Legge 104: obblighi

Vediamo quali sono gli obblighi con la Legge 104 sia per quanto riguarda il lavoratore e sia per il datore di lavoro.
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23/09/2023

In questo ampio approfondimento andremo ad analizzare tutti gli obblighi con la Legge 104 (scopri le ultime notizie su Legge 104invalidità civilecategorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Obblighi con la Legge 104

L’utilizzo dei permessi concessi dalla Legge 104 a chi si occupa di un familiare disabile è sempre fonte di contenzioso tra aziende e dipendenti.

E questo perché, da un lato, c’è chi abusa dei tre giorni mensili per allungare le ferie o strappare un giorno in più al riposo settimanale, dall’altro ci sono datori di lavoro che vorrebbero il proprio dipendente chiuso in casa ad assistere il disabile, cosa che invece la norma non prevede.

Insomma, stabilire quali sono gli obblighi con Legge 104 per il lavoratore e per il datore di lavoro, non è sempre facile: si tratta infatti di trovare un punto di equilibrio tra la tutela della disabilità e la produzione.

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Andiamo quindi ad analizzare quali sono gli obblighi con la Legge 104, prima per quanto riguarda il lavoratore e poi per il datore di lavoro.

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Obblighi con la 104 da parte del lavoratore dipendente

Assistenza alla persona disabile durante i permessi retribuiti

L’articolo 33 della Legge 104 del 1992 consente ai lavoratori che assistono parenti con disabilità grave di ottenere tre giorni di permesso mensile retribuito, a condizione che il parente disabile non sia ricoverato a tempo pieno.

Una domanda comune è se il lavoratore deve assistere il familiare disabile per l’intera giornata o solo per otto ore, corrispondenti all’orario di lavoro.

Inoltre, si pone la questione se l’assistenza debba essere continua o possa essere frammentata in diverse parti della giornata.

È importante notare che la Legge 104 mira a proteggere i disabili e non a fornire giorni di riposo extra al caregiver.

Di conseguenza, il lavoratore non può utilizzare il giorno di permesso per scopi personali o di svago, ma deve dedicarsi al parente disabile.

Questa disposizione è analoga al riposo settimanale previsto per le badanti, garantendo che il parente disabile non rimanga senza assistenza (Cass. sent. n. 54712/16 del 23.12.16).

Rispondiamo a una domanda che ci viene spesso rivolta dai nostri utenti: cosa posso fare con la 104 per assistere mia madre?

Assistenza non continua, ma prevalente

Nel 2010, la Legge n. 183/2010 (art. 24) ha abrogato l’obbligo di assistenza continuativa previsto per i beneficiari della Legge 104.

Di conseguenza, i permessi vengono concessi per consentire ai lavoratori di dedicare del tempo ai propri bisogni personali e a quelli del familiare disabile.

Chi ha la Legge 104 ha l’obbligo di fornire assistenza prevalente durante i giorni di permesso, ma ha la libertà di organizzarla in modo flessibile e non è richiesta una presenza full time.

Questo significa che le ore dedicate all’assistenza non devono coincidere con l’orario di lavoro.

Ad esempio, se si lavora nel pomeriggio, è possibile dedicare la mattina all’assistenza al familiare disabile e viceversa, consentendo una maggiore flessibilità nell’organizzazione dell’assistenza.

I permessi con Legge 104 non devono essere ricorrenti: cosa significa e in quale settore si applica questo vincolo? Ne parliamo in questo approfondimento.

Limiti e responsabilità del lavoratore

Una recente decisione della Corte di Cassazione offre nuove opportunità per l’uso dei permessi previsti dalla Legge 104/1992, andando oltre l’assistenza diretta al disabile.

Ora i lavoratori possono utilizzare questi permessi per attività quotidiane come la spesa, l’acquisto di medicinali o semplicemente per riposarsi un’ora in più.

Questo cambiamento è dovuto all’eliminazione dell’obbligo di assistenza continua, come abbiamo detto precedentemente.

Attività brevi, come il prelievo al bancomat, possono essere svolte senza compromettere la disponibilità per il disabile, il quale può essere lasciato solo per brevi periodi.

