Invalidi parziali: chi sono e a cosa hanno diritto

Ottenere il riconoscimento di un’invalidità parziale significa aver diritto alle maggiori agevolazioni e prestazioni economiche per invalidi civili. Vediamo quindi chi sono le persone invalide parziali e a cosa hanno diritto.
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10/07/2023

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Chi sono le persone invalide parziali

Per l’INPS, le persone invalide parziali sono coloro a cui è stata riconosciuta una percentuale di invalidità tra il 75 e il 99 per cento. Con il 100 per cento di invalidità si è invece riconosciuti invalidi totali.

Con il riconoscimento di un’invalidità parziale hai praticamente accesso a tutte le agevolazioni di tipo fiscale e sanitario, nonché a prestazioni economiche.

Vediamo quindi a cosa hai diritto se ti è stata riconosciuta una percentuale di invalidità tra il 75 e il 99 per cento.

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A cosa hanno diritto le persone invalide parziali: la tabella riassuntiva

Ecco una tabella riassuntiva di tutto ciò a cui hanno diritto le persone invalide parziali. Andremo poi a parlare nel dettaglio di ogni singola prestazione e agevolazione nei paragrafi successivi. Ecco la tabella:

Cosa spetta alle persone con invalidità parzialeCaratteristiche della prestazione/agevolazione
Assegno ordinario di invaliditàAssegno calcolato in base ai contributi versati, compatibile con l’attività lavorativa
Assegno di assistenza/pensione di invalidità civileAssegno di assistenza o pensione di invalidità civile di euro 313,91 euro al mese, con reddito inferiore a 5.391 euro (2023)
Esenzione ticketEsenzione totale dal ticket sulle prestazioni specialistiche e di diagnosi strumentale
Scelta prioritaria della sede di lavoroLavoratori del pubblico impiego con invalidità superiore ai due terzi hanno diritto di scelta prioritaria nella sede di lavoro
Contributi figurativiAccreditati 2 mesi di contributi figurativi per ogni anno lavorato, fino a un massimo di 5 anni
Ape SocialeAssegno mensile fino al perfezionamento del requisito di pensione di vecchiaia
Pensione anticipata per lavoratori precociPensione anticipata con 41 anni di contributi per lavoratori con invalidità superiore al 74%
Congedo per cureCongedo per cure relative all’infermità riconosciuta, fino a un massimo di 30 giorni all’anno
Collocamento miratoAccesso ai servizi di sostegno e collocamento dedicati alle categorie protette
Protesi e ausiliDiritto a protesi e ausili necessari per la patologia riconosciuta
Contrassegno disabiliPossibilità di ottenere un contrassegno per usufruire dei parcheggi per disabili
Legge 104 (potrebbe spettare, ma non è automatica)Agevolazioni fiscali, permessi retribuiti, congedo straordinario, scelta della sede di lavoro, e altro ancora
Tabella riassuntiva di tutto ciò che spetta alle persone invalide parziali

Le prestazioni economiche

L’Assegno ordinario di invalidità

Se ti è stata riconosciuta un’invalidità pari o superiore al 75 per cento, ma sotto il 100 per cento, e se sei in possesso dei requisiti contributivi minimi, hai innanzitutto diritto all’Assegno ordinario di invalidità (Aoi).

Per accedere a tale assegno devi possedere, in una delle gestioni facenti capo all’INPS (fondo pensione lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti, coltivatori, gestione Separata, ex Enpals), almeno 5 anni di contributi, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio. 

L’assegno è calcolato in base ai contributi versati, come se si trattasse della pensione, ma senza maggiorazioni (come invece avviene per la pensione di inabilità), e viene ridotto se il reddito supera di quattro volte il trattamento minimo.

L’Assegno ordinario d’invalidità è compatibile con l’attività lavorativa, al contrario della pensione per assoluta e permanente inabilità.

