Come capire il verbale di invalidità: codici e leggi

In questo articolo vediamo insieme come capire il verbale di invalidità: come si legge, codici e leggi.
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21/11/2022

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Al pari di altri documenti burocratici, leggere il verbale di invalidità è tutt’altro che semplice: tra diciture complicate, leggi e codici di vario tipo sono molte le persone in difficoltà quando si trovano davanti questo foglio.

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Come capire il verbale di invalidità?

Come capire il verbale di invalidità? Il verbale di invalidità è un documento che viene rilasciato da una commissione medico legale dell’Asl, dopo aver accertato lo stato di salute di un determinato paziente tramite un’apposita visita medica.

Grazie a questo certificato è possibile accedere a una serie di benefici, i quali variano a seconda della percentuale d’invalidità riconosciuta e al grado di disabilità (che può essere con o senza connotazione di gravità).

Su Invaliditaediritti.it abbiamo relizzato delle tabelle con le percentuali di invalidità civile.

Il verbale è costituito da diverse sezioni, ciascuna con delle diciture e dei codici che spesso ne rendono complicata la comprensione. Per questo motivo, nei prossimi paragrafi cerchiamo di fare luce sulle parti meno trasparenti del verbale, in modo tale che anche tu saprai come capire il verbale di invalidità.

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Come capire il verbale di invalidità: la struttura del verbale

La prima informazione da sapere per leggere il verbale di invalidità è che viene rilasciato in duplice copia:

  • la prima contiene tutte le informazioni relative alla persona con invalidità, comprese quelle di natura strettamente sanitaria (dati sensibili) e la valutazione finale da parte della Commissione medica;
  • la seconda, invece, oscura i dati sensibili per tutelare la privacy del paziente, ma presenta comunque le informazioni sufficienti per accedere alle agevolazioni previste dalla normativa, quindi è l’unico documento utile ai fini amministrativi.

Per maggiore sicurezza il verbale non sarà solo cartaceo. La documentazione verrà anche inserita nel Casellario Centrale di invalidità che è gestito direttamente dall’Inps.

Per quanto riguarda la struttura del verbale, questa è fondamentale per sapere come capire il verbale di invalidità. In particolare, il documento è diviso in quattro parti principali:

  1. dati anagrafici (nome, indirizzo, stato civile, ecc) e amministrativi, cioè quelli relativi alla visita effettuata (primo accertamento, revisione, aggravamento). Inoltre include anche:
    • i motivi di presentazione della domanda e la tipologia di accertamento (primo accertamento, revisione d’ufficio, aggravamento riduzione ecc.);
    • la data della seduta;
    • il tipo di visita (ambulatoriale o domiciliare);
  2. dati relativi alla condizione sanitaria rilevata dalla Commissione, e cioè:
    • anamnesi, ossia le condizioni mediche dell’assistito valutate in base alla documentazione esibita;
    • codici ICD-9 (Classificazione internazionale delle malattie), ossia i codici nosologici internazionali per patologia secondo il DM 5/2/1992;
    • principali disabilità accertate (psichiche, sensoriali, fisiche, neurologiche, respiratorie, cardiocircolatorie);
    • cause o concause (malformazioni congenite, malattie infettive, traumi domestici, altre cause violente, intervento chirurgico mutilante);
  3. dati relativi alla valutazione proposta, che comprende:
    • percentuali di invalidità riconosciuta;
    • diritti e benefici che questa condizione di salute comporta;
  4. dati relativi alla revisione:
    • eventuale data della visita di revisione se le condizioni dell’assistito sono ritenute modificabili nel tempo (come nel caso dei minori con determinate patologie);
    • esonero dalla visita di revisione, secondo cui l’assistito non sarà chiamato a future visite di accertamento della condizione.

A queste quattro aree seguono anche queste diciture:

  • Requisiti di cui all’art. 4 del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5
    L’interessato non possiede alcun requisito tra quelli di cui all’art. 4 del D.L. 9 febbraio 2012 n. 5

Il decreto-legge n.5/2012 cui si fa riferimento riguarda i requisiti sanitari necessari per il rilascio del “contrassegno disabili” e per le agevolazioni fiscali relative ai veicoli previste per le persone con disabilità.

