Congedo 104, la convivenza ribalta l’ordine di priorità?

Congedo 104: la convivenza ribalta l’ordine di priorità? Come cambia il congedo per i conviventi
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01/04/2023

Congedo con Legge 104 e convivenza con ordine di priorità: scopriamo in modo più approfondito come incide la convivenza sull’ordine di priorità per questa agevolazione. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico).

Il congedo Legge 104 è una misura prevista dalla legge italiana che consente ai lavoratori dipendenti che assistono un familiare con disabilità grave di sospendere l’attività lavorativa per un determinato periodo, mantenendo il diritto alla retribuzione. Tuttavia, la questione della convivenza con il familiare disabile ha suscitato dibattiti sull’ordine di priorità nella concessione del congedo.

In questo articolo esploreremo il tema del congedo con Legge 104 e convivenza con ordine di priorità, cercando di capire se e come la convivenza possa influenzare l’ordine di priorità nella concessione del beneficio.

INDICE

Congedo con Legge 104 e convivenza con ordine di priorità: cosa bisogna sapere?

Secondo quanto riportato sul sito dell’INPS, la convivenza sembra essere la parola chiave nell’ordine di priorità per la concessione del congedo Legge 104.

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Infatti, l’ordine di priorità stabilisce una graduatoria che coinvolge i familiari conviventi del lavoratore.

La convivenza deve essere instaurata prima dell’inizio del periodo di congedo richiesto e deve durare per l’intero periodo di fruizione della prestazione, come stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 232 del 2018.

Per ottenere il congedo straordinario, il figlio deve iniziare a convivere con il genitore prima dell’inizio del periodo di assenza dal lavoro. In caso contrario, il congedo passa al parente convivente successivo, come stabilito nell’ordine di priorità. L’instaurazione della convivenza è una condizione essenziale per usufruire del periodo di congedo.

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Chi usufruisce della 104 deve essere convivente? Inoltre, la normativa prevede che i figli non ancora conviventi con il familiare disabile grave possono richiedere il congedo, a condizione che la convivenza sia stabilita successivamente solo se il coniuge convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi, i fratelli e le sorelle conviventi, i parenti o gli affini entro il terzo grado conviventi sono mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

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Congedo con Legge 104 e convivenza con ordine di priorità: quali sono gli altri requisiti?

In base all’ordine di priorità, il nipote convivente ha il diritto di richiedere il congedo straordinario solo se tutti i familiari con un ordine di priorità maggiore sono deceduti, affetti da patologie invalidanti o non conviventi (senza l’intenzione di iniziare una convivenza). Tuttavia, ci sono ulteriori requisiti da considerare.

La Legge n. 53 del 8 marzo 2000 stabilisce che i dipendenti di datori di lavoro pubblici o privati possono richiedere un periodo di congedo continuativo o frazionato per motivi familiari documentati, non superiore a due anni.

Il posto di lavoro sarà conservato durante il periodo di congedo, ma alcuni lavoratori sono esclusi dalla prestazione, come i lavoratori a domicilio, gli addetti ai lavori domestici, i lavoratori agricoli giornalieri, gli autonomi, i parasubordinati e i lavoratori con contratti part-time verticali.

L’invalidità del familiare deve essere accertata da una Commissione medica INPS e deve essere grave secondo la definizione della Legge 104.

Infine, il disabile non deve essere ricoverato in case di cura o strutture ospedaliere simili.

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Congedo con Legge 104 e convivenza con ordine di priorità
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Congedo con Legge 104 e convivenza con ordine di priorità: come funziona l’ordine di priorità?

La Legge 104 del 1992 consente ai familiari che assistono un disabile di richiedere il congedo straordinario, che permette loro di assentarsi dal lavoro per un periodo massimo di due anni e continuare a ricevere la retribuzione.

La richiesta può essere avanzata dai dipendenti a cui la Legge si applica, e l’assenza può essere utilizzata in modo frazionato. Per evitare che i giorni festivi, i sabati e le domeniche vengano conteggiati, è necessario tornare a lavoro tra un periodo di fruizione e l’altro.

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Durante il periodo di assenza dal lavoro, la contribuzione sarà figurativa e i congedi non saranno considerati ai fini della maturazione delle ferie, del TFR e della tredicesima.

Qual è la persona che in via prioritaria può usufruire del congedo straordinario? In base all’ordine di priorità, il congedo spetta al coniuge convivente, alla parte di unione civile convivente o al convivente di fatto della persona invalida. Successivamente, se il coniuge è deceduto o affetto da patologie invalidanti, il congedo può essere richiesto dai genitori, anche adottivi o affidatari. In caso di mancanza o disabilità di coniuge o genitori, il congedo può essere richiesto dai figli conviventi.

Fratelli e sorelle possono richiedere il congedo solo se nessuno degli altri familiari con priorità maggiore è disponibile, e lo stesso vale per i parenti entro il terzo grado se sono conviventi con il disabile.

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