Disabilità intellettiva lieve Legge 104: cosa spetta

Disabilità intellettiva lieve e Legge 104: vediamo in quali casi è possibile ottenere il riconoscimento della 104 con un ritardo mentale lieve e a cosa si ha diritto.
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06/08/2023

Quale percentuale di invalidità viene attribuita a una disabilità intellettiva lieve? È possibile ottenere l’invalidità per disabilità intellettiva lieve e Legge 104? (scopri le ultime notizie su Legge 104invalidità civilecategorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Invalidità per disabilità intellettiva lieve e Legge 104

Nel caso di accertamento di un ritardo mentale lieve, viene riconosciuta una percentuale di invalidità che va dal 41 al 50%.

Si può ottenere, nello stesso tempo, il riconoscimento della disabilità intellettiva e Legge 104, ma solo se viene accertata anche una condizione di svantaggio sociale derivante proprio dal ritardo mentale.

Per ottenere la Legge 104, infatti, non conta la percentuale di invalidità (la Legge 104 si riconosce anche con il 33% di invalidità) ma, appunto, il disagio sociale che deriva dalla propria condizione sanitaria.

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Cos’è la disabilità intellettiva

La disabilità intellettiva è un disturbo dello sviluppo neurologico che appare nella prima infanzia e che comporta l’insorgenza di deficit:

  • nel funzionamento intellettuale, per esempio nel ragionamento, pianificazione e capacità di risolvere i problemi, nel pensiero astratto e nell’apprendimento a scuola o per esperienza;
  • nel funzionamento adattivo, ovvero nella capacità di soddisfare gli standard per età e socioculturali appropriati per il funzionamento indipendente nelle attività della vita quotidiana.

La disabilità intellettiva è una patologia dello sviluppo caratterizzata da un funzionamento intellettivo significativamente al di sotto della media, accompagnato da limitazioni rilevanti nel funzionamento adattivo, quindi è un deficit generale delle abilità cognitive che si ripercuote sulla capacità di adattamento della persona.

Si tratta, in sostanza, di una condizione di interrotto o incompleto sviluppo psichico ed è costituita soprattutto dalla compromissione delle abilità cognitive, linguistiche, motorie e sociali, che si manifestano durante il periodo evolutivo e che contribuiscono al livello globale di intelligenza. Questo disturbo può presentarsi con o senza altre patologie psichiche o somatiche associate.

Inoltre è una patologia che risente molto delle condizioni sociali, culturali, economiche in cui si trova il bambino e la sua famiglia.

Riassumendo: i criteri diagnostici del DSM-IV (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) sono tre:

  • un funzionamento intellettivo significativamente al di sotto della norma;
  • un’importante compromissione del comportamento adattivo;
  • un esordio prima dei 18 anni.

Ma come si valuta la disabilità intellettiva in un minore?

Come si valuta

La disabilità intellettiva viene valutata con test psicometrici, come le Scale WISC (per bambini dai 6 ai 16 anni) e le Scale Wechsler (utilizzata dai 16 ai 99 anni), e viene considerata significativa la caduta al di sotto di un QI (Quoziente di Intelligenza) di circa 70.

Il comportamento adattivo, invece, si misura con specifici test come la Scala di Maturità Sociale Vineland.

Nel DSM-5 la diagnosi viene formulata nei primi due anni di vita se il ritardo interessa lo sviluppo motorio, l’acquisizione del linguaggio e i comportamenti di relazione, mentre un livello di gravità medio-lieve può non essere identificato prima dell’ingresso nella scuola primaria.

I bambini con funzionamento intellettivo inferiore a 70 hanno difficoltà in quasi tutte le funzioni cognitive, quindi il deficit cognitivo, nella disabilità intellettiva, sembra essere generalizzato.

Nonostante ciò, la disabilità intellettiva è diversa per ogni caso, nelle sindromi, e in diversi momenti. Oltre alla globalità del disturbo, quindi, si tiene conto anche della variabilità che può esserci da individuo a individuo e all’interno dello sviluppo dello stesso individuo.

La possibilità di inoltrare domande per la disabilità minori semplificata è stata estesa anche ai patronati. A novembre la novità era stata già introdotta, ma la funzione poteva essere usata solo dai genitori. Vediamo cosa cambia, come si attiva la procedura e quali vantaggi comporta.

Disturbi associati alla disabilità intellettiva

I disturbi mentali in comorbilità (coesistenza di più patologie diverse in uno stesso individuo) con la disabilità intellettiva più comuni sono:

La prognosi e l’esito della disabilità intellettiva sono fortemente influenzati da queste condizioni concomitanti.

