Permessi 104, ricorda queste 5 regole

Ecco le 5 regole che non devi dimenticare per utilizzare i permessi con Legge 104 in modo adeguato e senza rischiare sanzioni disciplinari.
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19/08/2023

Come devo usare i permessi con Legge 104? Cosa rischio se non seguo le regole previste per il loro utilizzo? (scopri le ultime notizie su Legge 104invalidità civilecategorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Regole per l’utilizzo dei permessi con Legge 104

I permessi con Legge 104 sono un diritto dei lavoratori disabili e dei familiari che se ne prendono cura, ma vanno utilizzati seguendo delle regole.

Se queste regole non vengono rispettate, si può andare incontro a sanzioni disciplinari e, nei casi più gravi, al licenziamento.

Ricordiamo infatti che il datore di lavoro può controllare il lavoratore, fuori dall’ambiente lavorativo, per accertarsi che i permessi siano utilizzati senza abusarne, anche ingaggiando un investigatore privato.

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Qualora riscontrasse un abuso, può procedere con un richiamo disciplinare o con la denuncia all’INPS per segnalarne l’abuso. In questo caso, l’INPS potrebbe anche richiedere il risarcimento in seguito al reato di appropriazione indebita ai danni dello Statol’INPS che paga i giorni di permessi 104).

Chiarito queto, ecco le 5 regole che vanno assolutamente rispettate:

  1. Puoi utilizzare i permessi per visite mediche
  2. Puoi utilizzare i permessi 104 per malattia della persona disabile
  3. Puoi utilizzare i permessi con Legge 104 per fisioterapia o riabilitazione
  4. Puoi utilizzare i permessi con Legge 104 per accompagnare il familiare disabile durante le operazioni burocratiche
  5. Non puoi andare dal parrucchiere (o per attività simili)

Andiamo ad approfondire queste regole e a motivarle nei prossimi paragrafi.

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Regola n. 1: le visite mediche sono un diritto irrinunciabile

La persona disabile deve obbligatoriamente fare delle visite mediche inerenti alla propria malattia invalidante e come sappiamo, prenotare una visita vuol dire venire a patti con orari e giorni lavorativi.

In questo caso il caregiver ha assolutamente il diritto di richiedere un permesso da lavoro retribuito attraverso l’articolo numero 3 della Legge 104 per poter accompagnare il disabile che assiste a queste visite, assolutamente necessarie per la sua salute.

Permessi con Legge 104 dopo il congedo straordinario. Scopri se puoi usufruirne e cosa prevede la normativa in vigore.

Regola n. 2: puoi richiedere i permessi con Legge 104 se il disabile sta male

Può capitare che la persona disabile a cui facciamo da caregiver si ammali di altre malattie oltre alla sua disabilità, fosse anche un’influenza con febbre alta.

In questo caso, il caregiver avrà assolutamente diritto a richiedere i premessi con Legge 104 per poter accudire la persona disabile nel periodo di malattia.

Per una persona disabile grave, infatti, anche una “semplice” gastroenterite potrebbe risultare ingestibile. Immagina solo tutte le volte che dovrebbe alzarsi dal letto per espletare i suoi bisogni.

Ecco perché questo è un motivo più che valido per cui un caregiver possa richiedere il permesso da lavoro retribuito.

Fruizione mista dei permessi con Legge 104: è possibile fruire di giorni e ore di permessi nello stesso mese? Ecco cosa dice la circolare dell’INPS.

Regola n. 3: puoi chiedere i permessi con Legge 104 per accompagnare il disabile a fare fisioterapia o riabilitazione

Potrebbe rientrare collateralmente nelle visite mediche, ma la fisioterapia o la riabilitazione, a differenza della visita medica, non è una tantum o annuale, ma potrebbe protrarsi per un lungo periodo, magari a cadenza mensile.

Finché queste fisioterapie siano necessarie alla persona disabile a cui si faccia da caregiver e sia impossibile spostarle a orari non lavorativi o in giorni della settimana in cui si fa riposo, si ha assolutamente diritto a richiedere i permessi retribuiti dall’INPS.

Si può andare al mare mentre si sta usufruendo di un permesso retribuito Legge 104? Vediamo cosa è previsto in caso di permessi 104 e giornata al mare, sia per il lavoratore disabile che per il familiare che assiste un portatore di handicap.

