Chi ha la Legge 104 può decidere l’orario di lavoro?

La Legge 104 permette sia al lavoratore disabile che al lavoratore che deve assistere un familiare disabile grave, di assentarsi per due ore al giorno dal lavoro. Ma chi ha la Legge 104 può decidere l’orario di lavoro? Rispondiamo in questo approfondimento.
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26/06/2023

Come viene stabilito l’orario di lavoro se si beneficia dei permessi 104? Chi ha la Legge 104 può decidere l’orario di lavoro? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

I permessi 104 vengono concessi alle persone con handicap con situazione di gravità e ai lavoratori che hanno necessità di assistere un familiare disabile grave.

Si tratta di un’agevolazione lavorativa contenuta nella Legge 104/1992 che ha come obiettivo quello di permettere al lavoratore invalido di poter riposarsi e recuperare le forze e al familiare di una persona disabile grave di prestargli l’assistenza necessaria.

Ci chiediamo: chi la Legge 104 può decidere l’orario di lavoro o la decisione spetta al datore di lavoro? E, una volta deciso, si può cambiare a piacimento? Vediamo cosa si può fare e cosa prevede la normativa.

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Chi ha la Legge 104 può decidere l’orario di lavoro?

Innanzitutto, precisiamo che la normativa non stabilisce se chi ha la Legge 104 può decidere l’orario di lavoro o meno.

La Legge 104/1992, infatti, menziona le agevolazioni a favore dei portatori di handicap e dei familiari che li assistono, ma non dà indicazioni operative.

Tutto ciò che sappiamo sulla modalità di utilizzo delle agevolazioni fiscali e lavorative della Legge 104 deriva da sentenze della Corte di Cassazione, da risposte a interpelli da parte dell’Agenzia delle Entrate e dal Ministero del Lavoro, e da una sorte di “buon senso”, che cerca di mediare le esigenze dei titolari di Legge 104 con quelle dell’azienda.

In questo caso specifico, sappiamo per esempio che i permessi 104 sono concessi:

  • al lavoratore disabile grave per riposarsi;
  • al familiare della persona disabile grave per prestargli assistenza.

Si ha diritto a due ore al giorno di permesso, che diventa una nel caso di lavoro part time.

Come principio assoluto, sappiamo anche che hanno priorità le esigenze del lavoratore disabile e quelle del familiare disabile grave da assistere.

Questo vuol dire che il datore di lavoro deve accogliere la richiesta delle ore necessarie alla persona disabile per riposarsi o al lavoratore per assistere il familiare disabile grave.

Quindi, per esempio: se hai bisogno di assentarti due ore dalle 9 alle 11, o nel pomeriggio, dalle 15 alle 17, il datore deve accogliere la tua richiesta.

Tuttavia, l’orario deve essere sempre concordato con il datore di lavoro se sei un lavoratore del settore pubblico che presta assistenza a una persona disabile grave, e non può essere modificato a piacimento, tranne che nei casi di urgenza.

I lavoratori disabili del settore pubblico o privato non hanno l’obbligo di programmare i permessi e possono decidere l’orario di lavoro con molta più facilità. Tuttavia, come vedremo, è buona prassi, ove possibile, fare comunque una programmazione.

Puoi rimodulare l’orario, ma devi programmarlo almeno un mese prima, in modo che il datore di lavoro abbia la possibilità di riorganizzare il lavoro anche degli altri dipendenti in base alle tue necessità.

In sintesi: chi ha la legge 104 può decidere l’orario di lavoro, ma deve prima concordarlo sempre con il datore di lavoro e programmarlo in anticipo, in modo da rispettare anche le esigenze dell’azienda. Molta più libertà ed elasticità è concessa ai lavoratori disabili gravi.

Una volta chiarito che chi ha la Legge 104 può decidere l’orario di lavoro, vediamo come è possibile programmare i permessi 104.

Spieghiamo come funziona l’assistenza fuori regione per chi ha la Legge 104 e quali sono le agevolazioni per le vacanze con la Legge 104.

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Chi ha la Legge 104 può decidere l’orario di lavoro: come programmare i permessi 104

Quindi, abbiamo visto che chi ha la Legge 104 può decidere l’orario di lavoro, ma anche che i permessi vanno programmati.

La programmazione è necessaria soprattutto se si lavora in un settore pubblico, perché bisogna garantire l’efficienza e la costanza dei servizi.

È previsto, quindi, che il dipendente del settore pubblico predisponga una programmazione mensile dei giorni in cui intende assentarsi, da comunicare all’ufficio di appartenenza all’inizio di ogni mese.

Proprio perché viene prima di tutto la tutela del portatore di handicap grave e la precedenza alla sua assistenza, hai comunque la possibilità, in caso di necessità e urgenza, di comunicare un cambiamento nella programmazione, entro però le 24 ore precedenti alla fruizione del permesso e, comunque, non oltre l’inizio dell’orario di lavoro del giorno in cui utilizzi il permesso

Comunque sia, anche se non dovessi avere il tempo di fare questa comunicazione, per sopraggiunte urgenze improrogabili relative al disabile, l’azienda, su comprovata giustificazione (ad esempio il certificato di un pronto soccorso), non può sanzionarti o emettere un provvedimento disciplinare. Vediamo adesso come funziona nel settore privato.

