Legge 104 e permessi retribuiti di 2 anni

I lavoratori dipendenti che assistono familiari disabili gravi, hanno diritto alla Legge 104 permessi retribuiti di 2 anni, ovvero al congedo straordinario. Vediamo di cosa si tratta, come utilizzarli e come richiederli.
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04/08/2023

A cosa si fa riferimento quando si parla di Legge 104 permessi retribuiti di 2 anni? A chi spettano questi permessi e come ottenerli? (scopri le ultime notizie su Legge 104invalidità civilecategorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Legge 104 permessi retribuiti di 2 anni

La Legge 104 permessi retribuiti di 2 anni dà la possibilità ai familiari di persone con disabilità titolari di Legge 104, di beneficiare di un congedo straordinario biennale, pagato dall’INPS e anticipato in busta paga dal datore di lavoro.

I permessi retribuiti di due anni sono però riconosciuti solo se il familiare da assistere è stato riconosciuto disabile grave, ovvero se il verbale consegnato dai medici INPS riporta la dicitura “Persona con handicap con connotazione di gravità (articolo 3, comma 3, Legge 104/1992)”.

A partire dal 13 agosto 2022 sono riconosciuti anche al convivente di fatto, in via alternativa e al pari del coniuge e della parte dell’unione civile.

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L’aspettativa retribuita, per i lavoratori dipendenti del pubblico e del privato, è un’agevolazione finalizzata a garantire assistenza ai disabili gravi, e si affianca ai tre giorni di permesso al mese.

Andiamo a vedere a questo punto come funziona l’agevolazione e come richiederla.

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Chi li può richiedere

Il diritto a richiedere i permessi retribuiti di 2 anni riconosciuti ai lavoratori dipendenti, spetta secondo l’ordine di priorità che di seguito si riporta, che degrada soltanto in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti:

  • il coniuge convivente, la parte dell’unione civile convivente e dal 13 agosto 2022 il convivente di fatto della persona disabile in situazione di gravità;
  • il padre o la madre, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente, della parte dell’unione civile convivente e del convivente di fatto;
  • uno dei figli conviventi della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente, la parte dell’unione civile convivente, il convivente di fatto ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti. Si precisa, al riguardo, che la possibilità di concedere il beneficio ai figli conviventi si verifica nel caso in cui tutti i soggetti menzionati (coniuge convivente, parte dell’unione civile convivente ed entrambi i genitori) si trovino in una delle descritte situazioni (mancanza, decesso, patologie invalidanti);
  • uno dei fratelli o sorelle conviventi della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente, la parte dell’unione civile convivente, il convivente di fatto, entrambi i genitori ed i figli conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • un parente/affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente, la parte dell’unione civile convivente, il convivente di fatto, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli/sorelle conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

Scopri quando è possibile usufruire dei permessi con 104 doppi per una persona disabile che assiste una persona disabile.

Esempi di parenti e affini

È l’INPS a fornire alcuni esempi di parenti e familiari che hanno diritto ai permessi retribuiti di 2 anni per l’assistenza a disabili gravi ai sensi della Legge 104, art. 3 comma 3.

C’è parentela:

  • di secondo grado con i nonni, i nipoti (figli dei figli) e i fratelli/sorelle;
  • di terzo grado con i bisnonni, i pronipoti (figli dei nipoti di 2° grado),
  • i nipoti (figli dei fratelli/sorelle) e gli zii (fratelli/sorelle dei genitori).

C’è invece affinità:

  • di primo grado con i suoceri, il genero e la nuora;
  • di secondo grado con i nonni del coniuge, i fratelli/sorelle del coniuge;
  • di terzo grado con i bisnonni del coniuge, i nipoti (figli dei fratelli/sorelle del coniuge) e gli zii (fratelli/sorelle dei genitori del coniuge).

Per effetto delle novità introdotte con il decreto legislativo n. 105/2022, i permessi retribuiti di 2 anni spettano anche nel caso in cui la convivenza, qualora prevista, sia stata instaurata successivamente alla richiesta di congedo.

Legge 104 e convivenza di fatto: come si dimostra? Ne parliamo in questo articolo.

Cosa spetta e come sono pagati

Il familiare del disabile grave ha diritto, richiedendo i permessi retribuiti di 2 anni, a due anni di assenza dal lavoro retribuiti in base allo stipendio dell’ultimo mese precedente alla richiesta di astensione dal lavoro.

