Invalidità al 99%, cosa spetta e cosa viene negato

Ti mostriamo tutte le agevolazioni con invalidità al 99 per cento: dalle prestazioni economiche alle agevolazioni fiscali, lavorative e sulle spese sanitarie.
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30/03/2023

Cosa comporta essere stato riconosciuto invalido “quasi totale”? Quando si raggiunge l’invalidità totale? A quali agevolazioni con invalidità al 99 per cento ho diritto? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico).

Se sei stato riconosciuto invalido al 99 per cento, sul verbale di invalidità troverai scritto “invalido con riduzione permanente della capacità lavorativa in misura superiore ai 2/3 (articoli 2 e 13, Legge 118/1971)” oppure “invalido con riduzione permanente con invalidità pari o superiore al 74% (articoli 2 e 13, Legge 118/1971)”.

Questa percentuale non riconosce un’invalidità totale, per cui non hai diritto né all’indennità di accompagnamento, che si ottiene con il 100% di invalidità insieme all’impossibilità di non riuscire a deambulare da soli o a compiere gli atti normali della vita quotidiana, né all’incremento al milione.

Sulla seconda questione ci torneremo in questo approfondimento, perché riguarda un diritto negato agli invalidi e ti spiegheremo perché. Vediamo quindi quali sono le agevolazioni con invalidità al 99 per cento.

Indice

Agevolazioni con invalidità al 99 per cento: le prestazioni economiche

Ovviamente, le agevolazioni con invalidità al 99 più importanti e sicuramente quelle che vorrai conoscere meglio, sono le prestazioni economiche.

Con il riconoscimento di un’invalidità al 99 per cento puoi aver diritto:

  • all’Assegno mensile di assistenza;
  • oppure all’Assegno ordinario di invalidità.

Andiamo a vedere quando spettano e qual è l’importo mensile.

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Agevolazioni con invalidità al 99 per cento: l’Assegno mensile di assistenza

Con un’invalidità tra il 74% e il 99 per cento, si ha diritto all’Assegno mensile di assistenza. Non basta però il requisito sanitario, ma bisogna possedere dei requisiti amministrativi e reddituali.

Nel dettaglio, puoi fare domanda per l’Assegno mensile di assistenza se:

  • hai un’età compresa fra i 18 e i 65 anni di età;
  • sei  cittadino italiano o UE residente in Italia oppure cittadino extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
  • non svolgi attività lavorativa (requisito soddisfatto anche se l’attività lavorativa è minima e non comporta il superamento di un reddito personale annuo pari a 7.500 euro, per lavoro dipendente, o 4.500 euro per lavoro autonomo salvo indicazioni più ampie delle regioni).

L’importo per l’anno 2023 è di 313,91 euro per 13 mensilità e il limite reddituale personale annuo di 5.391,88 euro.

Una piccola somma, come vedi, che non ha beneficiato dell’incremento al milione, destinato invece a chi ha un’invalidità totale (100%). Vediamo perché e di cosa si tratta.

Invalidità civile e aumento: è necessario un intervento che ponga fine alla discriminazione fatta ai danni degli invalidi parziali, esclusi dall’incremento al milione del 2020. Cosa si dovrebbe fare e perché.

Agevolazioni con invalidità al 99 per cento: l’Assegno mensile di assistenza non ha diritto alla maggiorazione

In apertura, ti abbiamo anticipato che avremmo parlato dell’incremento al milione, un diritto che è stato concesso solo alle persone invalide totali.

Praticamente, nel 2020, succede questo: la Corte Costituzionale interviene sull’articolo 38 della Legge 448 del 2001 e con la sentenza n. 152 del 23 giugno 2020, riconosce ai pensionati over 70 e agli invalidi civili totali, con un’età minima di 18 anni, un aumento considerevole della pensione INPS.

Agli invalidi civili totali. Vuol dire che tutte le persone con un’invalidità al 100%, a partire dai 18 anni di età, hanno ottenuto degli aumenti sull’importo della pensione a partire dal 20 luglio 2020.

Gli importi delle cosiddette maggiorazioni sociali per l’incremento al milione sono pari a:

  • 136,44 euro al mese (per 13 mensilità) per i titolari di pensioni minime;
  • 136,44 euro mensili, per i titolari di assegno di inabilità (da 18 a 60 anni di età);
  • 196,91 euro al mese per 13 mensilità per i soggetti titolari di assegno sociale;
  • 285,42 euro al mese per i soggetti titolari di pensione sociale;
  • 386,27 euro per gli invalidi civili totali.

