Quota integrativa Inail per figli inabili: importi e regole

Vediamo cosa prevede la quota integrativa INAIL per figli inabili, quando spetta e come ottenerla.
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31/01/2023

A chi è riconosciuta la quota integrativa INAIL per figli inabili? Qual è il suo importo? L’integrazione è cumulabile con altri trattamenti familiari? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Chi è titolare di una rendita o di un assegno di reversibilità INAIL ed è anche genitore di figlio disabile, ha diritto a un’integrazione sull’importo percepito, che ne diventa parte integrante.

Ci sono delle condizioni, però, che permettono di ottenerla. Vediamo quindi a chi spetta la quota integrativa INAIL per figli inabili e come ottenerla.

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A chi spetta la quota integrativa INAIL per figli inabili?

La quota integrativa INAIL per figli inabili spetta ai lavoratori percettori di rendita INAIL e ai superstiti, e a chi percepisce Speciale assegno continuativo mensile.

Le quote integrative per i lavoratori percettori di rendita INAIL che ricadono nel regime di indennizzo del danno biologico (decreto legislativo n. 38/2000) si applicano esclusivamente alla parte di rendita erogata per le conseguenze patrimoniali.

Per conseguenze patrimoniali si intendono quelle per cui si prevede l’indennizzo per il danno causato all’infortunato in quanto alla sua capacità di produrre ancora reddito attraverso il proprio lavoro.

Come si calcola il danno biologico? Vediamo insieme come ottenere il risarcimento e le tabelle per il calcolo dell’indennizzo.

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Qual è l’importo della quota integrativa INAIL per figli inabili?

L’importo della quota integrativa INAIL per figli inabili aumenta di un ventesimo dell’importo base, per il coniuge o unito civilmente, per ciascun figlio legittimo, naturale, riconosciuto o riconoscibile oppure adottivo, indipendentemente dalla data di nascita.

Quindi, la quota integrativa non è prevista solo per i figli inabili. Tuttavia, per quanto riguarda i figli inabili, la quota integrativa viene assicurata anche dopo la maggiore età senza i requisiti previsti per un figlio normodotato e finché dura l’inabilità.

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Quali requisiti sono necessari per ottenere la quota integrativa INAIL per figli inabili?

Come abbiamo detto, la quota integrativa INAIL per figli inabili può essere garantita anche dopo la maggiore età del disabile, anche dopo il 26° anno compiuto, al contrario degli altri figli normodotati, ma solo nel caso del perdurare dell’inabilità al lavoro.

Nel dettaglio, i requisiti dei figli per ottenere la quota integrativa INAIL sono i seguenti:

  • fino al 18° anno di età, nessun requisito;
  • fino al 21° anno di età, frequenza di scuola media superiore o professionale, vivenza a carico e assenza di lavoro retribuito;
  • fino al 26° anno di età, frequenza di corso normale di laurea, vivenza a carico e assenza di lavoro retribuito;
  • maggiorenni inabili al lavoro, finché dura l’inabilità.

Quindi, dopo i 18 anni di età del figlio inabile, il titolare di rendita INAIL continuerà a percepire la quota integrativa spettante, per tutto il tempo in cui sarà riconosciuta l’inabilità al lavoro al figlio.

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Quali condizioni sanitarie sono necessarie per la quota integrativa INAIL per figli disabili?

La Circolare INAIL 27 ottobre 1995, n. 63, chiarisce cosa si intende per inabilità ai fini del riconoscimento della quota integrativa INAIL per figli inabili.

Per la concessione della quota (o anche della rendita alle persone inabili), è necessario che venga riconosciuta una grave infermità o difetto fisico o mentale, che comporti un’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa proficua.

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Quota integrativa Inail per figli inabili
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Come viene riconosciuta l’inabilità ai fini dell’attribuzione della quota integrativa INAIL per i figli inabili?

Per ottenere la quota integrativa INAIL per figli inabili, è necessario che il figlio con disabilità effettui la procedura per il riconoscimento della condizione sanitaria descritta nel paragrafo precedente (disabilità grave con permanente impossibilità a svolgere qualsiasi tipo di attività lavorativa.

La procedura per il riconoscimento prevede:

  • una visita medica per il riscontro obiettivo delle condizioni psico-fisiche del figlio inabile, dalla quale dovrà scaturire una diagnosi circostanziata delle menomazioni un giudizio medico-legale in ordine alla possibilità o meno dello stesso a svolgere un proficuo lavoro;
  • contestualmente alla visita medica, una verifica da affidare a un ispettore addetto alla vigilanza esterna oppure a un funzionario socio-educativo, volta ad accertare se il disabile presti o meno qualsiasi tipo di attività lavorativa.

Una volta accertati i requisiti e ottenuta la quota integrativa INAIL per figli inabili, per confermare il diritto all’integrazione, il disabile sarà soggetto a visite di revisione periodica con cadenza annuale.

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La quota integrativa INAIL per figli disabili è cumulabile con gli assegni familiari e i trattamenti di famiglia?

La quota integrativa INAIL per figli disabili, avendo natura indennitaria, non è assimilabile agli assegni familiari ed è cumulabile con altri trattamenti di famiglia, come l’Assegno Unico e le detrazioni per i figli a carico (Nota INAIL 39/1986; Circolare INPS n. 207/1986).

Il riconoscimento e la determinazione dell’importo degli assegni, in particolare, avvengono tenendo conto della tipologia del nucleo familiare, del numero dei componenti e del reddito complessivo del nucleo stesso.

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La quota integrativa INAIL per figli inabili spetta anche ai superstiti?

Sì, la quota integrativa INAIL per figli disabili spetta ai superstiti, quindi in caso di decesso del lavoratore titolare di rendita INAIL, anche se l’importo della rendita cambia.

Nel dettaglio, nei casi di Rendita ai superstiti, al coniuge o unito civilmente spetta il 50% dell’importo. Per i figli, viene così calcolata:

  • 20% a ciascun figlio;
  • 40% a ciascun figlio orfano di entrambi i genitori;
  • 40% a ciascun figlio naturale riconosciuto o riconoscibile;
  • 40% a ciascun figlio di genitore divorziato;
  • 40% a ciascun figlio di genitore che ha contratto nuovo matrimonio.

Nei casi di Speciale Assegno continuativo mensile, erogato ai superstiti quando il decesso è avvenuto per cause non dipendenti dall’infortunio sul lavoro o dalla malattia professionale del titolare della rendita, le misure percentuali vengono applicate all’importo della rendita percepita in vita dal titolare.

Al coniuge o unito civilmente spetta il 50% nel rispetto delle condizioni previste dal Testo Unico. Per i figli viene così calcolata:

  • 20% a ciascun figlio;
  • 40% a ciascun figlio orfano di entrambi i genitori;
  • 40% a ciascun figlio naturale riconosciuto o riconoscibile
  • 40% a ciascun figlio di genitore divorziato;
  • 40% a ciascun figlio di genitore che ha contratto nuovo matrimonio
  • 50% a ciascun figlio inabile, finché dura l’inabilità.

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