Questa non è la prima volta che la Corte sostiene questa idea. L’importante è evitare di destinare l’intera giornata ad altre attività, come una vacanza o un prolungamento delle festività.

La sentenza promuove una maggiore flessibilità nell’uso dei permessi Legge 104, consentendo ai lavoratori di bilanciare meglio le loro esigenze personali con quelle dell’assistenza al disabile.

Permessi 104 per lavoratore disabile, vediamo quali e se ci sono obblighi per il dipendente che fruisce di questa agevolazione. Le indicazioni della Cassazione e il nuovo orientamento. La differenza con i permessi fruiti da chi deve invece assistere un familiare con disabilità.

Quanto tempo dedicare al disabile?

Quanto tempo devi dedicare al disabile per evitare il licenziamento? La legge e la giurisprudenza non forniscono una risposta precisa, ma è importante che la tua assistenza costituisca la parte predominante della giornata.

Ad esempio, la Cassazione ha confermato il licenziamento di un lavoratore che dedicava solo il 17,5% del suo tempo ai permessi 104 per l’assistenza (Cass. sent. n. 5574/16 del 22.03.2016).

Ecco le 5 regole che non devi dimenticare per utilizzare i permessi con Legge 104 in modo adeguato e senza rischiare sanzioni disciplinari.

Rischi per chi abusa della Legge 104

Chi sfrutta in modo improprio i permessi previsti dalla Legge 104 commette due tipi di illeciti.

Il primo è di natura civile e coinvolge l’azienda, che può procedere al licenziamento per giusta causa se un dipendente manca ingiustificatamente.

Il comportamento del lavoratore che dedica solo una parte marginale del tempo dei permessi all’assistenza è considerato una grave violazione dei principi contrattuali (Cass. sent. n. 5574/2016).

L’azienda può contestare il comportamento del dipendente, concedendo 5 giorni per presentare una difesa, e, se necessario, procedere al licenziamento.

Il datore può raccogliere prove anche attraverso agenzie investigative, purché nel rispetto dello statuto dei lavoratori.

Il secondo illecito è di natura penale e coinvolge lo Stato e l’INPS, che anticipano lo stipendio durante i giorni di permesso.

L’uso improprio dei permessi può costituire un reato, come l’indebita percezione di trattamento economico dall’INPS o la truffa allo Stato.

La Corte di Cassazione ha condannato un lavoratore che aveva abusato dei permessi durante un viaggio di piacere all’estero (Cass. sent. n. 54712/2016).

In pratica, la Corte afferma che chi sfrutta in modo improprio i permessi 104 mette a carico della collettività il costo della sua malafede ed è passibile di procedimento penale.

Chiunque può segnalare un abuso dei permessi alle forze dell’ordine, senza la necessità di fornire prove, poiché queste sono responsabilità dell’ufficio del Pubblico Ministero. La denuncia in buona fede non comporta rischi di controquerela per calunnia.

È legittimo controllare i beneficiari della Legge 104, per dimostrare che stanno commettendo un abuso delle agevolazioni? Ne parliamo in questo approfondimento.

Obblighi con la Legge 104 del datore di lavoro

Concessione dei permessi 104

permessi 104, come abbiamo detto, permettono ai lavoratori titolari di 104 di assentarsi dal lavoro per 3 giorni al mese, frazionabili anche a ore (2 ore se full time e 1 ora se part time).

Il lavoratore disabile ne fruisce per riposarsi e riprendere le forze. Il lavoratore che deve assistere un familiare disabile grave, li sfrutta per prendersene cura.

In merito ai permessi 104, il datore di lavoro ha l’obbligo di:

  • concedere o le ore giornaliere o i permessi retribuiti al lavoratore disabile;
  • concedere o le ore giornaliere o i permessi retribuiti al genitore con un figlio gravemente disabile di tre anni o meno;
  • concedere i permessi retribuiti al familiare del lavoratore disabile.

Permessi 104 lavoratori invalidi: a chi spettano, come possono essere fruiti, come presentare domanda e come possono essere utilizzati.

Non rifiuto del trasferimento di sede

I lavoratori disabili, i loro genitori e familiari non possono essere trasferiti senza il loro esplicito consenso. Questo è quanto definiscono i commi 5 e 6 dell’articolo 33 della Legge 104/1992.