Invalidità civile minori, il modulo da utilizzare per ricevere prestazioni economiche dopo i 18 anni. Vediamo come funziona la procedura e come inoltrare la richiesta all’INPS. Non c’è bisogno di una nuova visita, fatta eccezione per un caso. La nota riguarda in particolare chi riceve l’indennità di accompagnamento e di comunicazione.

Invalidità e Legge 104 per disabilità intellettiva lieve

Quando si ha una disabilità intellettiva è possibile accedere a diversi benefici a sostegno dei disabili e dei genitori che se ne prendono cura.

Per ottenerli, però, è necessario il riconoscimento dell’invalidità: in questo articolo ti spieghiamo la procedura per fare domanda di invalidità civile minori.

Ricordiamo che per il riconoscimento dell’invalidità viene presa in considerazione la capacità lavorativa residua dell’individuo, mentre l’handicap prende in considerazione lo svantaggio sociale derivante dall’invalidità.

Per i minori, non potendo valutare la capacità lavorativa, si fa riferimento solo alle difficoltà che affrontano nella vita quotidiana a causa dell’invalidità e allo svantaggio sociale (Legge 104).

Come abbiamo detto, se viene accertata una disabilità intellettiva lieve, si ottiene al massimo una percentuale di invalidità del 50%.

Con questa percentuale di invalidità, se si fa domanda per la Legge 104, potrebbe essere riconosciuta la condizione di handicap, ma non di handicap grave, la quale presuppone anche una condizione di non autosufficienza.

Sono considerate persone disabili gravi coloro che non riescono a deambulare da soli o a compiere gli atti normali della vita quotidiana in autonomia. Gli invalidi totali, sostanzialmente.

Quindi: con una disabilità intellettiva lieve verrebbe riconosciuta la Legge 104 articolo 3 comma 1 (handicap senza connotazione di gravità).

Il riconoscimento della Legge 104 comma 3 certifica una condizione di handicap grave. Vediamo qual è la procedura da seguire per ottenere questo riconoscimento, cosa viene valutato e a cosa si ha diritto.

I diritti delle persone con disabilità intellettiva lieve

Una volta chiarita la differenza tra invalidità e handicap, e qual è la percentuale massima attribuibile a una persona a cui è stata accertata una disabilità intellettiva lieve, vediamo quali sono i suoi diritti.

Disabilità intellettiva lieve e Legge 104
Disabilità intellettiva lieve e Legge 104 – In foto una madre e una figlia che dipingono.

Legge 104 per minori con disabilità intellettiva lieve

Se un minore è riconosciuto portatore di handicap senza connotazione di gravità, a causa della lieve disabilità intellettiva, ha diritto all’educazione e all’istruzione/integrazione scolastica.

In questo approfondimento ti spieghiamo cos’è il profilo di funzionamento per disabili e come può aiutare l’inclusione scolastica.

Vediamo come richiedere e utilizzare la Legge 104 a scuola: cosa prevedono i permessi, qual è la procedura per fare domanda e quale documentazione presentare.

L’indennità di frequenza

In base alla tipologia di invalidità e Legge 104 per minori riconosciuta e alla gravità dell’handicap, il minore può aver diritto anche a prestazioni di natura economica.

Per ottenerle, è necessario però possedere requisiti sanitari e reddituali. Nel dettaglio, con una disabilità intellettiva lieve, il minore potrebbe aver diritto all’indennità di frequenza.

L’indennità di frequenza spetta ai minorenni con difficoltà a svolgere compiti e funzioni tipiche della loro età, con la finalità di agevolarne l’inserimento scolastico.

L’erogazione di questa indennità è sospesa nel caso in cui il minore smetta di frequentare la scuola, anche in seguito a un ricovero continuativo o permanente.

L’indennità di frequenza per il 2023 è di 313,91 euro al mese (con limite di reddito complessivo di 5.391,88 euro) ed è erogata per tutta la durata dei corsi di formazione professionale, dei trattamenti terapeutici o dell’anno scolastico.

L’assegno è erogato per 9 mensilità su 12, coerentemente con la durata dell’anno scolastico. Soltanto nel caso in cui il minore frequenti un centro di cura in maniera continuativa per tutto l’anno, l’assegno sarà erogato per 12 mesi.

In questa ultima eventualità, nel mese di gennaio di ogni anno si dovrà inviare all’INPS il certificato che attesti la frequenza al centro di cura. In questo articolo ti spieghiamo come rinnovare l’indennità di frequenza.

