Disturbo dell’attenzione e Legge 104

Disturbo dell’attenzione e Legge 104. Non tutti coloro a cui è stato diagnosticato questo disturbo hanno diritto a ottenere la Legge 104. Vediamo in quali casi è possibile richiederla per ottenere l’insegnante di sostegno (per bambini e ragazzi in età scolare) e per accedere alle agevolazioni fiscali e lavorative (per i genitori).
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04/05/2023

Quando è possibile richiedere e ottenere disturbo dell’attenzione e Legge 104? Qual è la percentuale riconosciuta che dà diritto alla Legge 104? Bambini e ragazzi con disturbo dell’attenzione possono anche beneficiare di prestazioni economiche da parte dell’INPS? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

Con ADHD (acronimo in inglese di “Attention Deficit Hyperactivity Disorder” – “Sindrome da deficit di attenzione e iperattività”) o più comunemente detto Disturbo dell’attenzione, si identificano alunni e studenti con problemi di controllo attentivo e/o dell’attività.

L’ADHD si può riscontrare anche spesso associato a un Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA) o ad altre problematiche, che generano difficoltà di pianificazione, apprendimento e socializzazione con i coetanei.

Il disturbo dell’attenzione, così come quello dell’apprendimento, sono valutati con il riconoscimento di diversi gradi di gravità.

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Non in tutti i casi è possibile ottenere disturbo dell’attenzione e Legge 104. In questo approfondimento spieghiamo con quale grado e vediamo quali sono i diritti in base alla percentuale di disabilità riconosciuta.

Indice

Disturbo dell’attenzione e Legge 104: con quale grado di disabilità?

Per richiedere disturbo dell’attenzione e Legge 104 è necessario che sia presente un quadro clinico particolarmente grave, anche per la comorbilità con altre patologie.

In questi casi, la Legge 104/1992 permette di richiedere l’assegnazione dell’insegnante di sostegno.

I bambini e i ragazzi che hanno ottenuto il riconoscimento di una minore gravità del disturbo o che non ottengono la certificazione della disabilità, hanno comunque diritto a veder tutelato il successo scolastico formativo con l’elaborazione di un Piano Didattico Personalizzato in base alla Direttiva del 27 dicembre 2012.

Vediamo come richiedere la valutazione del grado del disturbo dell’attenzione e come si può fare domanda per disturbo dell’attenzione e Legge 104.

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Disturbo dell’attenzione e Legge 14: riconoscimento dell’handicap

La procedura per il riconoscimento del disturbo dell’attenzione e Legge 104 è uguale per tutti.

In breve, questa prevede di:

  • presentare la domanda di riconoscimento dei benefici previsti dalla legge, affidandosi a un patronato o Associazione di categoria (ANMIC, ENS, UIC, ANFFAS) oppure autonomamente sul portale INPS online. All’interno della domanda dovranno essere inseriti tutti i dati richiesti, tra cui un numero di protocollo rilasciato stesso dal medico;
  • sottoporsi alla visita di accertamento da parte di una Commissione medico legale integrata da un medico INPS, nella data e nel luogo comunicati.

In seguito alla visita medica, sarà la stessa Commissione medico legale a rilasciare un verbale di riconoscimento dell’handicap, in cui sarà indicato il tipo di patologia e la relativa gravità.

A proposito di gravità, come abbiamo anticipato sono previste agevolazioni differenti a seconda che il minore sia un disabile grave oppure no. Nei prossimi paragrafi vediamo nel dettaglio in cosa consistono.

Disturbo dell’attenzione e Legge 104. La possibilità di inoltrare domanda disabilità minori semplificata è stata estesa anche ai patronati. A novembre la novità era stata già introdotta, ma la funzione poteva essere usata solo dai genitori. Vediamo cosa cambia, come si attiva la procedura e quali vantaggi comporta.

Disturbo dell’attenzione e Legge 104: a cosa si ha diritto in base alla gravità dell’handicap

Il disturbo dell’attenzione e Legge 104 può essere riconosciuto senza connotazione di gravità o come handicap grave.

