Uso improprio Legge 104: rischi e regole

Un uso improprio della Legge 104 può essere fatto sia dal dipendente che dal datore di lavoro. Esaminiamo entrambi i casi e valutiamo le conseguenze.
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26/02/2023

In quali casi è previsto un uso improprio della Legge 104 da parte del dipendente? E quando, invece, è il datore di lavoro ad abusane? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

L’uso improprio della Legge 104 è uno dei motivi principali di contestazione tra dipendenti e datori di lavoro.

Ci sono dei casi in cui è considerato un abuso l’utilizzo improprio da parte del dipendente e altri in cui è il datore di lavoro a usarli in modo incorretto.

Vediamo quindi di esaminare entrambi i casi, quali possono essere le conseguenze e cosa prevede la normativa.

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Indice

Quando il dipendente fa un uso improprio della Legge 104?

Viene considerato uso improprio della Legge 104 tutto ciò che il dipendente fa durante l’utilizzo dei permessi retribuiti e del congedo straordinario, che non prevede l’assistenza al familiare portatore di handicap.

L’assistenza al disabile, infatti, è l’obiettivo principale dei permessi e del congedo straordinario, stabilito dalla Legge 104/1992. Nel momento in cui viene a mancare, tutte le azioni compiute in sostituzione di questa, vengono considerate una “frode” nei confronti del datore di lavoro e truffa ai danni dello Stato in base all’articolo 640 del codice penale (i permessi e il congedo vengono pagati dall’INPS).

Per fare qualche esempio, è considerato uso improprio della Legge 104 da parte del dipendente:

  • non essere presente presso l’abitazione del disabile, e quindi non prestare assistenza, nei giorni o nelle ore in cui si sta usufruendo dei permessi;
  • assentarsi per giorni o per settimane intere dall’abitazione del disabile da assistere, durante la fruizione del congedo straordinario.

Non puoi, in sostanza, andare a sbrigare delle commissioni per te mentre hai un permesso di due ore giornaliere per prenderti cura del tuo familiare disabile.

Non puoi mancare dalla sua abitazione per molto tempo, se hai un giorno intero di permesso.

Non puoi programmare un viaggio o una seppur breve gita fuori porta di un giorno, durante il congedo straordinario.

Tuttavia, per tutelare anche il riposo del lavoratore che assiste il disabile, è previsto, in alcuni casi specifici, di poter provvedere a se stessi oltre che al portatore di handicap: ti spieghiamo tutto in questo articolo.

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Cosa rischio se sono dipendente e faccio un uso improprio della Legge 104?

Se sei dipendente e fai un uso improprio dei permessi 104, rischi il licenziamento per giusta causa o una denuncia per truffa ai danni dello Stato.

I permessi retribuiti e il congedo straordinario, infatti, interrompono l’attività lavorativa, in funzione del diritto del disabile ad essere assistito.

Il tuo datore di lavoro deve riorganizzarsi, in modo da permettere la continuazione della produttività in azienda o in ufficio.

Se utilizzi i permessi e il congedo per fare qualsiasi altra cosa che non riguardi la cura del disabile per cui hai ottenuto la Legge 104, rischi sanzioni e interventi disciplinari pesanti, fino al licenziamento per giusta causa.

Ti ricordiamo, inoltre, che il datore di lavoro ha il diritto di assoldare un investigatore privato in modo da sorvegliare il tuo corretto utilizzo della Legge 104. In caso di documentato uso improprio, può intervenire con il licenziamento.

In questo approfondimento ti spieghiamo quali sono diritti e doveri del lavoratore con la Legge 104: cosa devi pretendere e a cosa devi fare attenzione.

Uso improprio della Legge 104
Uso improprio Legge 104: rischi e regole. Nella foto: un datore di lavoro licenzia un dipendente

Quando il datore di lavoro fa un uso improprio della Legge 104?

Ci sono anche casi in cui è il datore di lavoro a fare un uso improprio della Legge 104. Uno dei casi più frequenti è quando il datore di lavoro provvede con un licenziamento durante e a causa della fruizione del congedo straordinario.

Chiariamo, innanzitutto, che chi gode della Legge 104 ha il diritto a mantenere il posto di lavoro.

Ancora, precisiamo che, anche durante la fruizione del congedo straordinario, se l’azienda attraversa una crisi aziendale e deve ridurre il personale, oppure se ritiene che tu abbia commesso un comportamento illecito o una violazione grave, può licenziarti per giustificato motivo oggettivo, giustificato motivo soggettivo o per giusta causa: ne abbiamo parlato in questo approfondimento su TheWam.net.

Tuttavia, se il datore di lavoro ti licenzia “semplicemente” perché stai fruendo del congedo straordinario o perché hai richiesto i permessi retribuiti, allora è lui che sta facendo un uso improprio della Legge 104.

La Legge 104 è un tuo diritto e un diritto, soprattutto, del portatore di handicap ad essere assistito.

Il datore di lavoro non può assolutamente opporsi alla fruizione dei permessi e del congedo, né alla programmazione di essi, in base alle esigenze del disabile.

Rispondiamo a una domanda che ci viene spesso rivolta dai nostri utenti: cosa posso fare con la 104 per assistere mia madre?

Cosa rischia il datore di lavoro che fa un uso improprio della Legge 104?

Ovviamente, se è il datore di lavoro a fare un uso improprio della Legge 104, sarà il dipendente, a questo punto, che ne denuncerà l’illecito.

In questo caso, il datore di lavoro sarà obbligato a ritirare il licenziamento. Tra l’altro, ricordiamo che, se non esiste un giustificato motivo, il licenziamento non può essere metto atto così facilmente in alcun caso, e qualora dovesse essere comunque previsto, è sempre il datore di lavoro a pagarne maggiormente le conseguenze.

Permessi 104 e datore di lavoro: cosa rischia il datore di lavoro che non permette al suo dipendente di fruire dei permessi lavoratori per la 104? Ecco la guida completa.

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