Congedo Legge 104 convivenza: cosa sapere

Le regole per il congedo con Legge 104 e convivenza: quando è obbligatorio, chi non deve spostare la residenza, chi può farlo anche dopo aver presentato domanda e quando si può chiedere la dimora temporanea.
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25/07/2023

Quali sono le regole per il congedo con Legge 104 e residenza? La convivenza con la persona disabile da assistere è sempre obbligatoria? (scopri le ultime notizie su Legge 104, invalidità civile, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Congedo con Legge 104 e convivenza

È obbligatoria?

Congedo con Legge 104 e convivenza è obbligatorio, ma non per tutti. Vediamo i casi in cui c’è l’obbligo, quelli in cui non è necessario spostare la convivenza, quando il requisito può essere formalizzato successivamente e quando si può anche richiedere la dimora temporanea.

Il requisito della convivenza

Il requisito della convivenza per il congedo 104 si ritiene soddisfatto quando risulta la concomitanza della residenza anagrafica e della convivenza, ovvero della coabitazione.

In parole più semplici, non basta che abiti con il familiare disabile grave da assistere, ma è necessario che al comune risultiate residenti presso lo stesso Comune e lo stesso stabile e numero civico, anche se in appartamenti diversi.

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Questo requisito deve essere provato mediante produzione di dichiarazione sostitutiva ai sensi del DPR n. 445/2000 articoli 46 e 47.

Il requisito della convivenza è stato anche rilevato dalla Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 18 febbraio 2010, n. 3884 e dal Messaggio INPS 4 marzo 2010, n. 6512.

Legge 104 e convivenza di fatto: si ha diritto alle agevolazioni lavorative? E come si dimostra la convivenza di fatto? Ne parliamo in questo articolo.

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Chi non deve spostarla

Non hanno l’obbligo di spostare la residenza presso quella della persona disabile da assistere solo i genitori di figli disabili.

In questo caso, si può fare domanda per congedo Legge 104 senza necessità di presentare alcuna documentazione che certifichi la convivenza.

Rinuncia congedo Legge 104, l’INPS ha introdotto una nuova funzione online che consente di rinunciare del tutto o in parte alla richiesta di congedo già presentata. Vediamo come si accede e quando utilizzare questo servizio.

Chi può spostarla dopo la domanda

I figli di genitori disabili possono richiedere il congedo 104 quando ancora non hanno spostato la residenza, per poi formalizzare successivamente il requisito.

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Chi può richiedere la dimora temporanea

Nella Circolare INPS 6 marzo 2012, n.32 e nella Circolare Dipartimento della Funzione Pubblica 3 febbraio 2012, n.1, al fine di tutelare i dritti del portatore di handicap e del familiare che lo assiste, il requisito della convivenza si intende soddisfatto anche nei casi in cui vi sia la dimora temporanea.

Per dimora temporanea si intende la permanenza in un luogo per un certo periodo di tempo. Non può essere quindi la dimora abituale, altrimenti è necessario fissare in quel luogo la residenza, ma neppure occasionale (come ad esempio per turismo).

È quindi possibile chiedere la dimora temporanea e poi fare richiesta del congedo 104. In presenza di questa, il congedo verrà concesso al lavoratore che deve assistere il familiare disabile grave. Tuttavia, pur se esiste questa possibilità, ha dei limiti.

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Limiti della dimora temporanea

La dimora temporanea ha una durata massima di 12 mesi. Dopo questa scadenza, si è obbligati a spostare la residenza presso il Comune in cui si è dimorati temporaneamente, oppure si continua a mantenerla nel Comune in cui si risulta sempre residenti.

Come la mettiamo quindi con il congedo 104, la cui durata massima è di due anni? Come probabilmente avrai intuito, la dimora temporanea può essere utile nel caso in cui non si abbia bisogno di fruire in maniera complessiva dei due anni di congedo.

Oppure, nei casi in cui più lavoratori familiari possono ottenere, alternativamente, la Legge 104 per fruire delle agevolazioni. In questo caso, per esempio, potrebbe chiedere la dimora temporanea prima un figlio, per 12 mesi, e poi un altro figlio, per altri 12 mesi.

