Alloggi assistiti per anziani, cosa sono?

Gli alloggi assistiti per anziani sono l’alternativa alle RSA e alle case di riposo per gli ultra settantacinquenni autosufficienti. Vediamo nel dettaglio cosa sono, chi li progetta e come accedervi.
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07/08/2023

Cosa sono gli alloggi assistiti per anziani? Chi può ottenerli e dove si trovano? (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Cosa sono gli alloggi assistiti per anziani

Tra gli over 75, una problematica sociale diffusa è la solitudine aggravata da una assenza di risorse umane naturali (assenza di figli o indisponibilità di figli e parenti di a svolgere attività di sostegno sociale).

Si stima, infatti, che ben il 15% degli anziani viva senza una rete di assistenza, di amici, o senza una famiglia. Per questo, le strutture che mirano alla “socialità” forniscono una soluzione possibile a questa situazione contingente ormai piuttosto comune.

Tra queste, vi sono gli alloggi assistiti per anziani. Questi tipi di alloggi sono, innanzitutto, uno stile di vita che garantisce una nuova dimensione del vivere dell’anziano, dalla qualità decisamente elevata, attraverso soluzioni abitative definitive tramite cui condividere spazi, domestici e ricreativi, in compagnia di persone della propria età.

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Si tratta quindi di nuove forme di residenzialità che rispondono alle esigenze della popolazione anziana e costituiscono una valida alternativa alle RSA.

Gli alloggi assistiti per anziani si riferiscono dunque alla progettazione di spazi abitativi concepiti per favorire nella vita dell’anziano tutti gli indicatori di un invecchiamento attivo, come la più ampia partecipazione alla vita sociale del territorio, l’uso delle nuove tecnologie, l’autonomia e il benessere fisico e psicologico.

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Differenza tra alloggi assistiti e Rsa

Il modello degli alloggi assisiti per anziani è perciò molto distante dalla vecchia idea della clinica riabilitativa o della casa di riposo per anziani non più autosufficienti.

Si tratta piuttosto di villaggi rivolti ai pensionati over 65 ancora autosufficienti, composti in genere da appartamenti privati (di solito per una o due persone, quindi mini appartamenti), reception e presidio sanitario attivo 24h, oltre a spazi per attività comuni, come ristoranti, bar, area spa e palestra.

Uno spazio, quindi, facilmente accessibile e dotato di ogni comfort, in cui l’anziano possa mantenere il proprio stile di vita attivo e la propria privacy, ma che contenga anche aree comuni dedicate alla socializzazione.

La differenza con le strutture sanitarie assistenziali per anziani (RSA) è netta, essendo queste prevalentemente orientate a dare soluzione ad anziani non autosufficienti, ma si stima che in esse siano presenti fino al 25% di ospiti autosufficienti.

Gli alloggi assistiti per anziani vanno a collocarsi proprio in questa quota: una tipologia abitativa e sociale che prediliga la collaborazione, la cura comune dei rapporti e di se stessi nei casi di completa autosufficienza. 

Il Ministero della Sanità ha chiarito la distinzione tra Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) e Residenza Assistenziale (RA):

  • le RA offrono ospitalità collettiva e sono le note case di riposo, comunità alloggio (tra cui gli alloggi assistiti), destinate ad anziani autosufficienti o parzialmente autosufficienti.

Le RSA e le RA non rientrano tra le strutture del Servizio Sanitario Nazionale che, quindi, non copre i costi dell’ospitalità, ma soltanto le prestazioni sanitarie fornite attraverso i distretti ASL.

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A chi sono rivolti

Gli alloggi assistiti per anziani sono quindi rivolti prioritariamente a persone:

  • di età superiore ai 65 anni che conservano un sufficiente grado di autonomia;
  • per le quali sia impraticabile o improponibile l’ambiente familiare;
  • che necessitano di vivere in un ambiente controllato e protetto per prevenire il rischio di emarginazione o ricoveri impropri in strutture residenziali.

Gli alloggi assistiti per anziani possono accogliere anche persone di età inferiore ai 65 anni, su motivata valutazione dei Servizi Sociali e per quelle persone che si trovano nella situazione che abbiamo appena descritto, per le quali l’inserimento nell’alloggio rappresenta una risposta adeguata ai propri bisogni socio-relazionali.

Possono quindi essere accolti, prioritariamente, soggetti che presentano almeno una delle seguenti problematiche:

  • anziano che conserva un sufficiente grado di autonomia e che desidera vivere in un ambiente controllato e protetto;
  • anziano con fragilità sociale (per esempio reti famigliari assenti o limitate);
  • anziano con diminuzione delle autonomie nelle funzioni di tipo strumentale;
  • anziano con un’abitazione non adeguata, per la presenza ad esempio di barriere architettoniche che creano per l’individuo un disagio costante e quotidiano;
  • anziano che presenta patologie gestibili al domicilio;
  • condizioni di solitudine ed emarginazione sociale.

