Categorie protette: chi viene escluso

In questo approfondimento cerchiamo di capire chi viene escluso dalle categorie protette, ovvero in quali casi si perde il diritto.
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08/12/2022

Quali sono gli obblighi che deve rispettare chi fa parte delle categorie protette? Chi viene escluso dalle categorie protette, se non assolve ai suoi doveri? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Chi appartiene alle categorie protette non beneficia solo di diritti ma ha anche di doveri.

Ci sono degli obblighi, infatti, che devono essere assolti e dei requisiti che è necessario possedere che, una volta persi, non danno più accesso ai benefici correlati. Vediamo quindi chi viene escluso dalle categorie protette e perché.

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Chi viene escluso dalle categorie protette

Andiamo a elencare chi viene escluso dalle categorie protette per poi argomentare le motivazioni nei prossimi paragrafi.

Si perde l’iscrizione alle categorie protette e si viene cancellati dalle liste di collocamento mirato quando:

  • si instaura un rapporto di lavoro subordinato, autonomo o occasionale il cui reddito annuale sia superiore a quello minimo previsto per far parte delle categorie protette (8mila lordi per il parasubordinato e 4,800 euro lordi per quello autonomo o occasionale), salvo nel caso in cui la durata del rapporto di lavoro non sia superiore a 6 mesi;
  • non ci si presenta alla convocazione su appuntamento programmata dal Centro per l’Impiego;
  • viene escluso in partenza dalle categorie protette chi è occupato e supera il reddito minimo previsto e chi percepisce pensione di inabilità.

Chi viene escluso dalle categorie protette non ha assolto questi obblighi e perciò non beneficerà di tutti i vantaggi che comporta l’iscrizione alle liste di collocamento mirato.

Per capire meglio le motivazioni dell’esclusione, vediamo chi appartiene alle categorie protette e quali sono i benefici per questa tipologia di lavoratori invalidi.

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Chi appartiene alle categorie protette

Abbiamo visto chi viene escluso dalle categorie protette, adesso andiamo a capire nel dettaglio chi appartiene alle categorie protette e cosa comporta l’iscrizione alle liste di collocamento mirato.

Appartengono alle categorie protette tutti i lavoratori citati nella legge 68/99, ovvero quei soggetti con disabilità per i quali è previsto un inserimento facilitato nel mercato del lavoro perché in possesso dei seguenti requisiti:

  • età anagrafica compresa tra i 18 e i 67 anni;
  • riconoscimento di un’invalidità superiore al 33%;
  • minorazioni fisiche, sensoriali o psichiche;
  • classificazione come portatori di handicap intellettivo;
  • riduzione delle abilità lavorative superiore al 45%;
  • sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della parola;
  • cecità assoluta o con un residuo visivo che non superi 1/10 in entrambi gli occhi;
  • riconoscimento come invalidi di guerra;
  • minorazioni dalla prima all’ottava categoria dell’invalidità di guerra;
  • percettori di assegno di invalidità civile, previo accertamento dell’Inps di una riduzione permanente inferiore a 1/3 della capacità lavorativa;
  • essere familiari di vittime della criminalità organizzata o del terrorismo, orfani o coniugi di lavoratori deceduti sul posto di lavoro (o a causa di lavoro);
  • essere familiari delle persone invalide o morte in guerra;
  • essere profughi italiani rimpatriati;
  • essere in stato di disoccupazione (a breve vedremo quando si perde lo stato di disoccupazione).

Queste tipologie di invalidi possono quindi far parte delle categorie protette: vediamo come iscriversi alle categorie protette.

Quali documenti è necessario presentare per iscriversi alle categorie protette? Ne parliamo in questo articolo.

Chi viene escluso dalle categorie protette
Categorie protette: chi viene escluso

Chi viene escluso dalle categorie protette: lo stato di disoccupazione

Abbiamo visto che chi viene escluso dalle categorie protette è innanzitutto chi svolge attività lavorativa.

Tuttavia, si può restare nella lista o si può chiederne l’inserimento se, pur lavorando, si rispettano i seguenti requisiti:

  • avere un reddito inferiore a 8mila euro lordi annui con lavoro subordinato o parasubordinato;
  • avere un reddito inferiore a 4.800 euro lordi annui da lavoro autonomo o occasionale;
  • svolgere lavori in ambiti particolari;
  • svolgere un lavoro subordinato della durata massima di 6 mesi.

Una volta ottenuta l’iscrizione alle categorie protette, hai l’obbligo di recarti al centro per l’Impiego del tuo territorio per comunicare la tua dichiarazione di immediata disponibilità (DID). Se non lo fai entro 12 mesi, verrai cancellato dall’elenco delle categorie protette.

Una volta aver dettagliato chi viene escluso dalle categorie protette, cerchiamo di capire quali vantaggi si hanno, partendo dagli obblighi delle aziende.

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Chi viene escluso dalle categorie protette: gli obblighi delle aziende

Chi viene escluso dalle categorie non può beneficiare dei diritti loro riservati. Le aziende pubbliche e private, infatti, sono tenute per legge ad avere una quota di lavoratori appartenenti alle categorie protette.

La legge, in questo caso, impone assunzioni obbligatorie, che se non sono rispettate possono portare a multe molto salate.

Gli obblighi per le aziende sono i seguenti:

  • 1 assunzione obbligatoria fra i 15 e i 35 dipendenti;
  • 2 assunzioni fra i 36 e i 50 dipendenti;
  • 7% degli occupati per le aziende sopra i 50 dipendenti.

Per adempiere ai propri obblighi, ogni azienda (pubblica o privata) ha tempo 60 giorni per impiegare un lavoratore iscritto alle categorie protette tramite richiesta nominativa, richiesta numerica o assunzione residuale.

L’obbligo di assunzione di categorie protette non riguarda le seguenti attività:

  • aziende di trasporti terrestri, marittime o aeree;
  • aziende con impianti su fune;
  • attività edilizie;
  • protezione civile e polizia (tranne che per i ruoli amministrativi).

Alcune aziende, inoltre, possono chiedere l’esonero parziale dall’obbligo di assunzione delle categorie protette, se dichiarano di essere impossibilitati ad adempiere alla quota prevista per legge a causa della condizione della propria attività.

Per poterlo fare, però, devono versare al Fondo Regionale per l’occupazione ai disabili 36,64 euro al giorno per ogni lavoratore non occupato.

Purtroppo, sappiamo che molte grosse aziende preferiscono versare questa quota piuttosto che assumere le categorie protette: ne abbiamo parlato in questo articolo su invalditaediritti.it in cui, oltre ai vantaggi, abbiamo esaminato gli svantaggi dell’appartenere a queste categorie di lavoratori.

Per concludere, ti consigliamo di guardare questo video, in cui viene intervistata una donna appartenente alle categorie protette, che dichiara le sue difficoltà a trovare lavoro tramite collocamento mirato:

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