Questo è un diritto importante e spesso sottovalutato dai datori di lavoro: la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24015 del 12 ottobre 2017, ha infatti affermato che questo diritto vale anche in caso si tratti di un cambiamento nello stesso Comune e a pochi chilometri di distanza, e che non implichi cambiamenti di abitazione.

Il datore di lavoro ha dunque il dovere di:

Da notare che, per i dipendenti pubblici, la Legge 104 include anche la scelta della sede di lavoro più vicina al domicilio, ma questo non si applica ai dipendenti privati.

Legge 104 e orario di lavoro: chi ha la Legge 104 può decidere l’orario di lavoro? Rispondiamo in questo approfondimento.

Concessione del congedo biennale retribuito

Il congedo biennale 104 (decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151) permette al familiare della persona disabile grave di assentarsi dal lavoro per massimo due anni nell’arco dell’intera vita lavorativa, per assisterlo.

Il congedo biennale può essere frazionato in giorni, settimane o mesi ma mai in giorni.

In questo caso il datore di lavoro ha il dovere di:

  • concedere, generalmente entro trenta giorni, al lavoratore disabile o suo familiare, secondo l’ordine previsto dalla legge, i giorni di congedo retribuito, anche frazionati;
  • pagare l’indennità al lavoratore (che verrà poi recuperata da quanto dovuto all’INPS).

Parliamo di Congedo con Legge 104 e tempi del datore di lavoro, ovvero entro quanto tempo il datore di lavoro deve concedere il congedo biennale al lavoratore che ne fa domanda per assistere una persona disabile grave.

Concessione del congedo parentale fino a 3 anni

genitori di figli disabili hanno diritto a diverse scelte per come desiderano occuparsi dei figli, e le scelte disponibili dipendono dall’età del figlio stesso:

fino ai tre anni: i genitori hanno diritto o al prolungamento del congedo parentale o a due ore di riposo giornaliero retribuito (sulle otto ore, per part-time è naturalmente minore) o ai tre giorni di permesso mensile retribuiti, di cui abbiamo parlato. Non possono scegliere più di una queste;

  • tra i tre e i dodici anni: i genitori possono scegliere o i tre giorni di permesso mensile retribuiti o il prolungamento del congedo parentale;
  • oltre i dodici anni: è possibile scegliere solo i tre giorni di permesso.

Il datore di lavoro ha quindi il dovere di:

  • concedere al lavoratore il congedo parentale, purché non abbia usufruito delle altre forme di aiuto e il figlio gravemente disabile abbia meno di dodici anni.

Il congedo con Legge 104 per figli con disabilità permette di ottenere maggiori agevolazioni rispetto a quello fruito dagli altri beneficiari. Vediamo perché e in cosa si è più agevolati.

Concessione del part time per massimo due anni

Il decreto attuativo numero 81 del 15 giugno 2015 concede sia al lavoratore disabile che ai lavoratori che prestano aiuto a un parente disabile Legge 104, di chiedere la trasformazione del loro contratto da full time a part time.

A differenza dei diritti di cui abbiamo parlato in precedenza, questo è un diritto di priorità: il datore di lavoro non ha il dovere di trasformare il contratto di lavoro in part timedeve semplicemente dare priorità ai lavoratori che l’hanno richiesto Legge 104 in caso si decida di fare questi cambiamenti.

Quindi il datore di lavoro ha il dovere di:

  • dare priorità a lavoratori che hanno richiesto un part time ex legge 104 rispetto a quelli che non usufruiscono della legge (ma non ha il dovere di trasformare il contratto in part time).

Scopri come chiedere il part time con la Legge 104 e quali sono i diritti che sono garantiti a questa categoria di lavoratori.

Obblighi con la Legge 104
Obblighi con la Legge 104. Nella foto: un uomo e una donna in un ufficio

Sospensione delle ferie per la richiesta di un permesso 104

Il datore di lavoro non può pretendere che il dipendente faccia coincidere una giornata di ferie con un permesso per assistere un familiare.