Assistenza anziani e disabili, il disegno di legge è stato approvato definitivamente alla Camera. È stato votato con un consenso ampio, i decreti attuativi entro il 31 gennaio. Cosa prevede, come cambia l’assistenza per le persone non autosufficienti, quali sono i contributi economici per le famiglie.

Come si sta

Gli alloggi assisiti sono destinati a una o più persone e dispongono di servizi igienici, arredi e strutture utilizzabili dagli ospiti, spazio collettivo e servizio di portineria destinato al controllo e alla sorveglianza degli utenti.

Terapisti, medici e infermieri garantiscono l’assistenza sanitaria di base, mentre gli operatori socio assistenziali si occupano delle altre esigenze. 

Tipico degli alloggi assistiti è mettere insieme servizi di tipo socio-assistenziale (prevalenti) e servizi di tipo sanitario-riabilitativo.

Gl alloggi assistiti per anziani sviluppano la loro quotidianità attraverso una moltitudine di attività, utili non solo al mantenimento delle funzionalità fisiche e mentali, ma anche alla creazione di rapporti sociali e territoriali, grazie, per esempio, alle attività comunitarie autonomamente gestite. 

“Vacanze serene” è un servizio che può essere richiesto in molti comuni italiani e che dà la possibilità di vivere nel modo più spensierato possibile il periodo delle vacanze con i propri cari non autosufficienti o con necessità di assistenza continua. Approfondiamo i servizi di vacanze serene e assistenza disabili: quali sono, a chi sono rivolti e come richiederli.

Cosa devono garantire

Gli alloggi assistiti garantiscono diversi supporti a sostegno dei residenti:

  • monitoraggio e sicurezza della vita in casa;
  • supporto alla vita di relazioni;
  • sostegno all’autonomia e sostegno all’inclusione sociale.

Questi quattro supporti non sono esclusivi e sono presenti in modo variabile secondo la tipologia dei progetti.

Monitoraggio e sicurezza della vita in casa

Il monitoraggio risponde all’obiettivo di garantire la sicurezza della vita domestica, attraverso l’individuazione di eventuali difficoltà e l’assistenza in caso di problemi o per gestire situazioni di crisi.

 Il livello di monitoraggio si adatta alle esigenze dei residenti e ai problemi particolari che essi incontrano. Il monitoraggio è assicurato attraverso:

  • gli stessi anziani residenti dell’alloggio, in una logica di reciproca attenzione e convivenza;
  • l’eventuale presenza di operatori e volontari;
  • il progetto architettonico dell’edificio e dell’abitazione;
  • gli strumenti tecnici (telesorveglianza, uso della domotica, sistemi di allerta medica, ecc.).

Supporto alla vita di relazione

Il sostegno per una vita di relazioni è una dimensione essenziale degli alloggi assistiti per anziani. Ha una funzione preventiva contro la perdita di autonomia, prevenendo la chiusura in sé stessi, il rischio di isolamento e di solitudine degli abitanti.

Il mantenimento dei legami sociali può passare attraverso:

  • l’organizzazione di attività collettive;
  • l’animazione degli spazi comuni;
  • l’integrazione delle famiglie e dei parenti;
  • visite di operatori;
  • la presenza di volontari;

Lo sviluppo delle relazioni, dell’aiuto reciproco e del mutuo sostegno permette di sostenere al meglio l’evoluzione dell’autonomia dei residenti facendo affidamento sulle relazioni interpersonali e sulla solidarietà di vicinato.

Sostegno all’autonomia personale

Per aiutarli a rimanere negli alloggi assisiti, gli anziani o i disabili possono aver bisogno di essere sostenuti per uno o più degli aspetti seguenti:

  • fare i lavori domestici;
  • cucinare i pasti;
  • fare il bagno;
  • alzarsi e andare a letto;
  • spostarsi ecc.

Le esperienze abitative assistite, pertanto, spesso forniscono diverse forme di sostegno all’autonomia della persona.

Tale sostegno dovrebbe essere individuato dalle Unità di Valutazione Multidimensionali e deve essere personalizzato e dipendere dai bisogni espressi dalle persone.

L’accesso a questi servizi di assistenza può essere organizzato in due modi:

  • scelta “a domanda” di servizi personalizzati;
  • sistema “misto”: parte dei servizi, definibili di base, sono forniti a tutti gli alloggi, mentre una parte dei servizi (in genere maggioritaria) viene fornita in modo personalizzato e “a richiesta” per soddisfare le particolari esigenze della persona.

Sostegno all’inclusione sociale delle persone

I progetti degli alloggi assistiti possono prevedere servizi e attività finalizzati all’inclusione sociale dei residenti anziani o disabili.

