Chi paga la 104 INPS o datore di lavoro?

I titolari di Legge 104 hanno diritto a 3 giorni di permessi retribuiti mensili, frazionabili anche a ore, e al congedo straordinario retribuito. Ma chi paga la 104 INPS o datore di lavoro? Rispondiamo in questo approfondimento.
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22/04/2023

Perché le assenze con i permessi 104 sono retribuite? Chi paga la 104 INPS o datore di lavoro? Come vengono pagati i giorni di assenza con Legge 104? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

I lavoratori dipendenti disabili gravi e i familiari che li assistono, titolari di Legge 104, hanno diritto a delle agevolazioni lavorative, che consistono tutte nella possibilità di assentarsi dal lavoro e di ottenere comunque la retribuzione nei giorni di assenza.

In questo approfondimento rispondiamo a una domanda che spesso ci viene rivolta dai nostri utenti: chi paga la 104 INPS o datore di lavoro? Vedremo anche come vengono pagati i giorni di assenza 104 in busta paga.

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Chi paga la 104 INPS o datore di lavoro?

Vediamo subito chi paga la 104 INPS o datore di lavoro, per poi ricordare in cosa consistono le agevolazioni lavorative fruibili da chi è titolare di Legge 104 e come vengono pagati in busta paga i giorni di assenza.

La Legge 104/92 è la legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. Il suo scopo principale è il superamento degli impedimenti derivanti dall’handicap mediante la creazione di condizioni che permettano alla persona disabile di poter raggiungere la massima autonomia possibile, garantendogli la partecipazione alla vita della collettività e la completa realizzazione dei suoi diritti.

La Legge 104 si propone quindi la tutela delle persone con disabilità attraverso un’articolata serie di interventi, tra cui anche le agevolazioni lavorative.

l’INPS è sicuramente l’attore principale quando si fa riferimento a questa normativa. L’ente previdenziale si occupa di erogare i contributi per i disabili, ha un ruolo attivo anche nel riconoscimento della disabilità e nella gestione delle agevolazioni e dei benefici che ne conseguono.

Chi paga la 104, quindi, è l’INPS. Il datore di lavoro anticipa la retribuzione in busta paga al lavoratore dipendente disabile grave o al familiare che lo assiste, quando fruisce di un’agevolazione lavorativa come i permessi 104 o il congedo straordinario. L’Istituto di Previdenza Sociale, poi, rimborsa il datore di lavoro.

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Chi paga la 104 INPS o datore di lavoro: quali sono le assenze lavorative 104 retribuite?

Abbiamo risposto alla domanda: chi paga la 104 INPS o datore di lavoro? È l’INPS che paga le assenze del dipendente con Legge 104, in modo da assicurare il diritto al riposo (se lavoratore disabile grave) o all’assistenza al disabile (se lavoratore familiare di un portatore di handicap grave).

Le agevolazioni lavorative di cui si può beneficiare con la Legge 104 sono le seguenti:

  • 3 giorni di permesso al mese, frazionabili anche in ore (2 ore di permesso se orario di lavoro pari o superiore a 6 ore ovvero 1 ora di permesso se inferiore a 6 ore per tutti i giorni del mese);
  • 2 anni di congedo straordinario nell’intero arco della vita lavorativa, che può anche essere richiesto in modalità frazionata;
  • il prolungamento del congedo parentale per figli disabili con la durata massima di 3 anni, da fruire come 2 ore di permesso giornaliero indennizzato, oppure di 3 giorni mensili di permesso retribuito, fino al compimento del dodicesimo anno d’età del bambino)

I permessi giornalieri o frazionati e il congedo straordinario danno diritto alla retribuzione piena, a carico dell’INPS ma anticipata dal datore di lavoro, che poi compensa tramite   credito contributivo nel Flusso Uniemens.

Vediamo a questo punto come sono pagati i giorni di permesso 104 e di congedo straordinario in busta paga.

Chi paga la 104 INPS o datore di lavoro? Leggi anche come posso frazionare i permessi 104, quali sono le norme le circolari dell’INPS e del ministero. Come si calcolano le ore di permesso rispetto all’orario di lavoro. Come funziona e quali sono i limiti della programmazione delle assenze.

Chi paga la 104 INPS o datore di lavoro: quanto vengono pagati i giorni di permesso 104 in busta paga?

Una volta che abbiamo risposto alla domanda: chi paga la 104 INPS o datore di lavoro, vediamo come e quanto l’INPS paga le assenze fruite con la Legge 104/92. Cominciamo con i permessi 104.

Durante la fruizione dei permessi 104 ti viene garantita un’indennità pari alla normale retribuzione che, come abbiamo detto, è anticipata dal datore di lavoro per conto dell’INPS.

Durante la fruizione dei permessi maturano regolarmente l’anzianità di servizio, le ferie, la tredicesima e la quattordicesima mensilità.

