Congedo legge 104 per figli non conviventi: regole

In questo articolo analizziamo i requisiti del congedo legge 104 e in quali casi spetta ai figli non conviventi.
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24/09/2022

Il congedo legge 104 è una misura assistenziale destinata ai familiari di chi ha una disabilità con connotazione di gravità. Nei prossimi paragrafi vediamo in particolare quando spetta la misura in caso di figli non conviventi (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Nel dicembre 2018 la Corte Costituzionale si è pronunciata sui requisiti previsti dalla normativa legata al congedo legge 104, prestando una particolare attenzione all’obbligo della convivenza del familiare con il disabile che si assiste. Dichiarando illegittimo questo requisito, la Corte Costituzionale ha esteso, tramite una specifica sentenza, il diritto al congedo anche ai figli non conviventi.

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Congedo legge 104 esteso ai figli non conviventi

Fino al 2018, la legge di riferimento del congedo legge 104, ossia il decreto legislativo n. 151 del 2001, stabiliva l’ordine di priorità da seguire per richiedere la misura assistenziale a favore di un familiare con disabilità grave e i requisiti per ottenere il beneficio.

In particolare, la domanda poteva essere presentata dal coniuge del disabile, dai genitori, fino ai parenti e affini al terzo grado, ma solo nel rispetto della convivenza con la persona da assistere.

Tuttavia, con la sentenza n.232/2018, la Corte Costituzionale ha definito parzialmente illegittimo il requisito di convivenza dei figli per assistere il genitore disabile, dichiarando che l’esclusione dal diritto al congedo “sacrifica in maniera sproporzionata ed irragionevole il principio di assistenza ed integrazione del disabile nella famiglia”.

Tramite questa sentenza, la Corte Costituzionale ha così apportato delle modifiche alla legge che disciplina il congedo legge 104, e in particolare all’art. 42 comma 5 sui requisiti previsti, estendendo l’accesso al congedo anche ai figli non conviventi.

Tuttavia, come spiegato dall’INPS in una circolare successiva alla sentenza (circolare n.49 del 5 aprile 2019), se da un lato non è richiesta la convivenza del figlio o della figlia al momento della presentazione della domanda, dall’altro resta sempre valido l’ordine di priorità già stabilito dalla normativa.

Nel prossimo paragrafo vediamo nel dettaglio quali sono le nuove regole da rispettare per il congedo legge 104 rivolto ai figli non conviventi.

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Congedo legge 104 per figli non conviventi: in quali casi

Come dicevamo, grazie alla sentenza della Corte Costituzionale e alla successiva circolare dell’INPS sul congedo biennale retribuito, i figli non conviventi non sono più esclusi dal diritto a questa misura assistenziale.

In particolare, sulla base delle modifiche apportate alla normativa, il figlio o la figlia che vuole assistere il proprio genitore disabile con connotazione di gravità, può richiedere il congedo legge 104 anche se alla presentazione della domanda non sussiste il requisito della convivenza.

Tuttavia, bisogna considerare due dettagli importanti. Innanzitutto il figlio convivente deve rispettare l’ordine di priorità previsto dal decreto legislativo n.151/2001; in secondo luogo, dovrà convivere con il genitore disabile nel periodo del congedo.

Quindi, per ricapitolare: i figli non conviventi possono accedere al congedo legge 104 se rispettano questi due requisiti:

  • assenza o impossibilità di assistere da parte degli altri familiari ammessi al beneficio secondo l’ordine di priorità;
  • obbligo di convivenza successivamente alla domanda e per tutto il periodo del congedo starordianrio.

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Congedo legge 104: l’ordine di priorità

Finora abbiamo parlato delle modifiche apportate dalla corte Costituzionale sul requisito di convivenza dei figli che assistono un genitore con disabilità grave.

Abbiamo anche visto quanto sia importante secondo la legge relativa al congedo l’ordine di priorità familiare. Ecco perché, potrebbe essere utile fare un riepilogo sui destinatari del congedo legge 104.

Innanzitutto, il congedo legge 104 può essere richiesto da un lavoratore o da una lavoratrice per assistere una persona con disabilità grave. Tuttavia, per ottenere questa misura assistenziale è necessario che vi sia un rapporto di parentela specifico, previsto dalla normativa.

In particolarere, il congedo legge 104 spetta, nell’ordine di parentela descritto sotto, a:

  • coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente della persona disabile in situazione di gravità;
  • genitori biologici o adottivi/affidatari della persona con disabilità grave;
  • figlio convivente della persona disabile in situazione di gravità, esclusivamente nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • fratello o sorella convivente della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori e i figli conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • parente o affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli/sorelle conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • uno dei figli non ancora conviventi con la persona disabile in situazione di gravità, che dichiari di instaurare il rapporto di convivenza con la persona assistita, nel caso in cui il “coniuge convivente”, la “parte dell’unione civile convivente”, “entrambi i genitori”, i “figli conviventi” e i “fratelli o sorelle conviventi”, i “parenti o affini entro il terzo grado conviventi” siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

Quindi, come puoi notare, i figli non conviventi si trovano all’ultimo posto dell’ordine di priorità e possono avere diritto al congedo straordinario solo se mancano tutti i familiari precedenti.

Invece, non possono richiedere il beneficio:

  • i lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari;
  • i lavoratori a domicilio;
  • i lavoratori agricoli giornalieri;
  • i lavoratori autonomi;
  • i lavoratori parasubordinati;
  • i lavoratori con contratto di lavoro part-time verticale , durante le pause di sospensione contrattuale.

Leggi anche se si può lavorare durannte il congedo legge 104 e se il datore di lavoro può negare il congedo straordinario.

Congedo legge 104 per figli non conviventi: quando spetta

Congedo legge 104: che cos’è

Concludiamo questo approfondimento per chi ha ancora qualche dubbio su cosa sia il congedo legge 104. Ecco un breve riepilogo.

Il congedo legge 104 è una misura assistenziale che consiste in un periodo di assenza dal lavoro, della durata massima di due anni, concesso a un lavoratore o lavoratrice dipendente che assiste un familiare con disabilità grave (ai sensi dell’art 3 comma 3 della legge 104/1992).

Per ottenere il congedo legge 104 è necessario farne apposita richiesta all’INPS. Inoltre, questo è retribuito per tutto il periodo di assenza tramite un indennizzo che varia leggermente ogni anno.

In base alla normativa che disciplina il congedo 104 (decreto legislativo numero 151 del 2001), oltre alla retribuzione, è prevista anche la copertura figurativa per compensare l’assenza dal lavoro e quindi dei contributi utili ad accedere alla pensione.

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