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Permessi 104 in smart working: chi può farlo e come

È possibile usufruire dei permessi 104 in smart working? Scoprilo all'interno della nostra guida completa.
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30/11/23

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Dall’esplosione della pandemia del 2020, lo smart working è diventato un elemento essenziale nella vita lavorativa di milioni di italiani.

Nel breve periodo è servito a fronteggiare le restrizioni imposte dalla crisi, mentre nel lungo periodo molti lavoratori hanno cominciato a intravedere i benefici che derivano dal lavorare da remoto, tanto da pensare che il lavoro agile acquisirà sempre più importanza come modalità di lavoro negli anni a venire.

La possibilità di lavorare da casa, offerta da questa forma di lavoro agile, è stata un grande vantaggio anche per le persone con disabilità e i loro famigliari. Inoltre, come sottolineato in una nota dello scorso anno dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), la Legge 104 in materia di disabilità è usufruibile anche se si lavora in smart working.

Cerchiamo di approfondire l’argomento permessi 104 in smart working più nel dettaglio.

Indice

Permessi 104 in smart working: quando è possibile usufruirne?

Secondo una circolare dell’INL emessa il 26 aprile 2020, i lavoratori protetti dalla legge 104 – cioè persone con disabilità e i famigliari che li assistono – possono beneficiare anche da smart working dei permessi lavorativi frazionati in ore.

Ciò significa che queste persone hanno diritto ad avere un numero equivalente di ore di tre giornate di permesso mensile sia che lavorino nella sede aziendale che da casa.

La risposta, quindi, alla domanda se è possibile usufruire dei permessi 104 in smart working è .

Il decreto Aiuti bis ha reso possibile, inoltre, per mezzo del regime semplificato dello smart working, che alcune categorie di persone potessero richiedere il lavoro agile anche se non previsto dal datore di lavoro.

Tra queste categorie ci sono i titolari della Legge 104 e i loro famigliari.

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Permessi 104 in smart working: a chi spettano?

La Legge 104 offre ai dipendenti sia pubblici che privati l’opportunità di prendere tre giornate mensili di permesso, tutte retribuite e coperte da contribuzione figurativa, come agevolazione per assistere un familiare affetto da disabilità con una patologia grave certificata.

I permessi sono concessi ad un solo lavoratore per assistere la stessa persona disabile, ma è possibile prevedere ad esempio un’assistenza alternata nel caso, ad esempio, in cui entrambi i genitori che siano lavoratori dipendenti abbiano un figlio disabile.

La Legge 104 prevede tre giorni di permesso al mese, che possono essere usati in blocco oppure suddivisi in sei mezze giornate o frazionati in ore. Il coniuge e i parenti entro il secondo grado del soggetto disabile possono chiedere il diritto a fruire dei permessi 104.

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Se i genitori o il coniuge hanno compiuto 65 anni di età, sono affetti da patologie invalidanti o sono deceduti o mancanti, la legge può essere invocata anche dai parenti e dagli affini entro il terzo grado.

Permessi 104 in Smart Working
Permessi 104 in smart working: nella foto una donna al computer

Come cambia la legge 104 nel 2022? Dal 13 agosto 2022 viene aggiornata la lista di parenti e affini che possono usufruire di un congedo straordinario per assistere familiari e persone disabili in situazione di gravità.

La priorità viene data ai coniugi conviventi, alle parti dell’unione civile, al convivente di fatto della persona disabile, ai genitori, ai figli conviventi, ai fratelli o sorelle conviventi e ad altri parenti o affini entro il terzo grado.

Affinché il congedo venga concesso, il convivente di fatto deve presentare una dichiarazione sostitutiva di certificazione attestante la sua relazione con il disabile da assistere.

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Come abbiamo visto sopra, inoltre, a partire dal 2020, vi è la possibilità aggiuntiva di usufruire dei permessi 104 in smart working.

Permessi 104 in smart working: che cos’è lo smart working?

La legge 81 del 2017 definisce il lavoro agile (o smart working) come una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato che è stata concordata tra le parti. Questo tipo di lavoro prevede una organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, nonché la possibilità di utilizzare strumenti tecnologici e non prevede vincoli sul posto o sull’orario di lavoro.

La definizione della modalità di svolgimento del lavoro viene stabilità attraverso un accordo tra il dipendente e il datore di lavoro.

Permessi 104 in smart working: cos’è la legge 104?

La Legge 104/1992 stabilisce i diritti, l’integrazione sociale e l’assistenza delle persone disabili. Per essere applicata, la legge deve essere valutata da una commissione medica dell’ASL e si rivolge a persone con minorazioni fisiche, psicologiche o sensoriali, che possono causare difficoltà nell’apprendimento, nella relazione o nell’inserimento nel mondo del lavoro.

La legge ha anche lo scopo di combattere l’emarginazione sociale e la disuguaglianza.

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La normativa offre agevolazioni lavorative e fiscali a persone disabili e alle loro famiglie.

In particolare, i lavoratori che devono assistere persone con disabilità grave riconosciuta ai sensi della legge possono usufruire di tre giorni di permesso mensile. Con la possibilità ulteriore di usufruire dei permessi 104 in smart working.

Le spese sanitarie sono riconosciute come oneri deducibili o detrazioni, si può godere di IVA agevolata al 4% per l’acquisto di protesi e strumenti tecnologici, nonché esenzione del bollo auto e detrazione del 19% sull’acquisto di determinanti beni.

Cosa non posso fare durante i permessi della 104? Durante i giorni di permesso 104 non è consentito svolgere attività legate al divertimento, come incontrare amici per una bevuta al bar, allenarsi in palestra o andare in gita. Tuttavia, il caregiver può uscire di casa se volesse prendere un po’ d’aria o fare qualche passo.

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