In particolare, maturerai:

  • il diritto a fruire di un certo numero di giorni di ferie in base alla previsione del Ccnl nazionale, senza alcuna decurtazione. La relativa retribuzione ti verrà normalmente corrisposta al momento della fruizione, con onere a carico del datore di lavoro;
  • la quota ordinaria della tredicesima e dell’eventuale quattordicesima, ti spetteranno come se avessi normalmente lavorato, con onere a carico dell’INPS. Non sarà però il datore di lavoro a corrisponderti la quota di mensilità aggiuntiva, in quanto questa è già inclusa nella retribuzione giornaliera da prendere come riferimento per calcolare l’indennità, quindi di fatto già erogata dall’INPS.

Visto che l’indennità che ti viene corrisposta costituisce reddito da lavoro dipendente, dal punto di vista fiscale:

  • viene tassata o, più precisamente, è soggetta a ritenuta Irpef;
  • è esclusa da trattenute contributive previdenziali, quindi l’INPS non tratterrà i contributi a tuo carico, perché ti viene riconosciuta la copertura previdenziale figurativa.

Per quanto riguarda la retribuzione delle ore e dei giorni di permessi 104, precisiamo che:

  • permessi fruiti a giorni vengono indennizzati sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta;
  • permessi fruiti a ore sono assimilati ai permessi orari per allattamento che spettano alla neomamma e che sono, quindi, indennizzati sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta;
  • i permessi fruiti sotto forma di prolungamento del congedo parentale fino al 12° anno di vita del bambino, sono indennizzati in misura pari al 30% della retribuzione effettivamente corrisposta.

Posso fruire dei permessi 104 anche in malattia? Rispondiamo alla domanda dei nostri lettori e ne approfittiamo per chiarire quando è possibile fruire dei permessi e quando invece non lo è.

Chi paga la 104 INPS o datore di lavoro
Chi paga la 104 INPS o datore di lavoro?

Chi paga la 104 INPS o datore di lavoro: quanto vengono pagati i giorni di congedo straordinario 104 in busta paga?

Chi paga la 104 INPS o datore di lavoro? Abbiamo chiarito che a occuparsi del pagamento delle assenze da lavoro per i titolari di Legge 104 è l’INPS, quindi anche del congedo straordinario.

Il congedo straordinario è concesso solo al familiare del disabile e non al lavoratore disabile grave.

Consiste nella possibilità di assentarsi per un massimo di due anni nell’intera vita lavorativa, anche in maniera continuativa, per assistere un parente portatore di handicap grave.

L’indennità per congedo straordinario viene anticipata dal datore di lavoro per conto dell’INPS e, dato che ti spettano i contributi figurativi, non è soggetta a trattenute previdenziali, anche se è assoggettata a trattenute fiscali.

Al momento della tredicesima e della quattordicesima, il tuo datore di lavoro tratterrà, dalle competenze maturate nei mesi in cui hai svolto attività lavorativa, quanto già l’INPS ti aveva anticipato a titolo di tredicesima senza integrazione, perché il congedo straordinario sospende la maturazione dei ratei.

Durante il congedo straordinario, poi, non maturano le ferie e il trattamento di fine rapporto.

Come vedi, essendoci queste trattenute, anche se l’importo sarà molto simile a quello dell’ultima busta che hai ricevuto prima della richiesta del congedo, facendo riferimento solo alle voci fisse e continuative sarà un po’ più bassa.

I limiti degli importi accreditabili sono:

  • 100,12 euro riferiti all’indennità giornaliera e alla retribuzione figurativa massima giornaliera (retribuzione sulla quale calcolare l’accredito dei contributi);
  • 701,21 euro riferiti alla retribuzione figurativa massima settimanale;
  • 36.645,11 euro riferiti all’indennità annua e alla retribuzione figurativa massima annua;
  • 12.092,89 euro riferiti ai contributi figurativi annui (i dipendenti pubblici non beneficiano dell’accredito della contribuzione figurativa, ma dell’accredito diretto della contribuzione da parte dell’amministrazione/datore di lavoro);
  • 48.737 euro, ovvero l’importo complessivo annuo, comprensivo di contributi e indennità.

Il congedo straordinario, in alcuni casi, può avere una durata superiore a quella stabilita per legge, ma solo quando non viene fruito in modo continuativo. Vediamo perché e come frazionare il congedo con la Legge 104.

Chi paga la 104 INPS o datore di lavoro: quanto vengono pagati i giorni di congedo straordinario di part time?

In caso di lavoro part-time, l’indennità deve essere calcolata nel seguente modo:

  • in caso di part time verticale, la retribuzione del mese va divisa per il numero dei giorni retribuiti, compresi quelli festivi o di riposo. La retribuzione giornaliera così ottenuta va poi confrontata con il limite massimo giornaliero, ovvero 100,12 euro;
  • in caso di part time orizzontale, se durante il congedo passi da tempo pieno a parziale o viceversa, la retribuzione va adeguata a quella che avresti preso per la fruizione del congedo straordinario.

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