La nuora ha diritto al congedo legge 104?

La nuora ha diritto al congedo legge 104? Cosa accade se ci sono altre familiari che la precedono? Il requisito chiave della convivenza, che può alterare l’ordine prioritario che previsto dalla normativa.
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30/03/2023

La nuora ha diritto al congedo legge 104? Cosa accade se ci sono altri familiari che nell’ordine prioritario la precedono? Quanto conta la convivenza? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico).

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Vediamo in questo articolo quali sono i casi e se e quando è possibile che la nuora possa “sostituire” nell’assistenza ai suoceri il figlio di questi ultimi, che secondo la Legge 104 dovrebbero avere la precedenza per fruire delle agevolazioni fiscali e sul lavoro previste dalla normativa.

Su questo argomento puoi leggere un post che spiega se conviene il congedo 104 prima della pensione; in un altro articolo parliamo del congedo 104 con la dimora temporanea, come fare?; in un altro post verifichiamo che è possibile suddividere il congedo 104 tra due familiari.

La nuora ha diritto al congedo legge 104: ordine prioritario

Come sapete per il congedo straordinario bisogna seguire un ordine di priorità. Nella norma è stato stilato un elenco di familiari che possono richiedere l’accesso alla prestazione.  Quell’elenco segue un preciso ordine, che deve essere seguito.

Se  chi ha diritto prima è assente o deceduto o ancora è a sua volta disabile si può passare al familiare che succede nell’elenco. Se anche il secondo non c’è o è disabile si passa al terzo e così via. Ma ci sono delle eccezioni, o meglio situazioni particolari, come nel caso della convivenza, che possono modificare quest’ordine.

L’elenco è questo:

  • coniuge convivente o parte dell’unione civile convivente o convivente di fatto della persona disabile in situazione di gravità;
  • padre o madre, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità (in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente o dalla parte dell’unione civile convivente o del convivente di fatto);
  • figlio convivente della persona disabile in situazione di gravità, esclusivamente nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • fratello o sorella convivente della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori e i figli conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • parente o affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli/sorelle conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti (qui troviamo anche la nuora o il genero che sono considerati affini di primo grado).

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La nuora ha diritto al congedo legge 104: quando

Abbiamo quindi visto che la nuora può avere diritto a fruire del congedo legge 104 per assistere uno dei due suoceri (o entrambi) se i parenti che la precedono in lista sono mancanti, deceduti o a loro volta affetti da una disabilità. Il riferimento è dunque ai genitori, ai figli e ai fratelli o sorelle del disabile.

Ognuno di questi familiari della persona da assistere potrebbe avere un diritto di precedenza rispetto alla nuora. Perché dovrebbe? Perché non bisogna mai dimenticare un altro aspetto che è determinante per il congedo legge 104: la convivenza.

La convivenza infatti potrebbe modificare il diritto al congedo.

La nuora ha diritto al congedo legge 104: convivenza

Per avere diritto a fruire del congedo legge 104 per assistere un familiare con disabilità grave (legge 104, comma 3) il requisito base richiesto a tutti gli aventi diritto, nessuno escluso, è la convivenza con la persona da accudire (l’unica deroga riguarda la possibilità di abitare nello stesso stabile, in appartamenti diversi ma con lo stesso numero civico).

In questo caso come funziona? Tra una nuora convivente e un figlio non convivente sarà la prima ad avere diritto al congedo legge 104. La situazione potrebbe cambiare solo se il figlio decidesse di convivere con il genitore da assistere (in questo modo verrebbe ripristinato l’ordine prioritario).

La nuora ha diritto al congedo legge 104: eccezioni

La questione convivenza è dunque fondamentale per il congedo legge 104. Sono comunque previste tre eccezioni per quest’obbligo:

  • per il genitore della persona con disabilità;
  • come abbiamo visto la possibilità di abitare nello stesso stabile e con identico numero civico ma in un appartamento diverso; 
  • con la dimora temporanea (opzione possibile solo se la persona con disabilità e il caregiver familiare vivono in due Comuni diversi).

Bisogna ricordare che la dimora temporanea scade dopo un anno, quindi il congedo non potrà protrarsi per più di un mese. Per andare oltre quel limite temporale sarà necessario spostare la residenza e risultare convivente della persona da assistere.

Se si rispettano questi parametri la nuora avrà dunque diritto ad usufruire dei due anni di congedo straordinario.

La nuora ha diritto al congedo legge 104?
La nuora ha diritto al congedo legge 104?

La nuora ha diritto al congedo legge 104: domanda

Come si presenta la domanda per accedere al congedo biennale retribuito? La procedura cambia, dipende se il lavoratore è assunto in una azienda pubblica o nel settore privato.

Per i lavoratori privati l’iter è più semplice. Si può fare tutto online, basta infatti accedere alla sezione dedicata del portale INPS (utilizzando le proprie credenziali digitali). Se non ha dimestichezza con gli strumenti digitali basta recarsi in un patronato o chiamare il Contact Center INPS.

Per i dipendenti pubblici sono richiesti invece più passaggi. Bisogna inoltrare infatti una richiesta all’amministrazione o all’ente di appartenenza. Si dovrà indicare:

  • lo stato di handicap grave del familiare da assistere;
  • il grado di parentela;
  • il dati anagrafici personali e della persona da accudire;
  • la convivenza (o la residenza temporanea) con il disabile.

Sarà necessario allegare anche il verbale di handicap. In genere la risposta arriva non oltre i 60 giorni. 

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