Il sostegno previsto deve permettere ai residenti di partecipare alla vita della città e di condurre una vita piena.

Si traduce in sostegno all’accesso ai servizi e ai diritti (accesso alla sanità, alla formazione, al lavoro, al tempo libero, alla cultura, allo sport, ecc.). Può assumere la forma di:

  • diffusione di informazioni;
  • supporto nello svolgimento delle pratiche amministrative (moduli cartacei o online);
  • realizzazione dei contatti con gli interlocutori competenti per usufruire dei servizi e dei diritti;
  • accompagnamento dei residenti presso i luoghi di fruizione dei servizi e dei diritti, ecc.

L’assistenza all’inclusione sociale è essenziale per le persone più vulnerabili, ma è importante anche per gli altri residenti che apprezzano questo supporto, in particolare il supporto amministrativo.

Turismo lento per anziani disabili: la proposta del governo per facilitare inclusione e relazioni delle persone fragili. Vediamo insieme di cosa si tratta, quando entrerà in vigore, chi potrà accedere e quali interventi sono necessari.

Chi avvia i progetti di alloggi assistiti per anziani

Gli attori dei progetti per alloggi assistiti per anziani sono diversi e diversi sono i possibili scenari della loro realizzazione e gestione.

Ci possono essere progetti elaborati e realizzati dagli enti pubblici, progetti che nascono per iniziativa di soggetti privati che operano in un contesto fortemente regolato dal settore pubblico o esserci invece iniziative totalmente private, che operano in un contesto non regolato in modo specifico.

Enti locali o enti pubblici

Gli enti pubblici come Comuni o enti per la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, che vogliono rispondere ai bisogni e alle richieste di un’ampia fascia di cittadini fragili, potrebbero avviare progetti relativi agli alloggi assistiti.

Le modalità, come abbiamo già accennato, possono essere diverse: dalla gestione completa di tutto il progetto, dalla ideazione alla realizzazione, oppure è possibile limitarsi alla sola definizione della regolamentazione dei progetti che, poi, soggetti privati dovranno rispettare nella realizzazione dei loro interventi.

Anziani o persone con disabilità

Anziani o disabili, in genere, sono i fruitori dei progetti. Quando riescono anche ad essere i promotori dei progetti degli alloggi assistiti, questo permette ai futuri abitanti di immaginare, progettare, creare ed eventualmente gestire il proprio habitat, al fine di soddisfare al meglio le proprie esigenze, in linea con le proprie aspirazioni.

In alcuni casi, la messa in comune delle risorse all’interno di queste forme abitative può consentire alle persone di beneficiare di una qualità della vita che sarebbe fuori dalla loro portata individuale.

Genitori o parenti, organizzati o meno in associazione

Si tratta di genitori anziani che anticipano il momento in cui non potranno più vivere con i propri figli disabili per promuovere la realizzazione di un contesto abitativo inclusivo e assistito per i propri familiari.

In altre situazioni potrebbero essere i figli adulti a ricercare soluzioni più protettive e inclusive per i loro genitori anziani.

Chi si deve occupare dei genitori anziani? Il codice civile disciplina alcuni obblighi da parte dei figli. Scopriamoli.

Alloggi assistiti per anziani
Alloggi assistiti per anziani, cosa sono?

Gestori di presidi residenziali per anziani

Quello degli alloggi assistiti è un settore che potrebbe essere implementato anche dagli attuali gestori delle strutture residenziali per anziani, anzi alcuni già lo fanno. Queste strutture potrebbero diversificare la loro offerta di servizi:

  • per offrire alle persone anziane, ancora indipendenti ma vulnerabili, una forma di alloggio intermedio tra il loro alloggio tradizionale, a volte divenuto inadatto ai loro bisogni, e quello delle strutture residenziali che riguardano le persone non autosufficienti;
  • per rispondere alle aspirazioni dei residenti che desiderano stili di vita diversi da quelli offerti dalla struttura residenziale;
  • per offrire agli utenti dei loro servizi opzioni abitative adeguate all’evoluzione della loro situazione di fragilità o non autosufficienza.

Operatori privati for profit e no profit

Gli operatori privati hanno un ruolo importante nella messa a disposizione di alloggi assistiti, nella realizzazione e nella loro gestione.

I soggetti privati:

  • possono essere incaricati dai soggetti pubblici;
  • possono operare direttamente in un contesto fortemente regolato in modo specifico dagli enti pubblici;
  • o possono operare senza molti vincoli specifici in un mercato edilizio per cambiare un settore, in genere poco attento ai soggetti fragili.

Ti mostriamo quali sono gli interventi più importanti contenuti nel Ddl per anziani non autosufficienti, il piano nazionale che apporterà dei cambiamenti importanti a favore delle persone disabili e non autosufficienti.

