Letto di mamma in ospedale, discriminati papà caregiver

Così la presenza del "letto di mamma" negli ospedali, per assistere bambini con disabilità, discrimina i papà caregiver.
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29/08/2023

Oggi ho ricevuto la lettera di L., mamma di un ragazzino con disabilità che mi segnala una questione apparentemente di poco conto (soprattutto quando si hanno problemi ben più grandi ai quali pensare, e quindi non si ha tempo per innescare battaglie culturali), ma che in realtà tratta una questione non di poco conto, che ha a che fare non solo con i diritti dei papà caregiver ma anche con gli stereotipi di genere.

“Siamo nel 2023. Nel 2023 in alcuni ospedali esiste il “letto mamma”. Perché le cure al proprio figlio sono appannaggio della mamma. E i papà? I papà che vogliono assistere i propri figli non sono contemplati continuando a riproporre un vecchio retaggio culturale dove alla donna spetta la cura dei figli e ai padri il solo mantenimento economico.”

Foto del "Letto di mamma" in ospedale che discrimina i papà caregiver
Foto del “letto di mamma” in ospedale che discrimina i papà caregiver

L. mi scrive appunto da un ospedale nel quale si trova per un ricovero di suo figlio con disabilità, minorenne, e che quindi deve assistere. Prosegue:

“Siamo sommersi da articoli dove spunta la parola “mammo” per descrivere quei papà che si occupano dei figli. Mammo e non papà. Quante volte a un bambino che gioca con le bambole viene detto «giochi a fare la mamma?». No, gioca a fare il papà! Ho perso il conto di quanti bagni pubblici abbiamo trovato in giro dove il fasciatoio era posizionato nei bagni femminili… E basta.”

L. è anche psicologa e come tale con gli stereotipi di genere e certe barriere culturali è abituata a rapportarsi. Ma qui si parla di ancora oltre, di diritto alla cura e all’assistenza: 

“Quando nostro figlio era in ospedale, essendo entrambi genitori e volendo entrambi stare con nostro figlio, ci siamo alternati nei giorni di ricovero. Non ho ricevuto complimenti dal personale sanitario, nessuno mi ha detto che ero una buona madre perché stavo assistendo mio figlio. A mio marito invece è stato detto varie volte che era un bravo papà. È importante arrivare a una condivisione di diritti e doveri di entrambi i genitori a prescindere dal sesso di appartenenza.”

E anche per L. la causa di simili problemi è sempre la stessa: una matrice culturale prettamente patriarcale e machista che vede la donna come guardiana del focolare mentre l’uomo deve provvedere ad altro, mansioni decisamente più virili rispetto a quella di occuparsi della propria famiglia in senso di cura: 

“Anche i papà hanno diritti. Ma finché la cultura patriarcale vedrà l’uomo come il maschio a cui non interessa la cura, la crescita e l’educazione dei figli (e tante altre cose) queste saranno le conseguenze.”

Leggi anche i contenuti della sezione “Storie” di invaliditaediritti.it:

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