Permessi Legge 104 a ore dipendenti pubblici

Scopri come si può fruire dei permessi con Legge 104 a ore per dipendenti pubblici e quali sono i requisiti da rispettare.
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26/07/2023

Permessi con Legge 104 a ore per dipendenti pubblici: vediamo nel dettaglio come è possibile fruire di questi permessi frazionati in ore (scopri le ultime notizie su Legge 104invalidità civilecategorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Quanti permessi con Legge 104 a ore spettano ai dipendenti pubblici?

In merito alla suddivisione dei permessi 104 per i dipendenti pubblici, essa è regolata dal contratto collettivo nazionale di lavoro. Ad esempio, riguardo al CCNL dei dipendenti pubblici degli enti locali, i tre giorni di permesso retribuiti mensili possono essere frazionati in un massimo di 18 ore complessive.

Tuttavia, la situazione cambia quando tali permessi 104 vengono utilizzati per sé stessi anziché per assistere un familiare disabile. In questo caso, si ha comunque diritto ai tre giorni di permesso retribuito al mese, ma esiste anche la possibilità di utilizzare delle ore di permesso, le quali maturano in modo differente rispetto alle 18 ore mensili concesse al familiare che assiste il disabile.

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Come fruire dei permessi con Legge 104 a ore per dipendenti pubblici?

Per quanto riguarda i permessi 104 per i dipendenti pubblici, nel momento in cui vengono utilizzati per sé stessi, il sistema di frazionamento funziona in modo specifico. Se l’orario di lavoro giornaliero è pari o superiore a sei ore, si accumulano due ore di permesso al giorno. Se invece le ore lavorative giornaliere sono inferiori a 6, si accumula solo un’ora di permesso al giorno.

Inoltre, c’è la possibilità di variare l’uso dei permessi a seconda delle esigenze. Ad esempio, se un disabile ha già usufruito dei 3 giorni di permesso mensili in un mese, nel mese successivo può optare per accumulare le ore di permesso in base al numero di ore lavorative giornaliere, come illustrato precedentemente.

A chi spettano i permessi con Legge 104 a ore per dipendenti pubblici?

I tre giorni di permessi retribuiti mensili previsti dalla Legge 104 sono assegnati ai seguenti beneficiari:

  1. Lavoratori disabili che si trovano in una situazione di gravità. In alternativa, possono anche scegliere di fruire di una o due ore al giorno di permesso.
  2. Genitori (sia adottivi che affidatari) di figli disabili di età inferiore a tre anni, in una situazione di gravità. Hanno la possibilità di optare tra il prolungamento del congedo parentale o la fruizione di una o due ore al giorno di permesso.
  3. Genitori (sia adottivi che affidatari) di figli disabili con età compresa tra i tre e i dodici anni, in una situazione di gravità. In questo caso, possono richiedere il prolungamento del congedo parentale.
  4. Genitori (sia adottivi che affidatari) di figli disabili con età superiore ai dodici anni, in una situazione di gravità.
  5. Coniuge, genitori, convivente di fatto, parte di un’unione civile o parenti e affini fino al secondo grado. Qualora questi soggetti non siano presenti o siano deceduti, oppure abbiano un’età superiore ai 65 anni o siano affetti da patologie invalidanti, i permessi possono essere estesi anche ai parenti e affini fino al terzo grado.
Permessi con Legge 104 a ore per dipendenti pubblici
Permessi con Legge 104 a ore per dipendenti pubblici: in foto una donna in carrozzina che sta scrivendo su un quaderno.

Come vengono pagati i permessi 104?

L’INPS si fa carico della retribuzione persa dal dipendente a causa dell’assenza dal lavoro per i permessi della Legge 104 in due modi distinti:

  1. Rimborsando direttamente l’azienda che ha anticipato la retribuzione al dipendente tramite busta paga.
  2. Effettuando il pagamento diretto al dipendente senza coinvolgere l’azienda. Questa modalità è prevista per determinate categorie di lavoratori, come gli operai agricoli a tempo determinato, gli operai agricoli a tempo indeterminato, i lavoratori dello spettacolo saltuari o con contratto a termine.

Come si richiede la Legge 104?

Per ottenere i permessi 104, è necessario presentare una specifica domanda all’INPS, utilizzando uno dei seguenti canali:

  1. Accesso al portale INPS “Invio OnLine di Domande di Prestazioni a Sostegno del Reddito” tramite il PIN INPS, credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
  2. Contattando il Contact center dell’INPS al numero 803164 (da rete fissa) o 06164164 (da cellulare).
  3. Avvalendosi dei patronati, che possono assistere nella presentazione della domanda.

La domanda deve essere corredata da documenti che comprovino lo stato di disabilità del richiedente.

Nel caso degli operai a tempo determinato (conosciuti anche come “OTD”), oltre a presentare la domanda, devono inviare mensilmente all’INPS il modello HAND.AGR, che attesta la necessità e la fruizione dei permessi 104.

FAQ sui permessi con Legge 104 a ore per dipendenti pubblici

Chi ha la 104 può decidere l’orario di lavoro?

Secondo la Legge 104, i beneficiari hanno il diritto di usufruire di 3 giorni di permesso al mese, i quali possono essere frazionati anche in 2 ore al giorno. Tuttavia, la normativa vigente non specifica se il beneficiario della Legge 104 possa avere il potere di decidere l’orario di lavoro o se tale facoltà sia invece disciplinata da altre normative o regolamenti.

Chi usufruisce della Legge 104 può essere controllato?

Il concetto di abuso dei permessi 104 si riferisce all’utilizzo improprio o inappropriato di questa agevolazione rispetto allo scopo per cui è stata concessa. Quando sorgono dubbi o sospetti riguardo a un uso scorretto di questa facilitazione, sia il datore di lavoro che l’INPS hanno la facoltà di avviare controlli per verificare la corretta e legittima fruizione dei permessi 104 da parte del dipendente beneficiario.

Quali sono le agevolazioni per chi usufruisce della Legge 104?

I soggetti beneficiari della Legge 104 hanno il diritto di usufruire di agevolazioni fiscali, tra cui una detrazione del 19%, e l’applicazione di un’IVA agevolata al 4% per l’acquisto di supporti tecnici e informatici. Questi supporti comprendono dispositivi come modem, computer, telefonia in generale, apparecchiature di domotica domestica e mezzi che facilitano la vita delle persone con disabilità.

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