Ecco dove e come fare domanda per l’Assegno ordinario di invalidità e come calcolare l’importo dell’Assegno ordinario di invalidità.

La pensione di invalidità civile

Se non possiedi i requisiti contributivi sopra indicati, puoi avere diritto all’assegno di assistenza o pensione di invalidità civile (è lo stesso trattamento, chiamato in due modi diversi), che spetta se il tuo reddito è inferiore a 5.391 euro. Al compimento dell’età pensionabile, la pensione d’invalidità civile viene convertita in assegno sociale.

Per il 2023, l’importo della pensione di invalidità civile è di 313,91 euro.

Invalidità parziale e incremento al milione: spetta agli invalidi parziali oppure no? Ecco beneficiari, esclusi, limiti di reddito e importi.

Il prepensionamento

Contribuzione figurativa

Hai poi diritto al beneficio pensionistico dei contributi figurativi, o maggiorazione contributiva: per ogni anno lavorato alle dipendenze di un datore di lavoro pubblico o privato sono accreditati 2 mesi di contributi figurativi in più, fino a un massimo di 5 anni.

La maggiorazione è utile anche per raggiungere il requisito contributivo, o la maggiore anzianità in assenza del requisito anagrafico, per la pensione di anzianità o anticipata.

Il beneficio, nella misura di 2 mesi per ogni anno di lavoro fino a un massimo di 5 anni, è riconosciuto entro l’anzianità contributiva massima di 40 anni per il calcolo della pensione con il sistema di calcolo retributivo.

I 2 mesi di contributi in più non assumono rilevanza nel calcolo della quota di pensione contributiva (per le pensioni a calcolo misto), né nel calcolo della pensione da liquidare integralmente con il sistema contributivo.

In questo approfondimento ti spieghiamo cosa prevede la certificazione per contributi figurativi e quali requisiti contributivi bisogna avere per richiederla e per poter andare in pensione prima.

L’Ape sociale

La persona invalida parziale può accedere all’Ape sociale, cioè a un assegno che accompagna il lavoratore dai 63 anni di età (o dalla posteriore data della domanda di prestazione) fino al perfezionamento del requisito della pensione di vecchiaia.

L’assegno è calcolato allo stesso modo della futura pensione, ma non può superare i 1500 euro mensili.

All’Ape sociale si può accedere con 30 o 36 anni di contributi (tra tutte le gestioni INPS, considerando anche eventuali contributi esteri), a seconda della categoria di appartenenza.

Coloro che possiedono un’invalidità riconosciuta almeno pari al 74 per cento raggiungono la prestazione con un minimo di 30 anni di contributi (l’Ape sociale madri anche 28 o 30 anni di contributi).

Per ottenere l’Ape sociale si deve cessare l’attività lavorativa. Ci si può reimpiegare in seguito, ma non si deve superare il reddito annuo di 8mila euro, se si viene reimpiegati come dipendenti o parasubordinati, o di 4800 euro, se la nuova attività è di lavoro autonomo.

La prestazione è incompatibile con i sussidi di disoccupazione e con qualsiasi pensione diretta.

Ape sociale 2024: riapre il dibattito sulle pensioni: si discutono Quota 103, Quota 41 e l’Ape sociale estesa. In ballo anche l’Opzione Donna e la Pensione di Garanzia.

Pensione anticipata per lavoratori precoci o Quota 41

Chi possiede un’invalidità pari o superiore al 74 per cento può aver diritto anche alla pensione anticipata per i lavoratori precoci, detta anche Quota 41.

Questa pensione, nel dettaglio, si può ottenere con 41 anni di contributi, se si appartiene alle stesse categorie tutelate di lavoratori che hanno accesso all’Ape sociale (con l’aggiunta degli addetti ai lavori usuranti e l’esclusione dei disoccupati a seguito di contratti a termine).

Il lavoratore deve però risultare iscritto alla previdenza obbligatoria prima del 1996 e possedere almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro versati prima del compimento del 19° anno di età.

