Invalidità civile: come si calcola

Come si calcola la percentuale di invalidità civile? Vediamo insieme qual è la procedura e cosa cambia in caso di più patologie coesistenti o concorrenti.
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25/08/2023

In questo approfondimento vedremo insieme come si calcola la percentuale di invalidità civile (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cos’è l’invalidità civile?

Per invalidità civile si intende la riduzione della capacità lavorativa di un individuo, a causa di menomazioni fisiche o psichiche, permanenti e croniche, o di patologie.

La percentuale di invalidità civile viene riconosciuta da un’apposita commissione medica, al termine della visita di controllo a cui il paziente deve obbligatoriamente sottoporsi. Il punteggio è riportato nel verbale di accertamento.

Ricordiamo che, per essere riconosciuti invalidi civili, occorre una percentuale superiore al 33%. Sotto questa misura non si ha diritto ad agevolazioni o benefici di alcun tipo.

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Agevolazioni e benefici con l’invalidità civile

Il riconoscimento dell’invalidità civile dà diritto a una serie di agevolazioni che crescono con l’aumentare della percentuale che è stata riconosciuta:

  • dal 34%, diritto alla fornitura gratuita di protesi ed ausili coerenti con le patologie esposte nel verbale al campo diagnosi;
  • dal 46%, accesso all’iscrizione alla lista per il collocamento obbligatorio dalla quale devono attingere i datori di lavoro, pubblici e privati, per l’obbligo di assunzione degli invalidi;
  • dal 51%, i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, possono richiedere annualmente un congedo straordinario retribuito per cure per trenta giorni, anche non consecutivi, su richiesta del medico curante ed autorizzazione dell’Asl;
  • dal 67%, esenzione dal pagamento del ticket sanitario per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, di diagnostica strumentale e di laboratorio; agevolazioni per tessera trasporto pubblico locale; priorità nelle graduatorie per le case popolari; riduzione canone telefonico ed esenzione della reperibilità per le visite fiscali;
  • dal 74%, diritto all’assegno mensile di assistenza erogato dall’INPS di 313,91 euro mensili in presenza di redditi personali inferiori a 5.391,88 euro (per il 2023) per disoccupati. A 67 anni l’assegno si trasforma in assegno sociale;
  • dal 75%, per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, maggiorazione dell’anzianità pari a due mesi per ogni anno, fino ad un massimo di 60 mesi, durante il quale si è nella condizione di invalido civile al 75 %;
  • 100%, diritto alla pensione di inabilità erogato dall’Inps di 313,91 euro mensili in presenza di redditi personali inferiori a 17.920 euro (nel 2023). A 67 anni la pensione si trasforma in assegno sociale;
  • 100%, con il riconoscimento dell’impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o a compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita propri dell’età, diritto all’indennità di accompagnamento pari a 527,16 euro senza alcun limite di reddito.

Come si calcola la percentuale di invalidità civile?

Il riconoscimento della percentuale di invalidità civile avviene prendendo come riferimento le tabelle ministeriali, che riportano le varie patologie, divise in base all’apparato interessato, e le percentuali indicate con un punteggio minimo e un punteggio massimo.

Se, ad esempio, una patologia prevede una percentuale di invalidità compresa tra il 40 e il 50%, significa che la commissione medica riconoscerà all’interessato una percentuale di invalidità compresa tra questi due valori, in base alla gravità della sua patologia.

Come si calcola la percentuale di invalidità civile di due patologie?

Le cose cambiano quando una persona è colpita da più patologie contemporaneamente.

In questo caso è necessario distinguere tra patologie coesistenti e patologie concorrenti.

Cosa sono le patologie coesistenti?

Le patologie coesistenti riguardano organi e apparati collegati funzionalmente. Per calcolare la percentuale di invalidità si utilizza la formula riduzionistica, nota anche come formula scalare di Balthazard.