Come accedere agli alloggi assistiti per anziani

Se vuoi iniziare il processo di richiesta di un alloggio assistito per anziani, il primo passo è andare ai servizi sociali del tuo Comune per compilare un’istanza e fornire le informazioni necessarie.

Oltre al comune, ci sono anche diverse associazioni alle quali ci si può rivolgere per fare richiesta di un alloggio assistito.

Purtroppo questo nuovo modello residenziale, ampiamente diffuso in paesi europei come Francia, Germania e Regno Unito, in Italia è ancora poco sviluppato (circa il 6,4% del totale) e gli investimenti economici in questo settore ci collocano ancora sotto la media europea.

Tuttavia, come abbiamo detto, sta prendendo sempre più piede in Italia e sono molti i villaggi e le zone residenziali con alloggi assistiti.

Per sapere qual è quello più vicino al luogo in cui vivi, ti basterà digitare sul motore di ricerca Internet “alloggi assistiti (comune o regione di appartenenza)”.

FAQ (domande e risposte)

Quale struttura devo scegliere per un anziano non autosufficiente?

Per un anziano non autosufficiente, esistono diverse opzioni di strutture dedicate alla sua assistenza e cura. Alcune delle principali soluzioni sono:

  1. Case di riposo: sono strutture appositamente progettate per offrire assistenza e supporto agli anziani che necessitano di cure continue. Qui gli anziani possono ricevere l’assistenza di personale qualificato e partecipare a attività sociali e ricreative.
  2. Residenze sanitarie assistenziali(RSA): queste strutture sono simili alle case di riposo, ma offrono un livello maggiore di assistenza medica per gli anziani con esigenze di salute più complesse.
  3. Assistenza domiciliare: se l’anziano desidera rimanere a casa propria, è possibile usufruire di servizi di assistenza domiciliare. Operatori specializzati possono fornire supporto nelle attività quotidiane e nell’igiene personale.
  4. Co-housing per anziani: questa è un’opzione in cui gli anziani vivono insieme in una casa o un appartamento condiviso, ma ognuno mantiene la propria indipendenza. Possono condividere le spese e fornirsi reciprocamente supporto.
  5. Assistenza familiare: in alcuni casi, la famiglia si prende cura dell’anziano a domicilio. Questa soluzione richiede un impegno notevole, ma può essere una scelta affettuosa per alcuni anziani.

Cosa si intende per autosufficienza?

L’autosufficienza è la capacità di una persona di provvedere autonomamente alle proprie esigenze quotidiane senza bisogno di aiuto esterno. Per gli anziani, significa essere in grado di svolgere attività come vestirsi, lavarsi, mangiare, andare in bagno e muoversi senza assistenza costante. Una persona anziana autosufficiente può vivere indipendentemente e prendersi cura di sé stessa senza dipendere da altri per la maggior parte delle attività quotidiane.

Cosa vuol dire non autosufficienza?

La non autosufficienza, al contrario dell’autosufficienza, si verifica quando una persona anziana non è più in grado di svolgere alcune o tutte le attività quotidiane senza assistenza. In questa situazione, l’anziano potrebbe aver bisogno di supporto per compiere attività come lavarsi, vestirsi, mangiare o spostarsi. La non autosufficienza può essere causata da problemi fisici, mentali o cognitivi e richiede l’intervento di operatori o familiari per fornire le cure necessarie.

Esistono servizi per anziani a domicilio?

Sì, esistono diversi servizi di assistenza a domicilio appositamente pensati per gli anziani. Questi servizi sono progettati per aiutare gli anziani a vivere comodamente nelle proprie case pur avendo il supporto necessario per le attività quotidiane. Alcuni dei servizi comuni includono:

  • Assistenza personale: aiuto con la cura personale, come il bagno, l’abbigliamento e la preparazione dei pasti.
  • Assistenza domestica: servizi di pulizia, lavanderia e gestione delle faccende domestiche.
  • Assistenza infermieristica: supporto medico da parte di infermieri o operatori sanitari qualificati.
  • Assistenza sociale: servizi di supporto emotivo e sociale per combattere l’isolamento.
  • Trasporto: servizio di trasporto per le visite mediche o altre attività fuori casa.

Questi servizi possono essere personalizzati in base alle esigenze specifiche di ciascun anziano.

Cosa spetta a chi assiste un anziano in casa?

Chi assiste un anziano a domicilio, come un membro della famiglia o un caregiver, svolge un ruolo cruciale nel fornire il supporto necessario per garantire il benessere dell’anziano. Purtroppo al momento, in Italia, la figura del caregiver non è riconosciuta e quindi non spetta nulla. Se si assiste un anziano non autosufficiente o disabile grave, però, si può richiedere l’Assegno di cura e a diversi bonus caregiver regionali.

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