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In questo articolo ti spiegheremo come si calcola il danno biologico, mostrandoti le tabelle con le percentuali di invalidità in base all’entità della lesione riportata e all’età del danneggiato (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).
INDICE:
- Come si calcola il danno biologico: definizione di danno biologico
- Come si calcola il danno biologico: riferimenti costituzionali e definizione del Codice delle Assicurazioni
- Come si calcola il danno biologico: la visita del medico legale
- Come si calcola il danno biologico: la tutela assicurativa dell’Inail
- Come si calcola il danno biologico: il danno biologico terminale e il diritto al risarcimento degli eredi
- Come si calcola il danno biologico: le Tabelle di Milano
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Come si calcola il danno biologico: definizione di danno biologico
Prima di spiegarti come si calcola il danno biologico ne diamo una definizione, in modo da avere un’informazione completa di ciò di cui stiamo parlando.
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La definizione di danno biologico è nata nei primi anni ’70 a seguito di vari dibattiti giurisprudenziali. Non ti mostreremo tutto l’iter giuridico che ha portato a riconoscere la risarcibilità del danno biologico, ma ti mostreremo i passaggi più salienti, in modo da concentrarci su ciò che è più importante da farti conoscere in funzione del riconoscimento di un tuo diritto.
Invalidità e Diritti, infatti, cerca di fornirti le informazioni di cui hai bisogno nel modo più chiaro e comprensibile. Se hai necessità di approfondire la parte giuridica, sul web trovi molto materiale.
Tornando alla definizione di danno biologico, il risultato di tutti questi dibattiti negli anni ’70 è stato il riconoscimento del danno biologico quale danno non patrimoniale, degno di tutela in quanto diritto protetto dalla Costituzione, e del risarcimento nei confronti del danneggiato, anche se non incide sulla sua capacità di produrre reddito.
Apriamo un attimo una parentesi per rendere tutto più comprensibile: il danno patrimoniale si riferisce a beni che hanno un valore determinabile economicamente in quanto sono acquistabili o cedibili. Il danno non patrimoniale, invece, riguarda i diritti della persona costituzionalmente garantiti, come ad esempio la salute.
Cosa vuol dire tutto questo? Vuol dire che se sei stato vittima di incidente e hai subito un danno biologico, anche se questo non interferisce con la tua capacità di lavorare e di produrre reddito hai comunque diritto a un risarcimento.
Il danno biologico è quindi una lesione della propria integrità fisica o psichica e può essere di carattere permanente o reversibile.
Nei prossimi paragrafi ti spiegheremo in che modo ti viene riconosciuto questo risarcimento e come calcolare il danno biologico.
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Come si calcola il danno biologico: riferimenti costituzionali e definizione del Codice delle Assicurazioni
Come si calcola il danno biologico? Ci arriviamo presto, ma concentriamoci un attimo su un passaggio importante del paragrafo precedente, in cui ti abbiamo detto che il danno biologico è “degno di tutela in quanto protetto dalla Costituzione”.
Se hai bisogno di far rivalere questo tuo diritto, puoi citare i due gli articoli sui quali si sono concentrati i giuristi e gli studiosi per normalizzare il danno biologico:
- L’articolo 2059 del Codice Civile, secondo cui “il danno non patrimoniale deve essere risarcito solo nei casi determinati dalla legge”, e a breve vedremo quali sono questi casi
- L’articolo 32 della Costituzione, secondo cui “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli ingenti”.
Un’importante fonte normativa, che ha aiutato a dare una definizione di danno biologico, è il Codice delle Assicurazioni, ovvero il decreto legge n. 209/2005 che, nell’art. 138 secondo comma, definisce il danno biologico come “la lesione temporanea o permanente dell’integrità psico-fisica della persona, suscettibile di accertamento medico-legale, che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito”.
Come vedi, anche qui è sottolineato il diritto a ottenere il risarcimento anche se non viene intaccata la capacità di produrre reddito.
Il Codice delle Assicurazioni ha anche previsto delle tabelle di liquidazione del danno biologico per lesioni derivanti da sinistri stradali di non lieve e lieve entità. Le tabelle sulle lesioni di lieve entità sono poi state utilizzate anche per le casistiche di incidenti diversi dal settore della circolazione stradale. Per gli incidenti di entità non lieve, invece, sono state adottate le famose Tabelle di Milano, di cui ti parleremo a breve.
Leggi anche quali sono le malattie professionali e come richiedere la pensione anticipata per invalidità.
Come si calcola il danno biologico: la visita del medico legale
Ma come si calcola il danno biologico? E come ottenere il risarcimento? Il primo passo da seguire per ottenere il risarcimento del danno biologico è quello di sottoporsi alla vista di un medico legale, che accerterà il danno subito e determinerà se le lesioni hanno carattere permanente o temporaneo.