La procedura è la seguente: bisogna, in primis, calcolare le percentuali di ciascuna invalidità, sommarle tra loro e dal risultato va sottratto il prodotto delle due percentuali, secondo questa formula:

  • IT = (IP1 + IP2) – (IP1 x IP2)

Facciamo un esempio: prendiamo un soggetto con due patologie, la prima con un’invalidità stimata del 55%, la seconda del 35%.

Trasformiamo le percentuali in numeri decimali, quindi: 0,55 e 0,35. Ora procediamo con il calcolo, prima sommando le due cifre (0,90) e poi moltiplicandole tra loro (0,19).

Ora sottraiamo dal primo risultato (0,90) il secondo risultato (0,19) per avere la percentuale di invalidità del nostro esempio: 0,71, quindi il 71% di invalidità.

Cosa sono le patologie concorrenti?

In caso di patologie concorrenti, ovvero che interessano lo stesso organo o apparato, nella maggior parte dei casi le percentuali sono indicate direttamente nelle tabelle ministeriali.

In caso contrario, va valutata ogni singola patologia e quanto queste incidono sulla vita e sulla capacità lavorativa dell’individuo.

L’indicazione è molto generica, ecco perché nel tempo si è utilizzato il calcolo con formula intermedia Salomonica, che consente di ottenere una percentuale di invalidità approssimativamente a metà tra la somma matematica e il calcolo riduzionistico di Balthazard.

La formula è la seguente:

  • [(1^ menomazione + 2^ menomazione) – (1^ menomazione x 2^ menomazione) / 2]

Facciamo un esempio: prendiamo due menomazioni, una con il 50% di invalidità, l’altra con il 40% di invalidità. Trasformiamole in numeri decimali, quindi: 0,50 e 0,40.

Sommiamo le due cifre, per avere come risultato 0,90. Ora moltiplichiamo le due cifre, per avere come risultato 0,20. Sottraiamo dal primo risultato il secondo risultato: 0,70. Il risultato finale va diviso per due: 0,70 diviso 2 è 0,35. Al nostro paziente verrà riconosciuta un’invalidità del 35%.

Percentuali di invalidità civile: tabelle e punteggi

Dopo avervi spiegato come si calcola la percentuale di invalidità con una o più patologie (coesistenti o concorrenti), vediamo insieme tutte le percentuali di invalidità riportate, per ogni singola patologia, in base a ogni singolo apparato, nelle tabelle ministeriali.

Apparato cardiocircolatorio

  • angina pectoris stabile: 60;
  • aritmie gravi con pace-maker non applicabile: 100;
  • cardiopatia valvolare aortica con applicazione di protesi: 25;
  • cardiopatia valvolare non aortica con applicazione di protesi: 35;
  • stenosi congenita polmonare grave (III classe NYHA: da 71 a 80;
  • stenosi o coartazione aortica congenita moderata (II classe NYHA): 50;
  • stenosi o coartazione aortica congenita serrata (III classe NYHA): 75;
  • miocardite o valvulopatie con insufficienza cardiaca lieve (I classe NYHA): da 21 a 30;
  • miocardite o valvulopatie con insufficienza cardiaca moderata (II classe NYHA): da 41 a 50;
  • miocardite o valvulopatie con insufficienza cardiaca grave (III classe NYHA): da 71 a 80;
  • miocardite o valvulopatie con insufficienza cardiaca gravissima (IV classe NYHA): 100;
  • coronaropatia lieve (I classe NYHA): da 11 a 20;
  • coronaropatia moderata (IUI classe NYHA): da 41 a 50;
  • coronaropatia grave (III classe NYHA): da 71 a 80;
  • coronaropatia gravissima (IV classe NYHA): 100;
  • stenosi congenita della polmonare moderata (II classe NYHA): da 31 a 40;
  • cardiopatie con applicazione di pace-maker a frequenza fissa: da 31 a 40;
  • cardiopatie con applicazione di pace-maker a frequenza variabile secondo esigenze fisiologiche: da 21 a 30;
  • trapianto cardiaco in assenza di complicanze: da 71 a 80.

