Legge 104 e adozioni: tutele, permessi e cosa sapere

Legge 104 e adozioni: cerchiamo di capire quali sono le tutele per i bambini portatori di handicap adottati e come funziona con le agevolazioni lavorative per i genitori adottivi.
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16/04/2023

Quali tutele sono previste per un bambino disabile adottato? La normativa prevede le stesse tutele e agevolazioni di un figlio biologico in caso di Legge 104 e adozioni? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

Adottare un bambino è sempre molto complicato, sia per il percorso complesso che dall’affido porta all’adozione, e sia perché bisogna spesso fare i conti con bambini che hanno storie traumatiche alle spalle.

Adottare un bambino con disabilità è una scelta d’amore ancora più forte, perché lo si fa con la consapevolezza di dover accompagnare nella crescita un cucciolo che diventerà adulto e per il quale la vita non sarà semplice.

In questo approfondimento ci chiediamo, in particolare: come funziona per la Legge 104 e adozioni? Sono previste le stesse tutele e agevolazioni di chi ha un figlio biologico portatore di handicap? Cerchiamo di capirlo insieme.

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INDICE

Legge 104 e adozioni: i bambini disabili adottati sono tutelati allo stesso modo di quelli biologici?

Assolutamente sì, non ci sono distinzioni con Legge 104 e adozioni. I bambini con disabilità che sono stati adottati seguiranno la stessa procedura (se già non è stata precedentemente eseguita da un tutore) per la richiesta dell’accertamento sanitario per invalidità e per quella della Legge 104.

Nel caso in cui venga riconosciuto l’handicap ai sensi della Legge 104/1992, i genitori adottivi lavoratori dipendenti avranno diritto a tutte le agevolazioni lavorative previste, insieme a quelle di natura fiscale.

Al bambino può essere erogata l’indennità di frequenza o, se impossibilitato a deambulare o a compiere i normali atti della vita quotidiana, l’indennità di accompagnamento.

A 18 anni, ha diritto a ottenere le prestazioni economiche previste per i maggiorenni e fino ai 67 anni, in base alla percentuale di invalidità riconosciuta dalla Commissione medica dell’ASL, che comunque deve essere superiore al 74% (sotto di questa, l’INPS non riconosce prestazioni economiche ma solo agevolazioni sanitarie e fiscali).

In questo approfondimento parleremo in particolare delle agevolazioni lavorative che spettano anche ai genitori con figli portatori di handicap.

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Legge 104 e adozioni: prolungamento del congedo parentale e permessi retribuiti

In caso di Legge 104 e adozioni sono previste le stesse agevolazioni destinate a famiglie con figli disabili biologici.

I genitori lavoratori dipendenti di figli disabili gravi non ricoverati a tempo pieno (con alcune eccezioni) hanno diritto a particolari agevolazioni, da fruire “alternativamente” tra di loro, anche se uno dei due non ne ha diritto (perché, ad esempio, non svolge attività lavorativa, è lavoratore autonomo, casalingo/a, ecc.).

I benefici sono diversi a seconda dell’età del figlio. Va tenuto peraltro conto che il D. Lgs. n. 80/2015, prevede l’estensione del prolungamento del congedo parentale dagli otto ai dodici anni del figlio o dodici anni dall’ingresso del minore in famiglia.

Pertanto: fino ai tre anni di età del bambino i genitori hanno diritto, in alternativa:

  • al prolungamento del congedo parentale;
  • a 2 ore di riposo giornaliero retribuito da rapportare alla durata dell’orario giornaliero di lavoro, oppure ai 3 giorni di permesso mensile retribuiti.

Tra i tre e i dodici anni di età del figlio i genitori hanno diritto, in alternativa:

  • ai 3 giorni di permesso mensile retribuiti;
  • al prolungamento del congedo parentale fino ai dodici anni del figlio.

A partire dal compimento del dodicesimo anno di età del figlio i genitori hanno diritto esclusivamente ai 3 giorni di permesso mensile.

La fruizione dei benefici dei 3 giorni di permesso mensili, del prolungamento del congedo parentale e delle ore di riposo deve intendersi alternativa e non cumulativa nell’arco del mese.

Si precisa che il prolungamento del congedo parentale è previsto per ogni figlio disabile in situazione di gravità entro i primi 12 anni di vita o entro i 12 anni dall’ingresso del minore in famiglia, fruibile in misura continuativa o frazionata, per un periodo massimo non superiore a 3 anni (comprensivo anche di periodi di congedo ordinario), con diritto alla indennità economica pari al 30% della retribuzione.

Decorre a partire dalla conclusione del periodo di normale congedo parentale teoricamente fruibile dal genitore richiedente, e durante questo periodo la madre lavoratrice o il padre lavoratore hanno diritto al 30% della retribuzione.

I 3 giorni di permesso mensili retribuiti e coperti da contribuzione figurativa, possono essere goduti da parte dei genitori o dei parenti e degli affini del minore di 3 anni fin dal giorno del riconoscimento della situazione di disabilità grave. Possono essere fruiti in maniera continuativa o frazionabili in ore.

La domanda per invalidità civile per minori diventa più facile: leggi quali sono le novità dell’INPS sulle semplificazioni della procedura.

Legge 104 e adozioni: la richiesta del part-time

La Legge 104 e adozioni si applica anche sul diritto a chiedere al datore di lavoro una riduzione dell’orario lavorativo.

In alcuni casi particolari, i lavoratori che fanno richiesta di part-time per assistere familiari disabili hanno la priorità a trasformare il contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.

Nello specifico, le situazioni che possono dare diritto alla trasformazione in base alla richiesta di part time sono:

  • coniuge, figli o genitori del lavoratore con patologie oncologiche o gravi patologie cronico-degenerative;
  • convivente disabile grave con totale e permanente inabilità lavorativa, che ha bisogno di assistenza continua perché non è in grado di compie­re gli atti quotidiani della vita;
  • figlio convivente portatore di handicap oppure di età non superiore ai 13 anni.

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Legge 104 e adozioni: esonero dal lavoro notturno

Vediamo cosa è previsto con la Legge 104 e adozioni in caso di lavoro notturno.

Il lavoratore che ha a carico un disabile non è obbligato a prestare lavoro notturno (dalle ore 24 alle ore 6). La richiesta di esonero dal lavoro notturno va presentata in forma scritta al datore di lavoro entro le 24 ore precedenti l’inizio previsto del turno di lavoro.

Scopri nel dettaglio come funziona lavoro notturno e caregiver: quali sono i diritti e le eccezioni ai diritti stessi.

Legge 104 e adozioni: divieto di trasferimento

La legge 104 e adozioni prevede che il lavoratore che assiste un familiare disabile grave debba dare il proprio consenso per il trasferimento in altra sede, altrimenti il trasferimento è vietato.

Leggi anche come funziona il trasferimento con Legge 104: regole e limiti.

Legge 104 e adozioni
Legge 104 e adozioni: tutele, permessi e cosa sapere

Legge 104 e adozioni: scelta della sede di lavoro

Per il genitore di un bambino con Legge 104 e adozione e per chi assiste un parente disabile entro il 2° grado (o 3° grado in specifiche situazioni) la sede di lavoro può essere scelta in base alla vicinanza al domicilio della persona da assistere. Il diritto viene accolto dall’azienda se possibile.

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Legge 104 e adozioni: smart working per i lavoratori che assistono familiari disabili

I lavoratori che hanno figli disabili gravi hanno la priorità nell’accoglimento della richiesta di smart working da parte del datore di lavoro.

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