Regola n. 4: puoi chiedere i permessi con Legge 104 per accompagnare il disabile a sbrigare pratiche burocratiche

La persona disabile di cui ci prendiamo cura ha bisogno di richiedere l’indennità di accompagnamento o di richiedere gli arretrati della pensione di invalidità, ma non può recarsi autonomamente al CAF né è in grado di inviare la documentazione telematicamente?

In questo caso il caregiver potrà richiedere un permesso retribuito da lavoro per poter accompagnare il disabile durante le faccende e le operazioni burocratiche necessarie senza temere ritorsioni.

Vediamo in quali casi, invece, potrebbero esserci delle ritorsioni da parte del datore di lavoro o dell’INPS.

Si possono utilizzare i permessi 104 per riposare? In quali casi vi è un abuso dell’agevolazione e quindi si rischia il licenziamento o la sanzione disciplinare?

Regola n. 5: non puoi assolutamente utilizzare i permessi con Legge 104 per queste attività

Quelle che ti abbiamo mostrato fino a questo momento sono le attività per le quali puoi chiedere e hai il diritto assoluto di ottenere i permessi con Legge 104.

Il datore di lavoro non te lo può mai negare, e se lo fa sei tu che puoi denunciarlo.

Non puoi invece assolutamente utilizzare un permesso 104 per le seguenti attività (o attività simili):

  • andare dal barbiere o dal parrucchiere o in altri centri estetici;
  • andare al bar a divertirsi;

fare una gita fuori porta nei 3 giorni di permesso lavorativo.

È invece concesso, per esempio:

  • fare la spesa per conto della persona disabile;
  • andare in farmacia a comprare dei medicinali per la persona disabile;
  • svolgere dei servizi per conto della persona che si assiste;
  • svolgere dei servizi per proprio conto ma in un breve lasso di tempo;
  • partecipare a un convegno sulla patologia di cui soffre il familiare disabile;
  • risolvere situazioni impreviste (purché in un tempo limitato).

Proviamo a capire quante volte si possono richiedere i permessi della 104, se possono essere cumulati in caso di non utilizzo nel mese precedente e in quali casi raddoppiano.

Chi stabilisce le regole di utilizzo dei permessi con Legge 104: le sentenze della Cassazione

Corte di Cassazione, sentenza 23891/2018

La Legge 104/1992 non stabilisce le regole per l’utilizzo dei permessi con Legge 104 e non riporta degli esempi a cui fare riferimento.

Quello a cui facciamo riferimento, quindi, sono le varie ordinanze e sentenze della Corta di Cassazione e le precisazioni dell’INPS che, nel corso del tempo, sono intervenuti in seguito alle richieste di chiarimenti da parte dei lavoratori con Legge 104 e datori di lavoro.

Ad esempio, nella sentenza 23891/2018 è stato affermato chela fruizione del permesso  deve essere direttamente correlata con  lo svolgimento di  una prestazione di assistenza in favore del disabile per il quale il beneficio è riconosciuto, in quanto “la tutela offerta dalla norma non ha funzione meramente compensativa o di ristoro delle energie impiegate dal dipendente “ 

L’uso improprio del permesso può costituire grave violazione intenzionale degli obblighi gravanti sul dipendente, e causare anche il licenziamento.

Corte di Cassazione, sentenza n. 29062 del 05 Dicembre 2017

In altri casi, invece, è stato considerato legittimo per il lavoratore utilizzare parte del tempo dei permessi per il riposo e il recupero delle energie   o anche per il disbrigo di incombenze personali, difficilmente realizzabili nei giorni di lavoro a tempo pieno.

La Cass. civ., sez. lavoro nella Sentenza n. 29062 del 05 Dicembre 2017 ad esempio ha affermato che: il beneficio del congedo straordinario non necessariamente deve  impedire a chi offre assistenza di riservarsi  spazi temporali adeguati alle personali esigenze di vita,  a patto però “che risultino complessivamente salvaguardati i connotati essenziali di un intervento assistenziale che deve avere carattere permanente, continuativo e globale nella sfera individuale e di relazione del disabile”. 

In quel caso, la Corte ha ritenuto illegittimo il licenziamento del lavoratore che era stato trovato in alcune occasioni lontano dall’abitazione materna durante il congedo straordinario retribuito, ottenuto per dare assistenza alla madre disabile.

