Cosa non pagano gli invalidi al 100%

Cosa non pagano gli invalidi al 100 per cento: vediamo quali sono prestazioni o servizi totalmente gratuiti per gli invalidi civili totali.
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01/11/2022

Gli invalidi totali hanno diritto a prestazioni o servizi completamente gratuiti? Oltre alle numerose agevolazioni che danno diritto a sconti e al versamento di quote simboliche, cosa non pagano gli invalidi al 100 per cento? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Come probabilmente saprai, un invalido civile al 100% beneficia di tutte le agevolazioni previste per le persone svantaggiate a causa di un handicap o di una menomazione.

Tuttavia, per la maggior parte di queste si tratta di “aiuti”, “sostegni” che prevedono comunque il pagamento di una parte a carico dello stesso invalido.

Ma ci sono prestazioni o servizi completamente gratuiti, che possono essere richiesti da invalido totale? Cosa non pagano gli invalidi al 100 per cento? Cerchiamo di capirlo in questo approfondimento.

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Indice

Cosa non pagano gli invalidi al 100 per cento

Cosa non pagano gli invalidi al 100 per cento? I benefici (fiscali, economici ecc.) sono diversi a seconda del grado di invalidità riconosciuto da un’apposita commissione medica dell’Asl. Ma cosa non pagano gli invalidi al 100 per cento?

Chiariamo subito che sono pochi i benefici totalmente gratuiti a favore degli invalidi totali perché, nonostante siano maggiori per quanto riguarda il numero – agli invalidi civili spettano praticamente tutte le agevolazioni previste – prevedono un contributo economico da parte dello stesso invalido.

Si pensi ad esempio alle detrazioni del 19% o all’iva agevolata del 4% su acquisti come un’automobile per disabili. Nonostante si venga incontro ai bisogni del disabile, quindi, non è prevista la totale gratuità, tranne che in alcuni casi, ovvero:

  • la fornitura di ausili e protesi previsti dal nomenclatore nazionale;
  • l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria, esclusa però, anche in questo caso, la quota fissa che, seppur minima, deve essere pagata;
  • la tessera di libera circolazione gratuita (ove rilasciata dalle amministrazioni comunali).

Quindi, come vedi, tra le numerose agevolazioni a favore degli invalidi al 100%, di cui ti abbiamo parlato in maniera approfondita in questo articolo, quelle completamente gratuite si riducono a non più di tre.

Tuttavia, le amministrazioni locali possono erogare servizi e prestazioni gratuite a favore degli invalidi totali, per cui dovresti consultare periodicamente i siti web delle tue amministrazioni territoriali per verificare a cui potresti aver diritto.

Detto questo, andiamo ad analizzare le singole prestazioni gratuite, cominciando dalla fornitura di ausili e protesi.

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Cosa non pagano gli invalidi al 100 per cento: ausili e protesi

Cosa non pagano gli invalidi al 100 per cento? Un invalido al 100 per cento è una persona che ha difficoltà a deambulare o a usare gli arti per muoversi, oppure ha subìto delle menomazioni.

Questa condizione fisica richiede l’utilizzo di ausili e protesi per compensare, correggere o aiutare chi soffre di patologie o invalidità e, nel caso degli invalidi totali, vengono concessi gratuitamente.

Le protesi sono delle apparecchiature utilizzate per sostituire parti del corpo mancanti, per migliorare o supplire alle funzioni compromesse.

Ne sono un esempio le protesi che sostituiscono una gamba, gli apparecchi acustici, le protesi oculari, ma anche busti e corsetti, per esempio.

Fanno parte della categoria degli ausili gli strumenti usati per compiere tutte quelle azioni che in loro assenza sarebbe impossibile o difficile compiere. Le carrozzelle, i girelli e i sollevatori sono quelli più richiesti.

Ci sono poi i presìdi, che sono oggetti che servono a prevenire o curare specifiche patologie, come ad esempio il catetere per l’incontinenza, il pannolone o le traverse per il letto: anche questi sono gratuiti per un invalido al 100%.

Ma non sono gli unici: tutti i dispositivi sono specificati dal nomenclatore dell’assistenza protesica, un ente che descrive nei particolari le tipologie e le caratteristiche di tutte le protesi, ausili e presidi che il Servizio Sanitario Nazionale può fornire, sia su misura che di serie.

Per questo motivo, i dispositivi a volte non sono del tutto gratuiti, ma variano in base:

  • alla patologia
  • ai limiti di erogabilità
  • alle condizioni di prescrizione.

Quindi, in alcuni casi, pur essendo prevista la gratuità per gli invalidi al 100%, potrebbe non esserci un rimborso totale da parte dell’azienda sanitaria e, in questo caso, sarà il cittadino a farsi carico della differenza. Vediamo chi può richiedere protesi, ausili e presidi.

