Permessi 104 e nesso di assistenza ai disabili

Vediamo cosa vuol dire permessi 104 e nesso di assistenza ai disabili, e cosa prevede la sussistenza di questo obbligo per usufruire dell’agevolazione senza rischiare sanzioni o interventi disciplinari.
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27/12/2022

Un lavoratore che assiste un familiare disabile cosa può fare nel giorno di permesso? Ha l’obbligo di prestare assistenza continua? Cosa vuol dire permessi 104 e nesso di assistenza ai disabili? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

I permessi 104 permettono al lavoratore che assiste un familiare disabile grave di assentarsi dal lavoro per 3 giorni al mese, frazionabili anche a ore, per prendersi cura di lui.

Abbiamo parlato molto in questo sito di cosa può essere fatto o non fatto nel giorno di permesso. Una sentenza della Corte di Cassazione specifica che, in ogni caso, permessi 104 e nesso di assistenza ai disabili deve essere presente, per non rischiare sanzioni.

Vediamo quindi cosa vuol dire “nesso di assistenza” e precisiamo cosa è possibile fare durante i giorni o le ore di permesso.

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Indice

Cosa vuol dire permessi 104 e nesso di assistenza ai disabili

Vediamo subito cosa vuol dire permessi 104 e nesso di assistenza ai disabili.

Abbiamo detto che il lavoratore che assiste un familiare disabile ha diritto a 3 giorni al mese (frazionabili anche in ore: 2 ore al giorno), per prendersi cura di lui.

Ci chiediamo: cosa succede se il lavoratore, durante il giorno o le ore di assenza dal lavoro per assistere il disabile, occupa parte di quel tempo per sbrigare delle commissioni, per esempio? Sta violando la legge ed è a rischio di sanzioni o provvedimenti disciplinari?

La risposta ce la dà la Corte di Cassazione (Sentenza n. 19580/2019), secondo cui solo se “viene a mancare del tutto il nesso casuale tra assenza dal lavoro e assistenza al disabile, si è in presenza di un uso improprio o di un abuso del diritto ovvero di una grave violazione dei doveri di correttezza e buona fede sia nei confronti del datore di lavoro che dell’ente assicurativo che genera la responsabilità del dipendente”.

“Nesso di assistenza”, in pratica, significa che ci deve essere una relazione, un rapporto “logico” tra ciò che stai facendo durante il permesso per assistere il tuo familiare e la cura del disabile stesso. Ora, per chiarire meglio questo concetto, facciamo qualche esempio.

Prima di proseguire con la lettura di questo articolo sui permessi 104 e nesso di assistenza ai disabili, ti consigliamo la visione di questo video:

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Permessi 104 e nesso di assistenza ai disabili. Come funziona la 104 per assistere un familiare?

Permessi 104 e nesso di assistenza ai disabili, quindi, è un principio assoluto confermato anche dalla Corte di Cassazione.

Vediamo come funziona la 104 per assistere un familiare e quali sono le attività e i compiti che potresti svolgere e che sono in “relazione” (nesso) con la stessa assistenza.

Quando utilizzi un giorno di permesso per prenderti cura del familiare disabile, quello che devi innanzitutto fare è assicurargli assistenza, perché questo è l’obiettivo principale che persegue l’agevolazione.

Quindi: prima di tutto la cura del disabile e il soddisfacimento dei suoi bisogni. Durante il giorno o le ore di permesso, devi assolutamente prestare assistenza al disabile: aiutarlo a vestirsi, lavarsi, nutrirsi, ma anche portarlo a fare una passeggiata o accompagnarlo a visita medica.

Cosa succede, però, se durante questo arco di tempo devi assentarti, per una parte di esso, da casa del disabile?

Se esiste un nesso, ovvero una relazione tra ciò che devi fare fuori casa e l’assenza da casa del disabile, nulla.

Per esempio: potrebbe succedere che, durante il giorno di permesso, dopo aver prestato assistenza al disabile, devi uscire a far la spesa per lui o a prendere le medicine in farmacia: puoi farlo, perché esiste un nesso.

Potresti anche dover andare a pagare per lui le utenze domestiche o rinnovare la sua tessera gratuita per i trasporti: puoi farlo.

Addirittura, se vai in farmacia o a pagare le utenze e, nello stesso tempo paghi anche le tue utenze o prendi dei medicinali anche per te, nessuno può dirti che stai violando la legge.