Sono stati esclusi da questi aumenti gli invalidi civili parziali (con invalidità dal 74% al 99%), i quali, da decenni e fino a oggi, hanno beneficiato solo delle piccole briciole in più dovute con le rivalutazioni annuali delle pensioni.

L’ultima, come probabilmente saprai, è quella che è stata applicata a partire dal 1° gennaio 2023 e che ha portato l’importo della pensione per invalidi civili parziali da 292,55 euro (2022) a 313,91 euro, ovvero 21,36 euro al mese (circa 256 euro all’anno).

La questione non è stata ancora risolta e si attende che il Governo ponga fine al più presto possibile a questa vergognosa discriminazione e che anche gli invalidi parziali possano percepire un assegno mensile più dignitoso.

Vediamo quando spetta invece l’Assegno ordinario di invalidità.

Pensione di invalidità e redditi considerati: quali si calcolano e quali si escludono dal conteggio del reddito per la pensione di invalidità? Scopriamolo insieme.

Agevolazioni con invalidità al 99 per cento: l’Assegno ordinario di invalidità

Hai diritto all’Assegno ordinario di invalidità (AOI)se sei un lavoratore:

  • dipendente;
  • autonomo (artigiano, commerciante, coltivatore diretto, colone e mezzadro);
  • iscritto alla gestione separata.

Sono quindi esclusi i dipendenti pubblici per i quali sono previsti altri trattamenti previdenziali.

L’AOI ha una validità di tre anni. Dopo tre anni puoi chiedere il rinnovo. La domanda deve essere inviata prima della scadenza.

Dopo tre rinnovi consecutivi l’assegno ordinario di invalidità viene rinnovato in automatico (anche se l’INPS ha comunque la facoltà di chiedere una visita di revisione).

Quando raggiungerai l’età pensionabile (67 anni), il trattamento si trasforma d’ufficio in pensione di vecchiaia.

L’importo dell’assegno ordinario di invalidità viene calcolato con il sistema misto. In pratica si determina con una quota retributiva e una contributiva. Ma questo, ovviamente, solo se chi ha fatto domanda ha iniziato a lavorare prima del 31 dicembre 1995. In caso contrario il calcolo è solo con il sistema contributivo.

i requisiti per avere accesso a questo trattamento;

  • requisito sanitario: una capacità lavorativa ridotta a un terzo a causa di una infermità fisica o mentale;
  • requisito contributivo: aver maturato almeno 260 contributi settimanali (5 anni) di cui 156 (3 anni di contribuzione e assicurazione) nel quinquennio che precede la presentazione della domanda.

Per chi avanza la richiesta non è necessaria la cessazione dell’attività lavorativa.

Vediamo quali sono le altre agevolazioni con invalidità al 99 per cento a cui si ha diritto.

Assegno ordinario di invalidità 2023: come cambiano gli importi e a chi spetterà l’integrazione al minimo? Ne parliamo in questo approfondimento.

Agevolazioni con invalidità al 99 per cento: le agevolazioni fiscali

Per quanto riguarda le agevolazioni con invalidità al 99 per cento di natura fiscale, queste si applicano sulle spese sostenute per:

  • auto;
  • ausili;
  • sussidi tecnici e informatici;
  • assistenza specifica;
  • assistenza personale e domestica;
  • familiari a carico;

Andiamo a vederle nel dettaglio.

 Il ministro per le disabilità Alessandra Locatelli parla della sua proposta sulla detassazione per famiglie fragili e con figli disabili e della necessità di revisione della Legge 68/99: leggi cosa è previsto.

Agevolazioni con invalidità al 99 per cento: agevolazioni auto

Le agevolazioni fiscali sui veicoli destinati alle persone con disabilità consistono nell’applicazione dell’Iva agevolata al momento dell’acquisto, nella detraibilità – in sede di denuncia annuale dei redditi – del 19% della spesa sostenuta, nell’esenzione dal pagamento del bollo auto e delle tasse di trascrizione.

Sono ammesse all’agevolazione le persone con disabilità motoria, disabilità intellettiva (solo se titolari di indennità di accompagnamento e con certificato di handicap grave), o disabilità sensoriale (ciechi e sordomuti).

Le relative condizioni devono risultare dai rispettivi certificati di invalidità o di handicap. In alcuni casi (disabili motori senza gravi problemi di deambulazione e titolari di patente di guida speciale) è obbligatorio adattare il veicolo.