Come acquistare un’auto per disabili: ecco l’elenco delle agevolazioni fiscali a disposizione con la Legge 104 e alcuni pratici consigli per l’acquisto.

Cosa non pagano gli invalidi al 100 per cento: chi può richiedere protesi, ausili e presidi

Continuiamo a chiarire cosa non pagano gli invalidi al 100 per cento e vediamo chi può richiedere protesi, ausili e presisi.

Il Servizio Sanitario nazionale fornisce l’assistenza protesica a tutte le persone disabili, invalide o in attesa di accertamento dell’invalidità, oppure a chiunque ne abbia bisogno per un periodo di tempo limitato, in caso di menomazioni.

Possono usufruire di questi servizi:

  • soggetti invalidi al 100%, invalidi di guerra o civili;
  • persone affette da cecità totale, parziale, ipovedenti gravi o sorde;
  • minorenni affetti da invalidità grave e permanente;
  • soggetti che hanno richiesto istanza di riconoscimento dell’invalidità che non possono lavorare;
  • persone in attesa di accertamento d’invalidità, di cui il medico ha richiesto la protesi per necessità urgente;
  • pazienti ricoverati in ospedale con menomazioni gravi o permanenti che hanno urgenza di protesi, ausili o presidi e che hanno nel contempo avviato la pratica di riconoscimento dell’invalidità, anche se ricoverati in strutture pubbliche al di fuori dell’Asl di appartenenza;
  • soggetti che hanno subìto l’amputazione di un arto;
  • donne sottoposte a mastectomia o malformazioni che hanno causato l’asportazione di una o entrambe le mammelle;
  • soggetti affetti da malattie rare correlate alla patologia.

Vediamo adesso come richiedere gratuitamente i dispositivi.

Come pagare meno una badante: scopri tutte le agevolazioni a cui potresti accedere per abbassare le spese sulla badante.

Cosa non pagano gli invalidi al 100 per cento: la richiesta per i dispositivi gratuiti

Cosa non pagano gli invalidi al 100 per cento? Gli invalidi civili totali, per ricevere a titolo del tutto gratuito protesi, ausili e presidi, devono rivolgersi presso un medico specialista abilitato a prescrivere le protesi nella propria area di specializzazione.

Alcune regioni permettono la prescrizione di protesi anche presso il medico di famiglia o il pediatra, per cui ti conviene chiedere informazioni al tuo medico di base.

Il medico specialista o di base, formula un piano riabilitativo e/o assistenziale sulla base delle necessità della persona invalida, in cui devono figurare:

  • la patologia e le lesioni che ha procurato;
  • la diagnosi funzionale che indica la menomazione;
  • il programma di trattamento;
  • il tipo di dispositivo richiesto e le personalizzazioni;
  • tempo, modi e uso della protesi, ausilio o presidio;
  • come si intende verificare il risultato atteso dall’uso di dispositivi.

La persona invalida al 100%, poi, dovrà compilare presso l’Asl di appartenenza la domanda su modello prestampato, che servirà all’amministrazione a autorizzare o meno l’erogazione del servizio gratuito.

Alla domanda bisogna allegare anche il documento di identità, il certificato d’invalidità, la prescrizione del medico specialista e il programma riabilitativo.

Entro 20 giorni, l’Asl emetterà il responso. Se trascorso questo tempo non vi è alcuna risposta, allora la domanda si intende accettata.

Passiamo adesso alla seconda agevolazione gratuita: l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria.

Le agevolazioni fiscali per disabili costituiscono una serie di aiuti che permettono alle persone affette da disabilità di vivere più serenamente. Eccole tutte nel dettaglio.

Cosa non pagano gli invalidi al 100
Cosa non pagano gli invalidi al 100%?

Cosa non pagano gli invalidi al 100 per cento: esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria

Cosa non pagano gli invalidi al 100 per cento? Gli invalidi civili al 100 per cento, così come altre categorie di soggetti che vedremo a breve, hanno diritto anche all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria.

Sono esentati dall’obbligo di partecipazione alla spesa sanitaria per tutte le prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale:

  • gli invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa superiore a due terzi;
  • gli invalidi civili titolari di indennità di accompagnamento;
  • gli invalidi civili di oltre 65 anni con una percentuale di menomazione (attribuita, solo per l’assistenza sanitaria, dalla Commissione medica) superiore a due terzi (66,6%). Ai soggetti con percentuale di menomazione compresa tra un terzo e due terzi (tra il 33,3% e il 66,6%) viene riconosciuta l’assistenza protesica gratuita. Per percentuali inferiori, l’esenzione è limitata alle prestazioni collegate alla patologia invalidante;
  • i ciechi civili totali o con residuo visivo di almeno un decimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione;
  • i sordi, dalla nascita o che lo sono diventati prima dell’apprendimento della lingua parlata.

