Licenziamento con Legge 104: quando è consentito e quando no

Vediamo quando è consentito il licenziamento con la Legge 104 e quando puoi far valere i tuoi diritti e contestarlo o impugnarlo.
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23/12/2022

Quando rischi il licenziamento con Legge 104? Se sei titolare di questa agevolazione, hai il diritto di mantenere il posto di lavoro in ogni caso? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

I titolari di Legge 104 hanno il diritto alla conservazione del posto di lavoro. Quindi, se sei un portatore di handicap, non puoi essere licenziato facilmente. Tuttavia, questo non esclude che, se si verificano quelli che vengono chiamati motivi per “giusta causa”, anche tu sei a rischio licenziamento.

Bisogna capire, però, quando sussistono questi motivi che portano al licenziamento con Legge 104. In questo approfondimento parleremo proprio di questo.

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Quando si rischia il licenziamento con Legge 104

Andiamo subito a mostrarti una panoramica di quelli che sono i motivi che possono portare al licenziamento con Legge 104, anche se godi del diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Quindi, puoi perdere il posto di lavoro, anche sei lavoratore portatore di handicap con Legge 104 se:

  • l’azienda ricorre alla cassa integrazione o a qualsiasi altro ammortizzatore sociale, a causa di una crisi aziendale;
  • hai commesso una violazione ritenuta così grave da impedire la prosecuzione del rapporto di lavoro (giusta causa);
  • hai commesso un comportamento illecito (giustificato motivo soggettivo);
  • l’azienda, a causa di una crisi aziendale e per la riduzione di costi non più sostenibili, deve riorganizzare o ristrutturare l’impresa;
  • abuso dei permessi retribuiti.

Tutto questo vale anche per il lavoratore che assiste il familiare disabile, visto che i permessi 104 vengono concessi anche a chi si prende cura di lui.

Per quanto riguarda il familiare, si aggiunge un altro possibile motivo di licenziamento, e ciò l’abuso del congedo straordinario (il congedo straordinario spetta solo ai familiari dei disabili gravi, per assisterli).

Bene, dopo aver elencato tutte le possibili cause di licenziamento, andiamo ad argomentarle e a spiegarle nei prossimi paragrafi.

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Licenziamento con Legge 104: congedo straordinario e cassa integrazione

Più che di licenziamento con Legge 104, in questo caso si tratterebbe di sospensione dal lavoro, perché l’azienda sceglie di ricorrere alla cassa integrazione (o ad altri ammortizzatori sociali) a causa di una crisi aziendale.

Tuttavia, appunto perché sappiamo che la cassa integrazione è uno strumento al quale ricorre un’azienda in crisi, viene facile pensare che dove c’è crisi, c’è odore di licenziamento.

Nel caso in cui il datore di lavoro dovesse arrivare a decidere, per forza di cose, di licenziare parte del personale dipendente, godere della Legge 104 non può aiutarti a mantenere il posto di lavoro.

Ma qui ci facciamo una domanda: cosa succede se stai godendo del congedo straordinario e l’azienda predispone la cassa integrazione? Come verrà calcolata la tua retribuzione? Vediamolo.

In questo articolo ti spieghiamo quanti soldi si prendono con il congedo straordinario e cosa si perde se si fruisce di questa agevolazione.

Licenziamento con Legge 104: come viene calcolata la retribuzione in cassa integrazione con congedo straordinario

Prima di arrivare al Licenziamento con Legge 104 o meno, quindi, l’azienda predispone la cassa integrazione per tutti o per parte dei suoi dipendenti.

In caso di congedo straordinario, si possono verificare due ipotesi, ognuna delle quali comporta un calcolo diverso della retribuzione, ovvero:

  • Prima ipotesi: hai presentato domanda per il congedo straordinario prima della sospensione dell’attività lavorativa. Se è così, continuerai a percepire la stessa indennità prevista nel periodo di congedo.
  • Seconda ipotesi: hai chiesto il congedo straordinario quando l’azienda aveva già sospeso la sua attività. Questa ipotesi, offre due diverse soluzioni di calcolo della retribuzione, ovvero:
  • 1° soluzione: se la cassa integrazione è a zero ore (cioè le ore di lavoro sono sempre le stesse), avrai diritto all’integrazione salariale e non alla retribuzione prevista dal congedo;
  • 2° soluzione: se invece c’è una riduzione dell’orario di lavoro, avrai diritto all’integrazione salariale per le ore in cui l’attività è stata sospesa e fruirai del congedo straordinario per le restanti ore della giornata lavorativa.