Agevolazioni auto Legge 104, tutti i documenti necessari da consegnare al rivenditore per ottenere lo sconto. Come avere diritto all’Iva al 4% per l’acquisto di veicoli, quali sono gli eventuali adattamenti necessari, la certificazione sanitaria e le recenti semplificazioni disposte dall’Agenzia delle Entrate.

Agevolazioni con invalidità al 99 per cento: ausili

Gli ausili destinati a persone invalide godono dell’applicazione dell’Iva agevolata al momento dell’acquisto e, in alcuni casi, la spesa sostenuta può essere detratta, nella misura del 19%, in sede annuale di dichiarazione dei redditi.

Il comparto ortoprotesico denuncia ausili vecchi per le persone disabili. Pur essendo compresi nei nuovi LEA ausili più moderni, il Servizio Sanitario Nazionale autorizza solo quelli inclusi nel vecchio nomenclatore. Aziende ortopediche in stato di agitazione: leggi cosa sta succedendo.

Agevolazioni con invalidità al 99 per cento: sussidi tecnici e informatici

I sussidi tecnici e informatici sono prodotti di comune reperibilità (per esempio computer, fax) che possono favorire l’autonomia delle persone con disabilità.

La normativa vigente prevede che questi prodotti godano dell’applicazione dell’Iva agevolata al momento dell’acquisto e che la spesa sostenuta può essere detratta in sede annuale di dichiarazione dei redditi. È tuttavia necessario disporre di una specifica prescrizione autorizzativa, oltre che del certificato di handicap o invalidità.

Cerchiamo di capire se basta il verbale per gli sconti con la Legge 104 o è necessaria la presentazione di una documentazione aggiuntiva o sostitutiva.

Agevolazioni con invalidità al 99 per cento: spese per l’assistenza specifica

La normativa vigente prevede la possibilità di dedurre dal reddito, in sede di dichiarazione annuale, le spese sostenute per l’assistenza specifica resa, da personale medico e sanitario (anche terapisti), a persone con handicap. Possono godere della deduzione i diretti interessati, i familiari che li abbiamo a loro carico fiscale, o i familiari che siano civilmente obbligati verso queste persone.

Per ottenere alcune agevolazioni con invalidità al 99 per cento è necessario che venga anche riconosciuto lo stato di handicap. Scopri chi è riconosciuta persona con handicap e come fare domanda online per la Legge 104.

Agevolazioni con invalidità al 99 per cento: spese per l’assistenza personale e domestica

La normativa vigente prevede forme articolate di agevolazione fiscale per le spese sostenute per le badanti e le colf. Le modalità di accesso variano a seconda della disabilità di chi beneficia dell’assistenza. Alle agevolazioni fiscali si accede al momento della denuncia annuale dei redditi.

Ti spieghiamo tutto sul Bonus badanti mensile e novità dal 2023: gli aiuti alle famiglie per assumere una badante e la stretta dei controlli sulle assunzioni irregolari.

Agevolazioni con invalidità al 99 per cento
Invalidità al 99%, cosa spetta e cosa viene negato

Agevolazioni con invalidità al 99 per cento: detrazioni per familiari a carico

È attualmente prevista una detrazione di 800 euro (a scalare a partire da un reddito di 95.000 euro). La detrazione è aumentata a 900 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni.

Queste detrazioni sono aumentate di un importo pari a 220 euro per ogni figlio portatore di handicap ai sensi dell’articolo 3 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104. Non sono previste invece detrazioni forfettarie per altri familiari con handicap. Parliamo adesso delle agevolazioni lavorative.

Leggi anche cosa prevede la quota integrativa INAIL per figli inabili, quando spetta e come ottenerla.

Agevolazioni con invalidità al 99 per cento: agevolazioni lavorative

Vediamo quali sono le agevolazioni con invalidità al 99 per cento in ambito lavorativo.

Con questa percentuale di invalidità hai diritto a:

