In questo articolo vedremo in dettaglio come cambia la situazione caso per caso. Ci occuperemo, poi, del metodo usato per calcolare la percentuale di invalidità civile di patologie coesistenti o concorrenti.
Indice
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- Invalidità civile con menomazioni plurime concorrenti e coesistenti: le differenze
- Invalidità civile con menomazioni plurime coesistenti: come funziona il calcolo della percentuale
- Invalidità civile con menomazioni plurime concorrenti: come funziona il calcolo della percentuale
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Invalidità civile con menomazioni plurime concorrenti e coesistenti: le differenze
Le agevolazioni con menomazioni plurime, inserite nelle tabelle dell’Inps (qui tutte le tabelle con i benefici destinati alle persone invalide), sono le più facili da stabilire. Dopotutto, si ha disposizione proprio lo schema già realizzato dall’ente nazionale di previdenza sociale.
Esistono, poi, dei casi di menomazioni concorrenti: patologie che riguardano lo stesso organo o apparato. Per esempio un glaucoma a un occhio con deficit visivo o menomazioni alla spalla e al piede dello stato arto.
Le menomazioni coesistenti, invece, interessano organi e apparati distinti. Per esempio l’apparato respiratorio e quello urinario.
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Invalidità civile con menomazioni plurime coesistenti: come funziona il calcolo della percentuale
Ora spiegheremo come funziona il calcolo di due percentuali di invalidità coesistenti. Non si tratta di una addizione. Useremo delle sigle; tranquillo, si tratta di indicazioni molto semplici:
- IT è l’invalidità totale
- IP1 è la prima menomazione (con la sua percentuale di invalidità)
- IP2 è la seconda menomazione (con la sua percentuale di invalidità).
Ecco la formula per il calcolo della percentuale relativa alle menomazioni plurime coesistenti:
IT = IP1 + IP2 – (IP1 x IP2)
Un esempio pratico.
Se alla prima menomazione è stata assegnata una percentuale di invalidità del 50% e alla seconda del 35%, il calcolo si svolgerà così:
(0,50 + 0,35) – (0,50 x 0,35) = 0,85 – 0,17 = 0,68 (percentuale del 68%)
Questa è la formula di Balthazard.
Invalidità civile con menomazioni plurime: tre o più menomazioni cosistenti
Il calcolo non cambia anche nel caso in cui ci fosse una terza menomazione coesistente.
Se l’invalidità del 50% e quella 35% hanno dato come risultato il 68%, aggiungiamo un’altra menomazione valutata il 25%:
(0,68 + 0,25) – (0,68 x 0,25) = 0,93 – 0,17 = 0,76 (percentuale del 76%)
Le tre menomazioni, valutate rispettivamente 50%, 35% e 25%, hanno prodotto un percentuale di invalidità complessiva del 76% e non del 110%, il risultato della somma delle tre menomazioni.
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Invalidità civile con menomazioni plurime coesistenti: calcolo con tabella
Per calcolare la percentuale complessiva delle menomazioni plurime coesistenti è possibile utilizzare la tabella in basso.
Per procedere è necessario incrociare la percentuale di invalidità della linea orizzontale per la prima menomazione con quella della verticale assegnata alla seconda menomazione.
In presenza di più menomazioni, bisogna procedere al calcolo delle prime due prima di andare avanti con le successive.

Le patologie con una percentuale di invalidità tra l’1 e il 10%, se non sono riferite allo stesso organo o apparato, non rientrano nel calcolo complessivo.
In questo approfondimento abbiamo descritto quali sono le agevolazioni e i diritti ai quali si ha accesso con una invalidità civile permanente.
Invalidità civile con menomazioni plurime concorrenti: come funziona il calcolo della percentuale
Per le le patologie concorrenti, come vedremo, la questione è più complessa. Il decreto ministeriale dice che: «… In alcuni casi, il concorso è direttamente tariffato in tabella (danni oculari, acustici, degli arti ecc.). In tutti gli altri casi, valutata separatamente la singola menomazione, si procede a valutazione complessiva, che non deve di norma consistere nella somma aritmetica delle singole percentuali, bensì in un valore percentuale proporzionale a quello tariffato per la perdita totale anatomo-funzionale dell’organo o dell’apparato…».
Non ci scoraggiamo e vediamo come funziona il “calcolo con forma intermedia salomonica”.
IT= (IP1 + 2IP2) – (IP1 x 1P2/2)
Facciamo un esempio:
le due menomazioni danno rispettivamente:
IP1 = 40% (per il calcolo diventa 0,4)
IP2 = 50% (per il calcolo diventa 0,45)
(0,40 + 0,50) – (0,40 x 0,50/2) = (0,90) – (0,40 x 0,25) = 0,90 – 0,10 = 0,80 quindi 80%
Due menomazioni, che calcolate con una semplice addizione darebbero il 90%, in realtà arrivano all’80%.
Invalidità civile con menomazioni plurime: tabella patologie concorrenti
C’è una tabella, piuttosto indicativa, che rende più chiaro il calcolo con un’oscillazione (e relativo margine di errore) di 5 punti. Per questo, confrontati sempre con il medico curante o gli specialisti dell’azienda sanitaria locale per avere un quadro più chiaro della situazione.

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