Apparato respiratorio

  • asma allergico estrinseco: da 21 a 30,
  • asma intrinseco: 35;
  • enfisema lobare congenito: 11;
  • rinite cronica atrofica: da 1 a 10;
  • rinite cronica ipertrofica con stenosi bilaterale: da 11 a 20;
  • rinite cronica vasomotoria o allergica: da 1 a 10;
  • sinusite cronica con reperto radiologico significativamente positivo: 15;
  • tubercolosi con esiti fibrosi parenchimali o pleurici con insufficienza respiratoria lieve: da 11 a 20;
  • tubercolosi con esiti fibrosi parenchimali o pleurici con insufficienza respiratoria moderata: da 41 a 50;
  • tubercolosi con esiti fibrosi parenchimali o pleurici con insufficienza respiratoria grave: da 81 a 90;
  • tubercolosi con esiti fibrosi parenchimali o pleurici con insufficienza respiratoria e dispnea a riposo: 100;
  • bilobectomia: 61;
  • bronchiectasia acquisita: 35;
  • bronchiectasia congenita: da 21 a 30;
  • bronchiectasia congenita associata a mucoviscidosi: 80;
  • bronchite asmatica cronica: 45;
  • cisti broncogene o polmonari congenite: da 31 a 40;
  • fibrosi polmonare interstiziale diffusa idiopatica: 95;
  • ipoplasia o aplasia polmonare congenita monolaterale: da 41 a 50;
  • malattia polmonare ostruttiva cronica con prevalente bronchite: 75;
  • malattia polmonare ostruttiva cronica con prevalente enfisema: 65;
  • pneumonectomia: 45;
  • pneumonectomia con insufficienza respiratoria media: 80;
  • pneumonectomia con insufficienza respiratoria grave: 100;
  • sarcoidosi in trattamento: 41.

Apparato digerente

  • emorroidi: 10;
  • calcolosi biliare senza compromissione dello stato generale: 21;
  • cirrosi epatica con disturbi della personalità (encefalopatia epatica intermittente): 95;
  • cirrosi epatica con ipertensione portale: da 71 a 80;
  • colecisto-digiunostomia esiti: 9;
  • colite ulcerosa (III classe): da 41 a 50;
  • colite ulcerosa (IV classe): da 61 a 70;
  • diverticolosi del colon (II classe): da 21 a 30;
  • diverticolosi del colon (III classe): da 41 a 50;
  • epatite cronica attiva: 51;
  • epatite cronica attiva autoimmune: 70;
  • epatite cronica attiva nell’infanzia: da 71 a 80;
  • esiti di trattamento chirurgico per ernia diaframmatica congenita: da 1 a 10;
  • esiti di trattamento chirurgico per atresia esofagea (II classe): da 21 a 30;
  • esiti di trattamento chirurgico per atresia esofagea (III classe): da 41 a 50;
  • fistola ano-rettale: 10;
  • fistola gastro-digiuno colica (II classe): da 21 a 30;
  • fistola gastro-digiuno colica (III classe): da 41 a 50;
  • fistola gastro-digiuno colica (IV classe): da 61 a 70;
  • gastroenterostomia – neostoma funzionante (II classe): da 21 a 30;
  • gastroenterostomia – neostoma funzionante (III classe): 41;
  • lobectomia epatica destra: 35;
  • ulcera gastrica o duodenale (II classe): 10;
  • ulcera gastrica o duodenale (III classe: da 21 a 30;
  • morbo di Crohn (I classe): 15;
  • morbo di Crohn (II classe): da 21 a 30;
  • morbo di Crohn (III classe): da 41 a 50;
  • morbo di Crohn (IV classe): da 61 a 70;
  • pancreatite cronica (I classe): 10;
  • pancreatite cronica (II classe): da 21 a 30;
  • pancreatite cronica (III classe): da 41 a 50;
  • pancreatite cronica (IV classe): da 61 a 70;
  • procidenza del retto: 8;
  • prolasso del retto: 5;
  • sindrome postprandiale da gastrectomia (I classe): 10;
  • sindrome postprandiale da gastrectomia (II classe): da 11 a 20;
  • ano iliaco: 41;
  • megacolon – colostomia (II classe): da 21 a 30;
  • megacolon – colostomia (III classe): da 41 a 50;
  • esofagostomia cervicale e gastrostomia: 80;
  • sindrome da malassorbimento enterogeno con compromesso stato generale: da 41 a 50.