Nei prossimi paragrafi entreremo nel vivo del discorso e spiegheremo come capire il verbale di invalidità.

Come capire il verbale di invalidità: codici ed esiti

Dopo aver visto com’è strutturato un verbale, già si intuisce meglio come capire il verbale di invalidità. Eppure ci sono anche altri aspetti del documento da considerare, per esempio i codici che corrispondono al tipo di riconoscimento accordato dalla Commissione medico-legale.

Anche se non vengono sempre trascritti sui nuovi modelli di verbale di invalidità, è comunque importante saperli riconoscere, anche per verificare se ci sono delle anomalie.

Dunque, i codici sono i seguenti:

  • codice 01: è associato alla descrizione “non invalido – assenza di patologia o con una riduzione delle capacità inferiore ad 1/3“. Non dà diritto ad alcun beneficio economico né a prestazioni agevolate di nessun genere;
  • codice 02: è abbinato alla descrizione “invalido con riduzione permanente della capacità lavorativa in misura superiore ad 1/3 (art. 2, Legge 118/1971)”. Consente solo l’accesso alle prestazioni protesiche connesse alla patologia. Ricordiamo, inoltre, che solo la percentuale di invalidità superiore al 45% (ossia 46%) dà diritto ai benefici previsti dalle norme sul diritto al lavoro delle persone disabili, prima fra tutti la possibilità d’iscrizione alle liste speciali di collocamento;
  • codice 03: identifica l'”invalido con riduzione permanente della capacità lavorativa dal 74% al 99% (art. 2 e 13, Legge 118/1971)”. Dà diritto all’assegno mensile di assistenza riconosciuto agli invalidi civili parziali. L’assegno è concesso, lo ricordiamo, solo nel caso l’interessato non superi un determinato limite di reddito;
  • codice 04: individua “l’invalido con totale e permanente inabilità lavorativa (art. 2 e 12, Legge 118/1971): 100%“. Dà diritto alla pensione di invalidità concessa agli invalidi civili totali che non superino un limite di reddito personale definito annualmente. Questo riconoscimento non è compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa e la patente di guida la cui idoneità deve essere accertata da apposite commissioni i mediche;
  • codice 05: indica “l’invalido con totale e permanente inabilità lavorativa 100% e impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore (Legge 18/1980 e Legge 508/1988)”. Questa codificazione dà diritto all’indennità di accompagnamento erogata indipendentemente dal reddito personale. Può essere concessa anche ai minori di 18 anni. Nel caso di maggiorenni questa codificazione non è a priori incompatibile con lo svolgimento di attività lavorativa né inidoneità alla guida;
  • codice 06:  descrive “l’invalido con totale e permanente inabilità lavorativa 100% e con necessità di assistenza continua non essendo in grado di svolgere gli atti quotidiani della vita (Legge 18/1980 e Legge 508/1988)“. Anche questo codice, pur descrivendo una situazione diversa da quella descritta dal codice 05, dà diritto all’indennità di accompagnamento e può essere concessa anche ai minori;
  • codice 07: individua il “minore con difficoltà persistenti a svolgere le funzioni proprie dell’età o minore ipoacusico”. Questo codice dà diritto all’indennità di frequenza (Legge 289/1990) o all’indennità di accompagnamento che sono incompatibili tra loro. La concessione di una esclude la concessione dell’altra;
  • codice 08: definisce il “cieco con residuo visivo non superiore ad un ventesimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione (Legge 382/1970 e Legge 508/1988) “. Il codice consente l’erogazione della pensione e dell’indennità speciale riservate ai ciechi parziali;
  • codice 09: indica il “cieco assoluto (Legge 382/1970 e Legge 508/1988)“. Questo status dà diritto alla pensione e all’indennità di accompagnamento, prestazioni economiche concesse ai ciechi assoluti;
  • codice 10: individua il “sordo civile (Legge 381/1970 e Legge 508/1988)“. Il codice consente l’ottenimento della pensione e dell’indennità di comunicazione concesse alle persone affette da sordità;
  • codice 11: si riferisce alle persone ultra 65enni (per il 2021 ultra 67enni) con difficoltà persistenti a svolgere le funzioni proprie della loro età. Questo codice non dà diritto ad alcuna provvidenza economica;
  • codice 12: indica l’invalido ultra 65enne (ultra 67enne per il 2021) con:
    • impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore. Dà diritto all’indennità di accompagnamento;
    • necessità di assistenza continua non essendo in grado di svolgere gli atti quotidiani della vita. Dà diritto all’indennità di accompagnamento.
Come capire il verbale di invalidità?

