Tutti i diritti di un bambino con la 104

Scopri tutti i diritti di un bambino con la 104 e di chi se ne prendono cura: permessi, congedo e indennità di frequenza.
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9/12/22

In questo approfondimento andremo a elencare tutti i diritti di un bambino con la 104 e dei genitori che se ne prendono cura, con particolare attenzione ai permessi e al congedo retribuiti, oltre che all’indennità di frequenza. Continua a leggere per conoscere tutto sui bambini con la 104 (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

INDICE:

Bambino con la 104: la legge a tutela anche dei minori

La legge 104/92 non è riconosciuta solo alle persone con disabilità di età compresa fra i 18 e i 65 anni, ma anche ai minori di 15 anni, fin dalla nascita, come vedrai tra poco.

Per i bambini fino a 15 anni, inoltre, non viene indicata la percentuale di invalidità così come viene fatto per gli adulti, e l’invalidità civile viene calcolata in base alle difficoltà che il minore con la 104 presenta nell’affrontare le attività quotidiane, come per esempio nello svolgimento dei compiti scolastici o nelle normali attività quotidiane.

È solo dai 15 anni in poi che viene indicata la percentuale di invalidità, come stabilito dalla legge n. 68 del 1999. Ed è proprio a questa età che, per godere delle agevolazioni previste per i portatori di handicap, i bambini con la 104 dovranno sottoporsi a visita di una commissione medica, come ti spiegheremo a breve.

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Bambino con la 104: a chi viene riconosciuta la legge 104

Il bambino con la 104 è quello a cui è stata riconosciuta una minoranza fisica, psichica o sensoriale che causa difficoltà nell’apprendimento, di relazione o di integrazione tale da determinare uno svantaggio sociale o di emarginazione, così come accade anche per gli adulti che hanno diritto alla 104.

Nel caso particolare dei bambini con la 104, la legge attribuisce loro il diritto a soggiorni per cure, all’educazione, all’istruzione, oltre che all’integrazione scolastica e a spazi gialli nei parcheggi pubblici e privati.

Per i minori che presentano una ridotta autonomia personale, l’art. 3 comma 3 della legge 104 riconosce la gravità della condizione fisica o psichica e il diritto a un intervento assistenziale permanente e continuativo.

Scopri come ottenere l’art. 3 comma 3 della legge 104 e le agevolazioni dell’art. 3 comma 1 della 104.

Bambino con la 104: quali sono diritti per lui e per i suoi genitori

Per quanto riguarda i diritti dei genitori di un bambini con la 104, questi consistono in:

Quando la situazione di minorazione fisica, psichica o sensoriale è riconosciuta come handicap grave fin dalla nascita del bambino, i genitori (o la madre o il padre, non possono chiederlo entrambi) hanno diritto innanzitutto al prolungamento del congedo parentale fino al compimento del suo terzo anno di vita.

In alternativa, possono fruire di:

  • un permesso giornaliero di 2 ore se l’orario di lavoro è pari o superiore a 6 ore giornaliere;
  • un permesso giornaliero di 1 ora se l’orario di lavoro è inferiore a 6 ore;
  • un permesso di 3 giorni al mese, frazionabile anche in ore.

Al compimento dei tre anni del bambino con la 104, la madre o il padre hanno diritto a tre giorni di permesso al mese, fruibili anche ad ore.

Inoltre, i genitori possono richiedere il congedo straordinario retribuito dal lavoro di 2 anni per assistere il proprio figlio, in base alla legge 151/2000.

Un caregiver può ottenere i permessi retribuiti, anche se già ne usufruisce un familiare? Scoprilo in questo approfondimento.

Bambino con la 104: diritto della famiglia e del lavoro. Semplificazioni legge 114

E veniamo alle semplificazioni della legge 114, che indica i diritti del lavoro e della famiglia del bambino con la 104.

I genitori dei minori con la 104 o comunque le persone che si prendono cura di lui, hanno diritto a scegliere la sede di lavoro più vicina al domicilio del minore disabile e di non essere trasferiti presso un’altra sede senza il loro consenso.