Probabilmente starai pensando: va bene, ma in caso di licenziamento con Legge 104 per crisi aziendale, questo sarebbe legittimo? Rispondiamo nel prossimo paragrafo.

Congedo 104, quando può essere negato per mancanza di requisiti o dal datore di lavoro? Ne parliamo in questo approfondimento.

Licenziamento con Legge 104
Licenziamento con Legge 104: quando è consentito e quando no

È legittimo il licenziamento con Legge 104 a chi ha il congedo straordinario?

In realtà, la risposta a questa domanda l’abbiamo già data precedentemente: sì, se l’azienda dispone i licenziamenti dei dipendenti per crisi aziendale e avvenuta insostenibilità dei costi, anche se hai la 104 il datore di lavoro può licenziarti.

Non può farlo facendo riferimento al fatto che sei in congedo straordinario, però: questo sarebbe un atto illegittimo da parte dell’azienda, sul quale è intervenuta anche la Cassazione.

Quindi, il licenziamento con Legge 104 è legittimo nei casi in cui si verifica uno dei motivi che abbiamo elencato sopra, e tra questi c’è anche la crisi aziendale.

Vediamo le altre motivazioni che possono portare al licenziamento con Legge 104.

Permesso 104 rifiutato? Sanzioni al datore di lavoro: sono previste anche in caso di atteggiamento discriminatorio. Leggi di cosa si tratta.

Licenziamento con Legge 104 per violazione delle regole

In caso di violazione delle regole dell’azienda, anche tu rischi il licenziamento con Legge 104. In questo caso si tratta di licenziamento disciplinare.

La Legge 104, infatti, non ti tutela se vìoli le regole dell’azienda. È vero che sei soggetto “protetto”, ma è anche vero che non hai il diritto di fare ciò che vuoi proprio per la protezione di cui godi.

È ovvio che, per essere legittimo e per non “scavalcare” il diritto del mantenimento del posto di lavoro del lavoratore con 104, la violazione deve avere connotazione di gravità e deve poter essere dimostrata dal datore di lavoro.

Per farti un esempio: se lavori per un’agenzia investigativa e hai l’obbligo di mantenere segreti i dati, se li divulghi a tuo piacimento hai violato una regola e quindi, titolare di 104 o meno, il datore di lavoro ha tutto il diritto di licenziarti.

Poi, ovviamente, dalla tua parte hai anche il diritto di difenderti giurisdizionalmente, se ritieni che il licenziamento sia illegittimo, e questo vale per qualsiasi altro motivo di perdita del posto di lavoro. Poi, sarà il giudice a decidere chi ha ragione e chi ha torto.

Devo dire al datore di lavoro che sono invalido? Vediamo quando è opportuno o necessario farlo e cosa dice la legge.

Licenziamento con Legge 104 per comportamenti illeciti e abuso di permessi 104

Anche nel caso di comportamenti illeciti, rischi il licenziamento con Legge 104. Tra i comportamenti illeciti, per esempio, può rientrare l’abuso dei permessi 104.

In sostanza, se sei un lavoratore che assiste un disabile grave e utilizzi i giorni di permesso retribuiti per svolgere attività che non prevedono l’assistenza al portatore di handicap, rischi il licenziamento.

Per esempio: mettiamo che tu abbia preso i 3 giorni di permesso mensili per l’assistenza al familiare disabile. Durante quei giorni, però, organizzi un viaggio con la tua famiglia.

Se il tuo datore di lavoro riesce a dimostrare l’illecito, magari perché ha ingaggiato un’agenzia investigativa, in quanto sospettava già qualcosa, allora il licenziamento con la Legge 104 è più che legittimo.

Questo, perché l’obiettivo principale dei permessi retribuiti è quello di assicurare assistenza al disabile, tanto da essere retribuiti dall’INPS, con anticipo in busta paga da parte del datore di lavoro.

La situazione peggiora se l’illecito è fatto durante il congedo straordinario, perché in quel caso ti viene riconosciuta anche la contribuzione figurativa, che concorre sia al raggiungimento che all’importo della pensione. Il reato, in questo caso, è quello di indebita percezione ai danni dello Stato.

Quindi, per concludere, il diritto al mantenimento del posto del lavoro del dipendente disabile o del familiare che lo assiste, è limitato alla sola fruizione del beneficio ma non è uno scudo sufficiente per evitare un licenziamento per i motivi di cui abbiamo parlato in questo approfondimento.

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