Come capire il verbale di invalidità: riconoscimento dell’handicap

Se ci hai letto fino a qui, vuol dire che sai già molto su come capire il verbale di invalidità. Manca solo qualche piccolo dettaglio ancora per poter affermare di sapere proprio tutto su questo documento così importante.

Oltre alle quattro sezioni e ai codici che indicano il tipo di esito accordato dalla Commissione, all’interno del verbale di invalidità viene indicato anche il riconoscimento della situazione di handicap. Tale riconoscimento non dà luogo a prestazioni economiche, ma è fondamentale per concedere alcune agevolazioni sul lavoro, come permessi lavorativi di tre giorni o il congedo straordinario retribuito di due anni.

In particolare, nel verbale possono comparire queste voci:

  • persona non handicappata che, come è ovvio, non dà diritto ad alcuna agevolazione;
  • persona con handicap (art. 3 comma 1, legge 104/1992): indica la presenza in uno stato di handicap senza connotazione di gravità. Le agevolazioni previste in questo caso sono le seguenti:
    • agevolazioni fiscali per l’acquisto di protesi, ausili e sussidi tecnici informatici (Iva agevolata al 4% e detrazione Irpef 19%);
    • agevolazioni fiscali in materia di auto;agevolazioni fiscali per l’eliminazione di barriere architettoniche;detraibilità protesi e ausili;
    • agevolazioni fiscali e spese mediche generiche e di assistenza specifica.
  • persona con handicap con connotazione di gravità (art.3 comma 3, legge 104/1992): riconosce che la minorazione del soggetto ha ridotto la sua autonomia personale, a tal punto da rendere necessaria l’assistenza permanente e continuativa di altre persone, nella sfera individuale o in quella relazionale. Oltre agli stessi benefici previsti nella condizione precedente, vi sono anche:
  • persona con un grado di invalidità superiore ai due terzi (art. 21, Legge 104/1992): dà diritto alla scelta prioritaria tra le sedi disponibili per i dipendenti pubblici. Non consente invece di accedere a permessi lavorativi o congedi.

Nei prossimi paragrafi andremo a vedere come capire il verbale di invalidità focalizzandoci sulla revisione del verbale.

Il sito TheWam.net ha elencato tutti benefici previsti in base alla percentuale di invalidità riconosciuta.

Come capire il verbale di invalidità: revisione

Concludiamo il nostro approfondimento che spiega come capire il verbale di invalidità ponendo l’attenzione sulla voce “revisione” del verbale.

In particolare, corrisponde alla possibilità che la persona con invalidità debba sottoporsi o meno a una visita di revisione. Lo scopo è quello di verificare se la sua condizione sanitaria sia cambiata o sia rimasta invariata.

Su questo punto, il verbale potrebbe riportare due indicazioni:

  • Esonero da future visite di revisione in applicazione del DM 2 agosto 2007: ai sensi della legge 80/2006, è previsto l’esonero per le persone aventi specifiche patologie (indicate nel DM 2 agosto 2007) e titolari di indennità di accompagnamento o di comunicazione. Questo vuol dire che la persona invalida non verrà mai convocata per una visita di revisione né per controlli di verifica a campione.
  • Revisione: indica la possibilità di essere soggetti a visita di revisione o di essere convocati per verifiche e controlli a campione. Nel primo caso, generalmente vengono indicati mese e anno della successiva revisione.

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