Sono inoltre esonerati:

  • gli invalidi di guerra che appartengono alle categorie dalla prima alla quinta;
  • gli invalidi del lavoro, con riduzione della capacità lavorativa superiore a due terzi;
  • gli invalidi per servizio che appartengono alle categorie dalla prima alla quinta.

Nel prossimo paragrafo, vediamo nel dettaglio quali sono le categorie esenti dalle spese sanitarie.

Scopri quali sono le agevolazioni previste con il codice C06 assegnato alle persone invalide civili sordomute.

Cosa non pagano gli invalidi al 100 per cento: categorie di invalidi esenti dalle spese sanitarie

Cosa non pagano gli invalidi al 100 per cento? Come ti abbiamo detto, gli invalidi totali non pagano le prestazioni di diagnostica strumentale, di laboratorio e le altre prestazioni specialistiche incluse nei Lea.

Di seguito, le categorie di invalidi esenti:

Invalidi di guerra

G01 Invalidi di guerra appartenenti alle categorie dalla 1° alla 5° titolari di pensione diretta vitalizia e deportati in campi di sterminio (ex art.6 DM 1.2.1991).

Invalidi per lavoro

L01 Grandi invalidi del lavoro dall’80% al 100% di invalidità;

L02 Invalidi del lavoro con riduzione della capacità lavorativa maggiore ai due terzi dal 67% al 79% di invalidità.

Invalidi per servizio

S01 Grandi invalidi per servizio appartenenti alla 1° categoria, titolati di specifica pensione;

S02 Invalidi per servizio appartenenti alle categorie dalla 2° alla 5°.

Invalidi civili

C01 Invalidi civili al 100% di invalidità senza indennità di accompagnamento;

C02 Invalidi civili al 100% di invalidità con indennità di accompagnamento;

C03 Invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa superiore a 2/3 dal 67% al 99% di invalidità;

C04 Invalidi minori di 18 anni con indennità di frequenza ex art. 1 L. 289/90 (ex art.5 D.lgs. 124/98);

C05 Ciechi assoluti o con residuo visivo non superiore a 1/10 ad entrambi gli occhi riconosciuti dalla Commissione Invalidi Ciechi Civili;

C06 Sordomuti (chi è colpito da sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata – art.6 DM 1.2.1991, ex art.7 L.482/68 come modificato dalla L.68/99).

Invalidi – Vittime atti terrorismo – Vittime del dovere

V01 Vittime atti di terrorismo e stragi e familiari (L. 206/04) /vittime dovere e familiari superstiti (D.P.R. 7 luglio 2006, n. 243).

Queste, invece, sono le Categorie di invalidi esenti solo per le prestazioni correlate alla patologia che ha causato lo stato di invalidità:

Invalidi di guerra

  • G02 Invalidi di guerra militari appartenenti alle categorie dalla 6° alla 8°.

Invalidi per lavoro

  • L03 Invalidi del lavoro con riduzione della capacità lavorativa fino a 2/3 dall’1% a 66% di invalidità;
  • L04 Infortunati sul lavoro o affetti da malattie professionali.

Invalidi per servizio

  • S03 Invalidi per servizio appartenenti alla categoria dalla 6° all’8°.

E concludiamo con l’ultima agevolazione gratuita: la carta di libera circolazione.

Mutuo con legge 104 anno 2022: ecco come ottenere un mutuo agevolato per l’acquisto della prima casa o per la sua ristrutturazione usufruendo della legge 104.

Cosa non pagano gli invalidi al cento per cento: la carta di libera circolazione

Concludiamo questo approfondimento su cosa non pagano gli invalidi al cento per cento con la carta di libera circolazione.

Questo sussidio consente a tutti gli invalidi totali di viaggiare gratuitamente su tutti i mezzi di trasporto pubblico della regione che la emette.

Come ti abbiamo detto, infatti, la carta può essere richiesta laddove la regione la emetta.

Ogni Regione, poi, stabilisce il proprio regolamento per ottenerla. In alcuni casi, si paga una quota per l’emissione e poi i rinnovi sono gratuiti.

In altri casi si ottiene in base all’Isee posseduto o all’età anagrafica, oltre che alla percentuale di invalidità.

Insomma, come ti abbiamo consigliato, devi consultare il sito web della tua regione di appartenenza. Su TheWam.net abbiamo parlato delle Regioni che mettono a disposizione la carta di libera circolazione, dei requisiti per ottenerla in base alla Regione e di come richiederla.

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