Pensione per persone invalide con 41 anni di contributi: ecco a chi spetta, con quali requisiti e quando presentare domanda.

Agevolazioni lavorative

Collocamento mirato Legge 68/1999

A partire da una percentuale di invalidità pari al 46 per cento, si ha la possibilità di usufruire del collocamento mirato Legge 68/1999. Si tratta dell’accesso ai servizi di sostegno e di collocamento dedicati alle categorie protette.

Per usufruirne, la persona invalida deve recarsi presso il Centro per l’impiego, presentando, oltre al verbale di invalidità, la relazione conclusiva rilasciata dalla preposta Commissione dell’ASL.

La persona invalida parziale può, inoltre, essere inclusa dall’azienda nelle quote di riserva relative alla legge sul collocamento obbligatorio, cioè nei posti che l’azienda deve per legge mettere a disposizione delle categorie protette.

Ecco come farsi assumere da categoria protetta: tutte le possibilità a tua disposizione per inserirti facilmente nel mondo del lavoro e ottenere le tutele a cui hai diritto.

Scelta prioritaria della sede di lavoro

Se sei una persona invalida parziale e sei occupato pubblico impiego con invalidità superiore ai due terzi (67 per cento), hai diritto di scelta prioritaria tra le sedi di lavoro disponibili.

Scopri chi sono i lavoratori disabili e a che tutele hanno diritto. Vediamo nel dettaglio tutte le agevolazioni e i congedi per proteggere questa categoria di persone.

Congedo per cure

Con invalidità parziale si può anche fruire di un congedo per cure relative all’infermità riconosciuta, per un periodo non superiore a 30 giorni l’anno.

Congedo per cure invalidi civili: come funziona il periodo di assenza di 30 giorni dal lavoro. Quali sono i criteri, come e a chi si presenta la domanda, qual è la retribuzione prevista e la documentazione necessaria.

Chi sono le persone invalide parziali
Invalidi parziali: chi sono e a cosa hanno diritto

Agevolazioni fiscali e sanitarie

Protesi a ausili gratuiti

La persona invalida parziale ha anche diritto a protesi e ausili eventualmente necessari per la patologia riconosciuta nel verbale di accertamento della Commissione medica.

In questo approfondimento ti spieghiamo chi paga le protesi e gli ausili, in quali casi devi integrare la spesa e come puoi fare per richiederli.

Esenzione ticket sanitario

Al di fuori dei benefici economici, con un’invalidità parziale si ha anche diritto all’esenzione totale dal ticket sulle prestazioni specialistiche e di diagnosi strumentale.

Ti mostriamo la tabella esenzioni ticket per invalidità, come avere il riconoscimento dell’esenzione e a quali prestazioni hai diritto.

Contrassegno disabili

A prescindere dalla percentuale di riduzione della capacità lavorativa e a seconda della menomazione posseduta, la Commissione medica potrebbe indicare sul verbale il diritto al contrassegno per usufruire dei parcheggi per disabili.

Contrassegno invalidi: guida a parcheggio e circolazione. Cosa si può fare e cosa è vietato? Scoprilo in questo approfondimento.

Invalidità parziale e Legge 104

Se ti è stata riconosciuta sia l’invalidità parziale che la condizione di handicap, hai diritto anche alle agevolazioni Legge 104.

Ricordiamo che per l’invalidità civile si prende in considerazione la capacità di lavoro residua della persona, mentre per l’handicap viene valutato lo svantaggio sociale derivante dalla menomazione o dall’infermità.

Con il riconoscimento dell’handicap senza connotazione di gravità, articolo 3 comma 1 della Legge 104/1992, sia tu che il familiare che ti ha fiscalmente a carico, avete diritto a:

  • agevolazioni fiscali (Iva agevolata al 4 per cento e detrazione IRPEF al 19 per cento);
  • esenzione dal pagamento dell’imposta di trascrizione al Pubblico Registro Automobilistico.

