Quali sono le categorie protette

Scopri quali sono le categorie protette con cui la legge italiana agevola l'inserimento nel mondo del lavoro delle persone affette da disabilità.
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05/08/2022

Quali sono le categorie protette? Ecco la guida completa a questa categoria di lavoratori che, in quanto affetta di condizioni di salute particolari, ha diritto a delle agevolazioni. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le altre guide complete di IED. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Ai lavoratori disabili che rientrano nelle categorie protette, la legge italiana riconosce alcuni diritti particolari ed agevolazioni per facilitarne l’ingresso all’interno del mercato del lavoro.

INDICE:

Quali sono le categorie protette: cosa sono?

L’articolo 21 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea riporta quanto segue: “È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale”.

Inoltre, l’articolo 4 della Costituzione Italiana afferma che lo Stato italiano riconosce “a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”.

In virtù di questi due principi fondamentali della nostra società sono state introdotte delle norme specifiche per la salvaguardia delle persone affette da invalidità fisica o psichica.

In particolare, la Legge numero 68 del 12 marzo 1999, intitolata Norme per il diritto al lavoro dei disabili, ha introdotto il concetto di categorie protette con cui si fa riferimento a quelle persone che, per effetto della loro disabilità, risulterebbero, senza degli aiuti, svantaggiate nella ricerca di un impiego.

In particolare, tale normativa ha anche introdotto delle quote di assunzione di lavoratori appartenenti alle categorie protette che le aziende pubbliche e private hanno l’obbligo di rispettare.

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Quali sono le categorie protette: chi vi rientra?

Rientrano nelle categorie protette:

  • Le persone in età lavorativa affette da disabilità fisica, psichica o sensoriale oppure portatori di handicap intellettivo con una percentuale di invalidità superiore al 45%;
  • le persone con un grado di inabilità al lavoro accertata dall’Inail superiore al 33%;
  • le persone invalide di guerra, invalide per servizio con minorazioni dalla prima all’ottava categoria;
  • gli orfani e coniugi superstiti di persone decedute per cause di lavoro, di guerra o di servizio;
  • i figli e coniugi di persone invalide al 100% per motivi di lavoro, servizio o guerra;
  • i profughi italiani rimpatriati;
  • gli orfani o vedovi di persone uccise da atti di terrorismo o di criminalità organizzata.

Quali sono le categorie protette: che cos’è il collocamento mirato?

I termini categorie protette e collocamento mirato spesso vanno di pari passo, ma forse non tutti conoscono il significato di quest’ultima agevolazione.

Per collocamento mirato si intendono tutti quegli strumenti che permettono di valutare le reali capacità lavorative di una persona affetta da disabilità al fine di collocarla in una posizione lavorativa che sia adatta alle sue effettive abilità.

Il collocamento mirato comporta degli obblighi di assunzione per aziende e pubblica amministrazione.

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Quali sono le categorie protette: come rientrare?

Al fine di poter rientrare all’interno delle categorie protette devi richiedere l’iscrizione all’interno degli appositi elenchi provinciali. Tale richiesta può essere presentata presso un Centro per l’impiego e deve essere corredata da una certificazione che attesti lo stato di disabilità.

La certificazione medica, per essere ritenuta valida, deve essere stata rilasciata dall’Inps, dall’Inail oppure dall’ASL di competenza.

Per poter richiedere il rilascio di questo documento, è necessario innanzitutto recarsi dal proprio medico curante, il quale certificherà lo stato di invalidità e darà il via alla pratica. Successivamente, dovrai presentare richiesta all’Inps il quale, a sua volta, effettuerà una richiesta di visita da parte di una commissione medica apposita.

La domanda all’Inps può essere presentata in autonomia oppure avvalendosi di un CAF o di un patronato.

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Quali sono le categorie protette
Quali sono le categorie protette.

A seguito della richiesta, l’Inps provvederà a comunicare la necessità all’Asl di competenza, la quale ti contatterà per fissare la data della visita. Dopo l’accertamento, si riceverà un documento il quale permetterà di attestare lo stato di invalidità e la tua reale capacità lavorativa.

Dopo aver ottenuto il certificato attestante la disabilità e relativa percentuale puoi richiedere l’iscrizione delle liste delle categorie protette al Centro dell’Impiego della tua zona.

Oltre allo stato di disabilità, per poter avanzare la richiesta è necessario rispettare ulteriori requisiti categorie protette: devi aver superato i 15 anni di età e non essere vicino all’età pensionabile.

Successivamente all’iscrizione, verrà redatta una graduatoria che permetterà di essere contattati dalle aziende per ricevere offerte di lavoro.

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Quali sono le categorie protette: quante persone disabili devono essere assunte in azienda?

Come abbiamo visto in precedenza, con il collocamento mirato scatta l’obbligo per aziende e uffici della Pubblica Amministrazione di assumere un certo numero di dipendenti appartenenti alle categorie protette. Tale numero varia in base al totale dei dipendenti assunti attualmente dall’impresa:

  • Da 15 a 35 dipendenti, deve essere assunto almeno un disabile;
  • Da 36 a 50 dipendenti, devono essere presenti almeno due persone disabili;
  • Oltre i 50 dipendenti, il 7% dei posti di lavoro deve essere ricoperto da persone affette da disabilità più l’1% deve essere riservato ai familiari degli invalidi o dei profughi rimpatriati.

Dal momento in cui scatta l’obbligo di assunzione, l’azienda è tenuta a presentare la richiesta di assunzione entro 60 giorni.

Rispetto alle situazioni sopra menzionate, la Legge prevede dei casi di esenzione. Essi si verificano in caso di fallimento, liquidazione, ristrutturazione della società, procedure di mobilità attive e quando è in corso un contratto di solidarietà.

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