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Invalidità e tunnel carpale: quando è malattia professionale

Ti spieghiamo se la sindrome del tunnel carpale è una malattia professionale e in quali casi si ha diritto all’indennizzo da parte dell’INAIL.
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23/01/2023

Cosa succede se inizi a manifestare i sintomi del tunnel carpale a causa del lavoro che svolgi? La sindrome del tunnel carpale è una malattia professionale? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

È causata da una cattiva postura, dal sollevamento di oggetti pesanti, dall’utilizzo di strumenti vibranti o da movimenti ripetitivi o di precisione: è la sindrome del tunnel carpale, i cui casi sono aumentati con l’introduzione dei computer negli uffici.

Proprio per questi motivi, vediamo se la sindrome del tunnel carpale è una malattia professionale e se puoi ottenere un indennizzo dall’INAIL.

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La sindrome del tunnel carpale è una malattia professionale?

Sì, la sindrome del tunnel carpale è una malattia professionale, perché causata soprattutto dall’utilizzo costante di strumenti come ad esempio mouse e tastiere, oppure da sollevamento ripetuto di oggetti pesanti.

Quando è possibile dimostrare una correlazione tra attività lavorativa e insorgere della malattia, è possibile ottenere un risarcimento dall’INAIL e dal datore di lavoro per il danno biologico sofferto e un punteggio di invalidità permanente, attribuito in base alle tabelle ministeriali.

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Come dimostrare che la sindrome del tunnel carpale è una malattia professionale?

Quindi, sappiamo che la sindrome del tunnel carpale è una malattia professionale.

I sintomi associati riguardano disturbi al polso e alla mano causati dalla compressione del nervo mediano e dei nove tendini che scorrono all’interno del tunnel carpale.

Si accusano spesso dolore, formicolii e intorpidimento del polso, della mano e delle prime tre dita e parte del quarto.

Può essere presente anche una riduzione della sensibilità, della mobilità e della funzione prensoria delle dita (non riesci ad afferrare bene gli oggetti).

Per dimostrare la sindrome del tunnel carpale è necessario sottoporsi a visita medica e a esami diagnostici come l’elettromiografia, la radiografia, lo studio della conduzione nervosa e gli esami del sangue (quando si sospetta che la causa possa dipendere da una malattia come l’artrite o il diabete).

La documentazione sanitaria deve essere presentata poi a una Commissione medico legale dell’INAIL, che la valuterà.

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Cosa valuta la Commissione Medica dell’INALI per stabilire che la sindrome del tunnel carpale è una malattia professionale?

Per stabilire che la sindrome del tunnel carpale è una malattia professionale, la Commissione Medica dell’INAIL deve valutare se esiste un nesso causale tra la patologia e il lavoro svolto.

In particolare, valuta se svolgi un tipo di lavoro che ti porta un sovraccarico biomeccanico dell’arto superiore, compresi il polso e la mano.

Per confermare la sindrome del tunnel carpale quale malattia professionale, è necessario che l’attività lavorativa sia continua, costante e non occasionale, ma prolungata nel tempo.

Se esistono queste condizioni, ti spettano i risarcimenti e gli indennizzi previsti per la malattia professionale.

Ti informiamo che, come stabilito dalle sentenze della Corte di cassazione e della stessa INAIL nella circolare n. 47 del 24 luglio 2008, il lavoro, considerato responsabile della malattia, viene ritenuto non occasionale quando è abituale, sistematico e faccia parte delle mansioni che ti sono state affidate.

Se hai contratto una malattia a causa del lavoro che svolgi, puoi richiedere la pensione anticipata per malattia professionale: ti spieghiamo come fare.

La sindrome del tunnel carpale è una malattia professionale
Invalidità e tunnel carpale: nella foto il primo piano di due mani.

Se la sindrome del tunnel carpale è una malattia professionale, qual è la percentuale di invalidità che si può attribuire?

Considerato che la sindrome del tunnel carpale è una malattia professionale, le tabelle predisposte dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale (DM del 12 luglio 2000) la inseriscono nella lista delle menomazioni alle quali corrispondono una percentuale di invalidità permanente.

Nel dettaglio, al codice 163 della tabella, compare la menomazione denominata “Esiti neurologici di sindromi canalicolari con sfumata compromissione funzionale”, nella cui definizione rientra anche la sindrome del tunnel carpale.

La tabella INAIL attribuisce al tunnel carpale un punteggio di danno biologico da invalidità permanente fino a 7 punti percentuali, che variano in base all’efficacia del trattamento e al fatto che la menomazione sia solo a una o a entrambe le mani.

Come si calcola il danno biologico? Vediamo insieme come ottenere il risarcimento e le tabelle per il calcolo dell’indennizzo.

La sindrome del tunnel carpale è una malattia professionale: come ottenere l’indennizzo dall’INAIL?

Quindi, se la sindrome del tunnel carpale è una malattia professionale, hai diritto a un indennizzo dall’INAIL.

Per ottenere l’indennizzo, per prima cosa dovrai presentare al tuo datore di lavoro il certificato medico con l’attestazione della malattia. Il certificato medico deve essere presentato al datore di lavoro entro 15 giorni dalla sua compilazione, altrimenti decade il diritto a ottenere un indennizzo (art. 52 del DPR n. 1124 del 1965).

Una volta ricevuto il certificato, il tuo datore di lavoro ha 5 giorni di tempo per presentare la denuncia all’INAIL.

Successivamente, l’INAIL prenderà in carico la tua pratica, con la facoltà di chiederti ulteriori accertamenti, qualora lo ritenga necessario.

Una volta lavorata la tua pratica, ti comunicherà se ha riconosciuto o meno la malattia professionale e l’eventuale indennizzo che ti spetta.

Ti ricordiamo che l’INAIL prevede un indennizzo una tantum, calcolato in base alla tua età e al tuo sesso, per gradi di invalidità compresi tra 6 e 15 punti percentuali.

Se il valore supera i 15 punti percentuali, al posto dell’indennizzo verrà erogata una rendita mensile.

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