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INDICE
- Congedo Legge 104 diviso tra due familiari: referente unico addio
- Congedo Legge 104 diviso tra due familiari: nessun riferimento
- Congedo Legge 104 diviso tra due familiari: il principio
- Congedo Legge 104 diviso tra due familiari: sentenze
- Congedo Legge 104 diviso tra due familiari: non più di 2 anni
- Congedo Legge 104 diviso tra due familiari: genitori
- Congedo Legge 104 diviso tra due familiari: normativa stringente
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La domanda è purtroppo al momento senza una risposta. La novità introdotta nell’agosto del 2022 elimina il referente unico e consente a più caregiver familiari di alternarsi per fruire dei tre giorni di permesso retribuito.
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La stessa cosa non è stata precisata per il congedo biennale Legge 104. Una mancanza che si sta rivelando in realtà un “buco normativo”, perché è in aperta contraddizione con la fine del referente unico.
Potresti essere interessato a un articolo che spiega come fare il cambio di residenza mentre si è in congedo Legge 104; in un altro post verifichiamo invece quali sono le regole per il congedo Legge 104 dei figli non conviventi; e infine abbiamo verificato se l’assegno ordinario e il congedo Legge 104 sono cumulabili.
Congedo Legge 104 diviso tra due familiari: referente unico addio
Per essere più chiari, vediamo cosa ha stabilito la modifica del comma 3, articolo 33 della Legge 104. La nuova disposizione – in accoglimento di una direttiva europea – ha eliminato il principio del referente unico.
Cosa imponeva questa norma? Che la possibilità di fruire dei permessi per assistere un familiare con disabilità grave (comma 3) fosse riservata a un solo caregiver.
Da agosto invece, il diritto è stato allargato a più persone. Resta però il limite massimo dei tre giorni al mese. E quindi, se i caregiver familiari sono tre, possono fruire al massimo di un giorno a testa (anche frazionabili in ore). Non di più.
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Congedo Legge 104 diviso tra due familiari: nessun riferimento
Per il congedo biennale retribuito non c’è stato alcun riferimento all’interno della modifica del referente unico. Si parla sempre e solo dei permessi retribuiti, non del periodo di assenza più prolungato.
Eppure il beneficio del congedo Legge 104 è stato modificato dall’agosto del 2022, sempre nel rispetto della direttiva europea. La misura è stata infatti estesa anche ai conviventi di fatto.
Congedo Legge 104 diviso tra due familiari: il principio
L’addio al referente unico, a nostro modo di vedere, dovrebbe però essere ampliato a coinvolgere il congedo biennale retribuito. Anche perché tra tutti è il beneficio più rilevante tra quelli riconosciuti ai caregiver che assistono un familiare in situazione di gravità.
Se i permessi possono essere fruiti da più persone, perché non anche il congedo Legge 104?
Congedo Legge 104 diviso tra due familiari: sentenze
Se la legge non prevede il congedo suddiviso tra diversi caregiver familiari, potrebbe intervenire come al solito una sentenza della Cassazione a precisare e ampliare i margini di questo beneficio.
Non abbiamo trovato nessuna disposizione in merito. Ma la questione sarà inevitabilmente posta.
Con l’eliminazione del referente unico, sarà possibile per due fratelli o sorelle assistere il genitore con una disabilità grave. Se entrambi chiedono il congedo Legge 104 a chi dovrà essere concesso?
Tutti e due ne hanno diritto e allo stesso modo (in linea prioritaria sono nelle stesse condizioni). Cosa deciderà l’INPS?
La decisione più logica sarebbe quella di assegnare ai due fratelli (o sorelle) un anno a testa di congedo.
Congedo Legge 104 diviso tra due familiari: non più di 2 anni
Quello che sembra già chiaro e che non si andrà mai oltre i due anni complessivi (a meno di ulteriori modifiche della 104). Anche perché per i permessi retribuiti è stato seguito lo stesso metro: i giorni sono tre e tre restano, anche se i caregiver familiari sono due o quattro.
Lo stesso discorso per estensione potrebbe essere fatto anche per i congedi.
Congedo Legge 104 diviso tra due familiari: genitori
Del resto anche per i genitori di un figlio con disabilità grave funziona più o meno allo stesso modo. O meglio: in quel caso la madre e il padre del bambino da assistere possono usufruire alternandosi del congedo retribuito, ma sempre per un limite complessivo di due anni.
Potrebbe essere questa la strada da seguire anche per caregiver che non assistono figli ma, è un esempio, coniugi o genitori.
Facciamo un esempio pratico che riguarda due genitori di un bambino con disabilità grave. Partiamo dal presupposto che entrambi siano dipendenti e quindi abbiano lo stesso diritto a fruire del congedo legge 104.
Chiariamo prima un punto: si può beneficiare del congedo per un massimo di due anni nella vita lavorativa di chi ne fa richiesta. Lo stesso limite viene imposto anche per ogni persona con disabilità.
Ebbene, se una madre lavoratrice ha già usufruito di un anno e 6 mesi di una aspettativa non retribuita per gravi motivi familiari (anche diversi dall’assistenza del figlio con disabilità grave), potrà chiedere al massimo 6 mesi di congedo straordinario retribuito.
Il padre del bambino, a sua volta, non potrà chiedere un congedo legge 104 più lungo di un anno e sei mesi.

Congedo Legge 104 diviso tra due familiari: normativa stringente
Insomma, la normativa sul congedo legge 104 è molto più stringente rispetto a quella sui permessi. Forse per questo non è stata ancora definitivamente chiarita l’eventuale suddivisione, tra caregiver familiari (che non siano i genitori della persona disabile) del periodo di prolungata assenza retribuita dal lavoro.
Ma è evidente che il nodo deve essere sciolto. Si rischia di creare all’interno della stessa normativa una contraddizione: se non c’è più il referente unico per quale motivo a fruire del congedo deve essere un solo familiare?
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