Pensione di invalidità per sordità parziale

Scopri chi ha diritto alla pensione di invalidità per sordità parziali e quali sono i requisiti per poter richiedere il beneficio.
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23/07/2023

Pensione di invalidità per sordità parziale: vediamo quando spetta questo beneficio e in quale misura. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo video guide e interviste).

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Quali sono i requisiti per la pensione di invalidità per sordità parziale?

Le persone sorde o ipoacusiche possono beneficiare della pensione di invalidità per sordità parziale se soddisfano i seguenti requisiti sanitari e amministrativi:

  1. Devono avere un’età compresa tra i 18 e i 67 anni.
  2. La sordità deve essere congenita o acquisita durante la crescita, con un grado di ipoacusia pari o superiore a 60 dB di media tra le frequenze di 500, 1000 e 2000 Hz nell’orecchio migliore. Questa condizione deve aver reso difficile l’apprendimento del linguaggio parlato.
  3. Devono trovarsi in uno stato di bisogno economico.
  4. Devono essere cittadini italiani.
  5. Nel caso dei cittadini stranieri comunitari, devono essere iscritti all’anagrafe del comune di residenza.
  6. Per i cittadini extracomunitari, devono possedere un soggiorno legale nel territorio dello Stato e un permesso di soggiorno di almeno un anno.
  7. Devono dimostrare di avere una residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.

È importante sottolineare che la pensione è compatibile con tutte le altre prestazioni erogate per invalidità di guerra, lavoro o servizio, a condizione che queste siano state riconosciute per una menomazione diversa, non riconducibile a quella che ha generato la pensione di guerra, lavoro o servizio.

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Cosa si intende per ipoacusia congenita e ipoacusia acquisita?

L’ipoacusia si riferisce alla diminuzione delle capacità uditive, la quale può variare da lieve, media, grave a profonda, e può essere presente sia in un solo orecchio (monolaterale) che in entrambi (bilateralmente).

È essenziale comprendere la distinzione tra sordità e ipoacusia per determinare le agevolazioni previste:

  1. Sordità congenita: presente sin dalla nascita ed è dovuta a ereditarietà, cause infettive pre o postnatali (come Cytomegalovirus o Rosolia), problemi durante il parto (ipossia) o traumi.
  2. Ipoacusia acquisita in età adulta: può avere diverse cause, tra cui malattie, abuso di farmaci o l’esposizione prolungata a rumori intensi, come quelli presenti in ambienti lavorativi o durante attività di svago.

La legge del 20 febbraio 2006, n. 95, articolo 1 comma 2, stabilisce che “si considera sordo il minorato sensoriale dell’udito affetto da sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che gli abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato, purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio.”

Che cos’è la pensione di invalidità per sordità parziale?

La legge riconosce un sostegno economico a coloro cui è stata diagnosticata una sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva (fino al dodicesimo anno di età) che abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato. Tale beneficio è chiamato pensione di invalidità per sordità parziale.

In ogni caso, non viene fornito un sostegno economico qualora la sordità sia attribuita esclusivamente a cause di natura psichica o se è dovuta a eventi di guerra, lavoro o servizio.

Le persone che sono state riconosciute come affette da sordità prelinguale hanno diritto a ricevere prestazioni economiche fornite dall’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale), benefici fiscali, esenzioni dal pagamento del ticket sanitario e la fornitura di ausili specifici.

Dopo il compimento dei dodici anni, l’ipoacusia rientra nella casistica dell’invalidità civile. Non solo la legislazione di riferimento si modifica, ma anche le agevolazioni e le percentuali per l’indennità economica subiscono delle variazioni.

La pensione di invalidità per sordità parziale è corrisposta per un totale di 13 mensilità, le quali iniziano a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della richiesta.

La pensione è concessa entro determinati limiti di reddito personale stabiliti annualmente (per il 2023, il limite è di 17.920,00 euro) e viene pagata anche nel caso di ricovero in un istituto pubblico che provvede al sostentamento della persona sorda.

Come fare domanda per la pensione di invalidità per sordità parziale?

Per richiedere il riconoscimento della sordità, è necessario presentare una domanda, che può essere compilata da un genitore o da un legale rappresentante per i minori. La domanda per ottenere la pensione deve essere inoltrata dopo il completamento del primo anno di età, seguendo procedure simili a quelle prescritte per l’ottenimento dell’invalidità civile.

Se si tratta di un adulto, l’interessato o il legale rappresentante deve prima recarsi da un medico certificatore presso un ospedale o una ASL e chiedere il rilascio del certificato medico introduttivo e della relativa ricevuta contenente il codice univoco.