Il rifiuto del trasferimento deve essere comunque rapportato alle esigenze economiche dell’azienda. Laddove la richiesta di trasferimento sia giustificata con difficoltà reali dell’azienda, non può essere concesso al genitore o al familiare che si prende cura del bambino disabile.

L’art. 25 comma 5 della legge 114 dell’11 agosto 2014, stabilisce che ai minori già titolari di indennità di frequenza che hanno presentato domanda in via amministrativa entro i sei mesi precedenti al compimento della maggiore età, vengano riconosciute in via provvisoria, al compimento dei 18 anni, le prestazioni erogabili agli invalidi maggiorenni.

A 18 anni, però, il ragazzo disabile dovrà sottoporsi a visita sanitaria, per accertare la condizione di disabilità e i requisiti previsti dalla normativa ai fini dell’erogazione delle prestazioni.

In questo approfondimento ti spieghiamo come cambia il modello Inps per la richiesta dell’invalidità civile e in questa guida ti mostriamo come si svolge la visita della commissione sanitaria dell’Asl.

Ai minori titolari di indennità di accompagnamento per invalidi civili, per ciechi totali o con indennità di comunicazione o affetti da patologie di cui all’art. 42-ter, comma 1 del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2013 n. 98, al compimento della maggiore età saranno attribuite le prestazioni economiche erogabili agli invalidi maggiorenni, senza di bisogno di procedere con ulteriori accertamenti sanitari, fermo restando la sussistenza degli altri requisiti previsti dalla normativa.

Ti mostriamo tutte le agevolazioni per disabili per categorie. Potrebbe anche interessarti per chi la pensione di invalidità aumenterà da settembre 2022.

Tutti i diritti di un bambino con la 104.

Bambino con la 104 e indennità di frequenza

L’indennità di frequenza, introdotta con la legge 289 del 1990, è una misura assistenziale riconosciuta al bambino con la 104 minore di 18 anni e che ha difficoltà a svolgere funzioni e compiti della propria età e/o che ha una perdita uditiva superiore ai limiti prestabiliti.

Il trattamento economico viene riconosciuto solo in caso di:

  • frequenza continua o periodica dei bambini con la 104 in centri ambulatoriali o diurni, anche di tipo semiresidenziale, pubblici o privati convenzionati, che siano specializzati nel trattamento terapeutico o nella riabilitazione di bambini e ragazzi con disabilità o handicap;
  • frequenza di scuole pubbliche o private a partire dalla materna e/o centri di formazione o di addestramento professionale specializzati nell’attività di reinserimento sociale dei bambini e ragazzi con handicap.

L’indennità di frequenza viene erogata a:

  • minori italiani residenti in Italia;
  • minori comunitari ed extracomunitari residenti in Italia.

Questa tipologia di sostegno economico può essere erogata anche ai minori che frequentano l’asilo nido.

Per quanto riguarda i requisiti sanitari necessari, i minori devono possedere:

  • difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età;
  • una perdita uditiva superiore ai 60 decibel nell’orecchio migliore nelle frequenze 500, 1200 e 1500. Leggi anche la nostra guida completa all’indennità di frequenza.

Su theWam.net ti spieghiamo come fare domanda per l’indennità di frequenza.

Bambino con la 104: importo e limiti reddituali per l’indennità di frequenza

L’importo dell’indennità di frequenza stabilita nel 2002 per il bambino con la 104 è di 291,98 euro al mese, erogata per 12 mensilità.

Il limite di reddito entro cui può essere richiesta questa prestazione assistenziale è di 5.015,14 euro.

Dal conteggio vengono esclusi la casa di residenza e il valore stesso dell’indennità di frequenza. Rientrano invece tutti i redditi che sono calcolati ai fini Irpef.

L’indennità di frequenza è cumulabile con qualsiasi forma di ricovero ma non viene concessa ai minori disabili che ricevono già l’indennità di accompagnamento o l’indennità a favore di ciechi parziali o di sordi. In questo caso è possibile scegliere la misura che si ritiene più vantaggiosa.

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