L’art. 3 comma 1 della Legge 104 fa riferimento alle persone con disabilità senza condizione di gravità, quindi persone che pur avendo delle menomazioni fisiche, psichiche o sensoriali, non necessitano di assistenza continua da parte di un familiare o di un’altra persona.

Per questa categoria, i diritti previsti in caso di minori con Legge 104 sono:

  • diritto all’educazione e all’istruzione/integrazione scolastica;
  • spazi gialli nei parcheggi pubblici o privati;
  • indennità di frequenza.

Invece, l’art. 3 comma 3 della Legge 104 definisce le persone disabili con condizione di gravità, cioè persone che hanno bisogno dell’assistenza permanente e continuativa di altre persone poiché hanno una ridotta autonomia.

In questa categoria rientrano coloro che non sono autosufficienti e non possono svolgere le attività essenziali della vita quotidiana o correlate all’età senza l’aiuto di altri soggetti.

In condizione di non autosufficienza, il minore ha diritto all’indennità di accompagnamento. Questa, non è compatibile con l’indennità di frequenza, ma si ha facoltà di scegliere tra le due prestazioni.

I bambini e i ragazzi con disturbo dell’attenzione hanno diritto alla Legge 104 solo se è stata accertata una condizione di handicap grave.

In condizione di non autosufficienza e con il riconoscimento della Legge 104, i minori con disturbi dell’apprendimento hanno diritto all’insegnante di sostegno a scuola e, come abbiamo visto, a prestazioni economiche come l’indennità di frequenza e l’indennità di accompagnamento.

Non solo: i loro genitori hanno anche diritto ad agevolazioni fiscali e lavorative: vediamo quali sono.

Minori con Legge 104: ecco quali sono i diritti e le agevolazioni per minori con disabilità e genitori.

Disturbo dell’attenzione e legge 104
Disturbo dell’attenzione e Legge 104

Disturbo dell’attenzione e Legge 104: le agevolazioni per i genitori

I genitori dei minori ai quali è stato riconosciuto il disturbo dell’attenzione e Legge 104 hanno diritto ad alcuni benefici legati principalmente alla sfera lavorativa.

Tra questi rientrano i permessi lavorativi retribuiti, il congedo straordinario o l’eventuale spostamento presso la sede più vicina.

Fino al compimento dei 3 anni del figlio o della figlia con handicap grave, il padre lavoratore o la madre lavoratrice possono avere diritto a:

  • in alternativa, permesso giornaliero retribuito di due ore se il proprio orario di lavoro è pari o superiore a 6 ore;
  • oppure, un permesso giornaliero retribuito di un’ora se l’orario di lavoro è inferiore a 6 ore;
  • tre giorni di permesso mensile, anche frazionabili in ore.

Invece, dopo il terzo anno di vita del minore con handicap grave i genitori hanno diritto a 3 giorni di permesso mensile retribuito, tenendo conto che i permessi non fruiti nel mese non possono essere cumulati con il mese successivo.

Grazie alla Legge 388/2000, i genitori di minori disabili con condizione di gravità hanno il diritto di usufruire di due anni di congedo straordinario.

Il periodo di congedo biennale retribuito deve essere retribuito con un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione e coperto da contribuzione figurativa ai fini della pensione.

I genitori di minori con Legge 104 hanno diritto a chiedere i permessi lavorativi anche in caso di ricovero se:

  • il figlio o la figlia si trovi in coma vigile e/o in situazione terminale;
  • il figlio o la figlia sia un minore per il quale risulti documentato il bisogno di assistenza da parte di un familiare;
  • il figlio o la figlia debba uscire dalla struttura per effettuare visite e terapie, interrompendo così il ricovero e determinando il necessario affidamento all’assistenza dei genitori o familiari.

Per usufruire dei permessi è obbligatorio per il genitore lavoratore presentare un’apposita documentazione rilasciata dalla struttura sanitaria al Ministero del Lavoro.

Un altro diritto riservato ai genitori o familiari conviventi di persone con disabilità è quello di scegliere la sede lavorativa più vicina al proprio domicilio e di non essere trasferiti presso un’altra sede senza consenso.

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