L’invalidità permanente presuppone che il soggetto danneggiato abbia riportato una riduzione in modo stabile o abbia perso la propria salute rispetto a quella precedente all’evento dannoso. Questa invalidità viene misurata in punti percentuali dall’1% al 100%.
L’invalidità temporanea, invece, si ha se la salute del soggetto danneggiato subisce un peggioramento, ma in un arco di tempo limitato. L’invalidità temporanea può essere:
- Totale, quando tutte le attività precedentemente svolte nel quotidiano dal danneggiato sono impedite
- Parziale, quando queste attività sono impedite solo in parte.
Su Thewam.net ti mostriamo come funziona l’accertamento medico legale e la procedura per richiedere la visita. Qui, invece, abbiamo scritto per te una guida con tutte le tabelle per l’invalidità civile.
Come si calcola il danno biologico: la tutela assicurativa dell’Inail
Per comprendere meglio come si calcola il danno biologico dobbiamo parlare anche della tutela assicurativa dell’Inail (Istituto Nazionale Assicurazioni Infortuni sul Lavoro).
L’Inail prevede un’assicurazione obbligatoria contro tutti gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Tutti coloro che sono esposti a dei rischi nello svolgimento o nell’ambito lavorativo, hanno l’obbligo di iscriversi all’Inail.
Inizialmente, l’Inail riconosceva solo i danni subiti dal lavoratore che incidevano sulla sua capacità di produrre reddito. I danni non patrimoniali erano a carico del datore di lavoro, nel caso in cui il lavoratore chiedesse un’integrazione del danno subito in aggiunta a quella dell’Inail.
Successivamente, il decreto legislativo 38/2000 ha esteso la tutela assicurativa dell’Inail anche al danno biologico. Tuttavia, il danno biologico che rientra nella tutela Inail è solo quello definito dall’art. 13 del decreto legislativo 38/2000, ovvero una “lesione all’integrità psicofisica, suscettibile di valutazione medico legale della persona. In tal senso, è il lavoratore che decide se richiedere il risarcimento del danno complementare o differenziale non liquidabile da Inail”.
Dal 1 gennaio 2009 sono state approvate le nuove tabelle di indennizzo del danno biologico in capitale dell’Inail, con decreto del Presidente dell’Inali n. 2/209, come ti riportiamo di seguito:

l’Inail risarcisce il danno biologico derivante da un’inabilità permanente pari o superiore al 6% e fino al 15% con un indennizzo in capitale. L’invalidità permanente, invece, è rimborsata con una rendita annua, ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo 38/2000.
Scopri come funzionano le tabelle di invalidità dell’Inail e quali sono le percentuali. Ti facciamo anche conoscere tutte le prestazioni erogate dall’Inail.
Come si calcola il danno biologico: il danno biologico terminale e il diritto al risarcimento degli eredi
Vediamo adesso come si calcola il danno biologico in caso di evento di morte. In questo caso, il risarcimento agli eredi è riconosciuto solo a determinate condizioni.
In pratica, l’erede ottiene il trasferimento del risarcimento del danno biologico solo nel caso in cui il danneggiato ha acquisito il diritto allo stesso nel lasso di tempo in cui è rimasto in vita, con il riconoscimento di un’inabilità temporanea.
In questo caso, viene riconosciuta la morte come conseguenza delle lesioni subite. Gli eredi acquisteranno quindi solo il diritto al risarcimento del danno biologico da inabilità temporanea e per il tempo di permanenza in vita.
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Come si calcola il danno biologico: le Tabelle di Milano
Come ti abbiamo detto nei precedenti paragrafi, per capire come si calcola il danno biologico si fa riferimento alle Tabelle di Milano.
Le tabelle di Milano sono state assunte ormai da tempo quale parametro nazionale per calcolare e liquidare gli indennizzi per il risarcimento di incidenti (non solo quelli stradali), in modo da garantire un’uniformità di trattamento per tutti.
Prendendo a riferimento le Tabelle di Milano, si vuole evitare che danni ritenibili identici possano essere liquidati in modo differente da due giudici diversi, anche se il giudice può sempre decidere di non prenderle come riferimento.
Il danno biologico, infatti, deve sempre essere liquidato in via equitativa, in considerazione del fatto che esso non può rivestire una consistenza economica o reddituale. Se il danno non può essere provato nel suo preciso ammontare, quindi, il giudice lo liquida con valutazione equitativa, ovvero uniforme da caso a caso.
A questo link potrai scaricare le Tabelle di Milano in .pdf con i parametri in ordine alla quantificazione del danno biologico e alla percentuale di invalidità.
Il sistema delle Tabelle di Milano è costruito al fine di attribuire in maniera precisa un determinato valore economico a ciascun punto di invalidità e successivamente riportarlo con l’età del danneggiato e l’entità delle lesioni riportate.
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