Smart working fragili, esteso ai dipendenti pubblici

Lo smart working fragili è stato esteso fino al 30 settembre per il settore pubblico e al 31 dicembre per il privato. I lavoratori fragili, con patologie specifiche, possono lavorare in modalità agile o beneficiare di un'indennità economica se il lavoro non può essere svolto in smart working.
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22/06/2023

Lo smart working fragili è stato esteso anche ai lavoratori della pubblica amministrazione, ma solo per 3 mesi. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

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Il provvedimento era molto atteso, anche perché il governo ha già deciso la proroga del lavoro agile ai lavoratori affetti da patologie gravi che lavorano nel settore privato, includendo in quel caso anche i genitori di figli con meno di 14 anni.

L’esclusione dell’agevolazione per i soli lavoratori fragili del settore pubblico è sembrata una ovvia e grave discriminazione.

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La difficoltà era solo economica: per attivare la misura anche per i dipendenti con disabilità della pubblica amministrazione è stato infatti necessario trovare una manciata di milioni a copertura.

L’operazione è riuscita e ora i lavoratori pubblici che soffrono di patologie gravi potranno continuare ad accedere allo smart working semplificato fino al 30 settembre.

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Smart working fragili, trovati i 15 milioni

Il costo della mini proroga è intorno ai 15 milioni. Con l’approvazione di questa misura il governo ha risolto una delle ultime questioni rimaste in sospeso nell’ambito del decreto Lavoro (o anche decreto Primo maggio).

Come detto la difficoltà per l’approvazione dello smart working fragili della pubblica amministrazione è stata legata alla mancanza di adeguate coperture economiche.

Ora il decreto passerà all’esame della Camera: dovrà essere convertito in legge non oltre il 3 luglio.

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Smart working fragili, settore privato

Per il settore privato, come accennato, non ci sono stati problemi (il provvedimento non è così strettamente legato al reperimento delle risorse economiche necessarie).

La proroga è stata addirittura estesa fino al 31 dicembre, includendo, a differenza del settore pubblico, anche i genitori con figli che hanno meno di 14 anni (con dei limiti che poi vedremo).

Smart working fragili, post covid

La decisione di non estendere nel settore pubblico lo smart working per i genitori di figli piccoli è stata motivata dalla fine ufficiale della pandemia da Covid (sancita dalla dichiarazione del maggio scorso dell’Organizzazione mondiale della sanità).

La scelta del governo era stata anticipata qualche settimana fa dalle parole del ministro della Funzione pubblica, Paolo Zangrillo: «Non credo ci sia più l’urgenza di intervenire sui genitori con figli under 14. Auspico tuttavia che continui a esserci la giusta attenzione nei confronti dei cosiddetti fragili». 

Smart working fragili, l’ultima proroga?

Lo smart working fragili è stato prorogato più volte da quando è stato previsto con il decreto del 4 febbraio 2020 adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 2 del decreto legge 24 dicembre. Dopo quella di marzo l’ultima scadenza prevista era, appunto, il 30 giugno.

In questo modo i dipendenti affetti da una patologia grave (dopo elenchiamo le patologie che danno diritto a usufruire del lavoro agile semplificato) hanno potuto svolgere il lavoro da remoto anche senza un accordo con il datore di lavoro. E non solo, i dipendenti con mansioni non compatibili con il lavoro da remoto sono stati assegnati ad altri incarichi o messi a riposo.

Per questo motivo, nel caso dei dipendenti pubblici, lo Stato ha dovuto sostituirli, pagando così due stipendi invece di uno (da qui la necessità di trovare le risorse economiche).

Come detto nel privato la misura che prevede il lavoro da remoto semplificato si applica anche ai genitori di figli piccoli. Ma solo se rientrano in determinate condizioni: possono accedere solo i dipendenti che possono svolgere delle mansioni compatibili con il lavoro da remoto.

Per gli altri niente da fare: dovranno tornare a operare in sede.

Vediamo come funziona la modalità di smart working che è stata prorogata e l’elenco delle patologie e delle condizioni che sono ritenute indispensabili per rientrare tra i lavoratori fragili.

L’indennità economica per i lavoratori fragili

L’articolo 26, comma 2 del DL 18/2020 garantisce un’indennità economica per i lavoratori fragili. Viene applicata solo se la prestazione lavorativa non può essere svolta in modalità agile. In dettaglio, i beneficiari di questa indennità sono coloro che possiedono una certificazione medico-legale che attesta:

  • una condizione di rischio dovuta a immunodepressione o esiti da patologie oncologiche;
  • la necessità di terapie salvavita;
  • la presenza di una disabilità grave secondo l’articolo 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992;

In queste situazioni, l’assenza dal servizio è equiparata al ricovero ospedaliero e viene coperta economicamente come tale.

La conversione del dl 24 2022 in legge 52 del 2022 ha prorogato questa misura fino al 30 giugno 2022 (e ora al 30 settembre). Tuttavia, la proroga riguarda esclusivamente i lavoratori con patologie elencate dal Ministero della Salute.

Smart Working come forma ordinaria per i lavoratori fragili

L’articolo 26, comma 2bis del DL 18/2020 permette ai lavoratori fragili, sia del settore privato che del settore pubblico, di svolgere la prestazione lavorativa ordinariamente in modalità agile, o smart working. Questo può avvenire attraverso l’adibizione a mansioni diverse di pari inquadramento contrattuale, o attraverso l’attività di formazione professionale, anche da remoto. 

