Permessi 104 e datore di lavoro: facciamo chiarezza

Permessi 104 e datore di lavoro: cosa rischia il datore di lavoro che non permette al suo dipendente di fruire dei permessi lavoratori per la 104? Ecco la guida completa.
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27/01/2023

Permessi 104 e datore di lavoro: quali rischi corre chi impedisce al lavoratore di fruire dei permessi? Facciamo chiarezza (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Indice

Permessi 104 e datore di lavoro: obblighi e rischi

Diciamo subito che i datori di lavoro non possono impedire ai dipendenti di fruire dei permessi o dei congedi straordinari previsti dalla Legge 104.

L’azienda o il datore di lavoro che non rispetta gli obblighi di legge può essere citato in giudizio dal proprio dipendente.

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Nelle sedi giudiziarie il lavoratore può richiedere un risarcimento danni per il mancato riconoscimento delle agevolazioni previste, nel caso in cui il diniego abbia comportato una mancata assistenza al familiare disabile o l’impossibilità a sottoporsi alle cure necessarie per il suo stato di salute.

Il lavoratore con disabilità o il lavoratore che assiste un familiare con disabilità grave, titolare della 104, ha diritto ad assentarsi dal posto di lavoro e di godere delle agevolazioni a carico dell’INPS.

Per beneficiare dei permessi e dei congedi, però, è necessario presentare regolare domanda al proprio datore di lavoro: un passaggio fondamentale, che costringe quest’ultimo a favorire il corretto riconoscimento delle agevolazioni per la 104.

Il datore di lavoro, infatti, una volta accolta la comunicazione da parte del suo dipendente, non ha alcuna discrezionalità in merito al riconoscimento dei permessi o dei congedi.

Può soltanto chiedere al dipendente di programmare i giorni di assenza, per una corretta organizzazione interna. La richiesta, però, può essere accolta dal dipendente qualora:

  • sia in grado di individuare, in anticipo, i giorni di assenza;
  • non comprometta il diritto all’assistenza sua o del disabile accudito;
  • la programmazione segua criteri condivisi con i lavoratori e le rappresentanze sindacali.

Permessi 104 e datore di lavoro: ti consigliamo la visione di questo video sui permessi per la 104:

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Permessi 104 e datore di lavoro: chi può beneficiarne?

Permessi 104 e datore di lavoro. Abbiamo visto che i datori di lavoro non possono impedire la fruizione dei permessi 104, ma soltanto chiedere al lavoratore di informare anticipatamente, qualora sia possibile, in quali giorni si assenterà dal luogo di lavoro.

I permessi 104 sono una delle agevolazioni previste dalla Legge 104 in favore dei lavoratori con disabilità e dei lavoratori che assistono un familiare con disabilità grave.

La copertura dei giorni di assenza è a carico dello Stato attraverso l’INPS. Il lavoratore anticipa l’importo in busta paga e poi lo recuperare in F24 sui contributi dovuti (tramite denuncia Uniemens), tranne nei casi in cui il pagamento è effettuato direttamente dall’INPS.

Nei giorni di assenza il lavoratore continuerà a maturare lo stipendio e il diritto alla pensione (i permessi 104 sono coperti da contribuzione figurativa).

Possono richiedere i permessi retribuiti il lavoratore maggiorenne disabile, con rapporto di lavoro pubblico o privato, anche se a tempo determinato, in situazione di gravità (Legge 104, art 3., comma 3), nonché i dipendenti che siano:

  • genitori del disabile (anche se adottivi o affidatari);
  • coniuge (o parte dell’unione civile);
  • convivente;
  • parenti e affini entro il 2° grado del disabile (entro il 3° grado se i genitori o il coniuge, la parte dell’unione civile o il convivente hanno compiuto i 65 anni di età ovvero sono anch’essi affetti da patologie invalidanti a carattere permanente o sono deceduti o mancanti).

I permessi 104 possono essere richiesti in:

  • 3 giorni al mese, anche frazionati (ma questo diritto non è previsto dalla Legge, quindi non vale per tutti i lavoratori);
  • in 2 ore al giorno, se l’orario è pari o superiore alle 6 ore;
  • in un’ora al giorno, se l’orario di lavoro è inferiore alle 6 ore.

Ricordiamo che tutti i giorni o le ore di permesso devono essere utilizzati entro la fine del mese: non è possibile fruire dei giorni o delle ore residue nei mesi successivi.

Permessi 104 e datore di lavoro
Permessi 104 e datore di lavoro: nella foto un lavoratore in stile Lego seduto a una scrivania.

Permessi 104 e datore di lavoro: come richiederli?

Permessi 104 e datore di lavoro: dopo aver visto gli obblighi del datore di lavoro, vediamo come si richiedono i permessi 104.

In primo luogo il richiedente o il disabile assistito deve possedere tutti i requisiti sanitari previsti dalla Legge, ovvero deve aver ottenuto lo stato di disabile in seguito a visita medica tenuta dall’apposita commissione medica dell’Asl competente, integrata da un medico dell’INPS.

Per disabilità si intende la presenza di una minorazione di tipo fisico, psichico o sensoriale che pregiudica la difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa, causando uno svantaggio sociale o, nei casi più seri, l’emarginazione.

La domanda per il riconoscimento delle condizioni di disabilità va presentata all’INPS, dopo essersi recati dal proprio medico curante, che invierà all’istituto un certificato introduttivo recante i dati anagrafici e le informazioni sulla diagnosi e sullo stato di salute del paziente.

Il richiedente avrà 90 giorni di tempo, dall’invio del certificato introduttivo, per richiedere all’INPS la visita di controllo. L’istituto provvederà, tramite raccomandata A/R, a informare l’interessato su quando e dove verrà sottoposto a visita di controllo.

Solitamente trascorrono circa 30 giorni di tempo dall’invio della domanda alla risposta dell’INPS. La tempistica si dimezza nel caso in cui la richiesta è presentata da un malato oncologico.

Una volta conclusa la visita, la commissione medica rilascerà un verbale, sul quale sarà indicato se il richiedente è stato valutato:

  • persona non handicappata;
  • persona con handicap senza connotazione di gravità (Legge 104, art.3, comma 1);
  • persona con handicap con connotazione di gravità (Legge 104, art.3, comma 1);
  • persona con handicap superiore ai 2/3 (art. 21, Legge 104/1992).

Soltanto nel caso in cui il richiedente è stato valutato soggetto con handicap con connotazione di gravità sarà possibile inoltrare domanda all’INPS per richiedere di ottenere i permessi 104.

La domanda va presentata online, accedendo al sito dell’INPS con una delle credenziali in vostro possesso (SPID, CIE, CNS) oppure telefonando al contact center dell’istituto o facendosi aiutare da un patronato.

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