Qual è l’orario di lavoro delle categorie protette

Scopri qual è l’orario di lavoro delle categorie protette e se ci sono differenze con gli altri lavoratori.
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19/07/2022

Spesso si sente parlare delle categorie protette nel mondo del lavoro e dei diritti a esse collegati. Vediamo allora se esistono delle agevolazioni dal punto di vista dell’orario di lavoro delle categorie protette (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Indice

Orario di lavoro delle categorie protette: chi sono?

Prima di chiederci quale sia l’orario di lavoro delle categorie protette, sarebbe meglio fare un riepilogo della definizione. A chi ci si riferisce quando si parla di categorie protette?

Come abbiamo accennato anche in questo articolo di TheWam.net, la dicitura “categorie protette” è stata introdotta con la legge n.68/1999, la quale tutela i diritti dei lavoratori che si trovano in condizioni di svantaggio sociale o psicofisico, come per esempio i disabili.

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Il motivo di questa norma si deve all’evidente difficoltà che una persona affetta da menomazioni psichiche, fisiche o che si trovi in una condizione di forte disagio sociale può avere nell’inserimento nel mondo del lavoro.

In particolare, rientrano nelle categorie protette i soggetti con disabilità e altri soggetti in condizioni difficili.

I disabili che fanno parte delle categorie protette sono:

  • gli invalidi civili con percentuale minima di invalidità al 48%;
  • gli invalidi del lavoro con percentuali minima di invalidità al 34%;
  • i non vedenti: persone colpite da cecità assoluta o con residuo visivo non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi anche con correzione di lenti;
  • non udenti: persone colpite da sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio ai sensi della legge 381/70;
  • invalidi di guerra, invalidi civili di guerra, invalidi di servizio.

Invece, sono considerati soggetti in situazione di svantaggio o disagio sociale le seguenti categorie di persone:

  • gli orfani e coniugi superstiti di coloro che sono deceduti per cause di lavoro, di guerra e di servizio svolto nelle pubbliche amministrazioni;
  • soggetti equiparati, ossia coniugi e figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, lavoro e servizio;
  • profughi italiani rimpatriati riconosciuti ai sensi della legge 763/81.

Proprio per la condizione sfavorevole in cui si trovano le persone appartenenti alle categorie protette, la legge 68/99 menzionata prima prevede una serie di obblighi da parte delle aziende. Continua a leggere per scoprire quali sono.

Potrebbe interessarti anche questo approfondimento per capire come iscriversi alle categorie protette.

Il sito di approfondimento lavoroepensioni.it ha analizzato le possibilità di applicazione della settimana corta in Italia e di come in alcune aziende già sia partita la sperimentazione.

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Orario di lavoro delle categorie protette: obblighi delle aziende

Una delle agevolazioni lavorative previste dalla legge nei confronti delle categorie protette è sicuramente l’inserimento nelle liste di collocamento obbligatorio.

Grazie a queste liste, i datori di lavoro delle aziende pubbliche o private sono obbligati ad assumere una certa percentuale di dipendenti attingendo dalle categorie protette.

Infatti, le aziende sono tenute ad assumere:

  • il 7% dei lavoratori, se occupano più di 50 dipendenti;
  • 2 lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti;
  • 1 lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti.

Scopri come funzionano i concorsi pubblici per le categorie protette: i dettagli in questo articolo.

Nel frattempo, ecco un video con le ultime novità sull’Assegno unico e Reddito di cittadinanza.

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Orario di lavoro delle categorie protette: permessi 104

Oltre all’obbligo di assunzione da parte delle aziende, un’altra agevolazione legata alle categorie protette è quella dei permessi 104.

I permessi previsti dalla legge 104 sono dei particolari permessi di lavoro retribuiti che possono essere richiesti da una persona che si prende cura di un disabile oppure dal disabile stesso.

Nel caso delle categorie protette, il lavoratore o la lavoratrice disabile può fruire di questi permessi retribuiti per recuperare la propria condizione psicofisica o per svolgere delle terapie legate alla propria disabilità durante le ore di lavoro.

In particolare, la legge prevede che il lavoratore disabile possa ottenere alternativamente dei permessi di 3 giorni mensili o di permessi orari giornalieri nella seguente misura:

  • due ore al giorno se l’orario giornaliero è di sei ore e oltre;
  • un’ora al giorno se l’orario giornaliero è inferiore alle sei ore.

Come abbiamo detto, i permessi sono retribuiti, quindi anche nelle ore di assenza fisica dal luogo di lavoro, il dipendente riceverà un’indennità a carico dell’Inps pari alla retribuzione media percepita.

In questo modo, utilizzare delle ore o dei giorni di permesso dà accesso a una riduzione dell’orario lavorativo delle categorie protette pari a 24 ore nel corso di un mese.

Qual l’orario di lavoro delle categorie protette

Orario di lavoro delle categorie protette: compatibilità con la condizione

Oltre ai permessi retribuiti della Legge 104, non esiste una normativa specifica sull’orario di lavoro delle categorie protette.

Di conseguenza, vengono applicate le stesse regole valide per i lavoratori normodotati o non appartenenti a questa categoria.

Per fare un esempio, i lavoratori disabili possono chiedere la riduzione dell’orario di lavoro tramite il part-time, così come chiunque altro. Analogamente, non sono previste agevolazioni quali l’esonero dai turni straordinari, dal lavoro notturno e così via, se non negli stessi casi in cui sono previste per gli altri lavoratori.

Tuttavia, è compito del Medico competente aziendale, nello svolgimento dei suoi compiti di sorveglianza sanitaria, valutare se determinati orari lavorativi (per esempio il turno notturno) siano compatibili o meno con lo stato di salute del lavoratore.

Inoltre, se ci sono i presupposti, è anche possibile chiedere alle competenti commissioni dell’Asl di dichiarare il lavoratore inidoneo al lavoro notturno (o a qualsiasi altra condizione lavorativa dannosa).

In ogni caso, eventuali esoneri per il lavoratore appartenente a una categoria protetta dal lavoro notturno o dai turni, potrebbero tuttavia essere richiesti all’atto dell’assunzione o nella convenzione tra il datore di lavoro e il Servizio di collocamento di riferimento.

Scopri tutti i dettagli sulla riserva dei posti per le categorie protette nella scuola.

Orario di lavoro delle categorie protette: flessibilità del contratto

Un elemento importante da tenere in considerazione per l’orario di lavoro delle categorie protette è il contratto di lavoro con cui si viene assunti.

Infatti, esistono alcuni contratti lavorativi che prevedono una certa flessibilità nell’organizzazione dell’orario, che si adatta alla condizione di svantaggio sociale, fisico, familiare del lavoratore.

Per questo motivo, per conoscere i diritti in termini di orario di lavoro delle categorie protette è necessario verificare quanto previsto dal contratto di riferimento, anche consultando le organizzazioni sindacali.

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