Quali sono le tutele per anziani e disabili

Quali sono le tutele per anziani e disabili che non sono più in grado, parzialmente o totalmente, di provvedere a sé stessi. L'amministratore di sostegno, l'inabilitazione, l'interdizione. Tre istituti diversi tra loro: le differenze e quando possono essere chiesti. Come funziona la procedura.
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06/02/2023

Quali sono le tutele per anziani e disabili e quando è opportuno nominare un tutore legale, quali sono le forme e le procedure. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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La nomina di un tutore legale diventa necessaria quando l’anziano o la persona con disabilità non ha più l’autosufficienza indispensabile per occuparsi delle faccende pratiche della sua vita quotidiana.

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Dalle cose più banali, per intenderci, come non essere in grado di rispettare scadenze e pagamenti, a quelle che riguardano la gestione del proprio patrimonio. Correndo quindi il rischio di sperperarlo o di essere vittima di truffatori.

In questi casi la nomina di un tutore legale può essere più che opportuna. Ovviamente sarà sempre sotto il controllo della legge.

Ci sono, come vedremo, diversi tipi di “tutori”, così come sono diverse le funzioni e le procedure per la nomina.

Vediamo nel dettaglio.

Su questo argomento potrebbe interessarti un post che spiega come funzionerà il nuovo sostegno per anziani non autosufficienti; c’è un altro posto che spiega rispetto a disabilità e non autosufficienza quali sono le definizioni e le tutele.

Quali sono le tutele per anziani e disabili: tre tipi

Ci sono tre tipi di tutela che si possono assicurare agli anziani o alle persone con disabilità. Vediamo quali:

l’amministratore di sostegno: questa figura tutela per persone che si trovano nell’impossibilità parziale o temporanea di occuparsi dei propri interessi. Si tratta dunque di un intervento non così invasivo. Restano alla persona da tutelare margini di autonomia;

inabilitazione: questa misura, così come la successiva, rientra tra le misure di protezione delle persone fragili. In particolare quando è evidente la necessità di un sostegno, in questo caso un curatore, per eseguire determinati atti;

interdizione: questa è la misura di tutela più radicale, perché presuppone che la persona da tutelare non sia più capace di intendere e di volere. In questo caso la tutela si applica sempre e non solo in determinate circostanze.

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Quali sono le tutele per anziani e disabili: amministratore di sostegno

L’amministratore di sostegno è stato introdotto in Italia piuttosto recentemente. Nel 2004 con la legge numero 6 del 9 gennaio. Questa figura ha affiancato figure più tradizionali, come l’interdizione e l’inabilitazione. È uno strumento dotato di maggiore flessibilità. Il che significa che può essere adattato a situazioni diverse tra loro.

Questo istituto sostiene quindi le capacità residue di un anziano o un disabile. Gli obiettivi principali sono due:

  • la valorizzazione della persona;
  • il principio di autodeterminazione.

Nell’articolo 1 della normativa viene specificato che “la presente legge ha la finalità di tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente”.

L’amministratore di sostegno è indicato per persone che rientrano in queste due categorie (ma gli esempi dei possibili beneficiari può essere ovviamente allargato anche ad altre condizioni simili):

  • persone affette da infermità mentali e menomazioni psichiche: ritardo mentale, patologie psichiatriche. autismo, sindrome di down, Alzheimer, demenze, abuso di sostanze stupefacenti e dipendenza da alcolici. Possono essere inclusi anche l’eccessiva e patologica prodigalità, lo shopping compulsivo, la ludopatia. Ovvero anche situazioni in cui non è riconosciuta una vera patologia;
  • persone affette da infermità fisiche: handicap fisici e motori, ictus, malattie degenerative o in fase terminale, coma e stato vegetativo, patologie tumorali.

Amministratore di sostegno: quando serve, esempi

L’amministratore di sostegno è indicato nei casi dove l’interdizione o l’inibizione rappresentino misure eccessive rispetto alle reali condizioni dell’anziano o del disabile.

In pratica quando, ad esempio, una persona non è in grado di deambulare ma è capace di intendere e di volere.

Amministratore di sostegno: nomina

Per nominare un amministratore di sostegno bisogna rivolgersi al giudice tutelare (è nel tribunale dove risiede o è domiciliato il beneficiario).