Permessi con Legge 104
Permessi con Legge 104. Nella foto: una mano sorregge il numero 5

Corte di Cassazione, sentenza n. 21529 del 20 agosto 2019

Con Sentenza n. 21529 del 20 agosto 2019la Cassazione ha confermato che il lavoratore licenziato ingiustamente sulla base dell’accusa di aver violato la Legge n. 104/1992 sui permessi per assistere un familiare in stato di grave disabilità, deve essere reintegrato. Infatti, il licenziamento è illegittimo anche qualora il lavoratore non abbia offerto assistenza al familiare disabile per l’intera giornata di permesso concessagli dall’azienda.

Corte di Cassazione, sentenza n. 12032 del 19 giugno 2020

Piu di recente, la Sentenza di Cassazione n. 12032 del 19 giugno 2020 ha annullato il licenziamento di una dipendente, che beneficiava dei permessi per assistere la madre disabile, ai sensi della Legge n. 104/1992, nonostante si allontanasse spesso dal domicilio dell’assistita.

La Suprema Corte ha ritenuto che la relazione fornita dall’investigatore privato non dimostrava il nesso causale tra l’assenza dal lavoro e l’assistenza del disabile.

Corte di Cassazione, sentenza n. 18411 del 9 luglio 2019

In senso contrario, invece, la Corte di Cassazione nella Sentenza n. 18411 del 9 luglio 2019, aveva confermato la legittimità del licenziamento per giusta causa nei confronti di un lavoratore che utilizzava i permessi accordati abusivamente, come riposo personale, senza recarsi presso l’anziana alla quale avrebbe dovuto prestare assistenza.  

Nel caso, era stato dimostrato che in 2 dei 4 giorni di permesso di cui aveva goduto, il lavoratore non si era recato nella residenza della familiare anziana per fornirle assistenza.

Il lavoratore, di contro, aveva affermato di fornire regolare assistenza “tranne che per alcune ore nella giornata“.  

Secondo la corte, il provvedimento espulsivo era giustificato, anche se l’abuso non riguardava tutto il periodo di permesso retribuito, in particolare per il disvalore sociale ed etico della condotta del dipendente e la compromissione irrimediabile del vincolo fiduciario con il datore di lavoro.

Corte di Cassazione, sentenza del 25 settembre 2020, n. 20243

Piu di recente, l’ordinanza di Cassazione Civile, 25 settembre 2020, n. 20243, ha stabilito che i permessi con Legge 104 sono riconosciuti al lavoratore portatore di handicap anche per consentire una più agevole integrazione familiare e sociale, senza che la fruizione del beneficio debba essere necessariamente diretta alle esigenze di cura.

L’integrazione può infatti essere compromessa da ritmi lavorativi che non considerino le condizioni svantaggiate sopportate.

FAQ (domande e risposte)

Posso fruire di permessi retribuiti per handicap insieme ad altro mio parente per assistere un nostro congiunto?

Sì, I permessi, fermo restando il limite complessivo di tre giorni, possono essere riconosciuti, su richiesta del dipendente, a più soggetti beneficiari, che possono fruirne in via alternativa tra loro.

Nel caso in cui il portatore di handicap venga ricoverato a tempo pieno è possibile usufruire dei permessi della Legge n. 104/1992?

No. Durante il periodo di ricovero non è possibile usufruire dei permessi per assistenza. Le uniche deroghe sono:

  • nel caso in cui il disabile si trovi nella necessità di dover effettuare visite e terapie al di fuori della struttura, che non sono garantite dalla stessa. Resta inteso che dovrà essere prodotta all’Amministrazione idonea documentazione;
  • quando l’assistenza da parte di un genitore o di un familiare sia richiesta dai sanitari della struttura;
  • in caso di stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta a breve termine del disabile.

Posso assistere un familiare che non risiede vicino al mio luogo di residenza?

Sì, ma per distanze superiori a 150 km stradali dovrà essere presentata idonea documentazione comprovante il viaggio (per esempio il biglietto di un mezzo di trasporto, la ricevuta di un casello autostradale, etc.). Qualora non si possa produrre tale documentazione, si potrà dimostrare di avere effettivamente prestato assistenza, mediante attestazione rilasciata dal medico curante del disabile.

Il part-time incide sui permessi della Legge n. 104/1992?

Sì. In caso di contratto di lavoro a tempo parziale si potranno verificare i seguenti casi:

  • part-time verticale: il numero dei giorni di permesso spettanti va ridotto proporzionalmente;
  • part-time orizzontale: la fruizione a giorni non dà luogo a riduzione, mentre nel caso di utilizzo ad ore queste verranno ridotte proporzionalmente.

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