Apparato urinario

  • stenosi uretrale (due dilatazioni mensili): 25,
  • cistectomia con derivazione nel sigma: da 41 a 50;
  • cistite cronica: da 11 a 20;
  • prostatite cronica o ipertrofia prostatica: da 11 a 20;
  • ritenzione urinaria cronica con catetere a permanenza: 46;
  • ritenzione urinaria cronica con cateterismo saltuario: 25;
  • ritenzione urinaria cronica plurisettimanale: 35;
  • megavescica: 30;
  • agenesia di un rene non complicata: 21;
  • anomalie non complicata della pelvi renale: 21;
  • duplicità o ectopia uretrale bilaterale: 41;
  • duplicità o ectopia uretrale monolaterale: 15;
  • glomerulonefrite da immunocomplessi con insufficienza renale lieve: da 61 a 70;
  • glomerulonefrite ereditaria: 100;
  • idronefrosi bilaterale: da 41 a 50;
  • ipoplasia renale bilaterale: 75;
  • ipoplasia segmentaria renale senza disturbi funzionali: 15;
  • nefrectomia con rene superstite integro: 25;
  • nefrolitiasi con necessità di dieta rigida e di almeno due controlli e/o trattamenti annuali: da 21 a 30;
  • ptosi renale bilaterale non complicata: 15;
  • rene a ferro di cavallo con calcolosi: 45;
  • rene a ferro di cavallo con idronefrosi: 55;
  • rene a ferro di cavallo non complicato: da 11 a 20;
  • rene ectopico pelvico: 11;
  • tumore di Wilms: 95;
  • rene multicistico unilaterale non complicato: 21;
  • rene policistico bilaterale: 70;
  • sindrome nefrosica con insufficienza renale grave: da 81 a 90;
  • sindrome nefrosica con insufficienza renale lieve: da 31 a 40;
  • pielonefrite cronica: 30;
  • cistostomia con carattere a permanenza: da 61 a 70;
  • estrofia della vescica urinaria: 80;
  • fistola uretrale: 15;
  • cistectomia con derivazione esterna o con neovescica e scarso controllo sfinterico: da 51 a 60;
  • esiti di nefropatia in trattamento dialitico permanente: da 91 a 100;
  • trapianto renale: 60.

Apparato endocrino

  • ipotiroidismo grave con ritardo mentale: 100;
  • acromegalia senza rilevanti limitazioni funzionali: 11;
  • nanismo ipofisario: 50;
  • obesità con indice di massa corporea tra 35 e 40 e complicanze artrosiche: da 31 a 40;
  • artropatia gottosa con grave impegno renale: da 91 a 100;
  • diabete insipido renale: 46;
  • diabete mellito tipo 1° o 2° con complicanze macroangiopatiche e manifestazioni cliniche di medio grado (classe III): da 41 a 50;
  • diabete mellito insulino dipendente con mediocre controllo metabolico e iperlipidemia o con crisi ipoglicemiche frequente nonostante la terapia (classe III): da 51 a 60;
  • diabete mellito complicato da grave nefropatia e/o retinopatia proliferante, maculopatia, emorragie vitreali e/o arteriopatia ostruttiva (classe IV): da 91 a 100;
  • ipercortisolismo con manifestazioni cliniche conclamate: da 61 a 70;
  • iperparatiroidismo primario: 50;
  • ipoparatiroidismo non suscettibile di trattamento utile: da 91 a 100;
  • iposurrenalismo grave: da 91 a 100.