Il nesso non esiste se utilizzi tutto il permesso o parte di esso per andare, per esempio, a fare la spesa per te o dal parrucchiere. Oppure vai a fare una gita fuori porta. In questi casi, rischi pesanti sanzioni, fino ad arrivare anche al licenziamento.

In questo articolo ti spieghiamo dettagliatamente cosa rischi se abusi dei permessi 104.

Per concludere, riassumiamo cosa prevedono i permessi 104 e come puoi richiederli.

In questo articolo rispondiamo a una domanda che ci viene spesso rivolta dai nostri utenti: cosa posso fare con la 104 per assistere mia madre?

Permessi 104 e nesso di assistenza ai disabili
Permessi 104, cos’è il nesso di assistenza disabili?

Permessi 104 e nesso di assistenza ai disabili: a chi spettano i permessi 104

Dopo aver parlato dei permessi 104 e nesso di assistenza ai disabili, riassumiamo a chi spetta e come richiedere questa agevolazione.

permessi retribuiti possono essere richiesti da coloro che sono riconosciuti portatori di handicap grave e ai familiari che se ne prendono cura.

Lo stato di handicap viene accertato e riconosciuto da una commissione medico legale dell’Asl, integrata da un medico dell’Inps.

Per ottenere il riconoscimento dell’handicap, i medici accertano una delle patologie presenti in delle apposite tabelle ministeriali, che comportano una minorazione di tipo fisico, psichico o sensoriale, e certificano una difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa tale da determinare un processo di svantaggio o di emarginazione sociale.

Il lavoratore disabile e i familiari che li assistono possono usufruire di 3 giorni di permessi retribuiti mensili, frazionabili anche a ore (2 ore al giorno con orario lavorativo superiore a 6 ore oppure 1 ora al giorno se inferiore a 6 ore lavorative giornaliere.

I familiari che si prendono cura del disabile grave possono richiedere i permessi retribuiti seguendo una precisa scala gerarchica, ovvero:

  • coniuge, parte dell’unione civile o convivente di fatto;
  • parente o affine entro il primo grado;
  • parente o affine entro il secondo grado qualora i genitori, il coniuge, la parte dell’unione civile o il convivente di fatto della persona disabile in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età o siano affetti da patologie invalidanti, o siano deceduti o mancanti.

In questo approfondimento cerchiamo di capire chi sceglie i giorni della legge 104 per i permessi retribuiti.

Permessi 104 e nesso di assistenza ai disabili: come richiedere i permessi 104

Permessi 104 e nesso di assistenza ai disabili. I permessi possono essere richiesti da un solo familiare del disabile che, allo stesso tempo, può assistere più familiari disabilicome ti abbiamo spiegato in questo approfondimento.

Per ottenere i permessi retribuiti dovrai presentare domanda all’INPS, una volta ottenuto il riconoscimento dell’handicap.

La domanda telematica va fatta compilando in ogni sua parte il Modello cod. SR08. La procedura da seguire è la seguente:

  • accedi al sito web Inps con le tue credenziali (SPIDCIE o CNS), cliccando sul servizio “Invio Online di Domande di Prestazioni a Sostegno del Reddito”;
  • durante la compilazione della domanda, ti verrà richiesto di allegare la seguente documentazione:
  • certificazione del medico di base, ovvero quella che attesta la disabilità in situazione di gravità rilasciata dalla commissione Asl competente o quella provvisoria, ove necessario;
  • se sei un lavoratore agricolo a tempo determinato occupato con contratto stagionale, l’Inps ti chiederà di presentare, oltre al modello di domanda cod. SR08, anche il Modello HAND AGR per ciascuno dei mesi interessati;
  • se sei genitore adottivo o affidatario, dovrai allegare tutti i documenti comprovanti:
  • data di ingresso in famiglia del figlio disabile adottato;
  • data di adozione/affidamento;
  • data di ingresso in Italia;
  • data del provvedimento;
  • tribunale competente;
  • numero provvedimento.

Una volta compilata tutta la domanda e allegata la documentazione richiesta, la domanda sarà verificata e validata dall’INPS.

La prassi vuole che una copia di questa domanda sia presentata anche al datore di lavoro. Nonostante non sia obbligatorio, infatti, è corretto dare la possibilità al datore di lavoro di organizzare e programmare il lavoro dei colleghi anche in base alle tue assenze per la fruizione dei permessi 104.

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