A prendere l’iniziativa può essere:

  • Pubblico Ministero;
  • beneficiario della misura (anche se minore, interdetto o inabilitato);
  • coniuge;
  • persona stabilmente convivente;
  • parenti entro il quarto grado;
  • affini entro il secondo grado;
  • unito civilmente in favore del proprio compagno;
  • tutore dell’interdetto;
  • curatore dell’inabilitato;
  • dell’Azienda sanitaria locale;
  • dei servizi sociali del territorio.

Come funziona il procedimento di nomina? Bisogna proporre il ricorso e presentarlo al giudice tutelare del luogo di residenza o domicilio.

All’interno del ricorso devono essere inserite:

  • le indicazioni sul Giudice Tutelare territorialmente competente;
  • le generalità di chi presenta il ricorso e del beneficiario;
  • la residenza, il domicilio e la dimora abituale del beneficiario;
  • il nome e il domicilio dei congiunti e dei conviventi individuati nell’articolo 407 del Codice civile;
  • le ragioni che spingono alla richiesta dell’amministratore di sostegno. 

Il giudice tutelare sente successivamente le motivazioni del beneficiario, di chi presenta il ricorso, degli eventuali congiunti. Potrebbe anche disporre altri accertamenti, chiedendo una consulenza tecnica per accertare le capacità e l’autonomia dell’anziano o della persona disabile.

Il decreto del giudice sarà poi immediatamente esecutivo.

Come funziona il procedimento di nomina? Il decreto

Nel decreto del giudice tutelare sono inseriti anche dati che delimitano l’ambito di “competenze” che saranno affidate all’amministratore di sostegno e spesso anche una scadenza temporale.

E infatti, queste sono le indicazioni che vengono inserite:

  • la durata dell’incarico;
  • gli atti che l’anziano può compiere senza il supporto di altri;
  • gli atti che l’anziano può porre compiere solo con il supporto dell’amministratore di sostegno;
  • gli atti che possono essere compiuti dall’amministratore di sostegno in nome e per conto dell’interessato;
  • i limiti per la gestione del denaro del beneficiario da parte dell’amministratore;
  • la frequenza con la quale l’amministratore deve depositare al giudice una relazione per comunicare delle attività, delle spese effettuate e delle condizioni dell’anziano.

Quali sono le tutele per anziani e disabili: inabilitazione

Come abbiamo visto l’amministratore di sostegno affianca l’anziano o la persona con disabilità. Questa misura si è molto diffusa negli ultimi anni.

Più limitante è invece l’inabilitazione. In questo caso l’assistito non può più prendere molte decisioni che riguardano la gestione del suo patrimonio.

Quando può essere chiesta l’inabilitazione?

I casi per richiedere l’inabilitazione sono diversi, vediamo quali:

  • quando l’anziano ha un disagio mentale, ma non è tanto grave da dover chiedere  l’interdizione;
  • in caso di prodigalità (se regala e sperpera denaro), di alcolismo, di tossicodipendenza, in particolare se queste condizioni possono compromettere il patrimonio del beneficiario e dei suoi familiari;
  • se l’anziano è sordo o cieco dalla nascita o dalla prima infanzia e non avendo avuto la possibilità di avere una educazione adeguata è incapace di gestire i propri interessi.

La procedura per chiedere l’inabilitazione

La richiesta per l’inabilitazione è del tutto simile a quella che bisogna seguire per l’amministratore di sostegno. Sarà quindi il giudice a nominare il curatore che dovrà assistere in diverse situazioni l’anziano o la persona con disabilità.

In questo caso il beneficiario potrà ancora occuparsi dell’ordinaria amministrazione (piccole spese), ma sarà “inabilitato” da quella straordinaria, quella cioè che potenzialmente potrebbe compromettere il suo patrimonio.

In quel caso (amministrazione straordinaria) sarà indispensabile l’autorizzazione del giudice tutelare e l’assistenza del curatore. 

Nell’immagine una donna anziana: quali sono le tutele per anziani e disabili?

Quali sono le tutele per anziani e disabili: interdizione

L’ultima misura per tutelare gli interessi di anziani e persone con disabilità è l‘interdizione. Che è ancora più rigida dell’inabilitazione.

Si può essere interdetti quando, per una infermità mentale abituale, la persona non è più capace di curare i propri interessi.

La procedura è sempre la stessa (come per l’amministratore di sostegno e l’inabilitazione).

Il giudice in questo caso nominerà un tutore che avrà il compito di sostituire l’anziano o il disabile in tutti gli atti, ordinari e straordinari.

E comunque per la gestione straordinaria del patrimonio sarà sempre necessaria l’autorizzazione del giudice tutelare.

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