the module Design settings and even apply custom CSS to this text in the module Advanced settings.

Entra nei gruppi

Ricevi ogni giorno gratis e senza spam i migliori articoli sull’invalidità e sulla Legge 104. Scegli il gruppo che ti interessa:

Telegram (Consigliato) / privacy

WhatsApp / privacy

Facebook

Importante:

  • Sul gruppo Telegram è possibile commentare le notizie e confrontarsi in chat;
  • Sul gruppo WhatsApp non si può scrivere, pubblichiamo noi le notizie due volte al giorno;
  • I post nel gruppo Facebook sono moderati. Pubblichiamo solo quelli utili alla comunità. I commenti sono liberi, ma controllati.

Ci riserviamo di bannare ed escludere dai gruppi persone violente/aggressive o che si comportano contro i nostri valori.