Congedo Legge 104: quando scatta il licenziamento

Scopri quali sono i casi in cui è possibile il congedo con Legge 104 e licenziamento e come puoi evitare tale situazione.
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01/06/2023

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Il congedo straordinario è un periodo di assenza dal lavoro retribuito concesso ai lavoratori dipendenti che assistono familiari con disabilità grave, in conformità alla Legge 104/1992. Tuttavia, per poter beneficiare di questo congedo, non è sufficiente semplicemente informare il datore di lavoro, ma è necessaria anche l’autorizzazione dell’INPS.

Se il dipendente soddisfa i requisiti richiesti, nessuno può impedirgli di richiedere e ottenere il congedo. Tuttavia, è importante seguire correttamente la procedura al fine di evitare gravi sanzioni disciplinari, che possono persino includere il licenziamento, come recentemente sottolineato dalla Cassazione.

Vediamo, quindi, quali sono le situazioni in cui è possibile che vi sia il congedo con Legge 104 e licenziamento.

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Congedo con Legge 104 e licenziamento: quando è possibile?

I lavoratori dipendenti hanno il diritto di usufruire del congedo straordinario previsto dalla Legge 104/92 se soddisfano determinati requisiti, come ad esempio avere un familiare con una grave disabilità da assistere e svolgere un tipo di lavoro che non rientra tra le eccezioni in cui il congedo non è applicabile.

Tuttavia, ciò non significa che il dipendente sia autorizzato a prendere il congedo comunicandolo semplicemente al datore di lavoro. È necessario presentare una richiesta all’INPS e attendere l’autorizzazione da parte dell’istituto.

Chi usufruisce della legge 104 può essere licenziato? Secondo una sentenza della Cassazione, è considerato legittimo il licenziamento di un dipendente per assenza ingiustificata nel caso in cui il lavoratore si prenda un periodo di congedo straordinario per assistere un parente senza aver ottenuto il via libera dall’INPS.

La Corte Suprema spiega che il dipendente perde i diritti previsti dalla Legge 104 “se il datore di lavoro o l’INPS accertano l’insussistenza o la cessazione delle condizioni necessarie per l’uso legittimo di tali diritti”. Pertanto, se il lavoratore non si presenta al lavoro perché ha preso il congedo prima che tali condizioni vengano verificate, si applica il concetto di “assenza ingiustificata” che viene disciplinato dalla contrattazione collettiva.

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Congedo con Legge 104 e licenziamento: chi può richiedere il congedo straordinario?

Per poter usufruire del congedo straordinario previsto dalla Legge 104/92, è necessario che il dipendente abbia l’esigenza di assistere un familiare affetto da una grave disabilità. Il beneficio viene assegnato secondo un ordine di priorità stabilito come segue:

  1. Il coniuge o la parte dell’unione civile che convive con la persona disabile;
  2. I genitori, compresi quelli adottivi o affidatari, del disabile nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente manchi, sia deceduto o sia affetto da patologie invalidanti;
  3. I figli che convivono con il disabile, solo se il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente e entrambi i genitori del disabile sono mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  4. I fratelli o le sorelle che convivono con il disabile, se il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori e i figli conviventi del disabile sono mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  5. Un parente o affine entro il terzo grado che convive con il disabile, nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli/sorelle conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  6. Uno dei figli non ancora conviventi con il disabile, ma che instauri la convivenza successivamente, nel caso in cui il coniuge convivente, la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi, i fratelli/sorelle conviventi e i parenti o affini entro il terzo grado conviventi siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

Nell’ultimo caso menzionato, il richiedente deve obbligatoriamente iniziare a convivere con il familiare disabile entro l’inizio del periodo di congedo richiesto e mantenere la convivenza per tutta la durata del congedo.

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Congedo con Legge 104 e licenziamento: chi non può richiedere il congedo?

Non sono ammessi a richiedere il congedo straordinario della Legge 104 i seguenti tipi di lavoratori:

  1. Lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari.
  2. Lavoratori a domicilio.
  3. Lavoratori agricoli giornalieri.
  4. Lavoratori autonomi.
  5. Lavoratori parasubordinati.
  6. Lavoratori con contratto di lavoro part-time verticale durante le pause di sospensione contrattuale.

Inoltre, non è possibile richiedere il congedo straordinario se il lavoratore ha un familiare disabile che già riceve assistenza da un altro dipendente tramite il congedo straordinario. In pratica, non è concesso il permesso di assentarsi a due lavoratori per l’assistenza dello stesso disabile.

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Congedo con Legge 104 e licenziamento
Congedo con Legge 104 e licenziamento: in foto una donna spinge una signora in carrozzina.

Congedo con Legge 104 e licenziamento: quanto dura il congedo straordinario?

La durata massima complessiva del congedo straordinario previsto dalla Legge 104 è di due anni durante l’intera carriera lavorativa di un dipendente. Questo limite si applica a tutti gli aventi diritto per ogni familiare con disabilità grave. In altre parole, anche se un lavoratore ha più di un familiare con disabilità grave, la durata massima complessiva del congedo rimane di due anni, anche se può richiedere il congedo per ciascuno di loro.

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È possibile frazionare il beneficio in giorni, se si desidera. Tuttavia, per evitare che siano conteggiati i giorni festivi, i sabati e le domeniche, è necessario riprendere effettivamente il lavoro tra un periodo di fruizione del congedo e l’altro. Le giornate di ferie, malattia, festività e i sabati che cadono tra il periodo di congedo straordinario e il ritorno al lavoro non vengono conteggiati nella durata del congedo.

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