  • prolungamento dell’astensione facoltativa di maternità: la normativa vigente prevede l’estensione del congedo di maternità fino ai tre anni di vita del bambino o, in alternativa, la fruizione di due ore di permesso giornaliero. Tuttavia la condizione primaria è che la persona disabile sia in possesso del certificato di handicap con connotazione di gravità (articolo 3, comma 3 della Legge 104/1992). Si tratta di un verbale diverso da quello di invalidità civile. Il certificato di cui è in possesso non è quindi sufficiente per accedere a questa agevolazione. Leggi anche qual è la differenza tra invalidità e handicap;
  • permessi lavorativi retribuiti: dopo il compimento del terzo anno di vita i genitori di una persona con handicap grave hanno diritto a tre giorni di permesso mensile retribuito. Analogo beneficio spetta anche ai lavoratori che assistano un familiare con handicap grave. Infine, i lavoratori con handicap grave hanno diritto a due ore di permesso giornaliero o a tre giorni di permesso mensile, retribuiti. Anche in questi casi la condizione primaria è che la persona disabile sia in possesso del certificato di handicap con connotazione di gravità (articolo 3, comma 3 della Legge 104/1992). Il certificato di cui è in possesso non è quindi sufficiente per accedere a questa agevolazione, ammesso che sussistano gli altri requisiti;
  • congedi di due anni retribuiti: ai genitori di persone con handicap grave o, dopo la loro scomparsa o in caso siano essi stessi invalidi totali, ai fratelli e alle sorelle conviventi, spettano due anni di congedo retribuito che può essere anche frazionato. I congedi sono concessi anche per l’assistenza al coniuge, mentre non sono concessi per altri gradi di parentela (es. figlio che assista il padre). Anche in questi casi la condizione essenziale è che la persona disabile sia in possesso del certificato di handicap con connotazione di gravità (articolo 3, comma 3 della Legge 104/1992). Il certificato in questione non dà quindi diritto ad accedere a questo beneficio;
  • prepensionamento: i lavoratori con invalidità superiore al 74% o sordomuti hanno diritto a richiedere, per ciascun anno effettivamente lavorato, due mesi di contributi figurativi (fino ad un totale di cinque anni) utili ai fini pensionistici;
  • scelta della sede di lavoro: la normativa vigente prevede che il lavoratore che assista un familiare con handicap genitore e il lavoratore disabile hanno diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio. Questa disposizione, a causa di quel “ove possibile”, si configura come un interesse legittimo, ma non come un diritto soggettivo insindacabile. Di fatto, quindi, l’azienda può produrre rifiuto motivandolo con ragioni di organizzazione del lavoro. In ogni caso è necessario essere in possesso del certificato di handicap con connotazione di gravità (articolo 3, comma 3 della Legge 104/1992).;
  • rifiuto al trasferimento: la normativa vigente prevede che il lavoratore che assista un familiare con handicap genitore e il lavoratore disabile non possono essere trasferiti senza il loro consenso ad altra sede. Diversamente da quanto previsto per la scelta della sede, il rifiuto al trasferimento si configura come un vero e proprio diritto soggettivo. Anche in questo caso è necessario essere in possesso del certificato di handicap con connotazione di gravità (articolo 3, comma 3 della Legge 104/1992);
  • lavoro notturno: la normativa prevede che lavoratori che “abbiano a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della Legge 5 febbraio 1992, n. 104” non possano essere obbligatoriamente adibiti al lavoro notturno;
  • liste speciali di collocamento: le persone con invalidità accertata superiore al 45% possono iscriversi all’Ufficio del lavoro nelle liste speciali riservate agli invalidi civili. Per iscriversi a quelle liste è tuttavia necessario sottoporsi ad una visita di accertamento delle capacità lavorative, ulteriore e diversa rispetto all’accertamento dell’invalidità. È necessario richiedere, presso la Commissione invalidi presente in ogni Azienda ASL, l’accertamento ai fini della Legge 68/1999. Una volta in possesso di quel certificato è possibile iscriversi alle liste speciali di collocamento.

Passiamo adesso alle agevolazioni con invalidità al 99 per cento che riguardano l’assistenza sanitaria.

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Agevolazioni con invalidità al 99 per cento: assistenza sanitaria

Hai anche diritto ad agevolazioni con invalidità al 99 per cento che riguardano l’assistenza sanitaria, ovvero:

  • erogazione di ausili: per gli invalidi civili, i ciechi civili e i sordomuti è prevista l’erogazione a carico del Servizio Sanitario Nazionale di protesi, ortesi ed ausili correlate al tipo di minorazione accertata. Le protesi, le ortesi e gli ausili ammessi all’erogazione sono quelli elencati in un’apposita norma, e quelle ad essi riconducibili. Vengono erogate solo dietro specifica prescrizione medica;
  • esenzione ticket: le modalità di esenzione dai ticket sono oramai disciplinate dalle singole regioni. Ricordiamo che le esenzioni sono per età, reddito, farmaci correlati a particolari patologie o per invalidità. In quest’ultimo caso, solitamente, le esenzioni si applicano a partire dal 66% di invalidità. Si suggerisce di contattare il proprio Distretto sociosanitario o la propria Azienda Usl, o il proprio medico di famiglia, per le informazioni più aggiornate e valide localmente.

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