Legge 104 e ferie programmate

Legge 104 e ferie programmate: in questo approfondimento vedremo come programmare le ferie con la Legge 104, se i giorni di permessi influiscono sulle ferie e se il datore di lavoro può negarle.
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13/08/2023

Come devo programmare le ferie con la Legge 104? Se fruisco dei permessi retribuiti, questi incidono sulle ferie? Cosa è previsto in merito a Legge 104 e ferie programmate? (scopri le ultime notizie su Legge 104invalidità civilecategorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Legge 104 e ferie programmate

In merito a Legge 104 e ferie programmate, è bene che tu sappia che hai diritto a programmare le ferie così come altro dipendente.

Inoltre, puoi programmare le ferie e utilizzare i permessi retribuiti anche durante la loro fruizione: il datore di lavoro non può negartelo perché è un tuo diritto.

In questo caso, però, il datore di lavoro ha la possibilità di verificare l’effettiva indifferibilità dell’assistenza.

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In parole più semplici, vuol dire che, se la persona con handicap grave può beneficiare della tua assistenza in periodi differenti da quelli rientranti nei giorni di godimento delle ferie, il datore di lavoro può chiederti di programmare i permessi al di fuori delle ferie stesse.

La fruizione di un permesso 104 sospende il godimento delle ferie. Le ferie in più, non godute a causa della sospensione, devono dunque essere collocate in un altro periodo con un accordo: il lavoratore non può, però, di testa sua, allungare il periodo di ferie, ma è indispensabile che si accordi col datore di lavoro.

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Vediamo quindi come programmare le ferie con la Legge 104.

Come programmare le ferie

La programmazione delle ferie, per il lavoratore disabile così come per il familiare che lo deve assistere, è la stessa di tutti gli altri dipendenti.

Si tratta di un accordo tra il dipendente e il datore di lavoro, che prevede la fruizione dell’intera spettanza annuale delle ferie attraverso la programmazione da parte dei lavoratori.

Questa programmazione deve essere presentata entro il mese di gennaio secondo il seguente schema:

  • almeno 5 giorni di ferie entro il 5 maggio;
  • almeno due settimane nel periodo intercorrente dal 15 giugno al 15 settembre (ferie estive);
  • la residua spettanza dal 1° ottobre al 31 dicembre.

Il piano ferie sarà soggetto a un’approvazione di massima da parte dell’azienda entro il mese di febbraio e all’autorizzazione definitiva almeno quindici giorni prima del trimestre di riferimento.

La richiesta di programmazione da parte del dipendente, così come l’autorizzazione aziendale, dovranno pervenire in forma scritta.

Lo stesso mezzo è previsto anche nel caso di eventuali revoche di ferie già precedentemente autorizzate, il cui annullamento dovrà essere comprovato esclusivamente dall’insorgere di improvvise esigenze produttive e organizzative aziendali, non prevedibili al momento dell’approvazione del piano annuale.

Allo stesso modo, in caso di motivate esigenze, anche per il lavoratore è prevista la possibilità di variare i giorni precedentemente programmati, purché la fruizione delle ferie avvenga sempre nell’arco dello stesso trimestre di riferimento.

Va infine sottolineato che, da questa programmazione, restano escluse le festività soppresse e i permessi retribuiti, in quanto fruibili anche a ore.

Sono escluse anche le richieste, da parte dell’azienda, della programmazione dei permessi di Legge 104/92 art. 3 comma 3, in quanto lo specifico utilizzo dei giorni o delle ore relative i permessi in oggetto restano,  un diritto del lavoratore o del familiare che ne abbia i requisiti previsti dalla legge.

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Chi decide il periodo

Il dipendente, anche quello con Legge 104, può richiedere le ferie per il periodo che preferisce, ma la decisione finale spetta al datore di lavoro.

Quest’ultimo deve considerare le richieste e le esigenze del dipendente, ma ha comunque il diritto di fissare un periodo di ferie diverso, se possibile giustificando la propria decisione.

Le motivazioni più comuni che possono portare al rifiuto delle ferie sono un incremento particolarmente significativo del carico lavoro o una carenza di personale per malattia o per troppe richieste di ferie nello stesso periodo.