Divieto di licenziamento e Naspi per i papà in congedo: dura un anno, i chiarimenti dell’INPS. Estese anche ai padri lavoratori le stesse tutele garantite alla madre. Le disposizioni sono contenute nella legge che è stata approvata nell’agosto dello scorso anno sull’equilibrio tra vita professionale e familiare per i genitori.

Come si richiede la dimora temporanea

Per richiedere la dimora temporanea, dovrai recarti presso l’Ufficio Anagrafe del Comune per cui chiedi la residenza.

Attenzione: la dimora temporanea può essere chiesta solo se il familiare è residente in un Comune diverso e non nello stesso Comune. In quel caso, non puoi fare altro che spostare la residenza presso l’abitazione della persona disabile da assistere, altrimenti il congedo non ti verrà concesso.

Una volta che ti verrà accettata la richiesta per la dimora temporanea, potrai fare domanda per il congedo straordinario, compilando la modulistica.

Congedo 104 e ordine di priorità: la convivenza ribalta l’ordine di priorità? Come cambia il congedo per i conviventi

Congedo con Legge 104 e convivenza
Congedo Legge 104 convivenza: in foto un’anziana con la sua badante.

Come richiedere il congedo

La modalità di presentazione della domanda per congedo 104 cambia se il lavoratore è un dipendente pubblico o privato.

dipendenti pubblici devono presentare domanda per il congedo straordinario all’ufficio del personale dell’Ente per cui presta servizio.

Invece, i dipendenti di ditte private e gli operai agricoli iscritti all’INPS possono inoltrare domanda:

  • per via telematica, accedendo al sito dell’Istituto seguendo questa procedura: “prestazioni e servizi”, “tutti i servizi”, filtrare la ricerca cliccando sulla lettera “D”, “domande per prestazioni a sostegno del reddito”, “autenticazione tramite SPID, CIE o CNS”, “disabilità”, “permessi Legge 104/1992”, “acquisizione domanda per assistenza ai familiari disabili”.
  • tramite un CAF o un patronato.

Alla domanda bisogna allegare il verbale di handicap del familiare disabile grave. Anche il verbale provvisorio ha la stessa validità e può essere utilizzato fino a quando non verrà rilasciato il verbale definitivo. Appena arrivato, tramite raccomandata, il documento va consegnato all’ufficio del personale.

Modulistica per congedo straordinario

Congedo con Legge 104 e convivenza in breve

  • Il congedo con Legge 104 e la convivenza sono obbligatori in alcuni casi, ma non per tutti. La convivenza deve essere provata mediante la residenza anagrafica presso lo stesso Comune e lo stesso stabile e numero civico.
  • I genitori di figli disabili non sono obbligati a spostare la residenza per ottenere il congedo. Non è richiesta alcuna documentazione che attesti la convivenza.
  • I figli di genitori disabili possono richiedere il congedo anche se non hanno ancora spostato la residenza, ma devono formalizzare il requisito successivamente.
  • La convivenza può essere considerata soddisfatta anche in caso di dimora temporanea, secondo alcune circolari ministeriali.
  • La dimora temporanea implica la permanenza in un luogo diverso dalla residenza abituale per un periodo di tempo limitato, ma ha una durata massima di 12 mesi. Dopo questo periodo, è necessario spostare la residenza o mantenerla nel Comune di origine.
  • La dimora temporanea può essere utile per ottimizzare l’uso del congedo 104, specialmente se più membri della famiglia possono richiederlo in modo alternato.
  • La richiesta di dimora temporanea deve essere presentata presso l’Ufficio Anagrafe del Comune di destinazione. Successivamente, si può fare domanda per il congedo straordinario compilando la modulistica.
  • I dipendenti pubblici devono presentare la domanda di congedo straordinario all’ufficio del personale dell’ente in cui lavorano. I dipendenti privati e gli operai agricoli iscritti all’INPS possono presentare la domanda online o tramite un patronato.
  • Alla domanda bisogna allegare il verbale di handicap del familiare disabile grave, che può essere anche provvisorio.
  • Sono disponibili moduli specifici per richiedere il congedo 104 a seconda del legame di parentela con la persona disabile (genitore, fratello/sorella, coniuge/partner o figlio).

FAQ (domande e risposte)

Che cos’è il congedo Legge 104?

