Che cosa si intende per menomazione

La menomazione non va confusa con la disabilità, l’handicap o l’invalidità. In questo approfondimento spieghiamo che cosa si intende per menomazione, analizziamo la terminologia, vediamo come vengono valutate le diverse condizioni e a cosa danno accesso in termini di benefici assistenziali ed economici.
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2/12/23

Quando una persona si può considerare menomata? Che cosa si intende per menomazione? Che differenza c’è tra menomazione, disabilità, handicap e invalidità? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

Spesso, i termini menomazione, disabilità, handicap e invalidità vengono confusi o utilizzati impropriamente.

In realtà, ognuno di questi termini prevede il riconoscimento di differenti condizioni, che di volta in volta difendono diversi diritti e permettono di ottenere specifici benefici socio-assistenziali.

Vediamo quindi che cosa si intende per menomazione, che differenza c’è con la disabilità, l’handicap e l’invalidità, e a cosa si ha diritto in base al differente riconoscimento della condizione.

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Che cosa si intende con menomazione?

Alla domanda “che cosa si intende per menomazione” ha risposto l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), che si è occupata di definire la classificazione e i diversi concetti che ruotano attorno alla “disabilità”.

Per quanto riguarda la menomazione, secondo l’OMS questa condizione fa riferimento a “qualsiasi perdita o anomalia a carico delle strutture o funzioni psicologiche, fisiologiche o anatomiche”.

Si parla quindi di menomazione in caso di mancanza di una gamba fin dalla nascita, oppure di perdita di un arto a causa di un incidente.

Una menomazione, però, può essere anche la perdita della capacità linguistica derivante da un’ischemia, ma anche un disturbo dello spettro autistico o un disturbo schizofrenico.

Chi soffre di schizofrenia ha una menomazione psicologica, che spesso viene chiamata disturbo. A seconda dell’area colpita dal cervello, poi, si possono riscontrare altri tipi di menomazione, ad esempio del linguaggio, dell’udito, dell’intelletto, ecc.

In sintesi: la menomazione rappresenta la deviazione dalla norma sul piano biomedico. In parole più semplici, la menomazione provoca un “allontanamento” dalle funzioni che sono generalmente considerate “normali”, manifestando esteriormente una condizione patologica.

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Che cosa si intende per menomazione e quali sono le differenze con la disabilità?

Abbiamo visto che cosa si intende per menomazione e abbiamo detto che questa condizione si differenzia dalle altre, ovvero dalla disabilità e dall’handicap.

Sempre l’OMS, definisce la disabilità come “la limitazione o la perdita, conseguente a una menomazione, delle capacità di effettuare un’attività nel modo o nei limiti considerati normali per un essere un umano”.

Quindi: la disabilità è una conseguenza della menomazione. Il disabile è una persona che si trova in una condizione caratterizzata da “eccessi o difetti nelle abituali attività”, che ha “prestazioni e comportamenti (eccessivi o difettosi, n.d.r.), che possono essere temporanei, reversibili o irreversibili, progressivi o regressivi”.

Si parla, in sostanza, di disturbi alla persona che possono derivare dalla menomazione.

In altre parole, la disabilità indica lo svantaggio personale che la persona disabile vive, espresso in ciò che è in grado di fare o meno.

Una menomazione di tipo fisico, presente già dalla nascita o che subentra nel corso della vita, può comportare una difficoltà di movimento, mentre una menomazione di tipo psichico genera una disabilità di tipo relazionale, comunicativa, comportamentale, ecc.

Leggi anche cosa vuol dire essere persona disabile, che differenza c’è con l’invalidità e con l’handicap e come capire il grado di disabilità.

Che cosa si intende per menomazione e quali sono le differenze con l’handicap?

Anche per quanto riguarda la definizione di handicap, si parte sempre dal comprendere prima che cosa si intende per menomazione.

Nel senso che, anche l’handicap, viene definito dall’OMS come una possibile conseguenza della menomazione o dalla disabilità.

L’handicap, infatti, rappresenta una “situazione di svantaggio sociale conseguente a una menomazione o anche alla disabilità, che limita o impedisce l’adempimento di un ruolo normale per un individuo in funzione di età, sesso, fattori culturali e sociali”.

L’handicap riguarda il valore attribuito a una situazione o a un’esperienza individuale, quando quest’esperienza di allontana dalla norma.

Quindi, l’handicap si riscontra solo nel caso in cui le condizioni esterne siano di ostacolo alla vita della persona.

Invalidità civile e handicap: quali sono le differenze? Ecco la guida su riconoscimento della disabilità e agevolazioni.

Che cosa si intende per menomazione? Si è sempre persone menomate, disabili e con handicap?

In base a quanto abbiamo detto fino adesso, la menomazione non prevede sempre tutte le altre condizioni, ovvero di disabilità e di handicap come, al contrario, può prevederle.

Per esempio, una persona può avere una menomazione senza essere disabile, perché non comporta delle restrizioni nello svolgimento delle normali attività. Oppure può esser disabile a causa di una menomazione senza essere portatore di handicap, perché la sua condizione non gli crea uno svantaggio sociale.

Ancora, una persona può avere uno svantaggio sociale a causa di una menomazione, ma non di una disabilità.

Il riconoscimento dell’handicap dà accesso alle agevolazioni Legge 104/1992. Non può essere richiesta, però, se non sono presenti i requisiti sanitari necessari. Vediamo quindi quando richiedere la Legge 104 e a cosa dà diritto.

Che cosa si intende per menomazione
Che cosa si intende per menomazione

Che cosa si intende per menomazione, disabilità e handicap nella nuova classificazione dell’OMS?

Abbiamo detto che è l’OMS a chiarire che cosa si intende per menomazione, per disabilità e per handicap.

Nel 2001, la stessa OMS ha pubblicato la classificazione ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento della Disabilità e della Salute.

Si tratta del modello di riferimento per la descrizione della salute e degli stati a essa correlati.

In pratica, l’OMS collega la condizione di salute e l’ambiente, promuovendo un metodo di misurazione della salute, delle capacità e delle difficoltà nella realizzazione di attività, che consente di individuare gli ostacoli da eliminare o gli interventi da effettuare affinché la persona possa raggiungere il massimo della propria autorealizzazione.

Il sistema attualmente in uso per la definizione della terminologia, tiene conto delle complessità dell’individuo e delle aree di funzionamento. Non classifica più le malattie, ma le componenti della salute, intese come punti di forza per la qualità della vita della persona.

Il riconoscimento della disabilità dà diritto ad aiuti e benefici, sia economici che fiscali. Vediamo chi accerta e certifica la disabilità e qual è la procedura da seguire per richiedere l’accertamento.

Che cosa si intende per menomazione e a cosa si ha diritto?

Una volta chiarito che cosa si intende per menomazione, vediamo quali sono i diritti delle persone che presentano questa condizione.

Chi ha una menomazione può presentare domanda per l’accertamento dell’invalidità civile e vedersi riconoscere diritti assistenziali ed economici.

L’invalidità viene espressa in una percentuale, ciascuna delle quali dà diritto a determinati benefici. Nello specifico:

dal 33%: diritto a ricevere gratuitamente dal servizio sanitario nazionale aiuti e protesi;

  • dal 45%: diritto a essere iscritti nelle liste dei lavoratori appartenenti alle categorie protette, istituite presso i Centri per l’impiego;
  • dal 50%: diritto ai congedi per cure mediche, purché siano previsti dal contratto nazionale collettivo del settore in cui si lavora;
  • dal 74%: diritto all’assegno mensile, il cui importo varia a seconda del reddito;

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