Categorie protette, i diritti degli invalidi

Categorie protette e diritti dei lavoratori invalidi. La legge tutela i lavoratori cosiddetti fragili: vediamo come.
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21/01/2023

Cosa vuol dire appartenere alle categorie protette? Qual è la legge che le tutela? Cosa è previsto per le categorie protette e diritti dei lavoratori invalidi? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

La Legge 68/99 tutela le categorie protette, ovvero gli invalidi civili con un’invalidità superiore al 46% e gli invalidi del lavoro con un’invalidità superiore al 34%.

Nella categoria dei disabili rientrano anche i non vedenti, non udenti, invalidi di guerra e invalidi di servizio.

Sono soggetti a tutela della Legge 68/99 anche i coniugi superstiti di deceduti per causa di guerra, lavoro e servizio nelle pubbliche amministrazioni, vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, figli e coniugi di grandi invalidi per causa di guerra, lavoro e servizio e profughi italiani rimpatriati.

Se appartieni a una di queste categorie, puoi chiedere l’iscrizione alle categorie protette ed essere inserito nelle liste di collocamento mirato.

In questo approfondimento parliamo in particolare di categorie protette e diritti dei lavoratori invalidi.

Indice

Cosa stabilisce la legge per le categorie protette e diritti dei lavoratori?

Ti abbiamo mostrato, in apertura, chi può chiedere l’iscrizione alle categorie protette e quindi essere agevolato nell’inserimento lavorativo ed essere tutelato sul luogo di lavoro.

Vediamo in sintesi quali sono le categorie protette e diritti dei lavoratori, per poi approfondirli nei paragrafi successivi.

Le categorie protette hanno i seguenti diritti:

  • iscrizione alle liste di collocamento mirato provinciali;
  • accesso alle quote di riserva presso aziende pubbliche e private;
  • partecipazione ai concorsi delle pubbliche amministrazioni, con la richiesta preventiva di strumenti e ausili idonei a facilitare la prova d’esame;
  • esonero dalla prova preselettiva nei concorsi pubblici per chi ha un’invalidità superiore all’80%;
  • precedenza nelle graduatorie in caso di pari merito (solo alcune tipologie di categorie protette);
  • retribuzione uguale a quella degli altri lavoratori;
  • mansioni compatibili con la disabilità e la capacità residua del lavoratore invalido.

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Categorie protette e diritti dei lavoratori invalidi: diritto di iscrizione alle liste di collocamento mirato

I lavoratori invalidi e disabili che hanno i requisiti per richiedere l’appartenenza alle categorie protette, hanno il diritto di iscriversi alle liste di collocamento mirato (leggi come puoi chiedere l’scrizione alle categorie protette).

Il collocamento mirato ha l’obiettivo di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro includendo le situazioni specifiche di lavoratori e lavoratrici disabili o appartenenti alle categorie protette.

In pratica, lo scopo è quello di garantire il rispetto e la valorizzazione di tutte le risorse umane, attraverso una serie di “strumenti che permettano di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto adatto, attraverso analisi dei posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi di lavoro e di relazione” (Legge n. 68 del 12 marzo 1999).

Categorie protette e diritti dei lavoratori invalidi: accesso alle quote di riserva

Il collocamento mirato è definito anche collocamento obbligatorio, perché la Legge 68/99 prevede degli obblighi per i datori di lavoro, siano essi privati o pubblici. In particolare, le aziende con più di 14 dipendenti sono tenute ad assumere lavoratori e lavoratrici con accertata disabilità. Nel dettaglio, se la tua azienda ha:

  • tra 15 e 35 dipendenti, è tenuta ad assumere almeno un lavoratore appartenente alle categorie protette;
  • tra 36 e 50 dipendenti, è tenuta ad assumere almeno due lavoratori appartenenti alle categorie protette;
  • più di 50 dipendenti, deve garantire che il 7% di questi appartenga alle categorie protette più l’1% ai familiari degli invalidi e dei profughi rimpatriati.

Il numero dei dipendenti è calcolato tenendo conto dei contratti di lavoro subordinato e la richiesta di assunzione va presentata entro 60 giorni dal momento in cui subentra l’obbligo.

In questo articolo vediamo nel dettaglio quali sono i criteri per calcolare la quota di riserva.

Categorie protette e diritti dei lavoratori invalidi: partecipazione ai concorsi pubblici

Abbiamo visto che le categorie protette e diritti dei lavoratori invalidi prevedono l’accesso alle quote di riserve delle aziende, sia private che pubbliche.