Patologie degli arti inferiori

  • anchilosi di anca in buona posizione: 41;
  • anchilosi in ginocchio in flessione superiore a 40°: 75;
  • anchilosi in ginocchio in flessione tra 35° e 40°: 55;
  • anchilosi di ginocchio rettilinea: da 21 a 30;
  • anchilosi tibiotarsica o sottoastragalica in posizione sfavorevole: 30;
  • anchilosi metatarsica: 12;
  • anchilosi o rigidità del piede superiore al 70%: 14;
  • rigidità di anca superiore al 50%: 35;
  • rigidità o lassità di ginocchio superiore al 50%: 35;
  • anchilosi sottoastragalica isolata: 11;
  • esiti di trattamento chirurgico con endoprotesi di ginocchio: 30;
  • esiti di trattamento chirurgico con endoprotesi d’anca: da 31 a 40;
  • piede piatto bilaterale non complicato: 7;
  • piede piatto monolaterale non complicato: 4;
  • amputazione di coscia: 65;
  • amputazione di gamba senza possibilità di protesi: 60;
  • amputazione di gamba terzo medio con possibilità di protesi: 46;
  • amputazione di gamba terzo superiore: 60;
  • amputazione di ginocchio: 55;
  • amputazione tarso-metatarsica: 46;
  • disarticolazione d’anca: 85;
  • disarticolazione di ginocchio: 65;
  • emipelvectomia: 100;
  • perdita dei due alluci: 15;
  • perdita dei due piedi: 70;
  • perdita di un piede: 35.

Patologie degli arti superiori

  • anchilosi delle articolazioni della mano in posizione favorevole: 35;
  • anchilosi di gomito in posizione favorevole: 30;
  • anchilosi di polso in flessione: 30;
  • anchilosi di spalla in posizione favorevole: 30;
  • anchilosi di spalla in posizione sfavorevole: 60;
  • anchilosi o rigidità di gomito superiore al 70%: 35;
  • anchilosi o rigidità di mano superiore al 70%: 46;
  • anchilosi o rigidità di spalla superiore al 70% in posizione favorevole: 25;
  • anchilosi o rigidità di spalla superiore al 70% in posizione sfavorevole: 45;
  • anchilosi radiocarpica: 21;
  • esiti di trattamento chirurgico con endoprotesi di gomito: 14;
  • esiti di trattamento chirurgico con endoprotesi scapolo-omerale: 25;
  • amputazione 1° dito della mano: 25;
  • amputazione 2° dito della mano: 18;
  • amputazione 3° dito della mano: 14;
  • amputazione 4° dito della mano: 8;
  • amputazione 5° dito della mano: 6;
  • amputazione di avambraccio: 70;
  • amputazione di braccio: 75;
  • amputazione di spalla: 80;
  • amputazione metacarpale: 70;
  • assenza congenita dell’arto superiore: 75;
  • disarticolazione del gomito: 75;
  • disarticolazione del polso: 75;
  • disarticolazione della scapola: 80;
  • perdita anatomica o funzionale delle due mani: 100;
  • perdita arto terzo superiore o medio di braccio: 65;
  • perdita avambraccio terzo medio: 55;
  • perdita dei due pollici: 60;
  • perdita di tutte le dita della mano: 65;
  • perdita di una mano: 65.