Il congedo 104 frazionato consente di utilizzare l’agevolazione per assistere il proprio familiare disabile grave non per intero, ma suddividendola in giorni, settimane o mesi. In questo approfondimento ci chiediamo se si maturano le ferie con il congedo retribuito e quante ferie con il congedo 104 frazionato.

Il datore di lavoro può negare le ferie a un dipendente con Legge 104?

Le ferie sono un diritto sancito dalla Costituzione Italiana e tale diritto non può essere negato, nemmeno con l’accordo del lavoratore, né offrendogli in cambio un corrispettivo in denaro. Allo stesso tempo, però, il datore di lavoro ha il diritto di tutelare i propri interessi.

Ecco perché ci sono delle condizioni per cui il datore di lavoro può negare le ferie, o meglio, può proporre delle alternative, come nel caso delle ferie negate per esigenze di servizio.

Ti spieghiamo come interrompere il congedo 104 nel modo giusto senza rischiare sanzioni o interventi disciplinari.

Quando possono essere negate

Ci sono casi in cui le ferie possano essere negate dal datore di lavoro, ma solo se sussistono motivazioni di reale necessità per l’azienda.

Uno dei casi più comuni è quello delle ferie negate per esigenze di servizio: parliamo, ad esempio, di mancanza di personale o di un carico di lavoro particolarmente importante nel periodo richiesto dal dipendente. Il titolare dell’azienda, infatti, ha il diritto di poter fare affidamento sul personale assunto.

In alcun caso il datore di lavoro può negare le ferie senza motivo: se ciò dovesse accadere, il titolare sarebbe passibile di una sanzione pecuniaria da 130 euro a 780 euro, dovendo poi anche concedere al proprio dipendente le ferie cui ha diritto.

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Legge 104 e ferie programmate
Legge 104 e ferie programmate. Nella foto: una famiglia si prepara per andare in ferie

Cosa succede alle ferie non concesse

Se il datore di lavoro nega le ferie per esigenze di servizio, le ferie non vanno perse, ma il dipendente potrà fruirne successivamente, poiché le ferie sono un diritto e vanno necessariamente godute.

Infatti, le ferie, sia per lavoratori a tempo determinato che indeterminato, non sono solo un diritto costituzionale, ma sono necessarie per consentire un adeguato recupero psicofisico al lavoratore, consentendogli di dedicarsi ai rapporti familiari e sociali, spesso sacrificati durante l’anno a causa dell’intensa attività lavorativa.

Come utilizzare le agevolazioni Legge 104 durante le vacanze, ovvero i permessi retribuiti e il congedo biennale. Facciamo chiarezza in questo approfondimento.

Permessi 104 prima o dopo le ferie

Il lavoratore può beneficiare delle ferie subito dopo aver terminato la fruizione dei permessi retribuiti mensili Legge 104 e può anche fare al contrario, cioè beneficiare dei permessi 104 subito dopo aver terminato le assenze per ferie: non c’è infatti alcun limite relativo alla collocazione dei permessi Legge 104 subito dopo le ferie.

In pratica, il lavoratore può attaccare i permessi legge 104 all’ultimo giorno di ferie, beneficiando così di un’assenza continuativa. Attenzione, però; ferie e permessi retribuiti “attaccati” possono essere contestati:

  • se il dipendente che decide di beneficiare delle ferie subito dopo i permessi 104 parte, durante la fruizione dei permessi, verso la meta turistica e non resta nella città o nelle vicinanze del familiare bisognoso di assistenza.

FAQ (domande e risposte)

Cosa fare se ferie e permessi 104 coincidono?

il permesso per assistere il familiare disabile grave non va conteggiato come giorno di ferie. Per questo motivo, le ferie vengono considerate non godute e potranno essere collocate in un diverso periodo, in accordo tra lavoratore e il datore di lavoro.

Se sono una categoria protetta ho diritto alla precedenza nella programmazione delle ferie?

Le disposizioni della Legge 104/92 non includono la possibilità di ottenere priorità nella scelta delle ferie per categorie protette, che rimane a discrezione del datore di lavoro. 

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