Il limite di durata è complessivo fra tutti gli aventi diritto, per ogni persona con disabilità grave.

periodi di permessi retribuiti o congedo straordinario, tuttavia, non solo calcolati al fine della maturazione di ferie, tredicesima e TFR, ma sono invece coperti da contributi figurativi e sono validi al fine del calcolo dell’anzianità assicurativa, quindi dell’importo della pensione.

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Il requisito della convivenza

Per richiedere i permessi retribuiti di 2 anni è necessario essere conviventi con la persona disabile da assistere, tranne in alcune eccezioni.

Il requisito della convivenza per il congedo 104 si ritiene soddisfatto quando risulta la concomitanza della residenza anagrafica e della convivenza, ovvero della coabitazione.

In parole più semplici, non basta che abiti con il familiare disabile grave da assistere, ma è necessario che al comune risultiate residenti presso lo stesso Comune e lo stesso stabile e numero civico, anche se in appartamenti diversi.

Questo requisito deve essere provato mediante produzione di dichiarazione sostitutiva ai sensi del DPR n. 445/2000 articoli 46 e 47.

Il requisito della convivenza è stato anche rilevato dalla Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 18 febbraio 2010, n. 3884 e dal Messaggio INPS 4 marzo 2010, n. 6512.

Non hanno l’obbligo di spostare la residenza presso quella della persona disabile da assistere solo i genitori di figli disabili.

In questo caso, si può fare domanda per congedo Legge 104 senza necessità di presentare alcuna documentazione che certifichi la convivenza.

figli di genitori disabili possono richiedere il congedo 104 quando ancora non hanno spostato la residenza, per poi formalizzare successivamente il requisito.

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Possibilità di richiedere la dimora temporanea

Nella Circolare INPS 6 marzo 2012, n.32 e nella Circolare Dipartimento della Funzione Pubblica 3 febbraio 2012, n.1, al fine di tutelare i dritti del portatore di handicap e del familiare che lo assiste, il requisito della convivenza si intende soddisfatto anche nei casi in cui vi sia la dimora temporanea.

Per dimora temporanea si intende la permanenza in un luogo per un certo periodo di tempo. Non può essere quindi la dimora abituale, altrimenti è necessario fissare in quel luogo la residenza, ma neppure occasionale (come ad esempio per turismo).

È quindi possibile chiedere la dimora temporanea e poi fare richiesta per Legge 104 e permessi retribuiti di 2 anni. In presenza di questa, il congedo verrà concesso al lavoratore che deve assistere il familiare disabile grave. Tuttavia, pur se esiste questa possibilità, ha dei limiti.

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Limiti della dimora temporanea

La dimora temporanea ha una durata massima di 12 mesi. Dopo questa scadenza, si è obbligati a spostare la residenza presso il Comune in cui si è dimorati temporaneamente, oppure si continua a mantenerla nel Comune in cui si risulta sempre residenti.

Come la mettiamo quindi con i permessi biennali retribuiti, la cui durata massima è di due anni? Come probabilmente avrai intuito, la dimora temporanea può essere utile nel caso in cui non si abbia bisogno di fruire in maniera complessiva dei due anni di congedo.

Oppure, nei casi in cui più lavoratori familiari possono ottenere, alternativamente, la Legge 104 per fruire delle agevolazioni lavorative. In questo caso, per esempio, potrebbe chiedere la dimora temporanea prima un figlio, per 12 mesi, e poi un altro figlio, per altri 12 mesi.

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La frazionabilità

Uno dei dubbi più frequenti è se i 2 anni di permessi retribuiti Legge 104 possono essere frazionati a giorni. La risposta è affermativa, ma bisogna prestare attenzione ad alcuni aspetti.

Affinché non siano conteggiati i giorni festivi, i sabati e le domeniche, è necessaria l’effettiva ripresa del lavoro tra un periodo e l’altro di fruizione.

Così come chiarito dall’INPS, l’effettiva ripresa del lavoro non è rinvenibile né nel caso di domanda di fruizione del congedo dal lunedì al venerdì (in caso di settimana corta) senza ripresa del lavoro il lunedì della settimana successiva a quella di fruizione del congedo, né nel caso di fruizione di ferie. Non si conteggiano le giornate di ferie, la malattia, le festività e i sabati che cadono tra il periodo di congedo straordinario e la ripresa del lavoro.

Il beneficio non è riconoscibile per i periodi in cui non è prevista attività lavorativa come, ad esempio, un part-time verticale con periodi non retribuiti.

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Legge 104 permessi retribuiti di 2 anni
Legge 104 e permessi retribuiti di 2 anni

Come richiedere la Legge 104 permessi retribuiti di 2 anni

La modalità di presentazione della domanda per Legge 104 permessi retribuiti di 2 anni cambia se il lavoratore è un dipendente pubblico o privato.

dipendenti pubblici devono presentare domanda per il congedo straordinario all’ufficio del personale dell’Ente per cui presta servizio.