Patologie dell’apparato locomotore

  • anchilosi di rachide totale: 75;
  • anchilosi o rigidità completa del capo in flessione o iperestensione: da 61 a 70;
  • scoliosi ad una curva superiore a 40°: da 31 a 40;
  • spondiloartrite anchilopoietica: 55;
  • schisi vertebrale: 6;
  • scoliosi a più curve superiore a 60°: da 31 a 40;
  • spondilolisi: 7;
  • spondilolistesi: 12;
  • anchilosi rachide dorsale con cifosi di grado elevato: da 21 a 30;
  • anchilosi rachide lombare: da 31 a 40;
  • agenesia sacro-coccigea: 80;
  • agenesia sacro-iliaca: 80.

Patologie del sistema nervoso centrale

  • alzheimer con deliri o depressione ad esordio senile: 100;
  • acalculia: 10;
  • epilessia generalizzata con crisi annuali in trattamento: 20;
  • epilessia generalizzata con crisi mensili in trattamento: 40;
  • epilessia generalizzata con crisi plurisettimanali in trattamento: 100;
  • epilessia generalizzata con crisi quotidiane: 100;
  • epilessia localizzata con crisi annuali in trattamento: 10;
  • epilessia localizzata con crisi mensili in trattamento: 41;
  • epilessia localizzata con crisi plurisettimanali o quotidiane in trattamento: da 91 a 100;
  • sindrome cerebellare: da 41 a 50;
  • sindrome cerebellare grave: da 91 a 100;
  • afasia lieve: da 21 a 30;
  • afasia media: da 61 a 70;
  • afasia grave: da 91 a 100;
  • sindrome occipitale con emianopsia controlaterale: 41 a 50;
  • sindrome parietale con emianopsia a quadrante: 20;
  • emiparesi grave o emiplegia associata a disturbi sfinterici: 100;
  • emiparesi grave o emiplegia (emisoma dominante): da 61 a 70;
  • emiparesi grave o emiplegia (emisoma non dominante): da 51 a 60;
  • emiparesi con emisoma dominante: da 41 a 50;
  • emiparesi con emisoma non dominante: d 31 a 40;
  • paralisi cerebrale infantile con emiplegia o atassia: da 91 a 100;
  • sindrome extrapiramidale parkinsoniana o coreiforme o coreoatetosica grave: da 91 a 100;
  • sindrome extrapiramidale parkinsoniana o coreiforme o coreoatetosica: da 41 a 50;
  • sindrome parietale aprassia bilaterale mani: da 41 a 50;
  • microcefalia con esclusione di deficit di altre funzioni: 25;
  • idrocefalo derivato: da 31 a 40.