Il congedo Legge 104, noto anche come congedo per assistenza a persone con disabilità, è un diritto previsto dalla normativa italiana per i lavoratori che si trovano nella situazione di dover assistere un familiare o una persona a loro affidata affetta da una grave disabilità riconosciuta dalla legge.

Durante il congedo Legge 104, il lavoratore può sospendere, per massimo due anni della propria vita lavorativa, la propria attività lavorativa per dedicarsi all’assistenza e alla cura della persona con disabilità. Questo diritto è finalizzato a garantire il benessere e il supporto necessario alle persone che necessitano di cure e attenzioni particolari.

A chi spetta il congedo Legge 104?

Il congedo Legge 104 spetta ai lavoratori dipendenti che hanno un familiare o una persona a loro affidata affetta da una grave disabilità. In particolare, possono beneficiarne i dipendenti pubblici e privati, sia a tempo determinato che indeterminato.

Il congedo può essere richiesto da coloro che hanno un coniuge, un parente o un affine entro il secondo grado (come genitori, figli, fratelli, suoceri) che presenta una situazione di disabilità grave. È importante precisare che la disabilità deve essere riconosciuta legalmente e certificata.

Perdo le ferie durante il congedo Legge 104?

Durante il congedo Legge 104, il lavoratore non perde il diritto alle ferie maturate. Le ferie accumulate possono essere usufruite prima dell’inizio del congedo o successivamente, nel periodo successivo al ripristino dell’attività lavorativa.

In pratica, le ferie non vengono sottratte o annullate a causa del congedo Legge 104. Tuttavia, è necessario tener conto delle specifiche regole aziendali e delle disposizioni contrattuali che possono variare da caso a caso. È sempre consigliabile consultare il proprio contratto di lavoro o rivolgersi al dipartimento delle risorse umane per ottenere informazioni precise sulle modalità di fruizione delle ferie durante il congedo Legge 104.

Cosa non posso fare durante il congedo Legge 104?

Durante il congedo Legge 104, è importante rispettare alcune regole e limitazioni che disciplinano questa tipologia di assenza dal lavoro. Ecco alcune cose che non è possibile fare durante il congedo Legge 104:

  1. Lavorare per un altro datore di lavoro: durante il congedo, non è consentito svolgere un’altra attività lavorativa presso un diverso datore di lavoro. Il congedo per assistenza deve essere dedicato esclusivamente all’assistenza della persona con disabilità.
  2. Effettuare viaggi o spostamenti non necessari: il congedo Legge 104 è finalizzato all’assistenza e alla cura della persona con disabilità. Pertanto, è importante limitare gli spostamenti e i viaggi non strettamente necessari durante il periodo di congedo.
  3. Abusare del congedo: il congedo Legge 104 deve essere utilizzato in modo responsabile e conforme alle reali esigenze di assistenza. Non è consentito abusare di questa possibilità, poiché potrebbe comportare conseguenze negative sia dal punto di vista legale che lavorativo.

Cosa rischio se abuso della Legge 104?

L’abuso della Legge 104 comporta rischi e conseguenze sia dal punto di vista legale che lavorativo. Le conseguenze possono variare a seconda del contesto specifico e della gravità dell’abuso commesso. Ecco alcuni dei rischi che si possono correre:

  1. Sanzioni disciplinari: l’abuso del congedo Legge 104 può essere considerato un comportamento non conforme alle disposizioni aziendali o contrattuali. Ciò potrebbe portare all’applicazione di sanzioni disciplinari, come richiami scritti, sospensioni o addirittura il licenziamento, a seconda della gravità dell’infrazione e delle politiche aziendali.
  2. Recupero delle retribuzioni indebitamente percepite: se viene accertato l’abuso del congedo Legge 104, l’azienda potrebbe richiedere il recupero delle retribuzioni corrisposte durante il periodo di congedo non dovuto. Questo può comportare una riduzione delle future retribuzioni o richieste di restituzione delle somme già percepite.
  3. Azioni legali: in caso di abuso grave e sistematico del congedo Legge 104, l’azienda potrebbe intraprendere azioni legali contro il lavoratore. Ciò potrebbe comportare il licenziamento per abuso Legge 104 e richieste di risarcimento danni.

È fondamentale rispettare le norme e le finalità del congedo Legge 104 per evitare problemi e garantire un corretto utilizzo di questa importante tutela prevista dalla legge.

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