Sia nel settore pubblico che nel privato, il dipendente stabilisce a inizio mese quali saranno i tre giorni che utilizzerà per assistere il familiare disabile.

Come abbiamo detto, non esiste una normativa che disciplina la programmazione dei permessi, ma sulla questione è intervenuto il Ministero del Lavoro: vediamo come.

Chi ha la Legge 104 può decidere l’orario di lavoro. Scopri se sono meglio 3 giorni o 2 ore al giorno con i permessi per la Legge 104 e in quali casi è possibile applicare questa conversione.

Chi ha la Legge 104 può decidere l'orario di lavoro?
Chi ha la Legge 104 può decidere l’orario di lavoro?

Chi ha la Legge 104 può decidere l’orario di lavoro ma deve programmare i permessi: lo stabiliscono anche il Ministero del Lavoro e la Corte di Cassazione

Anche il Ministero del Lavoro e la Corte di Cassazione hanno stabilito che chi ha la 104 può decidere l’orario di lavoro, ma che i permessi 104 vanno programmati.

Il Ministero del Lavoro, negli interpelli numero 31 del 2010 e numero 1 del 2012, ha riconosciuto al datore di lavoro la facoltà di chiedere ai dipendenti la programmazione dei permessi (nota come si parli di facoltà, ovvero di “possibilità” e non di obbligo).

La programmazione, però, deve essere fatta senza che comprometta i diritti del portatore di handicap assistito e rispettando per prima cosa il suo diritto a un’adeguata assistenza.

Gli interpelli, inoltre, chiariscono che il datore di lavoro può richiedere la programmazione dei permessi sia a cadenza mensile che anche a cadenza settimanale, ma solo nel caso in cui:

  • il lavoratore che assiste la persona disabile sia in grado di individuare preventivamente le giornate di assenza;
  • la programmazione non comprometta il diritto del disabile a un’effettiva assistenza;
  • si seguano criteri quanto più possibile condivisi con i lavoratori e le loro rappresentanze.

La buona prassi di una programmazione mensile o settimanale dei permessi, tra l’altro, è stata stabilita anche dalla Sentenza numero 175 del 2005 della Corte di Cassazione – Sezione Civile, che ha comunque stabilito gli stessi limiti che aveva posto il Ministero del Lavoro.

Chiariamo un’ultima cosa: in realtà, il lavoratore disabile grave è escluso dalla programmazione dei permessi. Tuttavia, a meno che non abbia una patologia o un’invalidità che non gli consenta di poter programmare l’orario di lavoro, è sempre buona prassi permettere al datore di lavoro di poter organizzare il lavoro degli altri dipendenti in sua assenza.

FAQ Legge 104 e orario di lavoro

Chi ha la Legge 104 può decidere l’orario di lavoro?

Chi beneficia dei permessi della Legge 104 ha la possibilità di decidere l’orario di lavoro, purché sempre in accordo con il datore di lavoro. Questo vale in particolare per i lavoratori disabili gravi. La pianificazione dell’orario, tuttavia, deve avvenire con un preavviso adeguato, preferibilmente un mese prima, per permettere al datore di lavoro di riorganizzare il lavoro dei restanti dipendenti.

Come posso utilizzare i permessi 104 se sono un lavoratore disabile?

I permessi 104 vengono concessi al lavoratore disabile grave per poter riposare e recuperare le forze. L’orario di lavoro può essere deciso dal lavoratore, che ha la possibilità di assentarsi due ore al giorno, o una nel caso di lavoro part time. Ricorda che l’orario deve essere concordato con il datore di lavoro e non può essere modificato a piacimento, se non nei casi di urgenza.

Devo assistere un familiare disabile grave, come posso utilizzare i permessi 104?

I permessi 104 vengono concessi anche a coloro che devono assistere un familiare disabile grave. Hai diritto a due ore al giorno di permesso, che diventa una nel caso di lavoro part time. È importante sapere che l’orario deve essere sempre concordato con il datore di lavoro e non può essere modificato a piacimento, a meno che non si verifichino casi di urgenza.

Come posso programmare i permessi 104 se lavoro nel settore pubblico?

Se lavori nel settore pubblico, la programmazione dei permessi è particolarmente importante per garantire l’efficienza dei servizi. È previsto che predisponga una programmazione mensile dei giorni in cui intende assentarsi, da comunicare all’ufficio di appartenenza all’inizio di ogni mese. Ricorda che in caso di necessità, hai la possibilità di comunicare un cambiamento nella programmazione, entro 24 ore precedenti all’utilizzo del permesso.

Che cosa dice il Ministero del Lavoro sulla programmazione dei permessi 104?

Il Ministero del Lavoro, negli interpelli numero 31 del 2010 e numero 1 del 2012, ha stabilito che i permessi 104 devono essere programmati. Tuttavia, la programmazione non deve compromettere i diritti del portatore di handicap assistito. La programmazione può essere mensile o settimanale, a seconda della possibilità del lavoratore di individuare preventivamente le giornate di assenza.

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