Patologie del sistema nervoso periferico

  • lesione bilaterale dei nervi cranici IX-X-XI-XII con deficit grave della deglutizione, fonazione e articolazione del linguaggio: da 91 a 100;
  • plegia dei muscoli oculomotori estrinseci (III nervo cranico): da 21 a 30;
  • plegia dei muscoli oculomotori estrinseci (IV o Vi nervo cranico): da 1 a 10;
  • mielomeningocele lombare: 45;
  • atrofia muscolare cronica progressiva infantile: 95;
  • lesione non dominante del nervo sottoscapolare: da 1 a 10;
  • lesione dominante del nervo circonflesso: da 11 a 20;
  • lesione non dominante del nervo circonflesso: da 1 a 10;
  • lesione del nervo crurale: 25;
  • lesione dominante del nervo mediano al braccio: da 31 a 40;
  • lesione non dominante del nervo mediano al braccio: da 21 a 30;
  • lesione dominante del nervo mediano al polso: da 11 a 20;
  • lesione non dominante del nervo mediano al polso: da 1 a 10;
  • lesione dominante del nervo muscolo cutaneo: da 11 a 20;
  • lesione non dominante del nervo muscolo cutaneo: da 1 a 10;
  • lesione dominante del nervo radiale sopra la branca tricipitale: da 31 a 40;
  • lesione non dominante del nervo radiale sopra la branca tricipitale: da 21 a 30;
  • lesione dominnte del nervo radiale sotto la branca tricipitale: da 21 a 30;
  • lesione non dominante del nervo radiale sotto la branca tricipitale: da 11 a 20;
  • lesione del nervo sciatico (tronco comune): da 21 a 30;
  • lesione del nervo sciatico popliteo esterno: 25;
  • lesione dominante del nervo sottoscapolare: da 11 a 20;
  • lesione dominante del nervo ulnare al braccio: da 21 a 30;
  • lesione non dominante del nervo ulnare al braccio: da 11 a 20;
  • lesione dominante del nervo ulnare al polo: da 11 a 20;
  • lesione non dominante del nervo ulnare al polso: da 1 a 10;
  • lesione radicolare dominante tipo Dejerine Klumpke: da 51 a 60;
  • lesione radicolare non dominante tipo Dejerine Klumpke: da 41 a 50;
  • lesione radicolare dominante tipo Erb-Duchenne: da 41 a 50;
  • lesione radicolare non dominante tipo Erb-Duchenne: da 31 a 40;
  • paraparesi con deficit di forza grave o paraplegia associata o non a disturbi sfinterici: 100;
  • paraparesi con deficit di forza lieve: da 31 a 40;
  • paraparesi con deficit di forza medio: da 51 a 60;
  • paresi dell’arto inferiore con deficit di forza grave o plegia: da 41 a 50;
  • paresi dell’arto inferiore con deficit di forza grave o plegia associata ad incontinenza sfinterica: da 71 a 80;
  • paresi dell’arto inferiore con deficit di forza lieve: da 11 a 20;
  • paresi dell’arto inferiore con deficit di forza medio: da 21 a 30;
  • paresi dell’arto superiore dominante con deficit di forza lieve: da 21 a 30;
  • paresi dell’arto superiore dominante con deficit di forza medio: da 41 a 50;
  • paresi dell’arto superiore dominante con deficit di forza grave o plegia: da 61 a 70;
  • paresi dell’arto superiore non dominante con deficit di forza lieve: da 21 a 30;
  • paresi dell’arto superiore non dominante con deficit di forza medio: da 31 a 40;
  • paresi dell’arto superiore non dominante con deficit di forza grave o plegia: da 51 a 60;
  • tetraparesi con deficit di forza medio: da 71 a 80;
  • tetraparesi con deficit di forza grave o tetraplegia associata o meno a incontinenza sfinterica: 100;
  • sindrome della cauda equina completa con disturbi sfinterici e anestesia a sella: da 61 a 70.