Alle persone disabili a cui è stato riconosciuto l’handicap grave ai sensi dell’articolo 3 comma 3 Legge 104/92, e a ai familiari che se ne prendono cura (anche se non li hanno a carico), spetta anche:

  • scelta della sede di lavoro più vicina alla propria residenza (laddove sia possibile);
  • rifiuto del trasferimento a un’altra sede.

Ecco chi sono le persone invalide parziali e cosa spetta. Puoi approfondire tutte le agevolazioni, i benefici e le prestazioni economiche cliccando sugli approfondimenti che ti abbiamo elencato (quelli evidenziati in blu).

Cosa spetta a una persona con invalidità al 90 per cento: tutele, agevolazioni fiscali e prestazioni economiche.

Cosa sono le persone invalide parziali e a cosa hanno diritto in breve

Le persone invalide parziali sono coloro a cui è stata riconosciuta una percentuale di invalidità tra il 75 e il 99 per cento.

Ottenere tale riconoscimento offre diversi vantaggi, tra cui agevolazioni fiscali, prestazioni economiche e assistenza sanitaria.

Alcuni dei diritti e benefici a cui hanno accesso le persone invalide parziali includono l’Assegno ordinario di invalidità, l’assegno di assistenza o pensione di invalidità civile, l’esenzione ticket sanitario, la scelta prioritaria della sede di lavoro, i contributi figurativi, l’Ape Sociale, la pensione anticipata per lavoratori precoci, il congedo per cure, il collocamento mirato, le protesi e gli ausili, il contrassegno per disabili e le agevolazioni previste dalla Legge 104.

FAQ (domande e risposte)

Le persone invalide parziali sono soggette a revisione dell’invalidità?

La revisione dell’invalidità è prevista anche per le persone invalide parziali. L’invalidità parziale indica una condizione in cui una persona ha una limitazione o una disabilità che non è totale, ma che comunque influisce sulla sua capacità di svolgere alcune attività quotidiane. In base alle normative vigenti, le persone con invalidità parziale possono essere sottoposte a revisione per verificare se le loro condizioni di salute sono cambiate nel tempo e se l’invalidità persiste o è migliorata. La revisione serve a garantire che le risorse e i sostegni siano assegnati in modo corretto e adeguato alle esigenze delle persone coinvolte.

Cosa vuol dire avere un’invalidità parziale permanente?

Avere un’invalidità parziale permanente significa che una persona ha una limitazione o una disabilità che non è totale, ma che è di natura duratura o permanente. Ciò significa che la condizione di salute che causa l’invalidità parziale non è suscettibile di un completo recupero o guarigione nel breve termine. L’invalidità parziale permanente può derivare da diversi fattori, come malattie croniche, lesioni permanenti o disabilità congenite. Nonostante l’invalidità parziale, le persone possono ancora essere in grado di svolgere alcune attività quotidiane, ma possono richiedere supporto o adattamenti per affrontare le sfide derivanti dalla loro condizione.

Con l’invalidità parziale posso richiedere anche il Reddito di cittadinanza?

Sì, le persone con invalidità parziale possono essere eleggibili per richiedere il Reddito di cittadinanza. Il Reddito di cittadinanza è un sostegno economico fornito dallo Stato italiano a individui e famiglie che si trovano in condizioni di disagio economico. L’invalidità parziale può influire sulla capacità di una persona di lavorare o di svolgere determinate attività, e di conseguenza può avere un impatto negativo sul reddito disponibile. Il Reddito di cittadinanza è stato istituito per offrire un sostegno finanziario a coloro che si trovano in questa situazione, al fine di garantire un livello minimo di sussistenza. Tuttavia, è importante notare che ci sono requisiti specifici da soddisfare per poter accedere al Reddito di cittadinanza, quindi è consigliabile informarsi sulle condizioni e le procedure di richiesta presso gli enti competenti.

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