Questo codice dovrà essere inserito nella domanda di Accertamento Sanitario, la quale sarà inviata tramite il servizio “Invalidità civile – Procedure per l’accertamento del requisito sanitario (Verifiche Ordinarie InvCiv 2010)”. Nella domanda, è necessario fornire anche i dati socio-economici e reddituali, qualora siano richiesti per la liquidazione della prestazione, se dovuta.

Il processo di riconoscimento si conclude dopo la visita presso la competente Commissione medico-legale, e l’INPS provvederà a inviare il verbale di invalidità civile tramite raccomandata A/R o, se fornito, all’indirizzo PEC dell’utente. Il verbale sarà anche disponibile nel servizio Cassetta postale online.

L’istanza può essere presentata in due modi: direttamente all’INPS attraverso il servizio online apposito, utilizzando le proprie credenziali, oppure mediante un Patronato o un’Associazione di Categoria (come ANFASS, ANMIC, ENS, UIC).

Il termine previsto per l’emanazione dei provvedimenti è di 30 giorni, come stabilito dalla legge n. 241/1990, ma in alcuni casi particolari, la legge può prevedere termini diversi.

Pensione di invalidità per sordità parziale
Pensione di invalidità per sordità parziale – L’immagine mostra il profilo di una persona con un apparecchio acustico.

Quali sono i benefici correlati alla pensione di invalidità per sordità parziale?

La legge prevede determinate prestazioni di sostegno per le persone con deficit uditivo, in base alla gravità della perdita uditiva e all’eventuale presenza di patologie correlate.

A seconda del livello di invalidità superiore al 33%, vengono riconosciuti benefici crescenti secondo la seguente tabella:

Di seguito è riportata una tabella con i codici delle diverse patologie dell’orecchio e la percentuale di invalidità riconosciuta:

CodicePatologiaPunti di invalidità
4001Acufeni di forte intensità (> 3 anni)2
4002Lesione di entrambi i padiglioni auricolari21
4003Lesione di un solo padiglione auricolare13
4004Ipoacusia bilaterale > 75 dB nell’orecchio migliore65
4005Ipoacusia mono o bilaterale pari o inferiore a 75 dBDa 0 a 59
4008Sordità prelinguale causata da perdita uditiva80

FAQ sulla pensione di invalidità per sordità parziale

Come si misura la sordità?

La sordità si misura attraverso un test dell’udito chiamato audiometria. In questo test, un audiogramma è creato tramite un audiometro. Durante il test, lo specialista dell’udito riproduce nella cuffia indossata dal paziente una serie di suoni a diverse frequenze e intensità, e il paziente deve indicare quando riesce a sentirli.

L’asse verticale dell’audiogramma rappresenta il volume o l’intensità del suono, che si misura in decibel (dB). Più si scende sull’asse, più forte diventa il suono.

Inoltre, per definire i livelli di soglia uditiva (grado di perdita uditiva) si utilizza la media della somma delle intensità delle frequenze centrali (500-1000-2000-4000 Hz) secondo uno schema specifico. Ad esempio, un valore medio compreso tra 0-20 dB indica un udito normale, mentre un valore tra 20-40 dB indica una ipoacusia lieve.

È importante notare che la capacità di percepire i suoni può variare notevolmente da individuo a individuo e può anche essere influenzata da fattori come l’età e l’esposizione a rumori forti nel corso della vita.

Come ottenere rimborso ASL per apparecchi acustici?

Per ottenere un rimborso dall’ASL per gli apparecchi acustici, ecco i passaggi generali da seguire:

  1. Sottoponiti a una visita specialistica presso il reparto di Otorinolaringoiatria della ASL per verificare le condizioni necessarie per riconoscere il diritto al rimborso.
  2. Se soffri di ipoacusia con un deficit che supera i 67 db o se sei portatore di altre invalidità e soffri di problemi uditivi, potresti avere diritto al rimborso.
  3. Dopo la visita specialistica, il medico deve eseguire una visita approfondita e redigere una relazione medica che attesti la necessità dell’apparecchio acustico.
  4. Successivamente, devi inoltrare all’Ufficio Protesi e Ausili dell’ASL territorialmente competente tutta la documentazione necessaria.
  5. L’ASL, attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, eroga un contributo sull’acquisto totale o parziale degli apparecchi acustici. Il rimborso varia a seconda della gravità della perdita uditiva, ma generalmente si aggira intorno ai 1300-1400 euro.

Chi ha diritto agli apparecchi acustici gratis?

In Italia, hanno diritto alla fornitura gratuita degli apparecchi acustici le seguenti categorie di persone:

  1. Invalidi civili con una ridotta capacità lavorativa riconosciuta.
  2. I minori di 18 anni.
  3. Ricoverati in strutture sanitarie accreditate, pubbliche e private.
  4. Gli invalidi civili non in età lavorativa che per sommatoria delle patologie raggiungono una percentuale di invalidità pari o superiore a 1/3 (34%).

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