Congedo legge 104, le nuove indicazioni INPS

Congedo legge 104, le nuove indicazioni INPS chiariscono le modalità di fruizione, anche dei permessi. L’istituto ha adeguato i criteri dopo l’approvazione del decreto legislativo di giugno 2022. Vediamo cosa cambia.
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06/04/2023

Congedo legge 104, le nuove indicazioni INPS sulla fruizione anche dei permessi sono state pubblicate dall’istituto nella Circolare numero 39 del 4 aprile 2023. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

INDICE

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Le nuove indicazioni amministrative riguardano i dipendenti del settore privato e soprattutto in riferimento a quanto è stato previsto con il decreto legislativo del 30 giugno 2022 (numero 105) che è entrato in vigore nell’agosto di quell’anno.

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Si ricorderà che quelle novità riguardavano in particolare i congedi biennali e i permessi retribuiti. Modifiche che sono state apportate dal legislatore per dare piena attuazione alla direttiva Ue (numero 1158 del 2019) sulla necessità di dare maggiore equilibrio tra la vita professionale e la vita familiare, in particolare per i genitori e per quanti assicurano l’assistenza a familiari con disabilità grave.

Nella circolare le novità riguardano:

  • i permessi legge 104;
  • il congedo legge 104;
  • il prolungamento del congedo parentale.

Su questo argomento potrebbe interessarti un articolo che spiega se e quando la nuora ha diritto al congedo legge 104; c’è anche un post che spiega come funziona il congedo legge 104con la dimora temporanea; e infine cosa accade con il congedo legge 104 quando si cambia la residenza.

Congedo legge 104, le novità

Prima di entrare nel dettaglio ricordiamo cosa ha modificato il decreto del 30 giugno:

  • è stato cambiato l’articolo 33 della legge 104 e con riferimento alla fruizione dei permessi è stato eliminato il referente unico (può esserci più di un caregiver);
  • è stato introdotto il convivente di fatto tra le persone che sono individuate in via prioritaria per la concessione del congedo straordinario (accanto al coniuge e alla parte dell’unione civile). Tra i requisiti richiesti c’è sempre la convivenza con la persona disabile, che può essere instaurata, per i conviventi di fatto, anche dopo la presentazione della domanda per il congedo straordinario.

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Novità per i permessi legge 104

Una delle più importanti novità per la fruizione dei permessi legge 104 è stata l’eliminazione del referente unico dell’assistenza. E se quindi prima era previsto che un solo lavoratore dipendente (con l’esclusione dei genitori) potesse fruire dei tre giorni al mese di permessi retribuiti, dal 13 agosto questo diritto viene esteso a più familiari aventi diritto. Possono usufruirne alternandosi. Un esempio: tre familiari aventi diritto, un giorno a testa.

Domanda al datore di lavoro

Alla domanda da presentare al datore di lavoro per la fruizione dei permessi deve essere allegata anche la dichiarazione della persona con disabilità, deve precisare l’intenzione di farsi assistere da chi presenta l’istanza.

Autorizzazione dell’INPS

L’INPS invia il provvedimento di autorizzazione al richiedente, al disabile grave e al datore di lavoro. Sarà anche precisato, nel caso di più referenti, che la domanda è stata accolta nel limite massimo di giorni fruibili alternativamente da tutti i familiari che hanno il diritto di prestare l’assistenza.

Permessi 104 al lavoratore con disabilità

Non cambia nulla per i lavoratori con disabilità e per il diritto di fruire per sé stesso dei tre giorni di permesso (o dei riposi orari giornalieri alternativi, così come sono previsti dal comma 6 dell’articolo 33 della legge 104).

Resta quindi intatta la possibilità di fruire contemporaneamente nello stesso mese dei permessi da parte del lavoratore disabile e dei familiari che si occupano della sua assistenza.

Permessi non cumulabili

L’INPS ha anche chiarito alcuni aspetti sulla cumulabilità dei permessi e dei congedi, in particolare sono state specificate le regole di cumulabilità tra:

  • giorni di permesso mensile;
  • prolungamento del congedo parentale; 
  • ore di riposo alternativa al congedo parentale.

La fruizione di questi tre benefici a vantaggio della stessa persona con disabilità non possono essere cumulati nello stesso mese. Per questo motivo: si tratta di istituti speciali che rispondono alle stesse esigenze di assistenza da prestare alla persona con disabilità.

L’INPs fornisce nella circolare anche questi esempi:

  • se viene presentata e accolta una domanda di prolungamento del congedo parentale o delle alternative ore di riposo giornaliero, tutte le autorizzazioni ai giorni di permessi legge 104, per assistere la stessa persona disabile grave nello stesso mese, saranno sospese e riattivate d’ufficio per i periodi successivi già oggetto di precedenti provvedimenti di accoglimento.
  • per i mesi in cui uno o entrambi i genitori siano autorizzati a fruire di giornate di prolungamento del congedo parentale oppure delle ore di riposo giornaliero, non potranno essere accolte nuove domande di giorni di permesso mensili per lo stesso soggetto in situazione di disabilità grave.

Congedo legge 104, cosa cambia

La novità più rilevante per il congedo legge 104 riguarda l’estensione del diritto anche al convivente di fatto della persona con disabilità grave.

Differenze tra convivenza di fatto e unione civile

Rispetto al congedo legge 104, l’INPS ha anche precisato che l’unione civile può essere costituita solo tra persone dello stesso sesso, mentre la convivenza di fato include persone dello stesso sesso o di sesso diverso.

Per la definizione delle convivenza di fatto l’istituto ha richiamato nella circolare l’articolo 1 comma 36, della legge numero 76 del 2016, che recita: «Si intendono per «conviventi di fatto» due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile». 

Per l’accertamento della stabile convivenza si dovrà fare riferimento alla dichiarazione anagrafica (per l’unione civile bastano i dati registrati nell’archivio dello stato civile).

La priorità degli aventi diritto

Con l’introduzione delle coppie di fatto tra gli aventi diritto al congedo legge 104, si modifica in parte anche l’ordine di priorità, che ora è così determinato:

  • il “coniuge convivente”/la “parte dell’unione civile convivente”/il “convivente di fatto”;
  • il padre o la madre, anche adottivi o affidatari;
  • uno dei “figli conviventi” della persona disabile in situazione di gravità;
  • uno dei “fratelli o sorelle conviventi” della persona disabile in situazione di gravità;
  • un “parente o affine entro il terzo grado convivente” della persona disabile in situazione di gravità.
Congedo legge 104, le nuove indicazioni INPS
Permessi e congedo legge 104, cosa cambia

Il requisito della convivenza

La convivenza con la persona disabile da assistere può essere instaurata anche dopo la presentazione della domanda di congedo. Ma a una condizione: deve essere garantita per tutta la fruizione del beneficio.

Per questo motivo bisogna specificare nella domanda pewr il congedo legge 104 che il richiedente provvederà a stabilire la convivenza con la persona da assistere entro l’inizio del periodo di congedo e per tutta la durata del beneficio.

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