Requisiti:

  • minore età;
  • frequenza di una scuola (pubblica o privata) o corsi di formazione professionale, oppure frequenza di trattamenti terapeutici e di recupero in centri specialistici;
  • affezione di determinate patologie, che interferiscano con la normale “capacità scolastica” dei minori;
  • invio all’INPS di apposita domanda, con certificato medico attestante la patologia del minore, i cicli terapeutici eseguiti, la frequenza ai corsi di studio o formazione professionale.

FAQ (domande e risposte)

Quali sono le tutele a scuola per i bambini con Legge 104?

Le tutele a scuola per i bambini con Legge 104 sono diverse e mirate a garantire un percorso di istruzione adeguato alle loro esigenze. Innanzitutto, il bambino con Legge 104 ha diritto a un’assistenza personalizzata e a supporti didattici specifici, come ad esempio l’ausilio di un insegnante di sostegno. Inoltre, è prevista la possibilità di adottare misure compensative e dispensative per agevolare la partecipazione alle attività scolastiche. Queste misure possono riguardare la valutazione del rendimento scolastico e la frequenza delle lezioni, sempre con l’obiettivo di favorire il pieno sviluppo delle potenzialità del bambino.

Se un bambino ha un disturbo dell’attenzione a causa del ritardo mentale, a cosa ha diritto?

Se un bambino presenta un disturbo dell’attenzione a causa di un ritardo mentale, può beneficiare delle tutele previste dalla Legge 104. Questo significa che avrà diritto a un percorso di istruzione personalizzato, con l’assistenza di un insegnante di sostegno e l’adozione di misure compensative e dispensative. Lo scopo è quello di favorire la partecipazione attiva del bambino alle attività scolastiche e di garantirgli un ambiente inclusivo e stimolante, adatto alle sue specifiche esigenze.

La Legge 104 viene riconosciuta anche ai bambini con disabilità intellettiva adottati?

Sì, la Legge 104 può essere riconosciuta anche ai bambini con disabilità intellettiva che sono stati adottati. L’assegnazione delle tutele previste dalla Legge 104 dipende dalla valutazione della situazione specifica del bambino e delle sue esigenze. In questi casi, è importante che i genitori o i tutori legali del minore presentino una domanda specifica all’INPS, fornendo tutti i documenti e le certificazioni necessarie per ottenere il riconoscimento delle agevolazioni previste dalla legge.

Come si presenta la domanda per Legge 104 a un minore all’INPS?

Per presentare la domanda per ottenere le tutele della Legge 104 a un minore, è necessario seguire alcuni passi semplici. Innanzitutto, i genitori o i tutori legali del bambino devono compilare l’apposita domanda, reperibile sul sito web dell’INPS o presso gli uffici territoriali dell’ente. È importante allegare alla domanda tutta la documentazione medica e i certificati che attestano la disabilità o il disturbo del minore. Una volta completata la pratica, la domanda verrà valutata dall’INPS, che provvederà a riconoscere, se del caso, le tutele previste dalla Legge 104.

La legge 104 è prevista anche per i neonati?

La Legge 104 non è specificamente prevista per i neonati, poiché le tutele si riferiscono a persone con disabilità o disturbi che impattano sulla capacità di partecipare alle attività quotidiane, come l’istruzione e il lavoro. Tuttavia, nel caso in cui un neonato presenti già alla nascita gravi disabilità o patologie che rientrano nei criteri previsti dalla Legge 104, è possibile avviare il percorso per ottenere le tutele previste dalla normativa. In questi casi, i genitori possono consultarsi con un medico specialista e, se del caso, iniziare le procedure per ottenere i riconoscimenti previsti dalla Legge 104.

Cosa spetta ai genitori che hanno figli con un ritardo mentale accertato?

I genitori che hanno figli con un ritardo mentale accertato possono beneficiare di diverse tutele e agevolazioni previste dalla Legge 104. In primo luogo, è possibile richiedere l’assistenza di un insegnante di sostegno per il bambino a scuola, in modo da garantire un percorso educativo personalizzato. Inoltre, i genitori potrebbero ottenere misure compensative e dispensative, che possono riguardare sia il percorso di studio sia la frequenza delle lezioni. Queste misure hanno l’obiettivo di favorire l’inclusione del bambino nel contesto scolastico e di permettergli di sviluppare al meglio le proprie capacità. Oltre alle tutele a scuola, la Legge 104 può prevedere agevolazioni fiscali e altre forme di sostegno per i genitori di bambini con ritardo mentale accertato.

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