Invece, i dipendenti di ditte private e gli operai agricoli iscritti all’INPS possono inoltrare domanda:

  • per via telematica, accedendo al sito dell’Istituto seguendo questa procedura: “prestazioni e servizi”, “tutti i servizi”, filtrare la ricerca cliccando sulla lettera “D”, “domande per prestazioni a sostegno del reddito”, “autenticazione tramite SPID, CIE o CNS”, “disabilità”, “congedo Legge 104/1992”, “acquisizione domanda per assistenza ai familiari disabili”.
  • tramite un CAF o un patronato.

Alla domanda bisogna allegare il verbale di handicap del familiare disabile grave. Anche il verbale provvisorio ha la stessa validità e può essere utilizzato fino a quando non verrà rilasciato il verbale definitivo. Appena arrivato, tramite raccomandata, il documento va consegnato all’ufficio del personale.

Modulistica per i permessi retribuiti di 2 anni

FAQ (domande e risposte)

Perdo le ferie durante i permessi retribuiti di 2 anni?

Durante i permessi retribuiti di 2 anni, il lavoratore non perde il diritto alle ferie maturate. Le ferie accumulate possono essere usufruite prima dell’inizio del congedo o successivamente, nel periodo successivo al ripristino dell’attività lavorativa.

In pratica, le ferie non vengono sottratte o annullate a causa del congedo Legge 104. Tuttavia, è necessario tener conto delle specifiche regole aziendali e delle disposizioni contrattuali che possono variare da caso a caso. È sempre consigliabile consultare il proprio contratto di lavoro o rivolgersi al dipartimento delle risorse umane per ottenere informazioni precise sulle modalità di fruizione delle ferie durante i permessi retribuiti di 2 anni Legge 104.

Cosa non posso fare durante i permessi retribuiti di 2 anni?

Durante i permessi retribuiti di 2 anni, è importante rispettare alcune regole e limitazioni che disciplinano questa tipologia di assenza dal lavoro. Ecco alcune cose che non è possibile fare durante i permessi di 2 anni Legge 104:

  1. Lavorare per un altro datore di lavoro: durante i permessi di 2 anni, non è consentito svolgere un’altra attività lavorativa presso un diverso datore di lavoro. Il congedo per assistenza deve essere dedicato esclusivamente all’assistenza della persona con disabilità.
  2. Effettuare viaggi o spostamenti non necessari: i permessi retribuiti di 2 anni finalizzati all’assistenza e alla cura della persona con disabilità. Pertanto, è importante limitare gli spostamenti e i viaggi non strettamente necessari durante il periodo di congedo.
  3. Abusare del congedo: la Legge 104 e permessi retribuiti di 2 anni deve essere utilizzata in modo responsabile e conforme alle reali esigenze di assistenza. Non è consentito abusare di questa possibilità, poiché potrebbe comportare conseguenze negative sia dal punto di vista legale che lavorativo.

Cosa rischio se abuso della Legge 104?

L’abuso della Legge 104 comporta rischi e conseguenze sia dal punto di vista legale che lavorativo. Le conseguenze possono variare a seconda del contesto specifico e della gravità dell’abuso commesso. Ecco alcuni dei rischi che si possono correre:

  1. Sanzioni disciplinari: l’abuso dei permessi retribuiti di 2 anni può essere considerato un comportamento non conforme alle disposizioni aziendali o contrattuali. Ciò potrebbe portare all’applicazione di sanzioni disciplinari, come richiami scritti, sospensioni o addirittura il licenziamento, a seconda della gravità dell’infrazione e delle politiche aziendali.
  2. Recupero delle retribuzioni indebitamente percepite: se viene accertato l’abuso dei permessi retribuiti di 2 anni, l’azienda potrebbe richiedere il recupero delle retribuzioni corrisposte durante il periodo di congedo non dovuto. Questo può comportare una riduzione delle future retribuzioni o richieste di restituzione delle somme già percepite.
  3. Azioni legali: in caso di abuso grave e sistematico del congedo Legge 104, l’azienda potrebbe intraprendere azioni legali contro il lavoratore. Ciò potrebbe comportare il licenziamento per abuso Legge 104 e richieste di risarcimento danni.

È fondamentale rispettare le norme e le finalità del congedo Legge 104 per evitare problemi e garantire un corretto utilizzo di questa importante tutela prevista dalla legge.

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