Invalidità INPS e rendita INAIL: differenze e percentuali

Invalidità INPS e rendita INAIL: quali sono le differenze, le percentuali che danno diritto a prestazioni economiche. Come funziona il calcolo della riduzione di capacità di lavoro, come vengono determinate la rendita INAIL e le misure erogate dall’INPS.
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01/01/2023

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C’è una diversità di partenza tra queste due prestazioni, dalla quale poi derivano anche le altre differenze:

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all’invalidità civile INPS possono accedere tutte le persone che hanno una menomazione o una patologia psicofisica che ne riduce la capacità lavorativa;

alla rendita INAIL si ha diritto solo se si svolge una attività lavorativa (e vedremo subito perché).

I due riconoscimenti economici, la pensione di invalidità civile e la rendita INAIL in diversi casi non sono cumulabili o compatibili. Se si ha diritto a entrambe, la persona interessata ha il diritto di scegliere quella economicamente più vantaggiosa.

Su questo argomento potrebbe interessarti sapere quali sono le incompatibilità tra INPS e INAIL per prestazioni e trattamenti; in un altro focus abbiamo invece visto quali sono le agevolazioni per lavoro e servizio con l’invalidità civile.

Invalidità INPS e rendita INAIL / Invalidità civile

Prima vediamo cosa sono l’invalidità civile INPS e la rendita INAIL.

Iniziano dalla prima. L’invalidità civile è un istituto che consente la tutela, il mantenimento e l’assistenza dei cittadini residenti in Italia che sono divenuti parzialmente o completamente inabili al lavoro per delle minorazioni psicofisiche.

Lo Stato mette a disposizione di queste persone in difficoltà una serie di prestazioni, possono essere:

  • economiche: pensioni, assegni, indennità;
  • non economiche: assistenza sanitaria ed esenzione dal ticket, agevolazioni fiscali, possibilità di fruizione per i familiari dei permessi dell’ex legge 104/1992, collocamento obbligatorio a lavoro.

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Invalidità INPS e rendita INAIL / Rendita INAIL

La rendita INAIL è invece una prestazione che viene erogata per una diminuita attitudine al lavoro per una inabilità permanente conseguenza dell’attività lavorativa (infortuni o malattia professionale). 

Oltre alla rendita diretta per inabilità permanente, c’è anche l’indennizzo per il cosiddetto danno biologico.

E quindi l’INAIL riconosce:

  • un indennizzo in capitale quando è accertato un grado di menomazione dell’integrità psicofisica compreso tra il 6 per cento ed il 15 per cento;
  • un indennizzo in rendita quando è accertato un grado di menomazione dell’integrità psicofisica compreso tra il 16 per cento ed il 100 per cento.

Invalidità INPS e rendita INAIL / Percentuali di invalidità INPS

Le percentuali di riduzione della capacità lavorativa INPS e di diminuita attitudine al lavoro INAIL seguono parametri diversi. Non bisogna quindi confonderli.

Sarebbe come misurare una distanza in miglia o in chilometri: avremo risultati molto diversi.

Infatti, queste sono le valutazioni per l’invalidità civile:

  • fino al 33%, nessun riconoscimento;
  • dal 33 al 73%, assistenza sanitaria e agevolazioni fiscali; 
  • dal 46%, iscrizione nelle liste speciali dei Centri per l’Impiego per l’assunzione agevolata; 
  • dal 66% ,esenzione dal ticket sanitario; 
  • dal 74% al 100%,prestazioni economiche.

Con determinate percentuali di invalidità si ha diritto a queste prestazioni:

Per gli invalidi civili:

  • pensione di inabilità (invalidi totali);
  • indennità di frequenza (minori invalidi);
  • assegno mensile (invalidi parziali);
  • indennità di accompagnamento.

Per i ciechi civili

  • pensione ai ciechi assoluti;
  • pensione ai ciechi parziali;
  • indennità speciale;
  • indennità di accompagnamento.

Per i sordi (sordomuti)

  • pensione; 
  • indennità di comunicazione.

Per l’INPS non c’è bisogno di un calcolo particolare. Ogni prestazione assistenziale prevede un determinato importo

Molto diversa, come vedremo nei paragrafi successivi, la determinazione della rendita INAIL.

Invalidità INPS e rendita INAIL / Percentuali di invalidità INAIL

Le valutazioni per l’INAIL sono diverse, infatti:

con un’invalidità dal 6% al 16% escluso, l’Inail non versa una pensione (rendita), ma un capitale una tantum, che può andare da un minimo di 2.788 fino a un massimo di 26.138 euro. 

L’importo dipende dall’entità del danno e dall’età dell’infortunato, ed è stabilito da una tabella dell’Inail.

Se la vittima dell’infortunio ha 65 anni con il danno minimo del 6%, l’Inail verserà 2.788 euro

Se si tratta di un giovane di 20 anni che riporta il 15% di invalidità, l’importo versato dall’Istituto sarà di 26.138 euro

Gli altri casi si muovono all’interno di questa forbice. Una volta percepita la somma dovuta, l’Inail non versa più nulla.

La rendita scatta per infortuni che danno una percentuale di invalidità tra il 16 per cento e il 100 per cento. In questo caso la “pensione” si riceve per tutta la vita.

Invalidità INPS e rendita INAIL / Il calcolo

Per calcolare la percentuale di invalidità civile, l’INPS ha delle tabelle che riportano accanto a ogni patologia una percentuale (in alcuni casi minima e massima) da assegnare per la valutazione complessiva. Il risultato finale darà la riduzione della capacità di lavoro della persona e di conseguenza anche il tipo di assistenza (economica o meno) a cui ha diritto.

Per la rendita INAIL il calcolo per il diritto a eventuali prestazioni economiche funziona in modo diverso e dipende da due fattori:

  • la componente biologica, che dipende dalla percentuale di invalidità;
  • la componente patrimoniale, il reddito percepito fino al momento in cui è stata accertata l’invalidità.

E dunque: la componente biologica viene misurata su una scala di valori che parte da: 

  • 1.161 euro l’anno netti per un danno del 16 per cento;
  • a 16.500 euro l’anno netti per un danno del 100 per cento.

Bisogna poi aggiungere la componente patrimoniale, anche in questo caso c’è un minimo e un massimo, che oscilla tra 14.600 euro a 27.200 euro.

Come funziona? In questo modo (è un esempio):

  • se si percepisce un reddito di 12.000 euro, nel calcolo si ottiene un bonus e si utilizza il limite dei 14.600 euro;
  • se  si percepisce un reddito di 30.000 euro, il valore che viene utilizzato per il calcolo è di 27.200 euro.

L’importo va poi moltiplicato per un coefficiente di menomazione che dipende dalla percentuale di invalidità, anche in questo caso c’è una forbice:

  • si parte dallo 0,4 per cento per una invalidità del 16 per cento;
  • all’1 per cento per una invalidità superiore all’80 per cento.

Sommando le due componenti si ottiene l’importo della rendita INAIL

Nell’immagine una carrozzina

Invalidità INPS e rendita INAIL / Esempio

Un esempio potrebbe rendere spiegare meglio.

Un operaio dipendente di una impresa edile ha un reddito annuo di 16mila euro.

Subisce un infortunio sul lavoro con una invalidità del 100 per cento.

La componente biologica sarà dunque di 16.500 euro.

Per quella patrimoniale bisogna moltiplicare 16.000 (il reddito) per 1. Sarà quindi di 16.000 euro.

Per calcolare la rendita INAIL bisogna sommare queste due cifre (16.500 e 16.000). Avremo dunque una rendita INAIL di 32.550 euro l’anno.

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