Chi sono i lavoratori fragili? L’elenco delle patologie

Il decreto ministeriale del 4 febbraio 2022 fornisce un elenco dei lavoratori che possono ottenere la certificazione di “lavoratori fragili” per lo svolgimento dello smart working. Questo comprende:

Pazienti con marcata compromissione della risposta immunitaria per:

  • Trapianto di organo solido in terapia immunosoppressiva;
  • Trapianto di cellule staminali ematopoietiche (entro due anni dal trapianto o in terapia immunosoppressiva per malattia del trapianto contro l’ospite cronica);
  • Attesa di trapianto d’organo;
  • Terapie a base di cellule T esprimenti un Recettore Chimerico Antigenico (cellule CAR-T);
  • Patologia oncologica o onco-ematologica in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di sei mesi dalla sospensione delle cure;
  • Immunodeficienze primitive (es. sindrome di DiGeorge, sindrome di Wiskott-Aldrich, immunodeficienza comune variabile, ecc.);
  • Immunodeficienze secondarie a trattamento farmacologico (es: terapia corticosteroidea ad alto dosaggio protratta nel tempo, farmaci immunosoppressori, farmaci biologici con rilevante impatto sulla funzionalità del sistema immunitario, ecc.);
  • Dialisi e insufficienza renale cronica grave;
  • Pregressa splenectomia;
  • Sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) con conta dei linfociti T CD4+ < 200cellule/µl o sulla base di giudizio clinico.
  • Pazienti che presentino tre o più delle seguenti condizioni patologiche:
    • Cardiopatia ischemica;
    • Fibrillazione atriale;
    • Scompenso cardiaco;
    • Ictus;
    • Diabete mellito;
    • Bronco-pneumopatia ostruttiva cronica;
    • Epatite cronica;
    • Obesità.
  • Soggetti esentati dalla vaccinazione per motivi sanitari e contemporaneamente almeno una delle seguenti condizioni:
    • più di 60 anni;
    • pazienti con marcata compromissione della risposta immunitaria a causa di specifiche condizioni mediche o terapie;
  • Pazienti che presentano tre o più delle seguenti condizioni patologiche: cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale, scompenso cardiaco, ictus, diabete mellito, bronco-pneumopatia ostruttiva cronica, epatite cronica, obesità.

Vi sono poi ulteriori condizioni per i soggetti esentati dalla vaccinazione per motivi sanitari, dettagliate nell’elenco.

Smart working per i lavoratori fragili, conclusioni

In conclusione, lo smart working per i lavoratori fragili è una misura importante che ha consentito a molti lavoratori di continuare a svolgere le loro funzioni in modo sicuro e protetto. Sebbene le prospettive attuali suggeriscano che potrebbe non esserci bisogno di ulteriori proroghe, è importante ricordare che la salute e la sicurezza dei lavoratori devono rimanere al primo posto.

Nel frattempo, i lavoratori fragili possono continuare a beneficiare di questa misura fino al 30 settembre nel settore pubblico, e fino al 31 dicembre nel settore privato. Sarà interessante vedere come questa situazione si svilupperà nei prossimi mesi, e se il governo deciderà di estendere ulteriormente lo smart working per i lavoratori fragili.

Smart working fragili, esteso alla Pa
Una lavoratrice fragile in smart working

Faq (domande e risposte)

Chi sono i lavoratori fragili?

I lavoratori fragili sono persone con particolari condizioni di salute che aumentano il loro rischio in caso di contagio da SARS-CoV-2. L’elenco completo delle patologie riconosciute è definito dal Ministero della Salute italiano.

Quali diritti hanno i lavoratori fragili?

I lavoratori fragili hanno diritto a svolgere il loro lavoro in modalità smart working, e nel caso in cui ciò non sia possibile, hanno diritto a un’indennità economica.

Che cos’è l’indennità economica per i lavoratori fragili?

È un sostegno economico per quei lavoratori fragili che non possono svolgere il proprio lavoro in modalità agile. Questa indennità copre l’assenza dal servizio, equiparata al ricovero ospedaliero.

Come si può ottenere la certificazione di lavoratore fragile?

La certificazione viene ottenuta presentando una documentazione medica che attesta la presenza di una delle patologie riconosciute dal Ministero della Salute.

Quali sono le patologie riconosciute per la certificazione di lavoratore fragile?

L’elenco delle patologie include, tra le altre, condizioni di rischio dovute a immunodepressione o esiti da patologie oncologiche, la necessità di terapie salvavita, o la presenza di una disabilità grave.

Cosa succede se un lavoratore fragile non può svolgere il suo lavoro in smart working?

Se un lavoratore fragile non può svolgere il suo lavoro in modalità agile, ha diritto a ricevere l’indennità economica.

Cosa prevede l’articolo 26, comma 2bis del DL 18/2020 per i lavoratori fragili?

Questo articolo permette ai lavoratori fragili di svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile, o attraverso l’adibizione a mansioni diverse di pari inquadramento contrattuale, o attraverso l’attività di formazione professionale.

Fino a quando è prorogato lo smart working per i lavoratori fragili?

Lo smart working per i lavoratori fragili è prorogato fino al 30 settembre 2022 per il settore pubblico e fino al 31 dicembre 2022 per il settore privato.

La certificazione di lavoratore fragile è necessaria per accedere allo smart working?

Sì, per poter lavorare in modalità agile è necessario essere riconosciuti come lavoratore fragile attraverso la documentazione medica appropriata.

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