Patologie psichiche

  • demenza iniziale: da 61 a 70;
  • demenza grave: 100;
  • insufficienza mentale lieve: da 41 a 50;
  • insufficienza mentale media: da 61 a 70;
  • insufficienza mentale grave: da 91 a 100;
  • esiti di sofferenza organica accertata strumentalmente che comporti isolati e lievi disturbi della memoria: da 11 a 20;
  • esiti di sofferenza organica accertata strumentalmente che comporti disturbi di memoria di media entità: da 21 a 30;
  • esiti di sofferenza organica accertata strumentalmente che comporti gravi disturbi della memoria: da 41 a 50;
  • nevrosi fobica ossessiva e/o ipocondriaca di media entità: da 21 a 30;
  • nevrosi fobica ossessiva lieve: 15;
  • nevrosi fobica ossessiva grave: da 41 a 50;
  • psicosi ossessiva: da 71 a 80;
  • nevrosi isterica lieve: 15;
  • nevrosi isterica grave: da 41 a 50;
  • psicosi ossessiva: da 71 a 80,
  • nevrosi isterica lieve: 15;
  • nevrosi isterica grave: da 41 a 50;
  • sindrome delirante cronica grave con necessità di terapia continua: 100;
  • sindrome schizofrenica cronica con riduzione della sfera istinto-affettiva e diminuzione dell’attività pragmatica: da 31 a 40;
  • sindrome schizofrenica cronica grave con autismo, delirio o profonda disorganizzazione della vita sociale: 100;
  • sindrome schizofrenica cronica con disturbi del comportamento e delle relazioni sociali e limitata conservazione delle capacità intellettuali: da 71 a 80;
  • sindrome delirante cronica: da 71 a 80;
  • disturbi ciclotimici con crisi subentranti o forme croniche gravi con necessità di terapia continua: 100;
  • disturbi ciclotimici che consentono una limitata attività professionale e sociale: 36;
  • disturbi ciclotimici con ripercussioni sulla vita sociale: da 51 a 60;
  • sindrome depressiva endoreattiva lieve: 10;
  • sindrome depressiva endoreattiva media: 25;
  • sindrome depressiva endoreattiva grave: da 31 a 40;
  • nevrosi ansiosa: 15;
  • sindrome depressiva endogena lieve: 30;
  • sindrome depressiva endogena media: da 41 a 50;
  • sindrome depressiva endogena grave: da 71 a 80;
  • esiti di sofferenza organica accertata strumentalmente con disturbi di comportamento di media entità: da 21 a 30;
  • esiti di sofferenza organica accertata strumentalmente con gravi disturbi di comportamento: da 41 a 50;
  • esiti di sofferenza organica accertata strumentalmente con isolati e lievi disturbi di comportamento: da 11 a 20.
Come si calcola la percentuale di invalidità civile
Come si calcola la percentuale di invalidità civile: in foto un paziente sottoposto a visita medica.

Faq sull’invalidità civile

Come è composta la commissione per la visita di invalidità?

La commissione per la visita di invalidità è costituita da:

  • un presidente;
  • un medico specialista in Medicina Legale;
  • due medici scelti tra i dipendenti o convenzionati con l’ASL di cui uno specialista in Medicina del Lavoro;
  • un medico in rappresentanza di una delle associazioni storiche (ANMIC, UIC, ENS, ANFAS);
  • un medico in rappresentanza dell’INPS ed eventualmente, se tra i soggetti da sottoporre ad accertamento vi sono minorati psichici o intellettivi, uno specialista in malattie neurologiche o psichiatriche, il cosiddetto “membro esperto”, il quale però interviene, almeno formalmente, solo nei verbali di Legge 104/92 e Legge 68/99.

Della commissione fa parte anche un operatore socio-sanitario, quindi un assistente sociale, anche in questo caso però solo per gli accertamenti delle leggi 104/92 e 68/99.

Cosa posso fare se dopo la visita di invalidità il giudizio della commissione medica non mi soddisfa?

Se non ti viene riconosciuta alcuna disabilità o riduzione della capacità lavorativa, oppure se ti viene riconosciuta in misura minore rispetto alle aspettative, puoi proporre ricorso contro il verbale della Commissione medica.

Quando verrà pagata la pensione di inabilità civile a settembre?

L’assegno mensile e la pensione di inabilità civile di settembre 2023 verranno pagate a partire da venerdì 1° settembre (accrediti postali e bancari), anche a coloro che preferiscono il ritiro in contanti, seguendo questo calendario, ordinato in base alla lettera iniziale del cognome:

  • venerdì 1° settembre – Cognomi A-B;
  • sabato 2 settembre (solo mattina) – Cognomi C-D;
  • lunedì 4 settembre – Cognomi E-K;
  • martedì 5 settembre – Cognomi L-O;
  • mercoledì 6 settembre – Cognomi P-R;
  • giovedì 7 settembre – Cognomi S-Z.

Con quali prestazioni non è compatibile l’assegno mensile di assistenza?

L’assegno mensile di assistenza non è compatibile:

Rispetto alle prestazioni assistenziali erogate per gli invalidi civili totali (100%), i ciechi civili e i sordi civili: l’assegno mensile di assistenza non è cumulabile, né compatibile con altre prestazioni economiche previdenziali.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sull’invalidità civile:

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