Categorie protette, come funzionano i posti riservati

Le persone disabili iscritte alle categorie protette e alle liste per il collocamento mirato, hanno diritto a una quota di posti a loro riservati nella Pubblica Amministrazione e nelle aziende private che superano un determinato numero di dipendenti. Vediamo nel dettaglio cosa è previsto in merito a categorie protette e posti riservati.
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10/06/2023

Cosa vuol dire “quote di riserva”? Perché le pubbliche amministrazioni e le aziende private hanno l’obbligo di assunzione delle categorie protette? Cosa stabilisce la legge in merito a categorie protette e posti riservati? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

La riserva dei posti per le categorie protette nelle pubbliche amministrazioni e nelle aziende private che superano determinati numeri di dipendenti è un diritto sancito dalla Legge 68/1999 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili).

Molte persone disabili non conoscono questo loro diritto. In questo approfondimento ti spieghiamo tutto su categorie protette e posti riservati: cosa sono le quote di riserva, a chi spettano e perché.

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Categorie protette e posti riservati: cosa sono le quote di riserva

Quando si parla di categorie protette e posti riservati si fa riferimento all’obbligo delle quote di riserva previste dalla Legge 68/1999.

La quota di riserva prevede che un numero di posti previsti da un concorso pubblico o da aziende private che superano determinati numeri di dipendenti, venga riservato agli appartenenti alle categorie protette.

Nel caso dei concorsi pubblici, le quote di riserve non si applicano tuttavia a quelli banditi per il passaggio di categorie e/o di avanzamento di carriera, come ha stabilito la Corte Costituzionale con sentenza n. 190/2006.

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Categorie protette e posti riservati: soglie dimensionali e quote di riserva

Categorie protette e posti riservati prevede che un datore di lavoro, quando raggiunge la soglia dimensionale dei 15 dipendenti, ha l’obbligo di destinare le quote di riserva ai disabili e alle altre categorie protette dalla legge, in particolare:

  • dai 15 ai 35 dipendenti devono assumere una persona disabile;
  • dai 36 ai 50 dipendenti devono assumere due persone disabili;
  • oltre i 50 devono riservare il 7% dei posti complessivi alle persone disabili e l’1% per cento ai familiari degli invalidi e dei profughi rimpatriati.

Vediamo a questo punto come vengono calcolati i posti riservati alle persone disabili iscritte alle categorie protette.

Tempi per essere categorie protette: ecco tutta la procedura da seguire e che porta dal riconoscimento della disabilità alla possibilità di essere inseriti nelle liste del collocamento mirato, in modo da capire quanto tempo ci vuole per essere riconosciuti categorie protette.

Categorie protette e posti riservati: come viene calcolata la quota di riserva

Ma come viene effettuato il calcolo di categorie protette e posti riservati? Ci sono dei criteri che vanno seguiti per calcolare la quota di riserva.

Per verificare se il datore di lavoro è obbligato o meno ad assumere persone disabili, dobbiamo comprendere anche quali sono questi criteri, ovvero quali sono i rapporti di lavoro che concorrono a determinare la soglia minima dei quindici dipendenti.

In pratica, il numero dei dipendenti deve essere verificato utilizzando la formula del “full time equivalent” (equivalente a tempo pieno) in base alla quale i rapporti di lavoro part-time devono essere computati parametrandoli al tempo pieno (ad esempio, due dipendenti part time al 50% si contano come un dipendente full time).

Questo è il principio base da seguire per calcolare la quota di riserva, ma ci sono anche dei lavoratori che sono esclusi da questo conteggio: vediamo quali.

In questo articolo vediamo nel dettaglio quali sono i criteri per calcolare la quota di riserva.

Categorie protette e posti riservati: quali sono i lavoratori esclusi dal conteggio dalle quote di riserva

Abbiamo visto che i criteri per calcolare la quota di riserva in un’azienda prevedono che i lavoratori subordinati con un contratto part time devono essere conteggiati “a metà” (un part time + un part time = una quota di riserva).

Ci sono però una serie di rapporti di lavoro che non sono computabili nella soglia. Tra questi troviamo:

  • lavoratori con contratto a tempo determinato di durata inferiore a sei mesi;
  • disabili;
  • soci di cooperative;
  • dirigenti;
  • lavoratori assunti con contratto di inserimento;
  • lavoratori inviati in missione nell’ambito di un contratto di somministrazione di manodopera;
  • lavoratori assunti per attività da svolgersi all’estero;
  • lavoratori socialmente utili;
  • lavoratori a domicilio;
  • apprendisti;
  • lavoratori con contratto di formazione e lavoro;
  • lavoratori assunti con contratto di reinserimento.

