Legge 104 e la retribuzione in busta paga

Legge 104 e la retribuzione in busta paga: vediamo a quanto ammonta e come si calcola per chi gode del congedo o dei permessi. Quali sono i massimali, come e se vengono conteggiate le ferie, la tredicesima, la quattordicesima e il trattamento di fine rapporto.
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13/08/2022

Legge 104 e la retribuzione in busta paga: quanto e come viene versata l’indennità ai dipendenti in assenza retribuita. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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Parliamo in particolare del congedo biennale e dei permessi 104 che vengono retribuiti al dipendente che si occupa in maniera globale, continua e costante di un familiare con disabilità grave. In pratica i due benefici più importanti connessi alla Legge 104 del 1992 (qui trovi la guida completa).

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Sia il congedo, sia i permessi sono retribuiti con una indennità a carico dell’Inps che può essere anticipata dal datore di lavoro. In questo articolo verifichiamo come viene calcolata la retribuzione durante queste assenze. Sia per chi ha una occupazione a tempo pieno, sia per chi ha invece un contratto a tempo parziale.

Legge 104 e la retribuzione in busta paga: congedo straordinario

Partiamo dal congedo straordinario che è la misura appunto che prevede una retribuzione in busta paga per due anni oltre al riconoscimento dei contributi figurativi, che consentono di non perdere nulla (o quasi) sull’importo della pensione che verrà.

Come sapete il congedo straordinario viene concesso ai familiari di una persona disabile, per un massimo di 2 anni nella vita lavorativa e per ciascun disabile (quindi una persona con disabilità non può essere assistita in questo modo per 4 anni da due caregiver familiari diversi, vedi l’approfondimento su TheWam.net).

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Legge 104 e la retribuzione in busta paga: massimali

L’indennità del congedo straordinario è pari alla retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo. Si fa però solo riferimento alle voci fisse e continuative (non sono quindi incluse retribuzioni aggiuntive come i premi di produzione o gli straordinari).

Questi sono i limiti di importo accreditabili:

  • 100,12 euro, come indennità giornaliera e alla retribuzione figurativa massima giornaliera;
  • 701,21 euro, come retribuzione figurativa massima settimanale;
  • 36.645,11 euro, come indennità e retribuzione figurativa massima annua;
  • 12.092,89 euro, come contributi figurativi annui (i dipendenti pubblici non beneficiano dell’accredito della contribuzione figurativa, ma dell’accredito diretto della contribuzione da parte dell’amministrazione/datore di lavoro);
  • 48.737 euro, come importo complessivo annuo, comprensivo di contributi e indennità.

Legge 104 e la retribuzione in busta paga: previdenza

L’indennità versata per il congedo straordinario con la Legge 104 viene anticipata dal datore di lavoro per conto dell’Inps. Non ci sono trattenute previdenziali, ma è soggetta a tassazione.

Quando scattano tredicesima e quattordicesima il datore di lavoro trattiene dalle competenze che sono state maturate nei mesi il cui il dipendente ha svolto l’attività, la somma che è già stata anticipata per conto dell’Inps a titolo di tredicesima.

Il motivo? Perché il congedo sospende la maturazione dei ratei.

Anche le ferie e per ovvi motivi il trattamento di fine rapporto (Tfr) non maturano durante il congedo straordinario.

Legge 104 e la retribuzione in busta paga: part time

Vediamo invece come funziona quando il lavoratore ha un contratto part time:

  • in caso di part time verticale, la retribuzione del mese viene divise per il numero dei giorni retribuiti (vanno compresi quelli festivi o di riposo); così si ottiene la retribuzione giornaliera che va confrontata con il limite massimo giornaliero (pari a 100,12 euro);
  • in caso di part time orizzontale, se durante il congedo il lavoratore passa da tempo pieno a parziale o viceversa, la retribuzione va adeguata a quella che il dipendente avrebbe perso per la fruizione del congedo straordinario.

Legge 104 e la retribuzione in busta paga: permessi

Quanto incidono invece in busta paga i permessi legge 104? Rispetto al congedo biennale, il lavoratore che fruisce dei permessi può maturare:

  • anzianità di servizio;
  • ferie;
  • tredicesima e quattordicesima.

In questo modo:

c’è il diritto a fruire di un certo numero di giorni di ferie in base alla previsione del contratto collettivo nazionale applicato (senza alcuna decurtazione in conseguenza al godimento dei permessi per disabili); la retribuzione viene versate al momento della fruizione (l’onere è a carico del datore di lavoro);

la quota ordinaria della tredicesima e dell’eventuale quattordicesima, con onere a carico dell’Inps; a tal proposito, è bene sapere che il datore di lavoro non deve corrispondere al dipendente la quota di mensilità aggiuntiva, perché viene inclusa nella retribuzione giornaliera calcolata per l’indennità, già erogata dall’Inps.

Legge 104 e la retribuzione in busta paga

Legge 104 e la retribuzione in busta paga: indennizzo permessi

Questa retribuzione è ovviamente soggetta alla ritenuta Irpef ed è esclusa la trattenuta dai contributi Inps (perché viene riconosciuta la contribuzione figurativa).

I permessi legge 104 a giorni o ore sono indennizzati così:

  • sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta:
  • se fruiti a ore, sono assimilati ai permessi orari per allattamento (che spettano alle mamme) e quindi sulla base della retribuzione corrisposta;
  • se i permessi 104 sono fruiti come prolungamento del congedo parentale fino al 12esimo anno di età del bambino vengono indennizzati al 30% della retribuzione corrisposta.

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