Per quanto riguarda le pubbliche amministrazioni, queste sono tenute ad assumere persone con disabilità in conformità al Decreto Legislativo n. 165/2001, stabilendo una quota obbligatoria. Inoltre, devono osservare le regole per le assunzioni della categoria protetta attraverso un concorso pubblico.

Le persone con disabilità possono partecipare a tutti i concorsi pubblici, indipendentemente dall’amministrazione che li bandisca.

I bandi dei concorsi prevedono modalità speciali di svolgimento delle prove per consentire loro di concorrere in condizioni di parità con gli altri.

La persona con disabilità sostiene le prove d’esame nell’utilizzo degli ausili necessari e nei tempi supplementari che questo comporta rispetto al suo handicap.

Nella domanda di partecipazione al concorso e all’esame per l’abilitazione alle professioni, il candidato deve specificare l’ausilio necessario in relazione al proprio handicap nonché eventuali tempi aggiuntivi richiesti. Alcune amministrazioni sostituiscono gli ausili con l’affiancamento di un tutor.

In questo approfondimento cerchiamo di capire chi viene escluso dalle categorie protette, ovvero in quali casi si perde il diritto.

Categorie protette e diritti dei lavoratori invalidi
Categorie protette, i diritti degli invalidi. Nella foto: una lavoratrice su una carrozzina

Categorie protette e diritti dei lavoratori invalidi: esonero dalla prova preselettiva nei concorsi pubblici

In base al Decreto Semplificazioni (DL 90/2014), le categorie protette e diritti dei lavoratori invalidi con una percentuale di invalidità superiore all’80% sono esonerate dal dover sostenere la prova preselettiva nella fase del concorso pubblico.

Categorie protette e diritti dei lavoratori nei concorsi pubblici: precedenza nelle graduatorie in caso di pari merito

In caso di partecipazione a un concorso pubblico della categoria protetta e di posizionamento in graduatoria a pari merito, ha diritto di preferenza la persona che rientra in una delle categorie protette quali:

  • invalidi e i mutilati civili;
  • figli dei mutilati e degli invalidi di guerra ex combattenti;
  • figli dei mutilati e degli invalidi per fatto di guerra;
  • figli dei mutilati e degli invalidi per servizio nel settore pubblico e privato.

Tutte le altre categorie le puoi leggere in questo articolo: Persone con disabilità e titoli di preferenza nei concorsi pubblici: cosa vuol dire titoli di preferenza e a chi spetta la priorità nelle graduatorie dei concorsi pubblici.

Categorie protette e diritti dei lavoratori: retribuzione uguale a quella degli altri lavoratori

Il lavoratore assunto nell’ambito delle categorie protette ha diritto a percepire una retribuzione uguale a tutti gli altri dipendenti.

La Legge 68/99, anche in tal senso evita discriminazioni, garantendo ai lavoratori invalidi lo stesso trattamento economico di tutti gli altri dipendenti e quindi pari dignità.

Leggi qual è lo stipendio delle categorie protette sulla base dei dati rilevati sulle retribuzioni mensili dalle agenzie per l’impiego.

Categorie protette e diritti dei lavoratori invalidi: mansioni compatibili con la disabilità

Categorie protette e diritti dei lavoratori invalidi. Come espressamente previsto dalla Legge n. 68/1999 sul collocamento obbligatorio, il lavoratore disabile deve essere assegnato a mansioni compatibili con le sue minorazioni, pertanto il datore di lavoro non può chiedergli una prestazione non compatibile con le sue residue capacità lavorative.


Se ciò dovesse accadere, il lavoratore può legittimamente rifiutarsi di essere adibito alle mansioni incompatibili con il suo handicap senza incorrere in sanzioni.


In caso di aggravamento delle condizioni del lavoratore o di modifiche dell’organizzazione del lavoro, tanto il lavoratore quanto il datore di lavoro possono chiedere la verifica della compatibilità delle mansioni svolte con la condizione di disabilità.


Se le mansioni risultano incompatibili, il datore di lavoro deve assegnarne altre compatibili con la sua condizione fisica, equivalenti o, in mancanza, inferiori.

Nel caso di destinazione a mansioni inferiori, il lavoratore invalido ha diritto alla conservazione del più favorevole trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza.


Se si dovesse verificare l’obiettiva e documentata impossibilità di reperire all’interno di tutta l’organizzazione aziendale mansioni idonee con la disabilità del lavoratore, sarà possibile per il datore di lavoro licenziare il lavoratore disabile.

Come posso passare nella categoria protetta e ottenere mansioni corrispondenti alla mia capacità lavorativa? Lo spieghiamo in questo approfondimento.

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