Cosa vuol dire, in sostanza? Mettiamo il caso che in un’azienda ci siano 30 dipendenti, di cui 20 con uno o più rapporti di lavoro tra quelli appena elencati e solo 10 con contratto di lavoro subordinato full time.

Ebbene: i lavoratori sul quale deve essere computata la quota di riserva sono alla fine soltanto dieci, quindi non si arriva alla soglia dei 15 dipendenti per assumere almeno una categoria protetta.

Ecco la guida ai concorsi per categorie protette: dove sono pubblicati i concorsi pubblici, come partecipare, quali requisiti bisogna avere, quali tutele e diritti sono previsti.

Categorie protette e posti riservati: chi sono le categorie protette a cui vengono riservati i posti nelle aziende pubbliche e private?

Le categorie protette e posti riservati spettano alle persone con una disabilità superiore al 45% che abbiano seguito la procedura per l’iscrizione alle categorie protette e alle liste per il collocamento mirato.

Il collocamento mirato è riservato a:

  • persone affette da minorazioni fisiche e/o psichiche e quelle portatrici di handicap intellettivo, con capacità lavorativa ridotta pari al 45%;
  • invalidi al 33%;
  • persone non vedenti o sordomuti;
  • invalidi di guerra, civili e per servizio.

Una volta riconosciuta l’invalidità o la disabilità dagli organi competenti (di norma INPS o INAIL) si può procedere alla registrazione presso le liste di collocamento mirato, presentando la dovuta documentazione utile alla registrazione presso il centro dell’impiego territorialmente competente ed essendo in possesso dei seguenti requisiti:

  • aver compiuto 15 anni di età;
  • non essere in età pensionabile;
  • essere disoccupati;
  • essere in possesso dei requisiti di disabilità o invalidità previsti dalla legge.

Scopri tutta la procedura per collocamento mirato e accertamento della disabilità in questo approfondimento.

Categorie protette e posti riservati nelle aziende private e nelle amministrazioni pubbliche

In merito a categorie protette e posti riservati dobbiamo chiarire che, mentre nel settore privato è possibile avvalersi dello strumento del collocamento mirato, ovvero una graduatoria in cui si viene registrati presso i centri per l’impiego utili per individuare il candidato con i requisiti idonei per l’azienda richiedente, nel settore pubblico le assunzioni avvengono mediante superamento di un concorso.

Nel caso di concorsi aperti a tutti, quindi senza previsione di posti di riserva alle categorie protette, per le stesse sono comunque previste delle agevolazioni, che possono riguardare ad esempio l’esonero dalle prove preselettive o una durata dello svolgimento della prova maggiore rispetto agli altri candidati.

Infine, per l’accesso all’impego nelle pubbliche amministrazioni è richiesta l’idoneità specifica per singole funzioni.

L’articolo 3, comma 3 della Legge 68/1999 prevede che:

salvi i requisiti di idoneità specifica per singole funzioni, sono abrogate le norme che richiedono il requisito della sana e robusta costituzione fisica nei bandi di concorso per il pubblico impiego (art. 16 legge 68/99)”.

In alcuni concorsi pubblici riservati a persone con disabilità viene richiesto il certificato di idoneità fisica all’impiego.

Ciò non può più accadere in quanto l’art. 42 – comma 1 del decreto Legge n. 69/2013 per i lavoratori soggetti a sorveglianza sanitaria, sono soppresse alcune certificazioni sanitarie e tra queste proprio il certificato di “idoneità fisica all’impiego” previsto dall’art. 2 del D.P.R. n. 3/57.

Pertanto le uniche certificazione mediche richieste possono essere:

  • la certificazione attestante l’idoneità allo svolgimento delle mansioni proprie del posto da ricoprire;
  • oppure la certificazione di compatibilità delle residue capacità lavorative con le specifiche mansioni da svolgere.

Categorie protette: se l’assunto non è più invalido o non rientra nelle quote di riserva dopo la revisione, che succede? La legge non lo spiega, ma ci sono diverse interpretazioni e le norme regionali. Scopri quali sono.

Categorie protette e posti riservati
Categorie protette, come funzionano i posti riservati

Categorie protette e posti riservati: quali sono i diritti delle persone disabili assunti come categorie protette

Una volta assunti, gli appartenenti alle categorie protette hanno un contratto di lavoro regolato alle stesse condizioni, gli stessi orari e il medesimo trattamento economico degli altri lavoratori, salvo esigenze specifiche.

Inoltre, a chi è stata riconosciuta la Legge 104/1992, ha diritto anche ai permessi retribuiti dall’INPS.

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