Ovvero, se la giornata necessaria ad accompagnare il proprio familiare disabile o ad assisterlo coincide con le ferie, questa giornata sospende il decorso delle ferie stesse (interpello Ministero del Lavoro n. 20/2016).

Si ha quindi diritto a non perdere i propri giorni di vacanza. E anche qui il datore ha l’obbligo di sospendere le ferie del proprio dipendente per queste motivazioni.

Legge 104 e obblighi del datore di lavoro. In questo approfondimento ci chiediamo se si maturano le ferie con il congedo retribuito e quante ferie con il congedo 104 frazionato.

Concessione del diritto della scelta della sede di lavoro più vicina

Questa agevolazione è indirizzata più che altro ai dipendenti pubblici. Il datore ha il dovere di

  • accettare che il proprio dipendente scelga la sede di lavoro più comoda e vicina al proprio domicilio oppure, se familiare di persona disabile, la sede più vicina al domicilio della persona da assistere. Tutto questo a condizione che la richiesta sia compatibile con le esigenze dell’organizzazione aziendale.

Per i permessi con la 104 se cambia il datore di lavoro è necessario inviare una nuova richiesta. Scopri tutto quello che devi sapere.

Rispetto delle quote di assunzione obbligatorie

Un altro dovere a cui non possono sottrarsi le aziende è il rispetto del collocamento mirato e obbligatorio delle persone disabili.

Sulla base del numero di dipendenti di ciascuna azienda, ci sono delle quote di assunzione obbligatorie (Legge 68/1999). Questo, allo scopo di favorire il diritto al lavoro delle persone con disabilità.

In particolare:

  • per le aziende con meno di 14 dipendenti non c’è nessuna quota stabilita;
  • per le aziende tra i 15 e i 35 dipendenti la quota è di un lavoratore disabile;
  • per le aziende che impiegano tra i 36 e i 50 dipendenti la quota obbligatoria è di 2 disabili;
  • per le aziende da 51 dipendenti in su la quota è del 7 per cento dei propri dipendenti.

Obblighi con la Legge 104: la tabella riassuntiva

Per concludere, eccoti una tabella riassuntiva di quali sono gli obblighi con la Legge 104 per i lavoratori e per il datore di lavoro:

Obblighi con la Legge 104 per i lavoratoriObblighi con la Legge 104 per i datori di lavoro
Assistenza alla persona disabile durante i permessi retribuiti.Concessione dei permessi 104: 3 giorni al mese, frazionabili.
Non sfruttare i permessi per attività non legate all’assistenza.Non trasferire il lavoratore disabile o il suo familiare senza consenso.
Non impiegare i permessi per una seconda attività lavorativa.Concessione del congedo biennale retribuito.
Stare con il disabile per la parte “prevalente” della giornata.Concessione del congedo parentale fino a 3 anni.
Possibilità di uscire con moderazione durante i permessi.Concessione del part-time per massimo due anni.
Licenziamento in caso di abuso dei permessi.Sospensione delle ferie per permessi 104.
Rispetto delle quote di assunzione obbligatorie per persone disabili. 
Tabella riassuntiva degli obblighi con la Legge 104 per lavoratori e datori di lavoro

FAQ (domande e risposte)

Quali agevolazioni spettano per l’assunzione di disabili?

datori di lavoro che assumono lavoratori disabili possono beneficiare di uno sgravio contributivo di 36 mesi e in misura variabile in base alla percentuale di riduzione della capacità lavorativa del lavoratore impiegato.

Che cos’è il prospetto informativo?

I datori di lavoro pubblici e privati, con un numero di dipendenti occupati superiori a 15 unità, hanno l’obbligo (ma solo se vi sono state variazioni nella situazione occupazionale) di inviare agli uffici competenti un prospetto informativo sulla loro situazione occupazionale, ogni anno, entro il 31 gennaio.

È possibile rinunciare al collocamento mirato?

Sì, è possibile fare rinuncia al collocamento mirato. Il collocamento mirato, infatti, non è un obbligo ma un’opportunità per il lavoratore disabile. Non essendo un obbligo, hai la possibilità di iscriverti e di cancellarti dal collocamento mirato in qualsiasi momento, senza alcun tipo di problema ma rinunciando, ovviamente, a tutti i diritti ad esso collegati.

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